di ale.marux, domenica 20 giugno 2010, 12:46
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Dialoghi
Comunicato stampa
PEP- PLATAFORMA EUROPA PERU’
I Popoli indigeni rispettati però l’Amazzonia a rischio?
Un anno fa, il 5 giugno del 2009, il Perù e il mondo intero si sono inorriditi per il peggiore episodio di violenza che il paese ha conosciuto dalla fine del conflitto armato. Morirono 33 persone tra poliziotti e civili e altre 82 persone risultarono ferite durante lo sgombero forzato di migliaia di indigeni che avevano bloccato per quasi due mesi una delle principali strade dell’Amazzonia nei pressi di Bagua. I popoli indigeni peruviani avevano ricorso a questa protesta perché minacciati da un pacchetto di decreti legislativi emesso dal governo e per la crescente presenza di imprese petrolifere che attentano ai loro territori e vite. A partire da quella data il governo peruviano non poteva continuare ad adottare decisioni sulle politiche economiche che hanno un impatto sulla vita della popolazione indigena senza che questa sia consultata.
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di Fabrizio Lorusso Mex, mercoledì 18 novembre 2009, 00:18
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PUNTO E A CAPO. Presente, passato e
futuro del movimento zapatista.
Laura Castellanos dialoga col Subcomandante
Marcos.
Fotografie di Ricardo Trabulsi
Traduzione all’italiano di Fabrizio Lorusso
Edizioni Alegre – Collana Tempi Moderni
Recensione di Matteo Dean
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Fabrizio Lorusso Mex su http://www.gennarocarotenuto.it
Per il fiume di popolo che questa settimana è tornato a scendere in piazza a Città del Messico e in 35 altre città del paese ci sono in ballo ben più dei 44.000 posti di lavoro della compagnia elettrica “Luz y Fuerza del Centro” (LyFC), liquidata come un ferro vecchio dal presidente Felipe Calderón lo scorso 10 ottobre e che da allora sono in resistenza.
Mentre i lavoratori dell’elettricità, senza stipendio da un mese, resistono all’idea di trasformarsi in padroncini di una giungla di microimprese deregolamentate, così come vuole il governo, il grande popolo di quelli che stanno pagando un prezzo troppo duro nel Messico neoliberale, dove il presidente Calderón è solo a metà del mandato, è sceso in piazza.
E’ un passo indispensabile verso uno sciopero generale da molti evocato ma difficilissimo da realizzare soprattutto per le debolezze, divisioni ed opportunismi della classe politica.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Silvio Favari, giovedì 29 ottobre 2009, 20:36
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Sabato 17 ottobre.
Giornata di manifestazioni. Si comincia presto, alle 10 di mattina, quando si forma il corteo ad Albano Laziale, l’ennesima manifestazione pubblica (www.noinceneritorealbano.it) contro la costruzione del mega- gassificatore (inceneritore) nei dintorni della cittadina dei castelli romani, che già ospita la grande discarica di Roncigliano. Si dirà: castelli romani, ma non erano conosciuti per la buona aria di collina, il vino, il cibo della tradizione? Evidentemente nei palazzi del potere regionale non solo non la pensano così e non solo non si cerca di porre freno alle devastazioni (speculazione edilizia selvaggia, crisi idrica gravissima) della zona, ma si pensa di costruirvi uno dei più grandi impianti in Italia per la combustione dei rifiuti. Un’opera sbagliata in sé. Inutile, costosa e dannosa. Inutile perché non eliminerà la necessità della discarica, che continuerà a costituire il problema centrale della gestione dei rifiuti; costosa perché sarà finanziata coi nostri soldi (mediante percentuale sulle bollette elettriche pagate da tutti i cittadini, salvo poi lasciarne la gestione ai privati ed ai loro esclusivi interessi di profitto); dannosa perché sono più che comprovati gli effetti nocivi per la salute e per l’ecosistema di questi impianti (v. dissesto idrico della zona); ed infine superata, vecchia, obsoleta, considerato che in paesi tecnologicamente ed ecologicamente più avanzati del nostro (es. Germania) stanno chiudendo proprio impianti come quello che vorrebbero rifilarci qui ai Castelli romani.
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Silvio Favari su http://www.gennarocarotenuto.it
di roberto valencia, giovedì 15 ottobre 2009, 09:21
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Si dice che ognuno di noi abbia, da qualche parte, almeno un gemello. Può darsi. In ogni caso tanto l’Italia quanto il Cile hanno trovato due di questi figli perduti nel momento della nascita, separati dalla nazionalità, ma uniti dal conflitto d’interesse e dalla concentrazione mediatica.
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di Marco Calvanella, venerdì 9 ottobre 2009, 23:09
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L’On. Berlusconi sa da sempre che la legge, specie ai massimi livelli, diventa una questione di opinioni con il benestare di tutti i colleghi. Per questo è deciso a far valere la propria con l’aiuto del suo denaro che risulta avere il suo peso anche solo per allungare i tempi. Già da questo si può notare quello che ho sempre sentito dire e cioè che chi è ricco davanti alla legge non è mai stato uguale al povero.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 8 ottobre 2009, 10:47
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Italia, Politica italiana, Primo piano
La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.
Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in ogni altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritto il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.
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di Redazione, mercoledì 27 maggio 2009, 09:18
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Italia, Media, Politica italiana, Tecnologia
L’ottimo Antonio Sofi si è occupato dell’uso del web da parte della classe politica italiana (gc)

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di alberto fortuzzi, lunedì 25 maggio 2009, 21:19
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E’ sempre molto difficile trovare un equilibrio nel giudicare eventi che palesemente offendono la dignità delle persone. Sono mesi ormai che non scrivo più articoli per Agoravox, essenzialmente sopraffatto dall’immobilismo della nostra società.
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di foscalontana, domenica 19 aprile 2009, 21:47
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Criminalità organizzata non è solo un problema meridionale
da wallstreetitalia.com

vignetta tratta da Qui
La Lega ha ostacolato a volte la lotta alla mafia. E’ la denuncia di Luigi De Magistris che a Klauscondicio ha spiegato: “Al di là delle generalizzazioni, resta un dato di fatto che la politica non abbia aiutato a contrastare la penetrazione territoriale nel centro nord. Lo dico da quando sono magistrato. E’ un errore gravissimo ritenere la criminalità organizzata un problema solo meridionale. E’ un problema nazionale e internazionale e la classe politica del nord non ha aiutato a combatterlo”. “La Lega di Bossi, sulla mafia, ha una politica tutt’altro che lineare. Vedo una doppia faccia. – ha aggiunto De Magistris davanti alle telecamere di Klaus Condicio – La criminalità organizzata non ha un colore politico e neanche un referente unico. Interloquisce con chiunque possa fare affari, di qualsiasi partito sia. Detto questo – ha proseguito – ci sono realtà fragili, più consone alla penetrazione, e realtà meno vulnerabili. Ma non c’è dubbio che la Lega debba cambiare atteggiamento vista l’alta penetrazione della mafia al nord. Da una parte c’è una predica giusta, che io ho condiviso in questi anni, sul tema dei finanziamenti pubblici e della legalità. Poi, però, vedo norme molto discutibili approvate dai leghisti e constato i comportamenti nelle amministrazioni dove governano. E talvolta razzolano in modo diverso rispetto a come predicano… Ed è un problema anche per chi deve votare la Lega, perché c’è una netta contraddizione di comportamenti”. “La Lega, talvolta, – ha denunciato ancora l’esponente dell’Idv – ha addirittura ostacolato l’attività investigativa anti mafia. Per evitare generalizzazioni, direi che sulla penetrazione della mafia al nord c’è una responsabilità complessiva della classe dirigente e della politica, perché in questo Paese da un lato non si sono fatte leggi che contrastino la criminalità organizzata e dall’altro, e in questo la Lega ha contribuito attivamente, sono stati presi provvedimenti amministrativi che hanno addirittura ostacolato l’attività investigativa”. “Non c’è dubbio che se parliamo di una penetrazione così evidente, la politica e l’economia nel nord non sono state in grado, anche qui senza fare generalizzazione, di porre un argine alle infiltrazioni della criminalità organizzata. La mia esperienza – ha concluso – mi insegna che il business della criminalità organizzata non è un problema solo siciliano e calabrese, ma anche valdostano e piemontese”.
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di foscalontana, martedì 14 aprile 2009, 17:48
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Italia, Politica italiana
di Giacomo Di Girolamo

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come …
… una bestemmia.
E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
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di Doriana Goracci, martedì 20 gennaio 2009, 19:58
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Media
Oggi 20 gennaio 2009 mi sono chiesta perchè Maramao sia morto, lui nato nel ‘39 eppure “pan e vin non ti mancava l’insalata era nell’orto e una casa avevi tu“: mi ha risposto solo un’antica canzone abruzzese Mare Maje che in italiano mi avvertiva Amara me, che avrei preso una strada di amore e anarchia…in musica e parole. Stavo toccando le “canzoni della fronda”, sospette di antifascismo, “da anni una spina nel fianco di un regime che conosceva bene il valore della propaganda e digeriva a fatica che si ridesse di un certo “Crapa pelada” e di queste demenziali canzoni, ne aveva scritte tante un certo signor Mario Panzeri che oggi dovrebbe avere 97 anni.
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di ilBuonPeppe, giovedì 18 dicembre 2008, 19:29
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Dialoghi
Le elezioni regionali in Abruzzo, al di là del fatto che si tratta di una questione locale, hanno una forte rilevanza politica nazionale, se non altro per l’impegno che i vari leader ci hanno investito. Il risultato non mi sembra sorprendente: era abbastanza ovvio che la coalizione di sinistra avrebbe dovuto pagare il prezzo del caso giudiziario che ha coinvolto Del Turco, e così è stato.
Anzi, forse gli è andata anche troppo bene; in fondo, aver raccolto il 42,67% dei voti dopo aver visto il proprio presidente sbattuto in galera e una buona fetta della classe politica coinvolta in faccende decisamente poco edificanti, poteva far temere risultati ben peggiori. … Leggi tutto
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di Gaspare Serra, giovedì 27 novembre 2008, 22:27
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Dialoghi
Il diritto di disporre della propria vita
“Il diritto alle cure non è confondibile con un dovere di subirle:
porre limite all’invasività medica sul proprio corpo spetta solo al paziente”
Premessa:
Terry Schiavo, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro: questi sono solo i casi di cronaca più recenti che hanno scosso le coscienze su temi etici di mai secondaria attualità come quelli concernenti tematiche “diverse” ma interconnesse quali: … Leggi tutto
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di Martino Mai, mercoledì 5 novembre 2008, 18:29
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Dialoghi
di Gaetano Alessi
A sentirli parlare i ragazzi dell’Onda si ha l’impressione che nessuno ci abbia capito nulla. Il sospetto aumenta quando a pronunciarsi è la cosiddetta "intellighenzia" del paese.
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