di Gennaro Carotenuto, mercoledì 27 maggio 2009, 22:02
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Disinformazione
Come diceva il vecchio Teodoro Roosevelt, Silvio Berlusconi “è un figlio di puttana ma è il nostro figlio di puttana”.
Pertanto non permetterò a nessun giornale britannico, un paese che è arrivato al degrado di farsi governare da Margaret Thatcher e Tony Blair, guerrafondai, amici di dittatori, bugiardi professionali, affamatori di popoli, di insultare il primo ministro del mio paese, per quanto io stesso possa disprezzarlo.
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Vedo gli obamiti italiani fare la ola e vorrei condividere un po’ di più di quell’ottimismo un po’ ingenuo di chi continua a considerare il più “bla bla” dei presidenti statunitensi, John F. Kennedy, come un cambiamento.
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Causa fastidio immenso quando escono statistiche internazionali -che spesso vedono l’Italia in ribasso- e i giornali titolano come un sol uomo: “vergogna, siamo peggio di”.
Oggi ne abbiamo addirittura due esempi: per l’Università titolano che “siamo peggio del Cile e del Messico” e per la capacità di fare impresa “vergogna, siamo peggio della Turchia”.
Ricorda quando il centrosinistra si accozza (si attacca come una cozza) a “l’autorevole Economist“. Quel dogmatico settimanale avrebbe sempre ragione a prescindere. Ma soprattutto quelle espressioni fastidiose ci parlano di un paese, l’Italia, i complessi di inferiorità del quale si mescolano a quelli di superiorità. Il tutto in una tempesta nel suo bicchier d’acqua, immobile e mezzo vuoto.
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Il primo pensiero è di allegria, allegria per Ingrid Betancourt e per gli altri 14 sequestrati liberati, tra i quali tre mercenari statunitensi, che in qualunque altro conflitto al mondo sarebbero stati da tempo passati per le armi.
Il secondo pensiero è perchè non si spenga la luce sulle centinaia di ostaggi che restano nella selva nelle mani delle FARC. Si vedrà se l’interesse dei benpensanti europei per la selva colombiana era genuino o era solo figlio del colonialismo mentale e razzista con il quale l’Europa guarda ai drammi del Sud del mondo. Se le luci sulla selva si spegneranno dovremo amaramente concludere una volta di più che è così, che la benpensante Europa si mobilita solo se qualcuno buca lo schermo. Altrimenti se ne frega.
Il terzo pensiero è per Álvaro Uribe, apparente trionfatore della giornata di oggi. La giornata per lui si era aperta nel peggiore dei modi, come si era aperta la settimana, il mese, l’anno. La Corte Suprema, con parole insolitamente dure, aveva preteso il rispetto delle proprie decisioni da parte del Presidente che non accetta che la sua stessa rielezione, nel 2006, sia stata viziata dalla corruzione nella forma e nella sostanza e che potrebbe perfino essere annullata.
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Avete letto tutti di Roberto Sandalo. Lugubre personaggio come sicario rosso di Prima Linea, lugubre personaggio come pentito ad orologeria, lugubre personaggio come Guardia padana (le tragedie si ripetono in farsa) e lugubre personaggio come terrorista cristiano anti-islamico. Probabilmente per Umberto Bossi e Roberto Calderoli Sandalo è un eroe (spero che nessuno lo difenda da sinistra, ma oramai siamo preparati al peggio), come lo stalliere mafioso Mangano lo è per Marcello dell’Utri e Silvio Berlusconi.
Avete visto tutti le ondate di solidarietà filotibetane, spesso giustificate, e le puntualizzazioni, spesso giuste, sulle bugie che dicono i cinesi. Avete visto tutti che ieri nel remoto Xinjiang, 72 ore di treno da Pechino (almeno quando ci sono stato io), sono stati arrestati 45 disgraziati con accuse di terrorismo che in Cina valgono una pallottola nella nuca senza guardare per il sottile.
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Domenica è stato fondato a Buenos Aires il Banco del Sur, Banco del Sud. Dopo un anno di negoziati, ne sono paesi fondatori il Brasile, l’Argentina, il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia, il Paraguay e l’Uruguay, che insieme raccolgono i tre quarti della popolazione del Sud America, 284 dei 375 milioni di abitanti. Restano fuori solo Cile, Perù e Colombia, i paesi della costa pacifica che ancora guardano a Washington. Lula da Silva, Hugo Chávez e Nestor Kirchner (che ha voluto far coincidere il raggiungimento di questo risultato con la conclusione del suo mandato presidenziale), sono i padri in quello che si profila come un passaggio decisivo verso l’integrazione latinoamericana.
Il Banco del Sur, che avrà come sede principale Caracas, fu proposto dal presidente venezuelano Hugo Chávez alla fine del 2004 (ne parlò a chi scrive in questa intervista) e fu accolto da
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di Gennaro Carotenuto, domenica 28 gennaio 2007, 16:38
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Dialoghi
Francesco Zurlo: su un numero di Latinoamerica di qualche tempo fa, in un articolo di Gianni Minà, lessi che i Radicali Italiani stavano costituendo (o avevano costituito) un organismo collegato al NED americano. E’ vero? Perché se fosse così, ben si capirebbero certe esternazioni della Bonino su Chávez, commentate anche in questo blog qualche tempo fa…
Gennaro Carotenuto: Non credo sia andato in porto. L’ "Organizzazione mondiale delle democrazie", una pseudoriforma dell’ONU voluta da Emma Bonino in modo che gli Occidentali potessero monopolizzarla definitivamente, è abortita anni fa. Allo stesso modo non credo nascerà mai l’ “Italian and European Endowment for Democracy” che era una boutade elettorale della Rosa nel Pugno e una testimonianza in più del colonialismo mentale del quale è vittima il Partito Radicale.
In ogni caso la sinergia tra Partito Radicale e organizzazioni come il NED e Freedom House è totale. Matteo Mecacci, uomo di raccordo tra i radicali e il governo statunitense, tanto da trovare ampio spazio sulle pagine del quotidiano di riferimento del Pentagono e di Donald Rumsfeld, il Washington Times (quello che parla di "asse del male latinoamericano da colpire"), lavora in … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 20 settembre 2006, 10:48
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Disinformazione, Media

Diceva non ricordo più chi: “non sono io che sono razzista, sono loro che sono meridionali”. Parafrasandolo potremmo dire: “non sono io che ce l’ho con loro, sono loro che sono la Repubblica”. Il box che trovate a pagina 12 del quotidiano romano (cliccate sull’immagine per ingrandirla), sulle reazioni della cosiddetta “stampa internazionale” sulle polemiche su Ratzinger e Islam, è una sorta di proclama politico-culturale del quotidiano romano.
Sotto il sibillino titolo “stampa internazionale” sono elencate infatti le reazioni di quattro quotidiani … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 19 dicembre 2005, 09:45
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America latina
Un indigeno presidente di un paese popolato da indigeni. Un risultato preoccupante, no?
Sì, se si rappresenta una multinazionale nordamericana che pretende di portar via il gas naturale boliviano ad un terzo del prezzo di mercato.
No, se si è un contadino andino che vive sopra un’immensa bolla di quel gas, ma di questo gas non può beneficiarsi e deve disboscare alberi per riscaldarsi o cucinare.
Sì, è preoccupante se si è parte dell’aristocrazia creola che perpetua da 500 anni rapporti di produzione premoderni e per perpetuarli è disposta a tutto, anche a dividere il paese e portarlo alla guerra civile.
No, non è preoccupante, se si è un indigeno quechua, aymará, guaraní … Leggi tutto
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