Friday 25 May 2012, 05:47

Gli articoli con tag: " Italia "

La conferenza stampa di Mario Monti e il giornalismo

Monti

Le due ore e quaranta di conferenza stampa del presidente del consiglio Mario Monti trasmesse in diretta integrale (quasi) a reti unificate sono una contraddizione in termini. Trattare un incontro con la stampa come fosse un comizio, un evento pubblico, è un passo avanti nell’(auto)esautoramento del giornalismo tradizionale come mediatore tra notizia –in particolare politica- e opinione pubblica.

Ma a Di Pietro (e a Vendola) chi glielo fa fare di reggere il moccolo alle nozze UDC-PD?

Si sente dire più o meno ovunque che se Di Pietro dice cose di sinistra, per esempio sulle spese militari, lo faccia solo per opportunismo politico. Può anche essere, probabilmente è così, ma non mi sembra che guardare il dito invece della luna sia la soluzione. Intanto, in assenza di SEL e con un PD completamente muto, è un bene che ci sia qualcuno in parlamento che  quelle cose di sinistra le dica. In secondo luogo qualcuno deve spiegare a cosa serva a Di Pietro (e a Vendola, e alla sinistra se ancora esiste) reggere il moccolo al matrimonio UDC-PD.

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Sconfitto il golpe in Ecuador

pr08aa011010-photo01aaa_456_336 Hanno sequestrato per 12 ore la democrazia ecuadoriana ma hanno perso. Ecco gli eventi principali della notte, italiana. In mattinata un commento sul terzo golpe, dopo Venezuela e Honduras, in America latina contro l’ALBA. L’antefatto qui e qui. Qui l’intervista esclusiva a María Alexandra Benalcazar da Quito e qui la testimonianza di Davide Matrone. Infine qui il canale Twitter.

Come Giornalismo partecipativo aveva annunciato fin dall’1.30 ora italiana la strada del blitz per liberare il presidente prendeva campo come l’unica possibile. Intanto era sempre più importanti le testimonianze sulle infiltrazioni nella polizia, su civili in genere riconoscibili come vicini a Lucio Gutiérrez (l’ex presidente fondomonetarista su posizioni apertamente eversive) per esempio nell’assalto a Ecuador TV subito dopo che il canale pubblico era riuscito a far parlare in diretta al paese il presidente ancora sequestrato. Gli squadristi che hanno assaltato Ecuador TV e spento il segnale per oltre un’ora non erano infatti poliziotti ma civili comandati da Pablo Guerrero, avvocato di Lucio Gutiérrez.

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14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico che curi i loro interessi e sembrano non saperlo.
Tutti gli altri rappresentanti politici sono interessati solo a mantenere il potere d’acquisto dei salari dei “pochi” indispensabili al funzionamento della macchina dello Stato e ditte o studi necessari al suo mantenimento.

Riassumo cose che già si sanno:

Il problema è che i poveri non possono avere un rappresentante politico perché le elezioni hanno un costo enorme ed i poveri non possono pagare la propaganda per un loro rappresentante come loro.

Il trucco della democrazia moderna: la campagna elettorale costa troppo ed i poveri non possono finanziare un loro rappresentante che dia garanzie di occuparsi dei loro interessi.

A me, fuori dalla mia famiglia ristretta, nessuno ha mai regalato nulla. I ricchi danno i soldi ma chiedono sempre qualcosa in cambio fosse anche solo il silenzio dell’eletto e il trascurare i diritti costituzionali dei poveri (per non dividere nulla). Altrimenti, magari, fanno scoppiare uno scandalo (molti hanno qualcosa da nascondere) e la volta dopo non danno un centesimo passandosi la notizia che se qualcuno gli dà i soldi glieli ritorce contro e lo rovina. Quindi nessun ricco glieli dia. Ed il politico non viene mai più rieletto.

In caso di mancata rielezione per aver voluto sostenere i diritti dei poveri, in casa del “trombato” direbbero:
la moglie: “Sei un cretino incapace! Ti sei fatto licenziare per il POPOLO che non ti mantiene se ne frega di te e non ti dirà nemmeno grazie! Hai rovinato la tua famiglia! I tuoi figli non avranno più quel futuro luminoso che potevano avere se tu avessi obbedito! Dovranno sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! In fondo si trattava solo di tacere su alcune cose! Sei un MOSTRO! Un ingrato! Odi la tua famiglia che ti ha tanto amato! Odi i tuoi figli! MOSTRO!” e chiede il divorzio per crudeltà mentale. ; )

Ed i figli: “Papà! Volevamo andare ad Oxford! E poi adesso non potremo più fare colazione a Parigi e pranzo a New York con i nostri amici! Li perderemo tutti! Ci prenderanno in giro e ci lasceranno indietro! Ci sostituiranno nella nostra rock band! Non potremo più diventare famosi! Dovremo sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! Ci hai rovinati! Hai preferito il Popolo Bue a noi! Ci ODI!”. ; ))

I ricchi e potenti hanno dimostrato in 64 anni di burattinare l’intero parlamento ma il fatto è che oggi, con la fine dell’espansione dei mercati e la globalizzazione, il ricco italiano o capitano di industria non è più necessario. Va tutto in automatico e, con la convenienza all’importazione secca data dall’euro, non c’e neanche più bisogno di produrre sul territorio nazionale. C’ è da considerare che la globalizzazione ed i ricchissimi esistevano anche all’epoca dell’antico Impero Romano quando non esistevano teorie economiche, studi particolari o la Bocconi.

La soluzione starebbe, se volessero, in una campagna elettorale svolta prevalentemente (meglio fosse del tutto) in Internet ed il modo c’era già da quattro anni fa almeno.

I passi principali potrebbero essere circa 5:

1) Obbligare per legge le compagnie fornitrici di banda larga ad offrire anche una connessione flat a 256k per € 1,48 al mese; avrebbero comunque un guadagno enorme. Tutti potrebbero permetterselo. Riguardo il computer esistono molti computer “cascati dal camion e trovati” venduti a prezzi veramente bassi. Per i programmi la pirateria a prezzi stracciati (se non gratuita) esiste da un pezzo. E poi c’è anche Linux e programmi relativi che sono gratis.
2) Obbligare per legge chiunque abbia un collegamento internet a fornire al Comune un indirizzo e-mail sempre valido (non cambiabile) a cui inviare la propaganda elettorale dei candidati in competizione.
3) Obbligare per legge i Comuni ad avere un database di dette e-mai da fornire ai cittadini che vogliono candidarsi per le elezioni (naturalmente il candidato dovrebbe avere dei prerequisiti minimi).
4) Obbligo di posta certificata per il candidato per attestare l’identità di chi risponde alle e-mail.
5) Avere un sito internet anche semplicissimo per fornire le informazioni di base su di se.

Avendo i prerequisiti minimi chiunque potrebbe provare a candidarsi. Finalmente la politica e la partitica potrebbero essere indipendenti dal potere economico e dai “Maestri” che non ti fanno passare se non sei come loro.

Spostando totalmente in internet la propaganda elettorale (che tanto è “al vuoto, al vuoto”) si toglierebbero le rendite clientelari, parassitarie ed ormai inutili a tipografie, pubblicitari etc. che si arricchiscono senza utilità reale ad ogni campagna elettorale. Perché non disoccupare un po’ anche i ricchi come Berlusconi &C.?

Naturalmente il candidato dovrebbe lavorare moltissimo, qualora avesse successo, a rispondere a telefonate ed e-mail ma, in teoria, potrebbe fare anche tutto da se (a costo di orari di lavoro mostruosi ma possibili per un breve periodo).

Naturalmente sono bei sogni (il sogno è ciò che ha una base per la realizzazione mentre l’illusione è ciò che è impossibile). Figuriamoci se la classe dominante ed i suoi servi permetteranno a qualcuno di sfuggire al loro controllo!

Il problema è che troppa gente povera ormai non crede più di poter ottenere i propri diritti scritti costituzionali.
Quanta gente dice: “Tanto noi non ci possiamo fare niente” e si rassegna. È che non hanno ancora fame. È che credono che i dominanti siano buoni.
Il problema è che la classe dominante non ha pietà e la mia storia lo dimostra. Non capiscono che la crisi vera è appena all’inizio e che la classe dominante gli toglierà tutto. Anche la dignità:

1) Dove prima lavoravano dieci operai ora c’è un robot che viene rifornito dei pezzi scaricati in una tramoggia solo ogni tanto, quindi l’unico operaio non è neanche impegnato continuamente ma ogni tanto.
2) Dove prima lavoravano nove figure professionali diverse (impiegati) ora basta un laureato con un computer.
3) la produttività aumenta molto con il computer ed un impiegato produce anche per due.
4) Come se non bastasse dagli inizi degli anni ’80 è iniziata la delocalizzazione (chiusura delle industrie in Italia ed apertura all’estero dove costa molto di meno).
5) Poi, ora, con l’euro fortissimo, non conviene neanche più produrre ma solo importare già fatto, anche dagli USA.
Già la “menano” da tempo con il petrolio che si va esaurendo anche per l’enorme aumento dei consumi dei paesi in via di sviluppo che abbrevieranno i tempi di esaurimento. Tra cinque o massimo dieci anni, anche per merito della speculazione, il costo del petrolio raggiungerà livelli proibitivi con ricadute disastrose sui prezzi al consumo.
6) Le energie rinnovabili mancano dell’esuberanza del petrolio e sono sempre sul filo del rasoio della convenienza.
7) Per la fusione fredda pare che non diano neanche una lira per sapere se, con la cifra rivalutata ad oggi impiegata per fabbricare la prima pila di Fermi, si ha una resa paragonabile o inferiore e di quanto alla pila di Fermi stessa o alle energie rinnovabili.

Con la mia esperienza posso dire che intendono sfruttare la speculazione futura sulla carenza di petrolio per “spennare”, mangiarsi e ridurre in miseria chi è sotto un certo livello economico.

Dai dati ISTAT del 2001In pratica su 56 547 710 milioni di italiani, 18 157 706 non sono in età lavorativa (da 0 a 19 e dai 70 in poi). Restano 38 390 004 in età lavorativa. Siccome basta un impiegato per coprire nove posti di lavoro (come risulta da un offerta di lavoro in cui assumevano un ingegnere per 1500 euro al mese e gli facevano fare col computer nove lavori) basteranno (o ci sarà lavoro) solo per 4 265 556 Milioni di italiani:

56 547 710 – (milioni di italiani riferiti al 2001)
18 157 706 = (età da 0 a 19 + da 70 in su riferiti al 2001)
—————-
38 390 004 (Milioni di italiani in età lavorativa riferiti al 2001)

38 390 004 : (Milioni di italiani in età lavorativa)
9 = (un impiegato fa per 9 impiegati con figure professionali diverse)
—————–
4 265 556 (“lavoratori” necessari a tutti i livelli in Italia per mandare avanti TUTTA l’Italia)

Non pensiamo al fatto che con l’informatica un impiegato può produrre per due.

Se poi pensiamo alla perdita di posti di lavoro della delocalizzazione ed importazione secca di merci capiamo il disastro del prossimo futuro.

Considerato che le macchine tagliano posti di lavoro da 1 su 9 a 1 su 10 dicendo 38 390 004 in età lavorativa diviso 9 si hanno 4 265 556 di indispensabili su 56 547 710.

Con 5 000 000 mandano avanti l’Italia con le macchine, gli altri 51 547 710 sono in più. Possono morire (tanto poi ci sono gli stranieri del 3° mondo che sono così tanti).
A quando un neo-malthusianesimo o campi di concentramento?

Eventuali rivolte popolari verranno controllate con le “armi” antisommossa contemporanee.
Tutto si risolverà in una rivolta come quella di Los Angeles del 1992. All’ultimo minuto, troppo tardi per poter rimediare qualcosa legalmente, cassonetti dati alle fiamme, vetrine sfondate, automobili rovesciate e poi tutti zuppi, intossicati e bastonati, in galera, da cui usciranno schedati e sottomessi alla miseria (o la borsa o la vita).

Loro sono già pronti. Noi no.

La vera crisi sta arrivando come un leone.
E lo dicono da un pezzo anche se a “mezza bocca”.

Un generale della NATO in pensione, se ha voluto salvare la sua vita e quella di sua moglie minacciati da un cancro, ha dovuto spendere per interventi e cure d’urgenza in cliniche private ben un miliardo di vecchie lire gli ultimi tempi della lira in soli quattro anni. Qualcosa come, oggi, 800 000 euro circa. Altrimenti erano morti.

Sveglia! Belle addormentate benestanti ma ancora per poco!

Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del Mezzogiorno

di Fabrizio Lorusso

Napolibene.jpgLucio Iaccarino, Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del Mezzogiorno, Ediesse Edizioni – Carta Bianca, 2008.

“Gli anni italiani insegnano che i palazzi sono micidiali quanto i campi di battaglia, solo che qui dentro i rumori della guerra sono attutiti, assorbiti dal parlottio delle trattative e dalle menti acute e assassine di questi uomini. […] Nessuno può cogliere il quadro d’insieme, vedere contemporaneamente la figura e lo sfondo, l’obiettivo finale. Nessuno eccetto coloro che tengono i fili di quelle trame…”. Luther Blissett, Q. … Leggi tutto

Come una cozza allo scoglio, Berlusconi s’attacca al porcello

Non sono pugnalate, Fini, non è Bruto né Cassio e, nei panni di Cesare, Berlusconi fa cilecca persino come caricatura, ma trentatre sono i colpi contati, trentatre le astensioni, una raffica, e dopo la standing ovation dei fedelissimi e il patetico saluto romano, il piccolo re s’è ritrovato nudo. Nulla v’è al mondo che in eterno duri e ora sì, ora saremmo davvero alle comiche finali, se in fondo al tunnel non apparisse lo spettro del naufragio.

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Colombia-Venezuela: l’eredità avvelenata di Álvaro Uribe per Juan Manuel Santos

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NB: La vignetta è del settimanale britannico “The Economist” e rappresenta (correttamente al contrario della stampa italiana e di El País di Madrid) Uribe che tenta di impedire la stretta di mano tra Juan Manuel Santos e Hugo Chávez.

Ieri Álvaro Uribe ha lasciato la presidenza della Colombia millantando trionfi ma portandosi dietro una scia di sangue con pochi precedenti. Il paragone è con il peruviano Alberto Fujimori, poi condannato per corruzione e violazione dei diritti umani. Lascia avvelenando i pozzi del suo successore Juan Manuel Santos, bloccandone il tentativo di migliorare i rapporti con il Venezuela di Hugo Chávez che era deciso a presenziare alla cerimonia di passaggio dei poteri. Anche se per la stampa è sempre colpa di Chávez, non è smentibile che sia la Colombia ad avere avuto con Uribe i peggiori rapporti della storia con tutta la regione, dall’Ecuador alla Bolivia, dal Brasile al Venezuela tanto che nel discorso di insediamento Santos ha continuato una rettificazione (boicottata da Uribe e da Washington) che conduce da settimane: “non individuo un nemico in nessun paese vicino”.

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Francisco Chávez Abarca arrestato in Venezuela, verrà estradato presto a Cuba. Fu l’autore dell’attentato in cui perse la vita Fabio di Celmo.

Francisco Chávez Abarca arrestato in Venezuela, verrà estradato presto a Cuba. Fu l’autore dell’attentato in cui perse la vita Fabio di Celmo.

di Annalisa Melandri

E’ stato arrestato giovedì scorso in Venezuela mentre cercava di entrare nel paese con documenti falsi,  il terrorista salvadoregno Francisco Chávez Abarca,  braccio destro di  Luis Posada Carriles ai cui ordini  negli anni ‘90 ha organizzato  a Cuba numerosi attentati, tra i quali quello in cui perse la vita il nostro Fabio di Celmo nel 1997. “El Panzòn”, come era conosciuto Chàvez Abarca, era ricercato dall’Interpol a seguito di una denuncia presentata  dal governo cubano che ne ha richiesto prontamente l’estradizione al Venezuela. … Leggi tutto

“figli e diritti negati”

Chi vi scrive e’ Mauro Merlino, fondatore del gruppo creato sul social network “Facebook” :”FIGLI E DIRITTI NEGATI (e’ il momento di risposte concrete)” che ha come scopo un impegno reale per la risoluzione delle problematiche che riguardano il diritto alla vita,alla dignità ed alla paternità dei padri separati,in Italia ed all’estero. … Leggi tutto

ZAJKO. In un video di Africa insieme la storia di un rom partigiano

«Era il 1939, mio nonno vide che passavano camion di soldati tedeschi. E ai muri era affisso un manifesto grande con scritto che Ante Pavelic, il dirigente nazionalista e fascista croato, farà ammazzare prima i serbi, poi gli ebrei e gli zingari». Comincia così il racconto di Zajko, un anziano rom proveniente dalla Bosnia che oggi vive al “campo nomadi” di Coltano, vicino Pisa. … Leggi tutto

Diabetici greci senza insulina di ultima generazione

Sia la Reuters che il Telegraph informano che due grosse farmaceutiche danesi, Novo Nordisk, uno dei leader mondiali nelle insuline di nuova generazione e Leo Pharma, anticoagulanti e molto altro, hanno deciso di abbandonare il mercato greco.

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Con il capitalismo non ci sará futuro per nessuno: né per i ricchi e né per i poveri.

(Ho ricevuto un messaggio di posta elettronica da un compagno in lingua portoghese, mi é piaciuto, l´ho tradotto e adattato in italiano e lo copio qui in basso. Purtroppo non conosco l´autore del pezzo, ma le fonti non mancano) … Leggi tutto

Antanas Mockus, un verde per la Colombia?

Chi è Antanas Mockus, il candidato verde in testa ai sondaggi per le imminenti elezioni colombiane? Riuscirà un filosofo di origine lituana, ex sindaco di Bogotà, a sbaragliare il regime uribista? Non vale troppo la pena dar retta ai sondaggi in Colombia ma a quattro settimane dal voto le inchieste demoscopiche lo affiancano o addirittura lo mettono in testa, davanti al candidato uribista Juan Manuel Santos, padrone dei media e in grado di decidere della vita e della morte di molti colombiani. Il 30 maggio, data del primo turno, sapremo se la Colombia è attesa dalla presidenza di quello che Guido Piccoli definisce “un Beppe Grillo creolo”.

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Oaxaca: lo stato delle cose dove sarebbe stato sequestrato Davide Casinori

Di fronte al selvaggio assalto da parte di paramilitari ad una carovana di movimenti sociali a San Juan Copala, ripubblico il reportage di fine gennaio da me realizzato a Oaxaca, completamente dimenticata dai media nonostante la repressione non si sia mai fermata. Oggi se ne parla solo perché sarebbe stato sequestrato (notizia poi smentita) un militante italiano e assassinato un finlandese. Fino a quando farà notizia solo il Venezuela e mai il Messico o la Colombia?

OAXACA – Tre anni dopo le grandi proteste dell’Assemblea popolare dei popoli di Oaxaca (APPO), repressa violentemente dai sicari del governatore del PRI Ulises Ruiz, che causarono più di 20 morti, e con l’intera capitale occupata come in un assedio medievale dall’esercito federale, questo stato meridionale del Messico si approssima alle elezioni del nuovo governatore il prossimo 5 luglio. Ruiz, dopo anni di appropriazioni indebite dalle casse dello Stato, appare ancora più forte tanto a livello locale come nazionale, dove è uno dei simboli del revanscismo priista che punta a tornare a governare il Messico (dopo averlo fatto per 70 anni fino al 2000) approfittando della crisi del PAN di Felipe Calderón. Invece i movimenti social e tutta la sinistra, che continuano a subire una brutale e silenziosa repressione, hanno perso forza e sono divisi tra un’ala dura e un’altra dialogante accusata dalla prima di essersi fatta cooptare e a volte comprare dallo stesso governo. Quello che si vede visitando Oaxaca oggi è una sorta di “meno male che Ulises c’è”.

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“Il Corriere della Sera”. Immagine della democrazia che muore (da “Fuoriregistro”)

L’11 marzo alla Commissione Cultura della Camera, l’on. Paola Frassinetti, ex “Fronte della Gioventù” oggi PdL, ha proposto una risoluzione che intende “arginare il fatto deplorevole che alcune associazioni si recano nelle scuole per raccontare una visione dei tragici fatti delle foibe in maniera totalmente travisata“. Non contenta, l’onorevole se l’è presa con “il recente libro dello sloveno (sic) Pirjevec, edito da Einaudi, e distribuito nelle scuole di Torino“. Il libro, ha sostenuto Frassinetti, “esprime giudizi gravi sugli avvenimenti storici riferiti alle foibe, non corrispondenti alla verità; esistono, infatti, negazionisti della vicenda“. Scomunica ufficiale, quindi, “come ha anche ricordato il sindaco di Roma“, e, a onor del vero, un errore c’è stato. Pirjevec è italiano come Alemanno e Frassinetti. Sorge allora un dubbio: fingerlo “sloveno” può farlo sembrar di parte e sminuirne la serietà di studioso? Ma non finisce qui: Frassinetti ha proposto anche l’istituzione, presso il Ministero dell’Istruzione, di un albo degli enti e degli studiosi “autorizzati a recarsi nelle scuole per ricordare i fatti accaduti“. La lista degli abilitati a parlare non s’è fatta, ma s’è deciso – all’unanimità! – che siano i presidi a valutare (?) la serietà e la serenità dei conferenzieri. … Leggi tutto