Thursday 09 February 2012, 05:01

Gli articoli con tag: " Portogallo "

La stampa europea e il Lodo Alfano

"Credo sinceramente, di essere e di essere stato di gran lunga il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere negli ultimi 150 della sua storia". Vi ricordate questa frase da chi, quando e dove fu pronunciata? Beh dal nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in data 11 settembre 2009 in Sardegna in presenza del Presidente di Spagna Josè Luiz Zapatero e di giornalisti stranieri.

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E-commerce: con che strumento si acquisterà in futuro?

L’e-commerce Italiano, se pur in crescita costante, stenta ad affermarsi. Intanto, aumenta l’utilizzo di strumenti di pagamento alternativi alle carte di credito per le transazioni online. Paypal rallenta, le carte prepagate sono un vero e proprio fenomeno, e si affermano necessarie applicazioni di sicurezza come i numeri di carta virtuali “usa e getta”.

La diffusione dell’e-commerce credo sia indissolubilmente legata a due elementi: da un lato, quello della domanda, sono necessari migliori strumenti di pagamento, più immediati e più sicuri, mentre dal lato dell’offerta  il discorso si sposta sui prezzi. A parità di prezzo dell’oggetto/servizio sono ancora molti quelli che preferiscono effettuare l’acquisto fisicamente. Non è un caso che il core business dell’e-commerce sia rappresentato da turismo ed elettronica di consumo, due settori che offrono spesso grandi vantaggi rispetto ai canali di vendita tradizionali.

Generalmente, per quel che riguarda l’Italia, c’è ancora oggi un po’ di titubanza verso le transazioni online e il fatto che il commercio elettronico, nel nostro paese, sia comunque in costante crescita non deve portare a conclusioni affrettate: il gap con  gli altri paesi Europei rimane enorme.

Ma quali sono i numeri dell’e-commerce? Prendendo in esame il periodo 2007-2011 (dati Observateur Cetelem 2007, World Stats 2009) in USA il giro d’affari dovrebbe passare da 180 miliardi di Euro a 315, mentre in Europa, nello stesso periodo, il valore passerà da 130 miliardi di Euro a 270. Dati che probabilmente andranno rivisti tenendo presente la crisi del 2009.

Il 70% del fatturato Europeo è concentrato fra tre paesi: GB, Francia e Germania.  L’Italia è quella che cresce di più, ma ha una dimensione di mercato molto limitata e maggiore solo di Grecia e Portogallo.

Un’immagine più specifica dell’e-commerce italiano ci viene mostrata dall’Indagine NetComm – Gfk Eurisko 2009.

Più di 5 milioni sono gli utenti che hanno fatto almeno un acquisto online, contro i 950.000 rilevati nel lontano 2000.  Dall’indagine emerge che la metà degli utenti Web non si fida a trasmettere il numero della propria carta di credito: il dato, se comparato con quello del 2000 (il 65% non si fidava), dimostra come qualche passo avanti nella sicurezza è stato fatto. Tuttavia, va segnalato come sia cresciuto il mercato di altri strumenti di pagamento alternativi alla carta di credito (che rimane comunque il primo mezzo di pagamento online).

Sono 3 le tipologie di prodotto differenti sui cui vale la pena soffermarsi: conti online ( es. Paypal), carte ricaricabili/prepagate (es. Postepay), carte conto (es. Superflash di Intesa Sanpaolo).

Il periodo 2004-2008 è indicativo sull’evoluzione di questi strumenti: Paypal ha visto una crescita notevole (da 27.000 utenti nel 2004 a 762.000 nel corso del 2008). Tuttavia la crescita si è fermata nel 2007 mentre l’anno scorso ha avuto un lievissimo calo: molto probabilmente dovuto a costi di commissione piuttosto elevati.

Un vero e proprio boom è rappresentato dalle carte prepagate (non c’è solo Postepay, ormai qualsiasi istituto bancario le offre): nel 2004 erano solo poco più di 400.000 gli utilizzatori mentre a novembre 2008 il numero è di 1.586.594 (secondo strumento per gli acquisti online in Italia).

Questi strumenti hanno conosciuto il successo proprio perché hanno proposto un’alternativa più “gestibile” rispetto all’utilizzo della carta di credito, soprattutto verso un target giovane che magari non ha un conto corrente e sceglie un mezzo comodo e svicolato per gestire gli acquisti online.

In questo senso è da segnalare, nel corso degli ultimi mesi, la nascita delle “carte conto”, munite di codice IBAN, utilizzabili come veri e propri conti correnti. La battaglia tra i giganti bancari è già partita (Intesa Sanpaolo, Unicredit, e altre pronte ad arrivare sul mercato), sempre con un occhio di riguardo agli scambi virtuali: è da segnalare come, il prodotto targato Intesa Sanpaolo, Carta Superlfash, ad ogni transazione online crei un numero di carta virtuale “usa e getta”, favorendo acquisti online estremamente sicuri.

Un’accortezza non di poco conto che mostra l’attenzione verso quelle che saranno le leve cruciali per migliorare gli strumenti di pagamento futuri: praticità, immediatezza e sicurezza.

Quale sarà, quindi, lo strumento del futuro per gli acquisti online? Difficile dirlo: esisterà sempre una differenziazione demografica, ma si preannunciano evoluzioni continue se, come sembra, la Rete evolverà verso un sistema di micro-pagamenti per applicazioni di ogni genere.

Il governo, la crisi e i costi sociali del rigore finanziario

Se si escludono i liberisti sopravvissuti al tramonto del liberismo, si registra un consenso piuttosto diffuso sulla necessità del ritorno all’utilizzo di politiche fiscali espansive per cercare di far fronte alla crisi, dopo un trentennio nel quale è stata dominante la convinzione della superiore efficacia della politica monetaria. Naturalmente, se di nuovo consenso si può parlare, occorre chiarire che non vi è affatto convergenza di opinioni né sulla qualità della spesa pubblica, né sulla durata necessaria del ritorno all’intervento pubblico in economia, e tantomeno sulla possibile espansione della sfera pubblica alla produzione diretta di beni e servizi e al controllo degli assetti proprietari di banche e imprese. Al momento, le traduzione più significative della convinzione della superiore efficacia della spesa pubblica in disavanzo rispetto alla manovra dei tassi di interesse le si ritrovano nel programma di politica economica dell’Amministrazione Obama, con uno stanziamento complessivo di 787 miliardi di dollari, equivalente al 5,6% del PIL statunitense, e nel piano finanziario cinese del novembre 2008 con uno stanziamento di oltre 580 dollari.

Guglielmo Forges Davanzati

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Onu: «L’Italia è un paese razzista e xenofobo»

di Luca Fazio
su Il Manifesto del 20/03/2009
È scritto in un rapporto sulle condizioni dei lavoratori migranti
Entro la fine del 2009… un po’ poco. Anzi, impossibile. Il governo italiano avrebbe meno di un anno di tempo per rispondere, «punto per punto», alle imbarazzanti osservazioni fatte dall’agenzia Onu Ilo (Organizzazione internazionale per il lavoro): «Siete un paese razzista». Ma il ministro Frattini non perde tempo e risponde subito: «Non è vero».

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Benvenuti in Travian: da un’angolazione “diversa”

Coloni di Catan, Il gioco da tavolo da cui Travian è tratto

Scrivendo la cronaca del viterbese, che qui faccio seguire, mi sono imbattuta, su una nota testata on line locale, nella pubblicità di un Gioco in Prima Pagina- il Travian- “finestra” impossibile da chiudere e con frasi alternate a: Combatti! Conquista!

“Travian è un browsergame con un mondo pieno di migliaia di utenti che iniziano tutti come possidenti di piccoli villaggi. Nessun download richiesto, il gioco è disponibile da subito. Giocherai con migliaia di giocatori reali in antiche lande. Costruisci il tuo villaggio, inizia guerre o affari con i tuoi vicini”. … Leggi tutto

Caro Giulio Tremonti, sulla scuola devi sapere che…

Dopo le stupidaggini dette da Tremonti stasera a Ballarò, qualcuno vuole informarlo su come funziona la scuola elementare nel resto d’Europa? Qualcuno gli vuole dire che solo noi non abbiamo le classi differenziali? Che solo noi ci prendiamo in classe gli alunni stranieri anche se non sanno la lingua, senza prima farli “stazionare” in un classe dove impararla? Che, in assenza di queste situazioni, il maestro unico potrebbe anche funzionare, ma così è impossibile?

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Il paradosso errante di Eduardo Galeano

Il paradosso errante.

Lezioni di storia. Pillole di verità che rovesciano la «verità»

Eduardo Galeano

Ogni giorno, leggendo i giornali, assisto a una lezione di storia. I giornali mi insegnano con ciò che dicono e con ciò che non dicono.
La storia è un paradosso errante. È la contraddizione a farla muovere. Forse per questo i suoi silenzi dicono più delle sue parole e spesso le sue parole rivelano, mentendo, la verità.
Di qui a poco sarà pubblicato un mio libro che si chiama Specchi. È una specie di storia universale, e scusate se è poco. «Io posso resistere a qualsiasi cosa, meno alla tentazione», diceva Oscar Wilde, e confesso di aver ceduto alla tentazione di … Leggi tutto

I conti truccati sulla cooperazione

Emanuele Giordana di Lettera22 anticipa i dati sulla taccagneria europea in materia di cooperazione.

L’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Europa ne fa una leader mondiale. Ma c’è una scomoda verità. Che verrà rivelata il 25 aprile a Bruxelles da 1600 Organizzazioni non governative che hanno fatto le pulci al bilancio della generosità europea

Emanuele Giordana

I governi dell’Unione europea truccano le carte. E quando rendono noti i conti ai propri concittadini, dimostrando quanto … Leggi tutto

Sulla guerra fredda e la democrazia in Europa Occidentale

Di tutto l’ipocrita dibattito su Yalta in questi giorni, teso soprattutto a svilire l’importanza dell’Unione Sovietica nella sconfitta del nazifascismo e ricondurlo alla guerra fredda e alla vittoria del capitalismo sul comunismo, la più falsa delle idee è quella che l’Occidente corrisponda alla parte democratica e l’orso sovietico corrispondesse alla dittatura.


Giova ricordare -e per carità rimango in Europa, perché se parlassimo di America Latina non ci sarebbe partita- che tra i paesi occidentali, Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia soffrirono terribili dittature filo-occidentali. Francisco Franco, colpevole criminale di una guerra civile da un milione di morti, andava a spasso per Madrid con Eisenhower mentre decine di migliaia di spagnoli ancora venivano torturate nelle galere di una dittatura integralmente parte dell’occidente capitalista, liberale e cristiano.


Nessuno spagnolo può dire grazie agli Stati Uniti ed anzi può alzarsi in piedi per accusarli di avere tenuto in piedi artificialmente per 39 anni una tra le più feroci dittatura della storia messa in piedi da Hitler e Mussolini ma che ha saputo essere amica -continuando a torturare ed assassinare- delle migliori democrazie occidentali.


Basta questo, che non assolve per niente i regimi comunisti, ma serve a ristabilire un minimo di verità storica, rispetto al “realismo magico” con il quale la storia della guerra fredda viene raccontata dai vincitori. Sarà per ignoranza o malafede che mentono sempre?