di Mattia Nesti, mercoledì 7 ottobre 2009, 20:55
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Dialoghi
In vista dell’appuntamento di domani, 3 Ottobre, per la libertà d’informazione, con la manifestazione indetta dalla FNSI (alle 16.00 in Piazza del Popolo a Roma; per chi volesse conviene arrivare un’ora prima, a Piazza della Repubblica, per partecipare anche al corteo dei precari, che hanno sicuramente bisogno d’aiuto più di "Repubblica), potrebbe essere utile riflettere non solo sulla "libertà" ma anche sulla "verità" dell’informazione.
Lungi da me l’intenzione di usare questo spazio per autoeleggermi a "censor maximus" sulla veridicità o meno delle notizie e delle opinioni (cosa peraltro molto alla moda, soprattutto per Berlusconi, Scajola, la Gelmini e gli altri compagni di merende), vorrei solo riportare alcuni dati sui temi all’ordine del giorno nelle ultime settimane.
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di Mattia Nesti, venerdì 11 settembre 2009, 15:43
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Dialoghi
E’ assolutamente fuori discussione che nel nostro Paese esistano grandi problematiche legate all’informazione o, per essere più precisi, alla disinformazione e all’omologazione del ventennio berlusconiano.
Prendendo in considerazione questo primo e fondamentale elemento, scendere in piazza domenica 19 Settembre (Piazza del Popolo a Roma, dalle ore 16), per partecipare alla manifestazione lancia dalla FNSI in difesa della "libertà di stampa", dovrebbe essere una conseguenza logica e naturale.
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di Redazione, venerdì 4 settembre 2009, 09:17
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Disinformazione, Politica italiana
Alessandro Gilioli
La prima patacca accertata è del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige “L’Europeo”: un’intervista sul rapimento Moro a tale Davide, “carabiniere infiltrato nelle Br” che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso.
E’ un racconto “esplosivo” su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all’ultima riga, e il “Davide” in questione non esista neppure.
Nasce così, quasi vent’anni fa, il fenomeno Feltri: un misto di bufale (come quella su Alceste Campanile “assassinato da Lotta Continua”, mentre è stato ucciso da Avanguardia nazionale), rivalutazioni del fascismo (”Peccato che a scuola si continui a studiare la Resistenza”) e linguaggio da bar (vale per tutti il titolo sul calcio negli Usa: “Agli uomini piace, alle donne no, ma i negri non lo sopportano”, da cui si deduce che i “negri” non appartengono alla categoria né degli uomini né delle donne.
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Sono all’estero da quasi tutta l’estate e l’idea di tornare a giorni mi preoccupa. L’idea, guardando i media italiani da lontano e osservando anche come gli altri ci leggono (anche quelle che noi liquidiamo come repubbliche delle banane ridono di noi e di Silvio nostro), è quella di una marea di fango che dal supermercato televisivo dello squallore monta e tutto travolge.
Il berlusconismo sputtanato in ogni dove, lo squadrismo assassino leghista, le tergiversazioni mediatiche per mascherare questo e quello ma anche, o forse soprattutto, l’inanizione fino all’inanità dell’opposizione riducono la democrazia a un gioco sporco di gossip, dossier e quindi di fango che tira fuori il peggio del peggio di un paese oramai ignobile dove si tollera l’intollerabile (“il noto omosessuale”…).
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di Martino Mai, domenica 9 agosto 2009, 11:52
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Dialoghi
LA PAROLA "isteria" e l’aggettivo "isterico" sono stati usati per la prima volta da Ezio Mauro nel suo articolo di ieri a proposito dei recentissimi comportamenti del nostro presidente del Consiglio. Si sente braccato, inventa un suo ruolo maieutico in tutte le trattative internazionali che si rivela però del tutto infondato (a cominciare dal vertice russo-turco sul gasdotto); insulta come delinquenti due giornalisti che fanno domande scomode ma pertinenti nel corso di una conferenza stampa da lui convocata; teme l’arrivo di un settembre difficile per il governo e per lui e lo dice nel corso d’una riunione con i suoi collaboratori mentre contemporaneamente riafferma che il peggio della crisi è passato e che da settembre verrà il bello.
Insomma isteria. Isteria da insicurezza psicologica, economica, politica.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 23 luglio 2008, 21:19
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America latina, Disinformazione, Media
Succede che la Repubblica abbia pubblicato in queste settimane una serie di clamorosi scoop in America, straordinarie interviste esclusive ad Álvaro Uribe, Hugo Chávez, Gabriel García Márquez e addirittura al nuovo capo delle FARC, l’inafferrabile Alfonso Cano. Succede che sembra proprio che fossero tutte false.
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di Annalisa Melandri, martedì 17 giugno 2008, 15:47
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Dialoghi
di Ezio Mauro
NEL mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un’emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell’opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 2 luglio 2007, 08:24
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America latina, Disinformazione
La storia, gustosissima, ve la racconta Attilio Folliero ed è a lui che vi rimando. L’inchiesta nella quale Omero Ciai scoprirebbe le malversazioni della famiglia Chávez è, secondo quanto rivela Folliero, completamente copiata da altra fonte, ed è ragionevole pensare che Omero Ciai non sia mai stato nei luoghi che descrive e non abbia mai incontrato le persone che dichiara di aver incontrato. Di più, Omero Ciai spaccia come propria un’inchiesta da altri realizzata. Non proprio una sciocchezza in quanto a deontologia professionale.
Ciò segue ad una lunga serie di articoli scopiazzati da Ciai in giro, come puntualmente rivelato da questo e altri siti. E’ davvero sicuro il direttore Ezio Mauro che i lettori di La Repubblica non meritino una miglior copertura sugli avvenimenti latinoamericani?
Faccio solo tre brevi considerazioni:
1) si conferma una volta di più che il gruppo editoriale L’Espresso … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 1 aprile 2007, 16:16
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Diritti civili
Ezio Scavazzini mi manda due foto da lui scattate nell’ospedale “Ilaria Alpi” di Emergency in Cambogia. La prima rappresenta il volto di un ragazzo saltato su una mina e l’altra la foto di speranza del sorriso di un bambino anch’egli curato da Emergency. Mi sembra la miglior maniera di rendere omaggio oggi all’ organizzazione di Gino Strada.
In tempi scomodi come i nostri, Emergency rappresenta un altissimo esempio di dignità. Se non altro perché non ha la presunzione di scegliere tra buoni e cattivi, terroristi e antiterroristi, vite da salvare perché “americane”, e vite da sommergere e bombardare perché del sud del mondo, afghane, irachene, colombiane, sudanesi, somale…
Ieri è successa una cosa strordinaria, migliaia di … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 22 marzo 2007, 12:42
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Media
Causa nausea la caccia all’uomo scatenatasi nei confronti del governo, del "comunista" Gino Strada e di Peacereporter, di quei talebani di Emergency, perfino dei rossi (?) de La Repubblica, quotidiano che sull’Afghanistan ha l’elmetto in testa come il Washington Times o Fox Tv, dopo la liberazione dell’inviato Daniele Mastrogiacomo dopo 15 giorni di prigionia in Afghanistan.
La caccia all’uomo si è estesa subito allo stesso ex-rapito, Daniele Mastrogiacomo. A questi non è sufficiente avere posizioni favorevoli alla guerra, e non aver nemmeno mai peccato in gioventù scrivendo per il Manifesto o Lotta continua, com’è successo invece a molti delle più belliciste penne nostrane. Sono riusciti a criticare perfino che la figlia gli sia corsa incontro per abbracciarlo! Meglio sarebbe stata un’orfana. Avrebbe rinsaldato il patriottismo, per gente alla quale piacciono di più le spoglie "rimandate a casa nelle bandiere / legate strette perché … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 1 febbraio 2007, 11:34
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Dialoghi
Annalisa Melandri: Caro Gennaro, volevo ringraziarti per aver aderito anche tu, come hanno fatto tanti altri, all’iniziativa di scrivere a Ezio Mauro, ironizzando (cosa ci resta da fare mi chiedo?) su un fatto … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 31 gennaio 2007, 20:34
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Italia
Gentile Direttore de la Repubblica, Ezio Mauro,
ho saputo con emozione che attraverso le pagine del suo serissimo giornale La Repubblica (per il quale ho una stima senza limiti), è possibile risolvere problemi sentimentali e di coppia. Ho saputo anche che tra la signora Veronica e il signor Silvio lei ha avuto uno straordinario successo.
Gentile Direttore de la Repubblica, Ezio Mauro,
non le chiedo di farmi riconciliare con le mie ex mogli (nonziamai). Mi permetto di chiederle la cortesia di trovarmi una fidanzata. Sono un bravo ragazzo, ho una professione, sono sicuro che per lei non sarà difficile esaudirmi
cordialmente
Gennaro Carotenuto
* da un’idea originale di Annalisa Melandri
Parole chiave: Media, La Repubblica, giornalismo spazzatura, Gossip, Veronica Lario, Silvio Berlusconi
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di Gennaro Carotenuto, domenica 10 settembre 2006, 07:55
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Media
Gentile direttore de La Repubblica, Ezio Mauro,
i giornali di tutto il mondo riportano una notizia che la Repubblica, il quotidiano che lei dirige, mi risulta bucare completamente. Almeno nove giornalisti di tutti i più importanti media della Florida, sono stati licenziati in tronco perché è stato dimostrato che prendevano migliaia e a volte centinaia di migliaia di dollari dal governo degli Stati Uniti per confezionare notizie false e tendenziose su Cuba.
I coinvolti sono tutti nomi molto noti, e la cosa è gravissima non tanto rispetto a Cuba ma per quello che rappresenta un fatto così grave per la libertà di stampa del mondo. Se ad un paese -Cuba- dove da decenni vige una stretta censura informativa si replica con la sistematica manipolazione e falsificazione dell’informazione su … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 15 marzo 2006, 06:42
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America latina, Disinformazione
La Repubblica di lunedì 13 marzo ha dedicato una pagina intera ad una notizia che semplicemente non esiste. Nella sostanza -l’articolo non è disponibile in internet – la fantasiosa penna del solito Omero Ciai sostiene che siccome oramai è in corso un esodo biblico di giocatori di baseball cubani verso gli Stati Uniti, allora il perfido Fidel Castro vorrebbe estirpare il baseball da Cuba per sostituirlo con il Cricket.
Omero Ciai va avanti per una paginetta intera con il suo compitino, senza citare alcun dato, numero, riferimento, fonte. In realtà non c’era neanche la notizia. C’era solo uno spazio bianco da riempire con pensierini anticubani in libertà. Ma quando si parla di America Latina le vere notizie come per esempio l’assemblea costituente in Bolivia, vengono occultate da la Repubblica. Invece si fa folklore e propaganda su quelle false.
Al prim’anno di qualunque scuola di giornalismo il pezzo di Ciai sarebbe stato cestinato senza pietà. Ma siccome il giornalismo dovrebbe essere fatto di notizie, di dati, delle leggendarie cinque W del giornalismo statunitense, vediamo di mettere un po’ di puntini sulle “i”. … Leggi tutto
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