di Redazione, venerdì 27 gennaio 2012, 14:40
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Italia, Primo piano, Scuola, università, ricerca
Ho partecipato con grande convinzione alla stesura di questo appello in difesa dell’Università pubblica, assediata ieri dal nichilismo gelminiano e oggi dai tecnocrati neoliberali di Mario Monti. “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. I prestiti d’onore servono solo a garantire ai capaci e meritevoli privi di mezzi un futuro di debiti. L’abolizione del valore legale del titolo di studio configura un’ università classista, se non razzista, che esclude capaci e meritevoli privi di mezzi dalle università di serie A. Solo l’Università pubblica, gratuita e di qualità può essere strumento di progresso, crescita, democrazia e perequazione sociale (gc). Adesioni qui.
Tasse studentesche più alte e abolizione del valore legale del titolo di studio non miglioreranno l’università pubblica italiana.
Approfittando dell’attenzione dell’opinione pubblica verso le “liberalizzazioni” di alcuni settori di attività del nostro Paese come strumento per una loro modernizzazione, in questi giorni è stata rilanciata – con l’adesione di un gruppo di docenti universitari – la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio (valevole quindi come condizione di accesso ai concorsi per l’impiego pubblico) e di “liberalizzare” le tasse studentesche (già tra le più alte dell’Europa continentale, specie se in rapporto agli scarsi servizi disponibili ed ai livelli di reddito), affiancandovi un sistema di prestiti agli studenti, da restituire dopo l’ingresso nel mercato del lavoro. … Leggi tutto
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Il mondo della comunicazione nell’ultimo decennio si è rivoluzionato. I mass media continuano a fabbricare consenso, ma vivono un crollo verticale di credibilità. Al polo opposto, la biodiversità informativa generata da Internet sta democratizzando la comunicazione in nuove forme di giornalismo diffuso e partecipativo che può e deve contaminare in positivo i primi. Giornalismo partecipativo [...]
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In breve:
Gennaro Carotenuto insegna Storia del Giornalismo e Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata. Studioso di politica internazionale, dei regimi dittatoriali e di storia contemporanea dell’America Latina, insegna anche Geopolitica e Storia Orale e presso la SSIS della stessa università, oltre ad essere professore invitato presso l’Università di Montevideo, Uruguay. E’ laureato in storia presso l’Università di Pisa e dottore di ricerca a Valencia, Spagna.
Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3Rai, con il quotidiano La Stampa, e il trimestrale Latinoamerica dove scrive dal 1992. Nel ’96 ha lavorato presso la redazione centrale del quotidiano El País di Madrid. Dal '97 scrive ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha e scrive come analista internazionale per periodici tra i quali La Jornada di Città del Messico. Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano e nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM.
Leggi anche: Come organizzare incontri con Gennaro Carotenuto
Scheda del saggio Franco e Mussolini
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Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per un pezzo di pane, che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato: vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
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Pochi pensavano che potesse succedere, eppure anche in Guatemala la giustizia avanza per il genocidio con il quale l’esercito guatemalteco, con il supporto organico di quello statunitense, in nome dell’anticomunismo fece terra bruciata della comunità Maya, assassinando almeno 200.000 persone tra gli anni ‘60 e ‘80, il numero più alto tra tutti i sistemi repressivi latinoamericani.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 25 gennaio 2012, 11:51
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Messico: Secondo Stratfor “los Zetas” starebbero vincendo la guerra contro il Cartello di Sinaloa. Chissà, io vedo 50.000 morti e oscurità
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di Gennaro Carotenuto, martedì 24 gennaio 2012, 10:29
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Italia, Legalità, Primo piano, Uguaglianza

La tabella dell’Agenzia delle Entrate, interessantissima, serve a chiarire molti luoghi comuni.
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Tutto cambia velocemente. Fino ad un decennio fa la globalizzazione neoliberale sembrava un’estensione del colonialismo classico con le periferie destinate a continuare ad essere satelliti dei loro rispettivi soli. Come in questo sito stiamo raccontando da anni, spesso trattati come pazzi o estremisti, non è andata così e per l’America latina le relazioni monogamiche con gli Stati Uniti sono un ricordo del passato. Adesso tocca all’India che in poco più di un decennio calcola di moltiplicare per 25 l’intercambio.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 21 gennaio 2012, 10:46
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Primo piano
Paola Caridi
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 19 gennaio 2012, 16:32
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Neoliberismo, Politica internazionale
Non è bastato a S&P il downgrade di mezza Europa. Adesso arrivano anche i messaggi (in stile un po’ mafioso) con i quali l’agenzia si dice essere stata troppo generosa nel recente downgrade con alcuni paesi. È il caso della Spagna, il debito della quale è stato appena abbassato nella valutazione ad una “A” ma che, secondo la direttrice generale per i debiti degli stati di Europa e Africa, Myriam Fernández, avrebbe dovuto essere parecchio più in basso, un BB. Secondo la signora vi sarebbe una classificazione ufficiale dei paesi (con valori di comodo) e una classificazione “implicita” che i mercati assegnano ai titoli. Di conseguenza in qualche caso sarebbe inutile infierire assegnando ai paesi il valore reale.
Commento: Brutta gente.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 17 gennaio 2012, 09:47
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Neoliberismo, Politica internazionale
Quando le agenzie di rating (lungi da me difenderle) valutavano come spazzatura i debiti dei paesi del Sud del mondo, Standard&Poor e soci erano la bibbia e servivano come una clava per imporre privatizzazioni, svendite e distruzione di servizi pubblici di base, salute, educazione e per permettere a speculatori e multinazionali di lucrare sulla miseria.
Adesso che colpiscono le grandi capitali europee, Vienna, Parigi, Roma, il presidente della BCE Mario Draghi, le attacca e vaticina che dovremo imparare a farne a meno. Meglio tardi che mai, ma che vergogna!
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 16 gennaio 2012, 17:44
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Media, Primo piano

Il TGCOM di Mediaset ha lanciato un ameno sondaggio per stabilire di chi è la colpa del naufragio dell’Isola del Giglio. Sciacalli.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 16 gennaio 2012, 09:45
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Femminicidi, Italia, Primo piano
Enza Cappuccio, una ragazza di 33 anni di Marano, è la dodicesima vittima di femminicidio in Italia nei primi 15 giorni del 2012.
La notizia non sfonda tra l’affondamento del Titanic e il rating del paese mandato in serie B dalle valutazioni interessate della S&P. Ma è in serie C l’Italia per femminicidi, a nord, a sud, nel centro Italia, da Monza a Civitanova Marche, da Trapani ad Avellino, giovani, vecchi, di mezza età, colti e analfabeti, mariti incazzosi o depressi, compagni e fidanzati promossi o respinti, con e senza account Facebook sul quale depistare le indagini.
È una guerra non dichiarata, che compete con gli omicidi a sfondo criminalità e oramai si avvicina per numeri ai morti sul lavoro. 122 nel 2009, 113 nel 2010, 137 nel 2011, e il 2012 è iniziato con una media più che doppia.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 15 gennaio 2012, 21:57
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Legalità

"Noi prostitute insistiamo a dire che i politici non sono figli nostri".
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di Gennaro Carotenuto, domenica 15 gennaio 2012, 19:30
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Media, Primo piano, Razzismo
Bianca Berlinguer (e mille altri peggio di lei): “Ha 24 anni ed è slavo”.
Così ha introdotto nel TG3, il telegiornale italiano più politicamente corretto, la notizia sull’arresto del criminale che ha assassinato a Milano a bordo di un SUV un vigile urbano. Non c’è nulla da fare: oggi in qualunque media la cosa più importante per una notizia di cronaca nera è la nazionalità (quella degli avi, il passaporto invece non conta), del presunto autore del crimine.
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di Redazione, domenica 15 gennaio 2012, 11:40
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Italia, Scuola, università, ricerca
Un intervento di Mila Spicola sulla proposta di Marco Rossi Doria, sottosegretario all’Istruzione di ridurre la durata del percorso scolastico (gc).
Un anno in meno a scuola? Le ragioni del sì e quelle del no.
Ha provocato un vespaio il semplice accenno del sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria all’eventualità di riforma del ciclo d’istruzione, cioè la proposta di diminuirlo di un anno.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 14 gennaio 2012, 20:21
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Politica internazionale, Primo piano
Si possono dire molte cose su José Luis Rodríguez Zapatero, capo del governo spagnolo uscente, ma non che si sia arricchito nei suoi anni alla Moncloa.
Ciò al contrario dei suoi predecessori Adolfo Suárez, Felipe González e José María Aznar che da capi del governo hanno costruito medie o grandi fortune economiche (soprattutto Aznar) o del noto cleptomane Francisco Franco, capace di ammassare qualunque bene mobile o immobile gli capitasse a tiro.
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