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Fastidioso criptorazzismo, o forse solo i paraocchi di un paese "ciuccio e presuntuoso"

tomasmoulian Causa fastidio immenso quando escono statistiche internazionali -che spesso vedono l’Italia in ribasso- e i giornali titolano come un sol uomo: “vergogna, siamo peggio di”.

Oggi ne abbiamo addirittura due esempi: per l’Università titolano che “siamo peggio del Cile e del Messico” e per la capacità di fare impresa “vergogna, siamo peggio della Turchia”.

Ricorda quando il centrosinistra si accozza (si attacca come una cozza) a “l’autorevole Economist“. Quel dogmatico settimanale avrebbe sempre ragione a prescindere. Ma soprattutto quelle espressioni fastidiose ci parlano di un paese, l’Italia, i complessi di inferiorità del quale si mescolano a quelli di superiorità. Il tutto in una tempesta nel suo bicchier d’acqua, immobile e mezzo vuoto.

Forse non è razzismo l’autoconvincersi che un messicano non possa fare un’Università migliore della nostra. Penso al Tecnologico di Monterrey al confronto con il quale la decantata Bocconi sparisce. O penso all’Università di Guadalajara, che mi ospitò due anni fa per una conferenza, o all’UNAM di Città del Messico con decine di poli d’eccellenza. Oppure penso al Cile, con il suo sistema privatistico duro, inaccettabilmente escludente, ma non per questo qualitativamente inefficiente. Chi scrive però sa di cosa parla perché è andato a conoscerlo da vicino, invitato per esempio dalla stessa Università del Cile a tenere lezioni o dall’ARCIS, il rettore della quale è nada menos che il grande Tomás Moulian (nella foto).

Invece chi dice e scrive, “vergogna, peggio del Cile e del Messico” è da escludere che sappia di cosa si parli. “Galli sulla monnezza”, gli italiani sono abituati a guardare sempre dal basso verso l’alto ed in maniera servile i paesi anglosassoni, la Francia, la Germania e pochi altri, ma si rifanno guardando dall’alto in basso tutto il resto del mondo. In America latina un tale atteggiamento si definisce “colonialismo mentale”. Ma il mondo, soprattutto quello globalizzato, è ben diverso e non aspetta quest’Italia “ciuccia e presuntuosa” che non va da nessuna parte, la governi chi la governi.

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