Thursday 09 February 2012, 10:31

Gli articoli con tag: " neoconservatori "

Due o tre cose che (forse) ho capito di Teheran

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Se fossi iraniano sarei in piazza, sarebbe la scelta più probabile. In subordine mi sentirei manipolato e starei a casa. Di sicuro non riesce a piacermi Mahmoud Ahmedinejad per una serie di ragioni che vanno da un uso propagandistico dell’antisemitismo che mi ripugna, al ruolo della donna che è sempre una cartina tornasole sullo stato di una società, al fatto che non vi sia stato durante il suo mandato un avanzamento nel campo del rispetto dei diritti umani (nessuno se lo aspettava) anche se non so dire se questo sia peggiorato o se un miglioramento ci fosse stato al tempo del riformista Mohammad Khatami.

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Hillary Clinton a Pechino col cappello in mano

hillaryIl nuovo segretario di Stato statunitense, Hillary Clinton è andata a Pechino col cappello in mano.

E’ andata a chiedere in punta di piedi di non far crollare il castello del debito estero del più indebitato paese al mondo, il suo.

La battagliera denuncia sulle violazioni dei diritti umani che fece quando andò in Cina al seguito del marito è oramai un ricordo.

Oggi sono i cinesi che con un battito d’ali di farfalla possono mettere definitivamente in ginocchio gli Stati Uniti dopo un trentennio di catastrofe neoliberale.

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Ida Dominijanni – L’onda di Obama travolgerà Berlusconi

Per quanto si affanni a seminare ottimismo e a ingiungere consumismo, a promettere sfracelli sulla giustizia e a costruirsi pioli per il Quirinale, a tenersi incollati Fini e Bossi e a emettere decreti legge, Silvio Berlusconi appare ormai un uomo di governo e un capo politico fuori dal tempo e dalla storia. E per quanto possa sembrare una fantasticheria dirlo a fronte della nuda realtà dei numeri del parlamento e dei sondaggi, il suo astro appare destinato a tramontare nella svolta politica, geopolitica e culturale provocata dall’elezione di Barack Obama.

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“Bush non era di destra, era solo un cretino”

Una volta anche per il revisionismo ci volevano alcuni decenni. Anzi, prima si faceva la storia, poi veniva la storiografia, poi si digeriva, e poi solo dopo un bel po’ si revisionava, spesso pretestuosamente. Adesso il revisionismo si fa a tambur battente. Bastano 48 ore, saltando i preliminari.

Quando stasera a Zapping, la trasmissione di Radio1 più di destra di tutta la radiofonia, moderata (per modo di dire) da Aldo Forbice, che in questi anni ha difeso tutti i crimini del neoliberismo e tutte le guerre del neoconservatorismo, una degli opinionisti, l’imprenditrice veneta Marina Salomon ha spiattellato lì: “Bush non era di destra, era solo un cretino” confesso che mi è corso un brivido nella schiena.

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Barack Obama: senza pregiudizio, né positivo né negativo

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Vedo gli obamiti italiani fare la ola e vorrei condividere un po’ di più di quell’ottimismo un po’ ingenuo di chi continua a considerare il più “bla bla” dei presidenti statunitensi, John F. Kennedy, come un cambiamento.

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Lo spettro di un fiasco (il manifesto)

autore: Michel Warschawski
Portavoce del Centro d’Informazione Alternativa a Gerusalemme, autore di «Israele-Palestina, la sfida binazionale» (Edizioni Sapere 2000)

Barak sogna il blitz krieg ma l’aria sta già cambiando
Bisogna dirlo e ripeterlo: quella che si svolge nella Striscia di Gaza non è una guerra, ma una carneficina compiuta dalla terza forza aerea al mondo contro una popolazione indifesa.
Bisogna dirlo e ripeterlo: la carneficina di Gaza non è una reazione «sproporzionata» ai razzi lanciati dai militanti della Jihad Islamica e altri gruppuscoli palestinesi sulle località israeliane vicine alla Striscia di Gaza, ma un’azione premeditata e preparata da molto tempo, come d’altronde riconosce la maggior parte dei commentatori israeliani. … Leggi tutto

Una nuova generazione

barak3 Barak Obama è presidente degli Stati Uniti. E’ ottimista chi si aspetta da lui una discontinuità politica reale che vada oltre il superamento pragmatico dei mille fallimenti di George Bush, ma sbaglia chi nega che si sia di fronte ad una discontinuità culturale reale e fortissima per almeno tre motivi.

L’elezione del figlio di un migrante alla presidenza degli Stati Uniti, un migrante dalla pelle nera, ci testimonia che i muri, i confini, i pregiudizi possono e debbono essere abbattuti, che la cultura della discriminazione, della gerarchia, delle élite e del razzismo possono essere spezzate, che i soffitti di cristallo sulla testa dei migranti, delle donne, degli sfruttati, non sono eterni e possono cadere in mille pezzi.

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Tibet: la retorica dei valori olimpici come la retorica dell’esportazione della democrazia

Iwantyou1917 C’è un paese che possiede l’arma atomica. C’è un paese che possiede armi di distruzione di massa da distruggere il pianeta. C’è un paese che possiede armi chimiche e batteriologiche. C’è un paese che reprime il dissenso. C’è un paese dove i diritti civili basici, la salute, l’educazione, sono garantiti solo se paghi. C’è un paese che viola i diritti umani, usa la pena di morte e la tortura. C’è un paese che ha un esercito enorme, ben addestrato e ancor meglio armato. C’è un paese che sistematicamente manipola l’informazione. C’è un paese che ha fatto investimenti enormi all’estero e può tenere per le palle l’economia di mezzo mondo. C’è un paese che invade altri paesi e altri potrebbe invaderne in futuro.

No, questo paese non sono gli Stati Uniti d’America, anche se rispettano tutte queste caratteristiche e ainda mais. Questo paese è la Cina. La Cina che in questi giorni continua a tenere con il pugno di ferro il Tibet, che, fuor di retorica, è un paese pacifico e pacifista fino a sembrare imbelle nella sua dignità. La lezione del Dalai Lama, così altra e stridente rispetto ai toni muscolari soliti merita profonde riflessioni.

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Lula con Fidel, ecco come funziona la dottrina Shannon

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I media mainstream in questi giorni ci hanno offerto una straordinaria (quanto inosservata) dimostrazione di come funzionino e di come manovrino per influenzare l’opinione pubblica mondiale.

Il caso è che hanno fatto finta di non accorgersi o quasi che il presidente brasiliano Lula sia andato a Cuba. Ha firmato importantissimi accordi commerciali ed energetici e Petrobras opererà nelle acque territoriali cubane. Lula ha manifestato la grande amicizia del Brasile verso la sanguinaria dittatura cubana, i rapporti del Brasile verso la quale sono per sua stessa definizione i migliori della storia.

Non solo. Il presidente Lula da Silva si è incontrato con il diavolo barbuto Fidel Castro, l’ha abbracciato e baciato con calore, si sono intrattenuti da vecchi amici quali sono per quasi tre ore, e ha dato al mondo ghiotte notizie di prima mano sulla sua salute. Lo ha definito "incredibilmente lucido come nei momenti migliori, e in uno stato di salute impeccabile" tanto che Fidel stesso ha dovuto smorzare le dichiarazioni entusiastiche di Lula.

In pratica Lula ha fatto e detto a Cuba e con Fidel esattamente le stesse cose che fa e dice Hugo Chávez. Con una differenza.

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Colombia: un bambino stritolato dalla "guerra al terrorismo"

uribe_bush L’unica cosa sicura è che soprattutto la vita di Clara Rojas, la madre del piccolo Emmanuel, è in pericolo come mai prima d’ora. Metterla a tacere per sempre, tanto da parte delle FARC come da parte del governo di Álvaro Uribe, è senz’altro la soluzione più semplice. Cosa vuoi che sia un morto in più in un paese che si dissangua da mezzo secolo?

Cerchiamo di ricapitolare sfrondando. Secondo quanto ammettono adesso le stesse FARC, in un comunicato per il quale non vi è altro aggettivo possibile che "farneticante", il bambino Emmanuel, figlio di Clara Rojas, la più stretta collaboratrice di Ingrid Betancourt, non era già più con la madre da circa due anni.

Dunque le FARC hanno fatto mobilitare i governi di otto paesi, Francia, Svizzera e i sei più importanti latinoamericani, la Croce Rossa internazionale, sulla base di un falso. Nella migliore delle ipotesi supponevano di poter recuperare il bambino, ma non ne sono stati in grado e

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L’Occidentale si fa pubblicità con Hugo Chávez!

loccidentaleCome testimonia l’immagine, L’Occidentale, il quotidiano online della Fondazione Magna Carta, la destra ultraliberale, filostatunitense a oltranza e partigiana dello scontro di civiltà e delle guerre infinite, il presidente onorario della quale è l’ex-presidente del Senato Marcello Pera e il presidente della quale è il senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello, punta su … Leggi tutto

Blackwater, tutti i crimini della Banda Muti dell’Iraq occupato

EttoreMuti Il New York Times sta rivelando alcuni dettagli agghiaccianti sulla presenza in Iraq della Blackwater, la banda paramilitare alla quale il governo degli Stati Uniti ha pagato quasi un miliardo di dollari per fare il lavoro sporco.

Il caso che ha scatenato la sospensione della licenza (sospensione al momento revocata) da parte del governo di Nuri al-Maliki è stato quello di due settimane fa, in una delle più trafficate piazze di Baghdad. Secondo molteplici e credibili testimonianze, una giovane coppia con due bambini non era stata abbastanza svelta a lasciar passare la banda … Leggi tutto

Mercenari a giudizio a Bari, mercenari impuniti a Baghdad

51151-stefio Due notizie sullo stesso tema, ma di segno diverso, arrivano rispettivamente da Baghdad e da Bari. A Baghdad l’occupante impone gli assassini della Blackwater al governo sovrano iracheno, a Bari a giudizio i mercenari italiani.

La procura della Repubblica di Bari ha deciso il … Leggi tutto

Iraq, una risata che li seppellirà?

Ho trovato questa foto in rete. Ne ignoro la reale provenienza. Magari non è neanche stata scattata in Iraq. Ma quel sorriso (almeno sembra) che si coglie nel volto dell’Iracheno trattenuto da un soldato occupante mi ha ricordato un’altra foto, … Leggi tutto

Iraq: muore la speranza

Secondo un sondaggio realizzato in tutto l’Iraq dalla BBC, e che non risulta essere stato diffuso da alcun media italiano, sono triplicati gli iracheni che appoggiano la resistenza. Ma si vive male e due su tre non sperano più in un domani migliore.

Il pretoriano David Petreus, il comandante in capo George Bush, l’amico nemico primo ministro iracheno Nouri Al Maliki, insistono nel cercare di … Leggi tutto