Thursday 09 February 2012, 08:36

Gli articoli con tag: " pena di morte "

Giornate Speciali Senza Fiato e Vento

alla lunga rotta

Alzatevi e andate alla finestra e gridate sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più! E tutti gridarono in una notte tempestosa…Tranquilli è un vecchio film: Quinto Potere.

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Lode delle imposte e delle tasse

Tutti dicono che bisogna abbassare le imposte, oggi la minoranza delle grandi imprese paga imposte, l’evasione fiscale, per i non dipendenti, è alta; buon ultimo Marino, del PD, ha parlato di regalare ai dipendenti e pensionati le imposte della tredicesima, proposta che spesso lanciano tutti, a destra e sinistra.

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Alla mia dolce rivoluzionaria

A Vittoria Oliva, la mia cara amica, che ha scritto per il 25 aprile  I nostri partigiani ieri ed oggi
e ha chiuso con tre video il suo ricordo… Parto col primo, salutandola così, come il titolo che lo accompagna e la citazione di Bertolt Brecht
 
“E voi imparate che occorre vedere e non
guardare in aria, occorre agire e non parlare, questo mostro stava una
volta per governare il mondo, i popoli lo spensero, ma ora non cantiamo
vittoria troppo presto, il grembo da cui nacque è ancora fecondo”

Doriana Goracci

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Corpi di Stato

Giorno nuovo violenze nuove. Di quelle vecchie conserviamo memoria. Per le news andiamo con ordine:

Un ex tronista è stato arrestato perché ha picchiato la sua compagna. Pare avesse la cattiva abitudine di prenderla a pugni con conseguenze non piacevoli.

Urge una spiegazione. Vi chiederete, cos’e’ un tronista? Per capirlo abbiamo chiesto un po’ in giro e consultato qualche fonte in rete. Quasi tutti i pomeriggi su un canale mediaset da anni va in onda una trasmissione condotta da Maria de Filippi dal titolo Uomini e Donne. Pensiamo di non sbagliare se sintetizziamo il contenuto del format così: un uomo (qualche volta una donna) viene piazzato su un “trono” con accanto consiglieri e madrina pettegola. Da quel momento diventa un “tronista” ovvero un uomo che partecipa alla trasmissione per trovare una specie di “anima gemella”. Lui resta seduto sul trono a valutare, commentare, provare e poco a poco arrivano tante donne che adorerebbero essere scelte e si sottopongono a sperimentazioni e conversazioni che indurrebbero al suicidio qualunque persona con un quoziente intellettivo superiore a “2”.

Le donne si propongono al tronista e lui ha il potere di scartarle o tenerle in prova. Il format televisivo prevede che durante la prova lui può portare a passeggio e pomiciarsi a turno tutte le pretendenti. Le donne si imbizzarriscono di frequente in studio dando luogo a patetiche scene di gelosia che terminano tutte con giudizi inferociti da parte delle une contro le altre (tu l’hai baciato, no tu c’hai messo la lingua, tu non sei sincera, no tu non lo vuoi bene davvero). Lui non sa pronunciare una sola frase in italiano corretto, è convinto che tutto gli sia dovuto e si gode il suo harem mentre da fuori il mondo maschile lo giudica ganzissimo e più che fortunato. In sala immancabilmente c’e’ una folla di donne e uomini pro e contro che intervengono per eleggere a punto focale della discussione (cose fondamentali da non dormirci la notte?) questioni del tipo: è lui che le ha messo una mano sul culo o è lei che ha il fondo schiena troppo vicino agli arti del tronista?

Maria de Filippi è dunque testimonial di un modello relazionale che prende a prestito teoremi e stereotipi nazional-popolari per eleggerli a contenuto di ore di trasmissione che macinano pubblicità e audience spropositate e preoccupanti. La prossima volta che Costanzo si occuperà di violenza contro le donne forse varrà la pena ricordargli che la sua metà guadagna un patrimonio reiterando presupposti di bassa cultura che legittimano ogni espressione di potere e superiorità maschile sulle donne, ivi compresi maltrattamenti e stupro.

Perché di sicuro non si può pubblicizzare un modello di vita per poi inventarsi leggi che ne reprimono la realizzazione. Allo stesso modo non si può promuovere l’immagine del corpo femminile con misure standard e poi proibire per legge che le adolescenti realizzino quello che ogni trasmissione, ogni pubblicità comunicano come fosse un obbligo.

Vorrebbero impedire alle minorenni di fare le operazioni per ingrandire il seno. A parte la non-notizia della questione – le minorenni per legge non possono fare neppure un piercing senza l’autorizzazione dei genitori – è come se qualcuno proponesse una legge per obbligare le persone che soffrono di disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia) a mangiare di meno o di più. Siamo nello stesso ordine di cose. Il ministero dal quale parte questa cosa (welfare con delega alla sanità – ovvero Sacconi) insiste nel prodursi in una serie di proposte e atti di assoluta invadenza rispetto alle scelte personali, che riguardano i nostri corpi. Già vorrebbe a tutti i costi reiterare l’accanimento terapeutico con alimentazione e idratazione forzata di Eluana Englaro (pieno rispetto e solidarietà per il padre Peppino per la battaglia coraggiosa che sta facendo per fare rispettare la scelta di sua figlia), sullo stesso piano stanno tutte le proposte che riguardano l’interruzione di gravidanza, l’uso dei contraccettivi, la ru486 e ora anche questo.

Come si fa a spiegare ad un ministero che non può disporre dei corpi delle persone e che non può sostituirsi alle scelte personali di ciascun@ o a quelle insindacabili degli adulti chiamati per legge a tutelare la vita dei propri figli e delle proprie figlie? Se diamo per scontato che nessuno è responsabile per se stessa e che nessun genitore è in grado di decidere bene per la propria prole si producono una serie infinita di prevaricazioni che mettono fine allo stesso principio di autodeterminazione e di responsabilità individuale sul quale la nostra costituzione è basata. Chi risponderebbe di cattiva gestione dei corpi dei singoli nel caso in cui si verificasse un “illecito”? Della ragazzina che si opera contro la legge chi ne risponde? Lo stato? Qual’e’ l’elemento perseguibile per legge? I genitori? E che funzione avrebbero? Di tutori della ragazza per conto dello stato? A chi verrebbe figlia questa adolescente? Chi è responsabile per lei?

Si imporrebbe così un principio che credo possa essere simile a quello della società ateniese (aiutatemi se sbaglio, chiedo venia, ma non pensavo di dover andare così indietro nel recupero di paragoni storici per giudicare l’operato di questo governo… ). I genitori non contavano niente e la madre aveva esclusivamente il compito di allevare il maschio che obbligatoriamente veniva cooptato dall’esercito dall’età di 16 anni in poi. Madri riproduttrici di corpi appartenenti allo Stato fino a quando questo non poteva fruirne. Una specie di figlio in usufrutto con scadenza dei termini prescritti. Questo è il principio che il ministero di Sacconi vorrebbe far passare. Si chiama “violenza istituzionale”, per capirci.

Nessun provvedimento legislativo immaginerà mai soluzioni contro l’uso e l’abuso di elementi “coercitivi” e “correttivi” (dopo aver eliminato lo ius corrigendi e le figure dei “capofamiglia” si potrebbe un giorno immaginare di buttare nell’immondizia anche il diritto di disporre delle vite altrui da parte di tutti i poteri dello stato). Nessuna discussione giurisprudenziale chiarirà il livello pregiudizievole e discrezionale che sta dietro ogni provvedimento invasivo-repressivo.

Ne abbiamo in ballo un paio: il pacchetto sicurezza e la riforma sulla giustizia. Li stanno votando in fretta e furia e per farli passare con un margine di consenso popolare maggiore li mascherano – come previsto – da Leggi che fanno giustizia per vendicare tutti i mali dell’umanità. Uno degli emendamenti passati offre la sponda all’opinione pubblica (?) più securitaria e giustizialista introducendo la possibilità di creare delle eccezioni nella applicazione della legge gozzini. Crea un pericoloso precedente che sicuramente sarà utilizzato per una serie infinita di altre questioni. Primo fra tutti: per qualunque reato commesso dagli immigrati, per esempio, sulla base di una pericolosità sociale sancita per legge a partire dalla razza. In pratica si tratta di negare gli arresti domiciliari a chi commette reato di stupro. Niente semilibertà, niente permessi premio, niente liberazione anticipata ne’ affido in prova ai servizi sociali (quest’ultimo introdotto ad hoc dalla legge cirielli – con estensione della possibilità di affido per reati anche gravi – dedicato a Dell’Utri). Assieme a questo passa anche la delazione dei medici nei confronti dei clandestini, la tassa sul permesso di soggiorno, la schedatura dei clochard, la “legalizzazione” delle ronde padane, le multe per i writers.

La barbarie di questo tempo, sociale ma anche legislativa, irresponsabilmente, non viene diretta verso nessuna forma di mediazione. La questione degli stupri oltre a motivare una critica ai giudici (la riforma della giustizia, alla regia berlusconi & company e alla consolle il ministro alfano), vorrebbe legittimare la necessità di un generale inasprimento delle pene solo per alcune categorie sociali sino ad arrivare a soluzioni liberticide che non hanno nulla di diverso dalla sharìa, per esempio. Pena di morte e castrazione chimica. A fare il tifo un cumulo di “spingitori di cavalieri” e fun. Su facebook c’e’ chi esorta al taglio dei peni stupranti, centimetro per centimetro (quando lo fece la bobbit perché allora non vi era piaciuta?) anzi un pezzettino alla volta, c’e’ chi vorrebbe fare torture “cinesi” ai “rumeni” (scambio etnico culturale?), chi parla di castrazione e basta. Ci sono 449 persone che si sono unite ad un gruppo che si chiama “ammazzamo i romeni dello stupro di guidonia”, più di 5000 iscritti al gruppo pro pena di morte, inflitta con qualunque mezzo.

Dalla stessa corrente di pensiero poi stranamente si diramano gruppi come “depenalizziamo lo stupro alle vigilasse che fanno multe inutili” che esortano gli iscritti con un singolare quanto originale appello: “aboliamo la perseguibilità dei soggetti che stuprano le vigilesse per dargli dei momenti felici e fargli capire che non si riduce tutto ad una biro, un blocchetto ed una paletta”, testuale. Oppure come il gruppo anti-femminismo che sceglie il simbolo del gruppo avviato da noi qualche tempo fa, gli fa una bella croce rossa sopra e si registra tra le formazioni filantropiche. Nulla di nuovo sotto questo cielo. Sono sempre gli stessi, quasi tutti maschi (per fortuna) di cui abbiamo parlato QUI e soprattutto QUI a proposito di siti anti-femministi.

Interessante quello che si dice tra i commenti del gruppo. Troverete frasi come:

in iraq si che hanno capito come usarle queste donne, oggetti creati per intrattenere e far divertire l’uomo!
il femminismo è un insieme di persone isteriche frustrate insicure di se, che fanno razzismo verso l’uomo per cercare un capo espiatorio da condannare, perchè si sentono inferiori e inutili.
effettivamente le capisco, noi siamo forti, robusti, intelligenti e abbiamo il pene! tutto un altro mondo

Ragazzi ma che problemi ci sono, l femministe si estingueranno da sole, ma chi è che se lo tromba?!”

“[…]ultima porcheria misandrica denominata legge anti-stalking.
Eh già, dopo le leggi antistupro dove sei colpevole e stai in galera se tu non riesci a provare la tua innocenza, ed, inoltre, la vittima definisce il reato a suo piacimento, abbiamo quest’ultima legge dove puoi andare in galera e rovinarti per un po’ di insistenza.
Magari perchè cerchi di capire dove abita una tipa….”

La tesi della “Grande Oppressione” è insostenibile, perchè le donne hanno *sempre* avuto una facile via d’uscita: condizionare *pesantemente* gli uomini sotto il profilo relazionale” (e qui sta una delle grandi giustificazioni ai femminicidi. Le cattive siamo noi e meritiamo di morire)

A queste donne denaturate, queste maschie senza palle, ridicole nelle loro ambizioni da segretariette, è passata anche la voglia di fare da madri, da qui il nulla che incombe sull’occidente…”

Sempre rimanendo sul discorso delle segretariette: dopotutto non è vero che hanno rinunciato alla loro femminilità, la usano, in ambito lavorativo, accostata a comportamenti seduttivi(magari con il capetto di turno)”

Questo è il meglio di tutti:

Io amo le donne più di ogni altra cosa al mondo, sono esseri dotati di gran bellezza, dolcezza, intelligenza e femminilità.
Le donne vanno “adorate” dall’ uomo, che deve essere sempre galante e cavaliere,ma questo non significa che l’uomo sia un essere inferiore…
Il problema del femminismo è che porta la donna a diventare “uomo”, a perdere la loro bellezza, dolcezza, e ad accanirsi contro l’ unica cosa che le rende vere donne, noi uomini.
Una donna dovrebbe essere felice di servire il proprio marito, consapevole del fatto che il proprio compagno è superiore a lei,e che se così non fosse, la donna diventerebbe “l’ uomo” della coppia, che non durerebbe a lungo.
Quindi le femministe portano alla rovina della famiglia e del rapporto uomo-donna, e perciò alla rovina della società…”

Compagne, sorelle, amiche, bisogna proprio darsi una mossa tutte quante, insieme, ragionando di differenze, configgendo se necessario, non mostrando il timore di dichiarare discriminanti (quella antifascista per esempio) che sono obbligate dall’analisi della realtà, dalle modalità attraverso le quali essa viene diretta verso soluzioni legislative, culturali e storiche che sono una perfetta riedizione del passato (non a caso i gruppi anti-femministi sono tutti orientati a destra). Quello che ci fa male non può certamente farci del bene. Per il resto misuriamoci sugli obiettivi e se l’obiettivo è comune l’anti-femminismo, becero, misogino, sessista, maschilista, volgare, non troverà spazio per insinuare alcunché in nessuna discussione.

Intanto le donne di Bologna, come tante altre, tornano in Piazza per dire Stop al femminicidio Il 7 febbraio in piazza nettuno alle 15.00. Buona lotta a tutt@!

da femminismo a sud

60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, la Segretaria generale di Amnesty International: “Occorre agire, non limitarsi a celebrare”

Amnesty International ha chiesto oggi ai governi di fare del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (Dichiarazione) un momento di azione e non di mera celebrazione.

Le insensate uccisioni a Mumbai, le migliaia di persone in fuga dal conflitto nella Repubblica Democratica del Congo, le ulteriori centinaia di migliaia intrappolate in condizioni terribili nel Darfur, a Gaza e nel nord dello Sri Lanka e infine una recessione economica globale che potrebbe spingere altri milioni nella povertà, creano una pressante piattaforma d’azione sui diritti umani” – ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International. … Leggi tutto

Vaticano sui gay: “non mettete la forca alla gogna”

papa20ratzinger_thumb Una proposta francese all’ONU vuole mettere al bando le persecuzioni degli omosessuali nel mondo. Ma il Vaticano si oppone con un argomento che appare un pretestuoso bizantinismo:

“vorrebbe dire mettere alla gogna i paesi che non riconoscono le unioni gay”.

Ebbene sì, di quello si tratta caro papa Joseph Ratzinger. Di mettere alla gogna i paesi che non rispettano la dichiarazione universale sui diritti della persona.

Di mettere alla gogna la pena di morte. Di mettere alla gogna la tortura. Di mettere alla gogna la discriminazione.

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Ramadan e Rosh ha Shanà

Forse il mondo che mi appare non è realtà condivisibile. Forse la realtà non esiste e ognuno vive la sua limitatezza come in un guscio protettivo. Condivido la speranza del mondo islamico e partecipo alla sua unione con il Divino e quindi la gioia intrinseca di questo momento. Questo a mio modesto parere non può e non deve oscurare la sofferenza che i Popoli islamici stanno vivendo e combattendo.

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Le minestre delle ministre

Nella minestra del Ministero dell’ Istruzione, si scopre un nuovo sapore: Mariastella Gelmini spiega che “in tre anni taglieremo 87mila posti di lavoro: è un percorso obbligato”. … Leggi tutto

Oltre la siepe

(Se puoi vedere guarda, se stai guardando osserva)

La mappa non è il territorio, il sublime non è né arte né bellezza, la verità ultima è limite.

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Pregate per la salute di John McCain

afp_13784402_36290E’ Sarah Palin, candidata alla vice presidente degli Stati Uniti, che ha tutto ma proprio tutto per essere, se mai lo sarà, la donna dell’Apocalisse. Il massimo dell’esperienza politica è stata fare il sindaco di un paese grande come Filottrano, 9.000 abitanti.

La donna che viene dal freddo, governa l’Alaska, è nata per essere adorata dalla destra fondamentalista protestante, paladina della pena di morte, del possesso di armi, dell’antiabortismo militante e del “destino manifesto” degli Stati Uniti popolo eletto da dio a dominare il mondo.

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Argentina: spazzatura L’Espresso

chavez_cristina Esser contro la pena di morte di Tarek Aziz (il ministro degli esteri di Saddam Hussein) non vuol dire aver voglia di andarci a cena o, se si dirige un settimanale, affidargli una rubrica e farlo passare per un autorevole opinionista. Eppure è quello che fa, lo abbiamo più volte denunciato, l’Espresso con Moisés Naím.

Naím come Tarek Aziz, probabilmente non ha mai ammazzato personalmente nessuno, ma era un ministro chiave nel governo di Carlos Andrés Pérez, che nell’89 fece ammazzare forse 10.000 persone in un giorno solo con il Caracazo, colpevoli di protestare contro il Fondo Monetario Internazionale del quale l’economista Naím era ligio esecutore.

E quindi Moises Naim è responsabile di crimini contro l’umanità e per quelli essere giudicato, non fare l’opinionista. Insomma tanto impresentabile è Naím che tanto vale che L’Espresso la prossima bustina di Minerva la faccia scrivere a Radovan Karadzic, magari nella sua nuova veste di santone new age.

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Lisbona, zitta zitta, avanza

Il Senato approva il Trattato di Lisbona: apprendo la notizia dall’Osservatorio sulla legalità, leggo poco i giornali e guardo assai di meno la televisione.

Quando l’Irlanda fu l’unico paese a dire no, Marcello Pera del Pdl tuonò:”E’ la vendetta cristiana, la storica risposta dei credenti all’Europa senza Dio. Il no irlandese al trattato di Lisbona è l’inevitabile reazione alla cancellazione delle radici cristiane dalla Costituzione e alle eurodirettive, prive di legittimazione democratica, che stravolgono le legislazioni nazionali sui temi bioetici, questa Ue è morta perché stata abbandonata dai popoli e ora solo Benedetto XVI può dare un’identità al vecchio continente”. … Leggi tutto

Liberté, Égalité, Fraternité

La rivoluzione borghese francese, (1789) fu la promotrice ed ispiratrice del valore individuale, tradotto in “Libertà, Egualianza, Fratellanza”. L’Uomo, relegato in un ruolo sociale indiscusso ed irremovibile, nasceva e moriva in uno stato sociale che non poteva essere messo in discussione, quindi non erano ipotizzabili aspettative di crescita nella vigente scala gerarchica. I valori borghesi aprivano quindi orrizzonti mai sperati né proponibili. La concezione di società naturale, nella sua forma piramidale, decadde modificando le regole della convivenza ed emarginò gradualmente l’aristocrazia. Non più privilegi, non più servilismo, non più parentele di consanguinei nella logica di casta nobiliare.

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Scuola e disinformazione: ma Francesco Giavazzi chi l’ha scelto?

lavagna Di fronte a Via Solferino, la sede storica del Corriere della Sera, uno sente sempre una sorta di rispetto. Se non sei d’accordo con l’articolo di fondo del giorno, penserai che sono dei reazionari, o argomenterai diversamente ma sempre in punta di piedi. Leggendo il fondo di oggi di Francesco Giavazzi, “Scuola il tabù dei concorsi” invece l’unico commento possibile è che l’articolista non sappia di cosa parli, ma lo dica lo stesso.

Come rivela già il titolo, il lungo commento (il più importante articolo sul più importante quotidiano italiano di oggi, in pratica la prima cosa da leggere oggi sulla stampa italiana) dell’autore de Il liberismo è di sinistra, professore ordinario di Economia Politica alla Bocconi di Milano (alla faccia del bicarbonato di sodio) e visiting professor al MIT di Boston, si dedica a spiegare che il male della scuola sono i concorsi pubblici e che questi devono essere sostituiti dal potere di chiamata dato a presidi responsabilizzati. Oibò, trasecola chiunque segua un po’ le cose della scuola. Qui non è questione di essere o non essere d’accordo con l’illustre professor Giavazzi. E’ questione che Giavazzi non sa che l’ultimo concorso nella scuola fu bandito nel secolo scorso. Avete capito bene, nel 1999.

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Europa sì, Europa no

Ci risiamo. A dimostrazione del fatto che sono sempre più rari i casi in cui l’esperienza viene messa a frutto, le istituzioni europee ci hanno riprovato: e di nuovo hanno preso legnate. Il lupo perde il pelo ma non il vizio; potremmo anche liquidarla con una battuta, ma a ben vedere c’è poco da ridere.
Nel 2004 a Roma si firmò la Costituzione europea, e l’anno successivo i referendum tenuti in Olanda e Francia ne hanno fatto carta straccia.
L’anno scorso con il trattato di Lisbona si prova nuovamente ad introdurre una carta fondamentale dell’unione europea; e qualche giorno fa è arrivata puntuale la mazzata che ne consacra il fallimento, grazie al referendum irlandese. … Leggi tutto