giovedì 02 settembre 2010, 18:46

Gli articoli con tag: " Turchia "

Africa Europa spero ti schiererai

http://www.saharaland.net/UserFiles/Image/saharaland-net/Eventi/Viaggiatori-dell-anima/A_piedi_nudi.jpg

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Quando a minare il futuro dei giovani è la legge

Zedan è di origine eritrea, viveva con la madre e una sorella in Sudan, terra di conflitti e di pulizie etniche, ed è sbarcato in Italia alla fine di agosto scorso. Ha 16 anni e mezzo ma a vederlo gliene daresti almeno due di meno.

Oggi vive in una comunità d’accoglienza per minori nel centro Italia, alle cui cure è stato affidato dai Servizi Sociali. Mi chiede se dopo l’intervista diventerà famoso. Mi fa sorridere. Ha un bel visino, non esattamente nero, appena più scuro di quello di un mulatto; e una cornice di riccioli perfetti. E’ visibilmente soddisfatto di ogni parola italiana che esce integra dalla sua bocca. Un miracolo, se solo pensa alle difficoltà di comunicazione di un mese fa.

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Partito democratico in burkini

Avevo già commentato l’episodio della donna di religione musulmana cacciata da una piscina veronese perché in burkini. In questi mesi di caldo torrido, gossip su Berlusconi&Co, allarme influenza suina e divieti vari (insomma si è parlato tanto di tutto tranne che dell’essenziale) anche quanto avvenuto nella Verona del leghista Tosi non è stato un caso isolato. Il sindaco di Varallo Sesia, Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega Nord, non è stato infatti da meno, varando un’ordinanza che vieta l’uso del burkini (anzi "burquini" probabilmente per sottolineare l’assonanza del costume più con il burqa che con il bikini), con sanzione di 500 euro. La dichiarazione di Buonanno segue il solito schema e stile leghista: "Non ci inchiniamo rispettosi verso usanze e atteggiamenti che non sono proprie della nostra civiltà, non dobbiamo per forza essere sempre tolleranti! Proviamo ad immaginare il bagno di una donna occidentale in bikini in un paese musulmano: la conseguenza potrebbe essere la decapitazione, il carcere, l’espulsione. Noi ci limitiamo a vietarne l’uso e se questa decisione creerà qualche malumore, potranno scegliere di immergersi con il burkini nella loro vasca da bagno".

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Eccovi il Pacchetto Sicurezza: perchè parlarne male?


piedi e sabbiaL’Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, da oggi legge dello Stato: si dà il via alla tranquilla e ordinata Estate Italiana, ordinatamente Mediterranea.

Sia chiaro, a prescindere dal voto, la mano a far passare questa legge, l’hanno data tutte tutti, anche la cosiddetta opposizione di sinistra e ci hanno lungamente mangiato sulle disgrazie altrui, Chiesa compresa, da secoli: inutile presagire dolore, il dolore c’è e profondo, magari poco cristiano.

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Non abbiamo candidati nelle liste per le prossime elezioni europee: il movimento contro la guerra‏

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Condivido il seguente comunicato,chiaro ed inequivocabile, lo invio dove posso. Era il 7 agostodello scorso 2008, quando vennero consegnate al Parlamento italiano le sessantamila firme raccolte sulla Legge diIniziativa Popolare contro i trattati, le basi e le servitù militari.L’ annuncio concludeva così: “Con nessun governosi è mai discusso apertamente in Parlamento della questione dei trattati militari segreti, delle armi nucleari e delle basi militari. O lo fanno loro o lo faremo noi rafforzando in ogni sito – a partire da Vicenza -l’opposizione popolare alle basi militari”.

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Panorama: Il Nobel per la Pace 2010 a Silvio Berlusconi?

Silvio BerlusconiNon è neanche un pesce d’aprile (gc).

Recentemente lo si è visto con l’elmetto da pompiere tra gli sfollati dell’Abruzzo o con il berretto da capotreno all’inaugurazione dell’Alta Velocità Milano Roma. E prima ancora, Silvio Berlusconi era apparso con la bandana, il cappello da cowboy, il colbacco russo.

E in futuro? Essendo tipo da grandi sorprese, bisogna solo stare ad aspettare.
Eppure c’è qualcuno che, per il 2010, la sorpresa vorrebbe farla a lui. Immaginandolo, metaforicamente, con in testa l’alloro del Nobel. Per la Pace.

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Cinque domande a Giampaolo Giuliani (era il 25 marzo)

(di Roberta Galeotti)
Giampaolo Giuliani, tecnico di laboratorio presso l’INFN dei Laboratori del Gran Sasso, come Le è venuta l’idea di realizzare uno strumento in grado di prevedere le scosse sismiche?
Nel 2001 stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l’Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantità straordinaria, rispetto al solito, di radon…
Così ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l’aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico. Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L’Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell’evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon.

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Ex-Yu

Il 24 marzo scorso ricorreva il decimo anniversario dell’inizio dei bombardamenti NATO sulla Serbia. Alle 10 di mattina la sirena antiaerea è risuonata su Belgrado a ricordare agli abitanti della città bianca quei momenti terribili che avrebbero portato devastazione, disperazione e isolamento internazionale.

Come ricorderete l’Italia partecipò con entusiasmo alle operazioni militari, in barba alla Costituzione e al Diritto Internazionale, ma a dieci anni di distanza, com’è d’uopo, tutto è bello che dimenticato.

Quello che segue è un racconto intitolato Ex-Yu, scritto da una ragazza serba che ha vissuto in Italia per un breve periodo, vincitrice del concorso "Lingua Madre" promosso dal centro Pensiero Femminile di Torino. E’ una bellissima testimonianza sulla guerra,testimonianza molto bella, specie per i tempi infami che viviamo, da tenere presente quando pensiamo alla guerra e all’emigrazione.

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Fuorilegge in Musica: Opa Cupa?

(L’immagine è tratta da FeliciNaufragi )

Opa è fatta di tre lettere, una parola  che molti conoscono come Offerta Pubblica di Acquisto. Ne intendo un’altra di Opa quella che comunemente in greco  significa “Su!” da usare quando non solo i piedi sono a terra. Un’ Opa sola e non Opa Opa come quella cantata nelle hits internazionali, usata come Jingle da Olimpiadi,  colonna sonora della pubblicità. L’Opa che intendo io diventa perfino Cupa nell’Allegria dei naufragi e  canta incita come in questo video qui.

“Mentre gli anziani signori erano nei tekedes fumando l’hashish e cantando tra di loro, il resto del paese non si guardava in faccia aspettando che qualcuno inventasse la musica”.

Da noi si suona solo una musica, poco importa se davanti ad uno schermo, su una seggiola o in discoteca:  passo dopo passo vanno avanti gli altri, quelli che aprono ben altri cancelli, a furia di manganelli e decreti, ronde e violenze, comunicati e convegni mondiali.

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Fortezza Europa – 1502 morti nel 2008, 13.352 in venti anni

mappa-vittime-2008

Ho scoperto uno straordinario repertorio, Fortezza Europa. Da anni gli autori propongono una rassegna stampa sulle morti di migranti nel tentativo di entrare in Europa. Faccio ammenda, non lo conoscevo, ma mi domando perché strumenti come questo che la nebulosa informativa del giornalismo partecipativo offre a piene mani, non vengono mai citati dal mainstream.

Quando lavoravo a “El País”, a Madrid la cosa più bella era poter scendere una rampa di scale e andare nell’ufficio documentazione dove archivisti bravissimi reperivano una cartina, un’immagine, un documento, tabelle, dati. In quel momento (era la metà degli anni ‘90), quei dati all’epoca potevi averli solo se lavoravi in un grande giornale. Oggi i grandi giornali hanno perso (hanno voluto perdere) ogni vantaggio competitivo, salvo pochi casi (ricordiamo Giovanni Maria Bellu di Repubblica e “la nave dei fantasmi”) ed è la Rete il luogo dei documenti, l’ufficio documentazione aperto a tutti (gc).

ROMA – Ad avvistarlo è stato un pescatore, nel pomeriggio dello scorso 26 dicembre. Il cadavere galleggiava tra gli scogli di Melilla, l’enclave spagnola in Marocco. È la vittima numero 1.502 del 2008. Un dato che segna un meno 23% rispetto al 2007, quando le morti documentate alle frontiere Ue furono 1.942, poco meno delle 2.088 registrate nel 2006. Difficile comparare i dati, dato che si tratta delle sole notizie riportate dalla stampa. Nessuno infatti è in grado di conoscere il numero di naufragi “fantasma” sfuggiti alla cronaca ma non ai pescatori del Canale di Sicilia, che continuano a pescare resti umani nelle reti, specialmente in prossimità delle coste libiche.

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Di orrori e minime speranze

Inorridisco. Quando leggo del racconto di uno stupro fatto per divertimento. Chiunque ne sia l’autore e qualunque sia la sua nazionalità di origine.

Inorridisco. Quando leggo che il nostro sistema giudiziario applica massimo garantismo per uno stupratore italiano affidato alle calde braccia della famiglia e un piano di giustizia sommaria affidando gli stupratori di guidonia alle percosse di carcerati e chissà chi altro senza la garanzia di una difesa. Gli avvocati che avevano ricevuto incarico d’ufficio hanno rifiutato.

Una nuova forma di obiezione di coscienza è in vigore. Uno stupratore straniero non trova un avvocato. Vi sono dunque avvocati che mettono la propria coscienza in capo a tutto. Lo ricorderò ogni volta che vedrò un difensore – d’ufficio o per incarico di parte – che arringa le ragioni dell’innocenza di criminali, mafiosi, camorristi, stupratori “italiani”, da soli o in gruppo, truffatori, banchieri e imprenditori in bancarotta. Lo ricorderò ogni volta che vedrò in televisione un avvocato intento a far passare un politico corrotto per un sant’uomo.

I prigionieri stranieri – e non solo – in italia fanno la fine dei prigionieri italiani in turchia, per esempio. Nessuna garanzia di uscire vivi dalla prigione. Potevamo risparmiarci la pantomima della democrazia in azione. Si poteva consegnarli direttamente alla folla inferocita. Li avrebbero sbranati come cani rabbiosi e non avremmo trovato di loro neppure i resti. Qualche osso tutt’al più.

Potete immaginare quanto mi faccia ribrezzo lo stupro. Non riesco a capacitarmi dell’esistenza di uomini così orribili da poter infierire sul corpo di una donna per possederlo a pezzi. Allo stesso modo però provo un autentico ribrezzo e un grande timore per queste forme di “vendetta” che rendono visibili caratteristiche insite nell’uomo. Emergono per caso, per calcolo, per coincidenza di fattori. La rabbia, la xenofobia, sentirsi dalla “parte giusta”: l’orrore veste mille abiti differenti ma tale resta. Cani rabbiosi a sbranare il corpo di una donna, altri cani altrettanto rabbiosi a sbranare i corpi di uomini che hanno stuprato una donna.

Non c’e’ di peggio che trovare una giustificazione nobile per ogni atto disumano. Così vengono giustificate le guerre che infatti chiamiamo “giuste”. Così vengono giustificati genocidi. Come quello dei palestinesi ad opera degli israeliani. Bisognerebbe inventare un girone dantesco anche per tutti loro.

Lo so. Lo so. Parliamo di stupratori. Ma la disumanità mi fa orrore, sempre. Sapere che è lì, che attende una ragione qualsiasi per emergere, mi terrorizza. Sapere che a pagarne le conseguenze può essere un ragazzo qualunque, solo per la sua nazionalità, com’e’ avvenuto a Cristian – romeno a Firenze – aggredito da due balordi che si sono sentiti in diritto di compiere un atto di pulizia etnica.

Inorridisco leggendo le parole di quella che un tempo era definita una femminista che ora ha preso il posto della ultima oriana fallaci e si è rivelata nostalgica dei banchi di scuola, con grembiulini e divise, alla maniera fascista: maschi con maschi e femminucce con femminucce. Secondo lei i bambini all’asilo maturano tendenza allo stupro perchè la scuola si sarebbe “femminilizzata”. Signora Ida Magli, nella nostra società se c’e’ qualcosa di femminilizzato è la precarietà e la povertà. Prenda nota, la prego.

Inorridisco all’idea di un altro “censimento” dei rom nella capitale. Ancora impronte digitali. Ancora le dita imbrattate d’inchiostro dei bambini e delle bambine.

Mi dispiace molto che gli italiani debbano provare in Inghilterra quello che gli stranieri patiscono qui in italia. Non è bello sentirsi dire “tornate a casa vostra“, vero?

Inorridisco per chi adesca bambini fuori dalle scuole, per chi picchia e stupra l’ex fidanzata, per chi prende il corpo di una donna per completare il furto in villa, come fosse un accessorio della casa. Per ogni crudeltà ho un pensiero negativo.

Ma mi rincuora sapere che la commissione pari opportunità della Fnsi (federazione nazionale stampa italiana) si sia posto il problema di rendere fruibile un documento (che in pochi seguono, credo, visti i risultati) che indica alcune modalità da seguire per informare meglio su notizie di violenza contro le donne.

Condivido la battaglia di Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) che il 2 febbraio faranno una fiaccolata alle 17.30 davanti a montecitorio per dire che medici e infermieri non sono spie. Non possono e non vogliono denunciare gli stranieri e le straniere clandestin* che si rivolgono a loro per avere assistenza.

Condivido l’appello contro la violenza, le proposte per una formazione che educhi al non-sessismo, della libera università delle donne di Milano.

In qualche modo, per finire, mi fa ben sperare il disegno di legge contro lo stalking approvato alla camera dopo un lunghissimo iter parlamentare che risale alla scorsa legislatura. La notizia non mi procura soddisfazione per l’istituzione del reato e l’attribuzione di una pena corrispondente. Cosa importante è il passaggio culturale che questo piccolo articolo legislativo segna. Se la storia tra un uomo e una donna è finita lui non può molestarla, perseguitarla, non può compiere atti persecutori o stalking, non può aspettarla fuori casa, non può importunarla nei luoghi di lavoro. Non può farlo. Deve semplicemente rispettare la decisione dell’altra.

E’ l’inizio di un percorso che non dovrebbe, quantomeno in teoria, giustificare più simili atteggiamenti in nome del “troppo amore”, della disperazione di un lui sempre “affranto”, mai rassegnato alla fine della sua relazione. E’ un piccolissimo cambiamento culturale che come tale va registrato e sommato ai minimi cambiamenti culturali che l’evoluzione delle leggi che parlano di donne, violenza, stupro, hanno, seppur con grandissimo colpevole ritardo, rappresentato.

da femminismo a sud

Di parte: Beritan Gulmez

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“Cosa faranno quei bambini da grandi? Cosa pretendete che facciano questi bambini?”

Sono delle domande che si pone Beritan Gulmez*, 14enne, in un tema che ha scritto alcuni giorni fà:  la  traccia era “Un fatto che  ti ha colpito negli ultimi tempi”.

Oggi Beritan mi ha autorizzata ad inoltrare le sue riflessioni, teme solo il giudizio sulla forma  italiana non correttissima  e che io non ho aggiustato di una virgola. Mentre parlavamo accarezzava la kefia e mi ha raccontato che lo scorso anno in terza media un professore la minacciò  con una nota se non si fosse tolta “quella” sciarpa dal collo. Lei accusò mal di gola e disse che aveva solo “quella”da indossare. Nel silenzio attonito della classe, la discussione andò avanti e il professore non prese provvedimenti ma concluse  che “quella era di parte”. Beritan, la kefia, la toglie difficilmente, solo quando lo vuole lei. Alla fine mi ha chiesto mentre ci salutavamo, come può migliorare la sua sufficienza in Storia, la materia che ama  più di ogni altra.

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Il leggero rumore delle Ali

http://images.movieplayer.it/2004/01/22/la-locandina-di-uccidete-la-colomba-bianca-39232_thumb.jpg Giornate di Musica e Tregua, anche se Vittorio Arrigoni dice che solo i morti la vedono al 21 gennaio a Gaza. Sembra che le armi meccaniche e chimiche, le macchine volanti,  e tutte le diavolerie di questo mondo si siano azzittite finalmente. La voce di Aretha Franklin, nera certa, ha cantato Obama e vola la speranza, la leggo anche se qualcuno esprime se ma e però. Nacque nel ‘52 Vola, Colomba Bianca vola : “Dio del Ciel se fossi una colomba Vorrei volar laggiu’ dov’e’ il mio amor, Che inginocchiato a San Giusto Prega con l’animo mesto…Fummo felici uniti e ci han divisi Ci sorrideva il sole, il cielo, il mar Noi lasciavamo il cantiere Lieti del nostro lavoro E il campanon din don Ci faceva il coro Vola, colomba bianca, vola…il coro ripete”. … Leggi tutto

Oscar, Gomorra escluso dalla corsa per il miglior film non statunitense

(AGI) – Los Angeles, 13 gen. – Nuova delusione per il cinema italiano: dopo che ‘Gomorra’ è uscito a mani vuote dalla serata dei ‘Golden Globe’, il film di Matteo Garrone tratto dal romanzo di Roberto Saviano e’ stato bocciato nella corsa agli Oscar.

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Liberare l’Informazione, Liberandoci noi: GUERRILLA !

Credeteci o no, ma questo e' proprio l'ingresso di un internet point

In queste giornate parlare di Liberazione, induce a diverse riflessioni: di un giornale che è un partito che muore o si rifonda, lo dico subito, non me ne importa niente. L’abbuffata di menzogne, chi ce la impone?

Leggo piuttosto il conto alla rovescia in movimento… di Carlo Gubitosa , tarantino classe 1971: “sto aspettando da 368 giorni, 10 ore…che i compagni amministratori di Liberazione mi paghino gli articoli scritti per il giornale” e vado avanti nel suo sito Giornalismi.info. , in un articolo “Lo sfruttamento del cognitariato”, sottotitolato Mentre negli Usa il diritto d’autore mostra le sue aberrazioni, il nostro premier annuncia di voler regolamentare il “sistema internet”, Berlusconi dichiara: “credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo la proposta di una regolamentazione del sistema internet. Credo che ci possa essere questa prospettiva internazionale in cui noi possiamo portarci come avanguardia di queste nuove tecnologie che ormai sono il futuro del mondo”. Era l’8 dicembre: news vecchie?

Ce ne sono di più recenti, odierne e provenienti da Indymedia Italia - Emilia Romagna:” Era già’ accaduto per alcuni servizi su terribili bombardamenti ai danni di civili in Afghanistan ed Iraq, accade oggi per informazioni che il mainstream occidentale non ritiene di veicolare alla propria audience, dice il JP perché sarebbero “di parte”. Ma è accaduto anche nel nostro paese e più recentemente in Turchia, in Grecia, in Francia e in molti altri paesi dove le storie raccontate dai governi e da organi d’informazione, succubi quando non complici, sono state disintegrate da un flusso costante di informazioni che ha messo a nudo la realtà e ridicolizzato la propaganda attraverso la quale i governi cercavano di prendersi gioco dei cittadini e di sfuggire alle proprie responsabilità”.

e cene sono altre dal nostro amato Stivale, giù in basso, come la testimonianza – video di un 22enne siciliano, Giuseppe Gatì, attivista del “democratico” Pd, che neanche sottoscrive appelli e volantini per la Libera Palestina, uno che si occupa delle Cose sue e Nostre, reo di contestare Sgarbi ad Agrigento e difendere l’antimafia di Caselli.

E alcuni, ascoltando più che guardando il telegiornale Rai Tre, hanno percepito per la prima volta in questi giorni e per ben due sere, comunicazioni totalmente diverse da un fronte reale di resistenza: la voce di Vittorio Arrigoni, un italiano attivista che rimane lì a Gaza, con pochi altri, per raccontare e agire e farlo fare anche a noi. Non mi stanco di dirvi leggete e guardate il suo sito http://guerrillaradio.iobloggo.com/ ci sono epigrafi in cambiamento, fino a poco fà una:

Libertà significa dire agli altri quello che gli altri non vogliono sentirsi dire. (George Orwell)

Motivo per cui scrivo e invito alla Guerrilla, ancora citando Vik:

” Guerrilla è una guerriglia ideale, contro l’accanimento terapeutico all’informazione moribonda veicolata dai grossi media che ormai sono tutti istituzionalizzati, lobotomizzati quindi a grancassa di una mediocre politica che non si vuole estinguere. Guerriglia non perchè vogliamo intendere un moto tumultuoso di violenza, la parola guerrilla dev’essere intesa in senso lato e non nell’accezione fisica e rapace che abitualmente le si riferisce…si può benissimo immaginare una guerriglia senza strazio carnale. Dal punto di vista del mio spirito, guerrilla significa rigore, applicazione alla ribellione e decisione implacabile, determinazione irreversibile, assoluta. Per questo di punto di vista Gandhi è stato un implacabile guerrillero”

E a chi va, questo suo-mio-nostro messaggio? Sta a noi tutti inventarci il sistema per coinvolgere e far partecipe chi sembra non essere toccato dalle notizie e sono a milioni, viceversa, a volerle dare dei “casi loro”: lotta quotidiana per il posto di lavoro, la salute, la scuola, il razzismo e il pregiudizio, la violenza e la sufficenza caritatevole che condanna all’emarginazione. Carceri e ospedali, raccontano miseria repressione buonismo pacifista menefreghismo politico: non si cui non si parla dei contenuti ma di ciò che i Media contengono e sanno bene come farci sapere cosa fanno.

Non chiedo di fare quanto riesco a sapere, godendo di tempo per farlo, garantita in pensione, come ad esempio leggere che i Ventun membri del gruppo “Anarchici Contro il Muro” sono stati arrestati: “Venerdì mattina dopo aver bloccato l’ingresso della base delle Forze Aeree Israeliane di Sde Dov, nella parte nord di Tel Aviv. I manifestanti, che indossavano maschere bianche macchiate di sangue finto, si sono sdraiati sulla strada fingendo di essere morti. Hanno detto di essere stati arrestati dopo essersi spostati dalla strada, mentre stavano già sul marciapiede. Ayala, uno dei manifestanti, ha detto che la protesta avrebbe dovuto servire a “mostrare ai piloti delle Forze Aeree Israeliane il risultato delle loro azioni a Gaza. Dall’alto del cielo, un pilota che schiaccia un bottone può ignorare, dimenticare, o non essere neppure in grado di capire che in quel preciso momento ha ucciso persone innocenti. Siamo venuti qui a ricordarglielo.”

Non posso neanche tacere delle assai poco voci ascoltate, come quella di Renzo Coletti , conosciuto in rete e non vedente, che scrive stamattina: “Come ho detto mille volte, non c’è tempo e i messaggi sono proporzionali al tempo che resta a nostra disposizione. Chi ci sta bene, chi non ci sta può smettere. Nessuno è esclusodal dibattito, nessuno è mai stato bloccato nel suo dire, nessuno può esimersi dalla responsabilità di aver avvallato un sistema corrotto e assassino. Chi ha votato per tutta la vita personaggi da galera e perfidi sino alla nausea, non può oggi piagnucolare per una strigliatina ed un po’ di critica. Dove erano sino ad oggi? Cosa facevano? Perchè a distanza di un secolo in cui si lottava per 8 ore per lavorare, 8 ore per riposare, 8 ore per evolversi, oggi con una tecnologia che consentirebbe di lavorare non più di 4 ore e forse meno, invece lavora più di 12 ore al giorno e senza nessuna garanzia? Io sono stato minacciato di morte, perseguitato, ridotto ad uno straccio, per non parlare delle persecuzioni in ambito lavorativo, politico, sindacale e associativo…Eppure abbiamo, io di fatto no, sopportato tutto, tollerato sino alla tortura fisica e psichica, dialogato senza nessun parametro di riferimento, continuiamo a voler dialogare con chi ci sta portando alla catastrofe e alla possibile fine dell’umanità stessa. Urlerò, sbraiterò, insulterò, bestemmierò, se potrò ucciderò perchè loro lo faranno contro di mè e sono già stato attaccato e quindi risuscitato. Se non capiremo questo avremo perso in partenza. Non mi interessano le masse pecorone, non mi interessano le dame di carità, non mi piacciono gli intellettuali ipocriti e fasulli, non mi piace chi ostenta un pacifismo che celebra sè stesso, non mi piacciono i debosciati e gli imbevuti di vittimismo ipocrita, non mi piace chiunque non capisca dove vive, cosa sta facendo, dove sta andando e perchè”.

Potrebbero seguire a iosa e irritando molti, le lettere di noti e niente affatto, da ogni angolo di questa terra: ho provato a scrivere di una piccola parte che lotta e resiste e grida, non rimane in commosso silenzio.

Internet è fatta anche da noi , come tutta la comunicazione, scritta agita parlata. Usiamoci e restiamo umani e sia: “Guerriglia alla prigionia dell’Informazione”

abbandoniamo la Grande Abbuffata della Menzogna, magari, anche, cantando Fabrizio De Andrè

e la Libertà.

Doriana Goracci

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