Thursday 09 February 2012, 10:26

Gli articoli con tag: " diritto di voto "

Mirko Tremaglia e gli italiani all’estero

Primo-voto-dei-cittadini-italiani-all_esteroNon avrei mai preso un caffé con Mirko Tremaglia. Fascista, repubblichino, ancora nel 2008 definì l’antifascismo un disvalore. Detto questo Mirko Tremaglia, scomparso oggi, ha combattuto per trent’anni –a lungo in grande solitudine- e infine vinto la meritoria battaglia per il voto agli italiani all’estero, dimostrandosi ben più avanti dello straordinario ritardo culturale mostrato da sempre dalla sinistra in merito.

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Uguaglianza come annessione coatta. Chi attribuisce (o toglie) "valore" alle donne?

In un librone di psicologia dinamica è scritto che le modalità di relazione tipiche in ogni contesto sociale sono fondamentalmente due e l’autore le sintetizza in una teoria detta "dei giochi". Ci sono i giochi a somma zero. Quelli per cui si compete per un obiettivo fisso e nei quali si vince sconfiggendo l’altr@. Fa diversi esempi tra i quali quello della competizione fra maschi di un branco di mammiferi sociali per il possesso delle femmine. Un gioco a somma zero è la lotta per bande giovanili, per etnie, per generi (maschio etero contro tutti gli altri), e via così. Si persegue un massimo vantaggio che consiste nel mors tua, vita mea.

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Virtuoso voto di scambio (diritto e rovescio)

di Dhyan Gandha Emanuela Risari

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Allora. E’ partito il circuito del virtuoso voto di scambio.
Una non voleva votare, l’altra non poteva esercitare pienamente il diritto di voto(cioè: per un casino della burocrazia avrebbe potuto con sforzo economico e fisico votare solo per le europee ma non per le provinciali). Mezzo diritto uguale nessun diritto.
Entrambe pensano ormai di non avere diritti.

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Cordoglio europeo: da senza tetto a senza vita‏


La notizia “tranquillizzatevi” non viene dall’Italia ma dalla Polonia: A Kamien Pomorski, nel nord-est Incendio in un ostello per senza tetto in Polonia, almeno 21 morti e 20 feriti

“Le fiamme, secondo quanto riferito da un portavoce dei pompieri polacchi, hanno sorpreso gli ospiti del ricovero nel sonno. Molti sono saltati dalle finestre e si sono procurati diverse fratture. Nella struttura vivevano circa 77 persone. Molti degli ospiti dell’ostello, che erano in tutto 77 al momento in cui è divampato l’incendio, si sono gettati dalle finestre dell’edificio di tre piani per sfuggire alle fiamme procurandosi diverse fratture. Sulla scena della tragedia è arrivato il premier Donald Tusk. Sul posto sono ancora al lavoro vigili del fuoco e soccorritori. Non si conoscono le cause del rogo”.

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Resta teso il clima politico in Bolivia

La situazione politica in Bolivia rimane tesa e senza apparenti prospettive di soluzione bipartisan. Lo sciopero della fame, intrapreso dal Presidente Evo Morales per reclamare al Congresso il rispetto dei tempi nell’approvazione della Legge Elettorale Transitoria, vede, nonostante tutto, una reazione violenta e aggressiva da parte dell’opposizione.

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Evo Morales in sciopero della fame

_evo_morales_aed3a8bc Un presidente della Repubblica in carica deve ricorrere a uno sciopero della fame per protesta contro l’ostruzionismo dell’opposizione che non vuole approvare la legge elettorale come stabilito dalla Costituzione. È il boliviano Evo Morales, un presidente di movimento che denuncia “la negligenza di un gruppo di parlamentari neoliberali” e dichiara che: “ci appelliamo alla coscienza dei parlamentari. Appelliamo all’approvazione della legge elettorale in difesa della democrazia”.

Il Parlamento boliviano è riunito ininterrottamente da mercoledì per discutere il progetto di legge elettorale che dovrà essere utilizzato nel prossimo dicembre, sul quale non si rompe un’irriducibile boicottaggio dell’opposizione che cerca di fatto di minare le basi della nuova costituzione che stabilisce collegi indigeni (e quindi rappresentanza) e permette ai boliviani residenti all’estero di esercitare il loro diritto di voto.

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Con Franca Rame, Dario Fo, Alex Zanotelli il 18 Aprile a Castel Volturno

A Castel Volturno dopo la mattanza camorrista del 18 Settembre 2008 che lasciò sul terreno sei africani ed un italiano, tutti estranei ai traffici illeciti ed businness del crimine organizzato, sono subito incominciate le operazioni poliziesche di caccia agli immigrati.

SI BADI BENE: NON PRINCIPALMENTE AGLI IMMIGRATI DEDITI A TRAFFICI ILLEGALI, il che il più delle volte si traduce nello sfruttamento e nell’oppressione di altri immigrati, MA DI CACCIA GENERICA E GENERALIZZATA AL CLANDESTINO.

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Sui diritti negati ai migranti muore la democrazia

L’Italia è oggi un paese dove non solo non sono più in vigore di fatto numerosi articoli della Costituzione repubblicana del 1948 ma dove non vale più neanche la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Una parte della popolazione, tra 800.000 e un milione di persone, è costretta a vivere nella paura e nel ricatto, lavorare in silenzio nello sfruttamento e nell’illegalità, pena la deportazione.

L’Italia è un paese dove un lavoratore o una lavoratrice devono aver paura di ammalarsi, perché perfino il medico deve trasformarsi in delatore, come i portieri e i centralinisti al tempo dell’OVRA, dove una puerpera sarà indotta a partorire in clandestinità (e magari morirne) per non farsi denunciare. … Leggi tutto

Il furto della democrazia.Il sintomo Santoro.

Marcello Faletra. La trasmissione di Santoro sui fatti di Gaza è lo specchio dell’Italia di oggi e un sintomo spettacolare del mutamento della percezione sociale della democrazia. Chi ha visto la puntata di Annozero, ha potuto constatare che è stata data molta importanza alla documentazione visiva e alle testimonianze viventi che sono riuscite a passare il muro mediatico imposto dagli israeliani. D’altra parte la trasmissione era dedicata ai fatti di Gaza. E non a ciò che si presume o viene fatto credere su Gaza o sui palestinesi – di cui occorre sempre ricordare che quasi nessuno sa nulla se non immagini di repertorio e opinioni calate dall’alto nei telegiornali per avallare la tesi palestinesi=terroristi.

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Il professor Brunetta tra Craxi, Berlusconi e i fannulloni

Discutendo di scienza, politica e morale, professor Brunetta, Auguste Comte ebbe a sostenere che “nessuna proprietà può essere creata e trasmessa da una sola persona, senza una indispensabile cooperazione pubblica specifica e generale ad un tempo“, sicché “il suo esercizio non deve mai essere puramente individuale“. Comte, che non era né un anarchico insurrezionalista, né un rivoluzionario bolscevico, ricordava ai benpensanti borghesi che, in casi estremi, è consuetudine universale che una comunità di individui ridotti spalle al muro autorizzi se stessa a impossessarsi della proprietà e la confischi. Un capitalismo sano non si schiererebbe con la tracotante malafede dei sostenitori della logica del profitto e aprirebbe un dialogo coi giovani che insistono: “noi la crisi non la paghiamo“. … Leggi tutto

Per Castelvolturno ed oltre

L’assassinio di Milano e la strage di Castelvolturno mettono in luce tutta la fragilità del radicamento di una cultura e di una pratica antirazzista di largo respiro in Italia, oggi.

Sia ben chiaro, la risposta agli attacchi razzisti più eclatanti c’è stata. A Milano come a Napoli. Ma sovente è una risposta figlia di una cattiva coscienza “Cacchio ma dove stiamo arrivando ???!!!”.
Il 21 Maggio a Napoli, dopo le aggressioni ai campi Rom di Ponticelli, ma eravamo qualche centinaio, forse un migliaio scarso, scarso…, nonostante le sigle firmatarie della convocazione fossero non poche, CGIL compresa… … Leggi tutto

Lo storico Luciano Canfora: “Rivalutazioni striscianti da bloccare subito”. il suo commento alle affermazioni di Alemanno sul fascismo modernizzatore

Dal Corriere della Sera:

«Rivalutazioni striscianti da bloccare subito»

Data di pubblicazione: 12.05.2008

Autore: Guerzoni, Monica

Nell’intervista a Luciano Canfora il commento alle affermazioni sul fascismo “modernizzatore”. Dal Corriere della Sera, 12 maggio 2008 (m.p.g.)

Avrà pure prosciugato le paludi e realizzato il quartiere del-l’Eur, ma non si può affermare che il fascismo abbia modernizzato l’Italia. E bisogna andarci cauti con le «rivalutazioni striscianti» avverte Luciano Canfora — storico e saggista — perché se si legge la storia restando alla superficie si rischia, via via, di «mettere in pericolo l’architrave della Repubblica».
Il Ventennio «fondamentale» per la modernizzazione. Concorda con Alemanno, professore?
«Posso fare una premessa?».
Prego.
«L’autoproclamazione del sindaco, che dice di non essere fascista, vale fino a un certo punto. Può darsi anche che si sia pentito, ma una persona adulta non cambia repentinamente i propri convincimenti profondi. Rispettiamo l’autoconversione, però conserviamo un punto interrogativo sulla sua profondità».
Alemanno superficiale?
«La conferma della superficialità è proprio nella sostanziale rivalutazione del bilancio positivo del fascismo. Ricordo che nei primi anni ’90 Berlusconi e Fini tracciarono un bilancio positivo del fascismo fino alle leggi razziali del ’38. È una frase buffa, perché il fascismo sin dal ’19 proclamò di essere razzista. Un dato che non può essere camuffato».
Però Alemanno parla solo della modernizzazione. Secondo lei non ci fu?
«Il sindaco riecheggia notizie prese di qua e di là. Gli storici dicono che negli anni ’30 l’intera Europa vide un processo di modernizzazione, connessa al grande sviluppo industriale e al capitalismo maturo. Si sarebbe prodotto comunque, indipendentemente dal regime politico».
Mussolini prosciugò le paludi, fece edificare l’Eur e realizzare le infrastrutture.
«Anche Cesare aveva pensato modifiche di quel tipo. Fa parte dell’esercizio del potere dare corpo a un piano di lavori pubblici in un’epoca di relativa pace, ma non può essere il biglietto da visita di un regime. C’è un campo in cui è doverosa l’osservazione critica e cioè i fortissimi passi indietro dal punto di vista del principio di rappresentanza. L’Italia fascista fu imbrigliata nel corporativismo e le donne ottennero il diritto di voto solo dopo la Liberazione».
Non avrà paura che si torni ai figli della lupa, al sabato fascista, al salto nei cerchi di fuoco…
«In quegli aspetti c’è una forma supplementare di equivoco. Nessuno è contrario all’educazione completa, anche fisica. Ma nel caso del fascismo, con cose tipo libro e moschetto, si fece un uso distorto del culto del corpo e della violenza».
Nulla da rivalutare, dunque?
«Questo tipo di rivalutazione strisciante è nell’aria e bisogna stare attenti ai manuali per le scuole, dove prima o poi qualcuno comincerà a infilare questi concetti. Noi abbiamo una Costituzione scritta che discende direttamente dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione, attenti a non mettere in pericolo l’architrave della nostra Repubblica».

A votare, per consegnare Berlusconi alla Storia!

berlusconi_cornachissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni

Giorgio Gaber

Ho votato alle 7.57 di stamane nel Liceo Classico due portoni più in là del mio. Non apprezzo gli endorsement aperti, per il semplice motivo che riducono tutto a “tizio vota per”. Marco Travaglio vota per Antonio Di Pietro, Bernardo Bertolucci (da comunista) vota Walter Veltroni, Claudio Abbado vota per Fausto Bertinotti, Ken Loach voterebbe per Franco Turigliatto. Detto questo non abbiamo detto nulla.

Il punto più importante e più dimenticato è quello che concerne i tre milioni di nostri concittadini interdetti dal voto, amministrativo e anche politico, e perciò interdetti dall’unica integrazione possibile, quella della piena cittadinanza. Anche oggi stiamo andando a votare in privazione del suffragio universale, ovvero dell’essenza stessa della democrazia.

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Silvio Berlusconi: "gli extracomunitari cambiano spesso nome"

16649-berluscapplau Silvio Berlusconi a Radio anch’io: "prendiamo le impronte digitali agli immigrati. Gli extracomunitari cambiano spesso nome".

Gli extracomunitari sono milioni di lavoratori che si svegliano presto la mattina, pagano le tasse ai quali è precluso il diritto di voto in un paese dove non esiste più il suffragio universale. Altro che "gli immigrati cambiano spesso nome". E’ Silvio Berlusconi che è un marziano razzista.


Silvio nostro ha concluso la trasmissione (risentitela, Petrolini, Gassman, Proietti, gli fanno un baffo, il grande mattatore è lui) con un grido: "VIVA LE DONNEEEEE"… Entro venerdì arriverà al rutto libero e a "VIVA LA F**AAAAA"!

Il diritto del rifiuto

Stamattina 3 aprile, dieci giorni prima della giornata del diritto al voto, ho ascoltato Ugo Magri della Stampa, conduttore di turno della trasmissione di Rai Tre Prima Pagina, che ha dovuto affrontare il tema del diritto al rifiuto del voto stesso, che potremmo esercitare.

Di sua iniziativa, sollecitato evidentemente dalla grande quantità delle richieste, ha precisato in merito all’astensionismo attivo, che il Ministero degli Interni ha confermato che: ci si può recare al seggio dove si ha diritto di voto, vengono prese le nostre generalità che abbiamo sul certificato, si rifiutano le schede e si chiede di mettere a verbale e se possibile con una nostra annotazione. Il presidente esegue ed è tenuto a farlo come dalla legge del 1957 ma se questa azione reca disturbo o forte rallentamento delle operazioni di voto, può chiedere l’intervento della forza pubblica e fare allontanare colui che rifiuta.
Chiaro?
Quindi il discorso non è chiuso affatto come qualcuno ha fatto circolare, bensì chi vuole astenersi dal voto, valuterà caso per caso, se astenersi in questo modo, agendo e recandosi al seggio o non recandosi affatto, azione anch’essa, anche se meno pubblica e di-rompente.

Per quanto riguarda la scheda nulla o bianca se si aggiunge a quelle di chi otterrà la maggioranza, non ho avuto risposte chiare in merito.

Ringrazio quante e quanti hanno voluto partecipare ad un dibattito estremamente sentito e partecipato che non credo abbia tolto nulla ma anzi, ci ha fatto riflettere sulla nostra attività politica e sentirci parte di questo Paese e che spero continuerà a sentirsi protagonista, non limitandosi a delegare o rifiutare i rappresentanti da eleggere.

Doriana Goracci