Thursday 09 February 2012, 13:42

Gli articoli con tag: " commercio Sud-Sud "

L’America latina respinge le minacce di Hillary Clinton

091123224228_sp_lula_iran_ap_226x170 Hillary Clinton minaccia l’America latina per le relazioni con Teheran: “è una cattiva idea fare affari con l’Iran e l’America latina deve sapere che ne pagherà le conseguenze”.

L’America latina integrazionista, che nell’ultimo decennio è diventata un attore mondiale indipendente moltiplicando per quattro le relazioni e il commercio Sud-Sud col resto del mondo, da Brasilia a Caracas a La Paz rifiuta le minacce della signora Clinton e sottoscrive accordi con Teheran nei quali si conferma che, nel rispetto degli accordi sulla non proliferazione nucleare, sia l’Iran che i paesi latinoamericani hanno diritto di sviluppare programmi nucleari pacifici.

Il regime iraniano fa affari con mezzo mondo, a cominciare dall’Unione Europea, ma nella visione neocoloniale del segretario di Stato statunitense quando si tratta dell’ex cortile di casa gli Stati Uniti (che dalla loro hanno eccellenti relazioni con alcuni dei più impresentabili regimi al mondo) credono di avere ancora il diritto di dar lezioni su come si sta al mondo.

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L’America latina non è immune dalla crisi del neoliberismo, ma non è mai stata così vaccinata

bovespa L’America latina non è immune dalla crisi dell’economia statunitense e non sarà risparmiata dalla recessione mondiale, ma solo dieci anni fa sarebbe stata nell’occhio del ciclone. Le stime per il 2009 limitano la crescita della regione tra il 3.5% e il 4% contro il 4.6% del 2008. Appena una decelerazione che però nasconde alcuni cambiamenti importanti. Tasse sull’agroexport in Argentina, privatizzazione del petrolio in Messico: alcuni dei punti qualificanti dell’agenda politico-economica 2007-2008 sono stati semplicemente spazzati via dall’incedere degli eventi.

Il continente è dunque in una situazione molto migliore rispetto a quella nella quale sarebbe stata al tempo del neoliberismo più ortodosso. Nonostante non possa non temere una recessione globale, crescerà meno, incasserà meno dalla vendita delle materie prime, arriveranno meno rimesse dai migranti, l’America latina ha un sistema capitalista più solido e meno dipendente dalle decisioni del Nord. Sarà più difficile continuare a ridurre la povertà ma anche i costi umani saranno minori. Per il momento gli Stati latinoamericani –nonostante non possano escluderlo per il futuro- non hanno bisogno di piani di salvataggio per il sistema bancario. La crescita nell’ultimo decennio del commercio Sud-Sud e l’aumentare delle relazioni con l’Asia e soprattutto con la Cina, ma soprattutto il fatto che la regione abbia rifiutato l’ALCA, il trattato di libero commercio con gli Stati Uniti, sono i fattori che rendono oggi l’America latina meno sensibile alla recessione del mondo occidentale.

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Toni Negri, imperialismi, subimperialismi, nuovi imperialismi

Con Fabrizio de Doni, con risposta mia.

Fabrizio de Doni: ho letto delle tesi esposte da Toni Negri a La Paz. Ora l’impero non sarebbe più guidato da Washingoton-New York ma da Brasilia-Bruxelles-Calcutta.
A me Negri non mi è mai piaciuto, trovo … Leggi tutto

L’America Latina ha un amico a Washington?

Chi ha detto che “la lotta contro le disuguaglianze è la chiave dello sviluppo dell’America Latina”? Hugo Chávez, direte voi, o forse Lula da Silva, o Nestor Kirchner o perfino Fidel dal suo letto di dolore. Ebbene sbagliate, lo dice George Bush, che è sul piede di partenza per un tour latinoamericano che non solo la BBC definisce “anti-Chávez”.

“Il mio messaggio -ha detto due giorni fa il presidente statunitense con toni inconsapevolmente e svagatamente leninisti- è rivolto ai lavoratori e ai contadini latinoamericani. Io affermo -ha enfatizzato- che voi avete un amico negli Stati Uniti che si preoccupa per voi nei momenti difficili“. Poi, con toni probabilmente autoironici, ha concluso: … Leggi tutto

Commercio Sud-Sud: il gas all’Argentina è il carburante della nuova Bolivia di Evo Morales

Un gigantesco accordo commerciale è stato firmato ieri a Santa Cruz de la Sierra dal presidente boliviano Evo Morales e dal suo omologo argentino Nestor Kirchner. Nei prossimi venti anni l’Argentina acquisterà 17 miliardi di dollari di gas boliviano, il quintuplo di quanto ne acquistava finora e pagandolo a un prezzo equo e solidale del 43% in più. E’ un altro esempio di integrazione regionale latinoamericana e di come il commercio Sud-Sud cambia il mondo e sconfigge il colonialismo.

Per Evo Morales è un accordo strategico che lo leva dall’angolo nel quale si era trovato dopo gli scontri tra minatori statali e cooperativisti, ne rilancia immagine, azione politica e credibilità e allontana il golpismo strisciante dell’opposizione e delle multinazionali. Per Nestor Kirchner è un’alternativa di lungo periodo nella politica energetica del paese ed una scelta di campo nello schierarsi chiaramente a fianco di un governo amico in difficoltà e riconfermare la centralità delle imprese pubbliche latinoamericane in campo energetico.

Nei prossimi vent’anni la Bolivia arriverà a fornire 27,7 milioni di metri cubi di gas al giorno all’Argentina. Lo farà attraverso un accordo tra le imprese pubbliche dei due paesi, la YPFB boliviana e l’Enarsa argentina. Sono esattamente 20 milioni di metri cubi in più -oltre il quintuplo- rispetto a quanto l’Argentina acquistava … Leggi tutto

Falso scandalo a Caracas copre vero scandalo a Singapore

A Singapore l’FMI perpetua il potere occidentale sull’economia mondiale, ma questa volta il Sud America e l’India voteranno contro, profilando un’opposizione all’ordine esistente. Intanto a Caracas Venezuela e Iran rafforzano il commercio Sud-Sud.

Desta ipocrita scandalo la visita di Mahmoud Ahmadinejad a Caracas di ritorno dall’Avana per il vertice NOAL. Desta scandalo che Caracas firmi 29 accordi commerciali con Teheran, ovviamente dimenticando che Germania ed Italia sono i primi due partner commerciali degli Ayatollah e che non ci pensano per niente a diminuire i loro scambi commerciali con l’Iran né ad accettare il minacciato embargo che pretende Giorgio Bush.

Allora cosa desta scandalo? Se non desta scandalo l’amicizia d’affari tra gli occidentali e i tagliatori di mani e di teste sauditi (e anche iraniani) è vergognosamente ipocrita che desti scandalo l’amicizia d’affari tra l’America Latina e i tagliatori di mani e di teste iraniani. E allora cosa desta così scandalo? Parafrasando Bill Clinton la risposta è facile: “è il commercio Sud-Sud, stupido!”

E’ la rottura -passo a passo, pezzetto a pezzetto- del sistema coloniale per il quale … Leggi tutto

L’anatema del globalista

Corriere della Sera, lancio pesante in prima pagina di domenica 14 maggio e intero primo paginone di cultura per un pezzo intitolato ?Da Castro a Chávez, l’Europa sedotta dai leader populisti?. L’articolo è firmato da Ian Buruma, un professore olandese specializzato nel Giappone, editorialista del New York Times, e paladino della globalizzazione.

Tema dell’argomentare di Buruma è, guarda caso, il pericolo Chávez che starebbe facendo proseliti tra gli intellettuali europei per i quali va bene tutto pur che sia antiamericano. L’incipit è offensivo oltre che banale. Gli intellettuali europei, sono una categoria quanto mai sfuggente, e oltretutto, chi scrive se ne occupa di mestiere, la maggior parte degli intellettuali europei non sono per niente sedotti da Chávez, e molto meno appaiono sedotti da esperienze di cambiamento ancora più profonde, come quella che ha portato alla presidenza Morales in Bolivia. Quello del Corsera è allora semmai un avvertimento: non lasciatevi sedurre da Chávez.

Semmai tra l’intellettualità progressista e liberale europea è il pregiudizio antichavista ad allignare e le rotte del pensiero mainstream restano dominanti. Non solo a destra. Buona parte della sinistra postmarxista, postcomunista o neocomunista infatti, ha sempre visto come il fumo negli occhi ogni percorso alternativo a quelli europei. Questi, per definizione, rivendicano per se stessi la primogenitura di tutto. E infatti il “terzomondismo” è sempre più considerato un peccato gravissimo, anche se “terzomondismo”, come “populismo”, non significa poi molto.

E’ una storia lunga e credo che la foto che meglio rappresenti la nostra contemporaneità rispetto all’America Latina, resti ancora quella che vede, nei primi anni ’50, andare sottobraccio l’Ambasciatore statunitense a Buenos Aires con il segretario del Partito Comunista … Leggi tutto