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La Sandalite mentale dei media e il colonialismo mentale dell’opinione pubblica (di sinistra)

khasgara1 Avete letto tutti di Roberto Sandalo. Lugubre personaggio come sicario rosso di Prima Linea, lugubre personaggio come pentito ad orologeria, lugubre personaggio come Guardia padana (le tragedie si ripetono in farsa) e lugubre personaggio come terrorista cristiano anti-islamico. Probabilmente per Umberto Bossi e Roberto Calderoli Sandalo è un eroe (spero che nessuno lo difenda da sinistra, ma oramai siamo preparati al peggio), come lo stalliere mafioso Mangano lo è per Marcello dell’Utri e Silvio Berlusconi.

Avete visto tutti le ondate di solidarietà filotibetane, spesso giustificate, e le puntualizzazioni, spesso giuste, sulle bugie che dicono i cinesi. Avete visto tutti che ieri nel remoto Xinjiang, 72 ore di treno da Pechino (almeno quando ci sono stato io), sono stati arrestati 45 disgraziati con accuse di terrorismo che in Cina valgono una pallottola nella nuca senza guardare per il sottile.

E’ molto probabile (ma potrebbe essere un pregiudizio di chi scrive) che le accuse contro questi 45 disgraziati siano del tutto inventate, ma i nostri media, tutti, ieri e oggi sono per magia diventati straordinariamente filocinesi. Danno credito al governo di Pechino, alla stampa di regime cinese, e (almeno nella maggior parte dei casi) non si preoccupano neanche di usare il condizionale o mettere un “accusati di” e ti spiattellano un bell’indicativo presente: “sventato un piano dei terroristi islamici contro le Olimpiadi”. Viva la polizia cinese!

E’ la logica del nemico prevalente nella “guerra al terrorismo”. Come un sol’uomo basta dire “terrorista islamico” e immediatamente sbianca la coscienza pure del regime cinese, che se si fa un po’ prudente in Tibet, può reprimere come vuole nel suo estremo West musulmano. Per i media, se la Cina reprime in Tibet è nemico, se reprime nello Xinjiang è amico.

Chi è nemico e chi è amico è un problema affascinante. C’è chi non ci dorme la notte su come posizionarsi. E’ molto pesante la maniera con la quale da una parte della sinistra si tenta di giustificare la Cina. Se da una parte è evidente che ci sia una manipolazione anticinese nelle proteste protibetane in Occidente, è ancor più evidente che mettere struzzamente la testa sotto la sabbia sulle sistematiche violazioni dei diritti umani nel Tibet e in Cina, non è né corretto né dignitoso, a patto di non iscriversi al cosiddetto “partito del nemico del mio nemico”. Eppure è quello che si ascolta in giro con crescente frequenza. Siccome i tibetani sono amici (ma lo sono?) degli amerikani allora io difendo i cinesi. Chi si iscrive al partito procinese in quanto antiamerikano, di fronte alla repressione e alle violazioni dei diritti umani, sostiene strenuamente (e con sprezzo del ridicolo) che tali violazioni siano in tutto o in parte una balla inventata dalla CIA (che pure ne inventa a quintali, ma andrebbe dimostrato), e si appiattisce più che può su quello che dice Pechino (ma siete sicuri che la Cina sia nemica della Coca-Cola?).

Tra gli argomenti di quelli che hanno orrore da sinistra del (presunto) complotto anticinese e perciò sono disposti a chiudere entrambi gli occhi sul paradiso dei lavoratori, se ne fa strada uno che trovo particolarmente repellente e sintomo di una fragilità culturale che temo irreversibile: “il Tibet era feudale e premoderno, il Dalai Lama non è democratico, la Cina ha portato il progresso, le strade, la modernità”. A dimostrazione delle loro tesi fanno girare articoli che portano a dimostrazione delle loro tesi addirittura le testimonianze di nazisti, e riecco che, come per l’antisemitismo, torniamo al rosso-bruno.

Viva la Cina dunque? Ma non vi puzza di muffa un argomento del genere? Dove l’ho già sentito questo discorso? Lo diceva per esempio pari pari un signore chiamato Benito Mussolini sul Negus e sull’Etiopia: “il fascismo porta le strade, il progresso e la modernità”. Lo dicevano gli inglesi in India, i francesi in Algeria, gli statunitensi in Iraq e lo dice ancora oggi chiunque da destra sostiene il colonialismo che porta la civiltà ai barbari. Ma non vi vergognate?

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