Barak Obama è presidente degli Stati Uniti. E’ ottimista chi si aspetta da lui una discontinuità politica reale che vada oltre il superamento pragmatico dei mille fallimenti di George Bush, ma sbaglia chi nega che si sia di fronte ad una discontinuità culturale reale e fortissima per almeno tre motivi.
L’elezione del figlio di un migrante alla presidenza degli Stati Uniti, un migrante dalla pelle nera, ci testimonia che i muri, i confini, i pregiudizi possono e debbono essere abbattuti, che la cultura della discriminazione, della gerarchia, delle élite e del razzismo possono essere spezzate, che i soffitti di cristallo sulla testa dei migranti, delle donne, degli sfruttati, non sono eterni e possono cadere in mille pezzi.
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I giornali di tutto il mondo, italiani ovviamente in testa, aprono con l’attentato ad Obama. Per carità, come diceva John Belushi nei “Blues Brothers”: “io li odio i nazisti dell’Illinois” ma mi vorrete far credere che i due microcefali della supremazia bianca Daniel Cowart e Paul Schlesselman, 18 e 20 anni, potevano davvero mettere in atto il seguente piano da arancia meccanica?
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La visita di Hugo Chávez in Cina si è conclusa con un importantissimo accordo economico e militare che, stranamente, viene riconosciuto come tale perfino da chi in genere è ipercritico verso il governo bolivariano.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 17 settembre 2008, 06:55
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Facciamo due conti in tasca al fallimento della Lehman Brothers. La grande finanza ha preso una scoppola pesantissima un anno fa quando è scoppiata la bolla dei mutui facili, roba da decine di miliardi di dollari. Roba da muoia Sansone con tutti i filistei. Ma la grande finanza è un gigante. Con i piedi d’argilla?
Lehman Brothers o Merrill Lynch o altre banche d’affari, verso le quali gli adoratori del dio liberismo come Oscar Giannino o Luigi Zingales (per citare solo gli italiani) pregavano cinque volte al giorno come fossero la Mecca, pensavano di poterla fare franca in tre modi:
1) fabbricando e spacciando biglietti falsi (i derivati sono soldi falsi) e levando anche le mutande ai piccoli risparmiatori e ovviamente riprendendo le case di chi non aveva potuto pagare, buttandoli letteralmente in mezzo alla strada; 2) con l’aiuto di George Bush e della Federal Reserve socializzando le perdite alla faccia del liberismo; 3) saltando su un altro affare, ovvero speculando sul prezzo altissimo del petrolio e che pensavano destinato a crescere per sempre.
Non gli è riuscito e qui proviamo a spiegare perché, ma prima leviamoci un sassolino dalla scarpa:
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I media mainstream in questi giorni ci hanno offerto una straordinaria (quanto inosservata) dimostrazione di come funzionino e di come manovrino per influenzare l’opinione pubblica mondiale.
Il caso è che hanno fatto finta di non accorgersi o quasi che il presidente brasiliano Lula sia andato a Cuba. Ha firmato importantissimi accordi commerciali ed energetici e Petrobras opererà nelle acque territoriali cubane. Lula ha manifestato la grande amicizia del Brasile verso la sanguinaria dittatura cubana, i rapporti del Brasile verso la quale sono per sua stessa definizione i migliori della storia.
Non solo. Il presidente Lula da Silva si è incontrato con il diavolo barbuto Fidel Castro, l’ha abbracciato e baciato con calore, si sono intrattenuti da vecchi amici quali sono per quasi tre ore, e ha dato al mondo ghiotte notizie di prima mano sulla sua salute. Lo ha definito "incredibilmente lucido come nei momenti migliori, e in uno stato di salute impeccabile" tanto che Fidel stesso ha dovuto smorzare le dichiarazioni entusiastiche di Lula.
In pratica Lula ha fatto e detto a Cuba e con Fidel esattamente le stesse cose che fa e dice Hugo Chávez. Con una differenza.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 13 febbraio 2007, 00:00
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Guerre infinite
La grande stampa internazionale, tutta unita come per le grandi occasioni, strombazza: ?il generale William Caldwelly, un pezzo da novanta del comando statunitense a Baghdad, ha mostrato le prove, ovviamente inconfutabili, di ordigni e frammenti di ordigni fabbricati in Iran che avrebbero ucciso almeno 170 soldati statunitensi e ne avrebbero feriti più di 620?.
Come per la sceneggiata dell’ex-segretario di stato Colin Powell alle Nazioni Unite, quando esibì le false provette contenenti le false armi batteriologiche di Saddam Hussein, potrebbe essere la ?smoking gun?, la pistola fumante per l’attacco contro Teheran. La grande … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 25 settembre 2006, 22:21
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Problemi globali
“Ci sono solo due tipi di persone: quelle che amano Gesù e quelle che non l’amano”.
Addestramento paramilitare, indottrinamento religioso per … Leggi tutto
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