giovedì 09 settembre 2010, 00:18
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Gli storici cileni con lo sciopero dei mapuche

Un gruppo di 180 docenti universitari di discipline storiche ha manifestato ieri a Santiago del Cile in solidarietà con lo sciopero della fame, giunto al 58° giorno, di 32 indigeni mapuche incarcerati nel sud del paese.

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Fidel Castro accusa Ahmedinejad di antisemitismo

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L’ex presidente cubano Fidel Castro, in un’intervista concessa al settimanale statunitense “The Atlantic”, ha attaccato duramente il presidente iraniano Mahmoud Ahmedinejad intimandogli di “smettere di diffamare gli ebrei”.

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Brevi-ario latinoamericano 8 – Telesur nel mirino in Colombia, danni collaterali in Messico, Dilma in carrozza in Brasile

dilma-rousseff-una-donna-alla-guida-del-brasileIn questo numero William Parra di Telesur arrestato in Colombia, Dilma Rousseff (foto) oltre il 50% nei sondaggi, scuola in Messico peggio che in Italia (sic), Satelliti latinoamericani, il repressore Bussi di nuovo processato, danni collaterali in Messico come in Iraq. … Leggi tutto

Annalisa Melandri, ad maiora!

strega-225x300Voglio celebrare il nuovo sito di una grandissima blogger, militante e (last but not least, si incazzerà per l’inglese) amica cara: Annalisa Melandri. Appassionata quanto competente, attenta, rigorosa quanto radicale, è la dimostrazione vivente che esista un diritto/dovere d’informare che non può essere appannaggio di pochi.

Con l’appoggio tecnico del grande Dario Caregnato, lo stesso che ha disegnato Giornalismo partecipativo, ecco un sito tutto nuovo, ma tutto uguale. Che è la cosa più importante.

con affetto e ammirazione

Gennaro

Re Giorgio I Napolitano: un sovrano magnanimo per i cittadini che tornano sudditi

stor_11468806_27140Complice Internet, che funge da moltiplicatore e facilitatore, gli appelli a Giorgio Napolitano si susseguono oramai senza limiti. Perfino Umberto Bossi e Silvio Berlusconi salgono sul Colle a chiedere quello che non può dare loro, ovvero la testa di Gianfranco Fini.

Al dì là della strumentalità e dell’assenza assoluta di basi di diritto costituzionale, l’appello al presidente della Repubblica perfino da parte del Capo del governo, testimonia la regressione della nostra democrazia e della nostra Repubblica.

Queste sono vittime non tanto del cesarismo berlusconiano, quanto (ed è molto peggio) del modello economico vigente che considera non più dirimibili con la politica o con la giustizia temi come lo stato sociale o il diritto del lavoro. Non lascia al cittadino che l’arcaica supplica del suddito al monarca. Appellarsi al Capo dello Stato, una sorta di Re taumaturgo che miracola i suoi sudditi, uno su mille, diventa per molti l’ultima speranza di giustizia in una democrazia che non c’è più.

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Perù, basi militari affittasi a gringos solventi

garciabush Il presidente peruviano Alan García (nella foto con George Bush) ha invitato gli Stati Uniti ad installare basi militari in territorio peruviano e ha protestato perché la Colombia ottiene più aiuti del Perù.

Ha scelto il pulpito della CNN il presidente peruviano Alan García, con un lontanissimo passato progressista e nazionalista nell’APRA, ma da secoli ortodossamente allineato a quell’America che guarda ancora a Washington e al Fondo Monetario Internazionale per risolvere i propri problemi.

E da quel pulpito Alan García ha lasciato partire quella che è una vera e propria bomba: “gli statunitensi hanno già qui da noi (le basi di Santa Lucía, Almapampa e Mazamari, ndr) elicotteri e punti di osservazione satellitari. Sarebbe ottimo se stabilissero delle vere e proprie basi militari”.

Anzi, già che c’era, Alan García ha criticato apertamente Barack Obama per disinteressarsi del Perù e per dare la miseria di appena 37 milioni di dollari l’anno per aiutarlo in una lotta al narcotraffico nella quale nei quattro anni da presidente non ha ottenuto alcun risultato. “Per le questioni umane e universali – ha dichiarato sorprendentemente García – non esiste sovranità né patriottismo. Se gli statunitensi vogliono mandare truppe sono i benvenuti”.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Afghanistan-Messico qual è il luogo più pericoloso al mondo per i giornalisti?

L’atroce decapitazione di un giornalista a Kabul implica che la notizia giustamente finisca in prima pagina e che Reporter senza Frontiere affermi che l’Afghanistan sia il paese più pericoloso al mondo per i giornalisti.

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Angelo Vassallo, così muore un italiano

20100907primapaginaIl Manifesto – Angelo Vassallo, ucciso per legalità

Lo hanno pedinato, seguito e bloccato, quindi hanno esploso almeno nove proiettili, probabilmente da due pistole diverse di calibro 9×21, centrandolo prima in pieno volto e poi infierendo su tutto il corpo. Colpi mortali che non hanno lasciato scampo ad Angelo Vassallo, 57 anni, il sindaco Pd di Pollica (Sa), freddato domenica sera tra le 9 e le 10:30. Il primo cittadino ambientalista convinto paladino di tante battaglie contro gli abusi edilizi è deceduto così mentre percorreva da solo sulla sua Audi una strada appena inaugurata proprio dal suo comune; il suo corpo è stato ritrovato riverso sul sedile anteriore dell’autovettura che aveva il freno a mano tirato e il finestrino abbassato. Segno che Vassallo volesse parlare ai suoi killer? Al momento il movente del suo omicidio, che gli inquirenti definiscono di estrema brutalità per un’area poco abituata alla violenza e oggi sotto choc, resta senza risposte.

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Brevi-ario 7 – Cristina in Twitter, pensiero critico in Ecuador, anziani poveri in Ecuador

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In questo numero: 8 anziani su 10 poveri in Messico, Cristina in Twitter, pensiero critico in Ecuador, rettore paramilitare in Colombia, due barili d’oro in El Salvador, Petrobras cresce, la Concertazione si ricorda dei mapuche, lirica nelle scuole popolari in Uruguay.

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La morte dell’Università pubblica?

Didascalico e ragionevole di Gianfranco Viesti da “La gazzetta del Mezzogiorno”. Ne consiglio la circolazione anche tra i non addetti ai lavori (gc).

L’anno accademico 2010-2011 potrebbe segnare la fine dell’università pubblica in Italia così come la conosciamo da decenni. Questo dipende da decisioni già prese dal Governo.

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Meglio Fini o la Trota Chiamparino?

chiamparino-trota Riporto indietro l’orologio a La Stampa di domenica mattina e a queste due paginate firmate Ricolfi (online non c’è tutto) di lancio del prodotto Sergio Chiamparino come leader del centrosinistra.

In buona sostanza il sindaco di Torino dice apertamente: la Lega ha ragione, la Padania esiste, il PD se vuol vincere al Nord deve essere una “Lega civilizzata”. Da due o tre passaggi si capisce inoltre che Chiamparino conosca e gli importi del Sud più o meno come importa a Renzo Bossi detto “la trota”.

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Fantastico TG1!

A commentare il discorso di Gianfranco Fini perfetta par condicio: Fabrizio Cicchitto in studio e Maurizio Gasparri in diretta!

Diari di Mussolini – La perizia che smentisce Marcello dell’Utri

mussolini Pubblichiamo la perizia di Emilio Gentile che già nel 2005 inchiodava e riconosceva come falsi i diari di Mussolini che Marcello dell’Utri farà pubblicare a Bompiani (gc).

Considerazioni su alcuni diari manoscritti attribuiti a Benito Mussolini.

di Emilio Gentile

I diari manoscritti attribuiti a Benito Mussolini, da me esaminati, sono contenuti in cinque agende, ciascuna per ogni anno, dal 1935 al 1939. L’esistenza di diari mussoliniani relativi agli anni dal 1935 al 1939 è provata dalla testimonianza dello stesso Mussolini, che nel suo libro Parlo con Bruno, pubblicato nel 1941, scrive di aver tenuto un diario fino al 1940, e ne cita alcuni passi degli anni 1935-1938, che si riferiscono al figlio Bruno, morto durante la seconda guerra mondiale.

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Frattocchie 2.0

frattocchie20Oggi pomeriggio a Pesaro terrò una lezione sul Giornalismo partecipativo nell’ambito di “Frattocchie 2.0”. Oltre alla piacevole autoironia del titolo dei tre giorni di corso di formazione per quadri del Partito Democratico sono molto interessato a capire se i 150 iscritti sono interessati solo alla gestione della loro immagine in Rete o anche a maturare strumenti per fare informazione negata. Chissà. Io parlerò come casi di scuola degli zapatisti e degli SMS spagnoli dopo la strage di Atocha.

Brevi-ario latinoamericano 6 – Fidel per la pace, torturatori in sciopero della fame in Argentina

Tradate, bonus bebè solo agli italiani: “per conservare la cultura europea”

Brevi-ario latinoamericano 5 – Ronde bolivariane, Isabel Allende svolta a destra, ad Haiti le truppe ONU uccidono

Ma i precari storici non hanno necessariamente ragione

Brevi-ario latinoamericano 4 – il primo transessuale a Cuba, attentato alla stampa a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez

Il livore di Mariastella Gelmini

Catania, primo ateneo a numero chiuso

Brevi-ario latinoamericano 3 – Rivoluzione mediatica in Argentina. mariuhana libera in California?

Test d’ingresso, la demagogia padana di Severgnini