Friday 25 May 2012, 04:26

Gli articoli con tag: " antisemitismo "

Quel che resta di Gaza

Sabra e Chatila nel 1982, Jenin nell’aprile del 2002, adesso Gaza. Le prime due stragi con la regia di Sharon. Lungo tutti questi anni: muri, deportazioni, maltrattamenti, omicidi, umiliazioni, saccheggiamenti di villaggi profughi, distruzioni di ospedali, di scuole, di infrastrutture… … Leggi tutto

Chi racconta i fattacci d’Israele e della Palestina, facendosi i nostri

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I  testi che vi propongo sono due articoli: da un israeliano Ran Hacohen agli israeliani, da  un’italiano Paolo Barnard agli italiani e una lettera di  una cooperativa siciliana di Alcamo ricevuta  da alcuni GAS fiorentini (Gruppi di acquisto solidale)  che  ricevono i loro  prodotti e che cercano nei fatti quotidiani di vivere e far vivere un presente diverso e migliore.  Sono tre NON noti ai Media, se non nella misura di NON renderli noti: vogliono coinvolgerci nei fattacci d’Israele e della Palestina, nella storia presente che viene raccontata, come in passato, a mo’ di santa favoletta. E’  “anche”  la nostra storia e il nostro presente. … Leggi tutto

Lettera di Mustafa Barghouthi

Lettera di Mustafa Barghouthi (Parlamentare palestinese, leader del partito di sinistra Mubadara (L’Iniziativa))
Ramallah, 27 dicembre 2008.
Leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua.
Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete.
E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti?
I bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano?

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“Con questi dirigenti non vinceremo mai”

stor_3173737_04200 Ripropongo nel videoblog le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.

I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E’ il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c’è mai una parola chiara su nulla.

E non c’è perché l’unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono “un sodalizio”. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l’incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l’unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto.

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Un nazista cretino si ammazza con la macchina e quel deficiente antisemita di Maurizio Blondet dà la colpa agli ebrei

elders_of_zion_protocols Mi ero imposto di fare come se non esistesse. Eppure appesta continuamente Internet con il suo antisemitismo al quale abbocca volentieri tutto un sottobosco rossobruno e poi una serie di altri imberbi deficienti presunti di sinistra per i quali basta dire “abbasso Israele” o “Stati Uniti cattivi” per strappare l’applauso.

Mi ero imposto di fare come se non esistesse ma questa è troppo grossa… Per il noto antisemita Maurizio Blondet, ammiratissimo da spezzoni di ultrasinistra senza cultura né storia, il dirigente neonazista austriaco Jorg Haider sarebbe stato ucciso da un non meglio precisato “ebraismo internazionale”.

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Italia razzista nel rapporto Raxen: un caso ogni 43 ore, 13 morti in un anno

Razzismo-italiano Gli strumenti esistono. Chi si domanda se c’è un’ondata di razzismo in questi giorni, chi risponde che non si può parlare di razzismo, chi semplicemente non sa come valutare i fenomeni di questi giorni può dare un’occhiata al rapporto RAXEN curato dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Ue e che esiste dal 2002.

Ebbene nel periodo dell’ultimo studio, tra il settembre 2005 e il settembre 2006 gli episodi comprovati di razzismo commessi da cittadini italiani verso cittadini extracomunitari sono stati 203, uno ogni 43 ore. In almeno 13 casi la discriminazione razziale è stata in tutto o in parte causa della morte dell’immigrato.

Forse, anzi sicuramente, la situazione nel frattempo è peggiorata, ma chi scrive o afferma che l’Italia non è razzista o che degli episodi gravi di questi giorni non vi fossero le avvisaglie o non sa di cosa parla (e allora dovrebbe stare zitto) o sta mentendo.

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Questa volta il nemico è l’insegnante meridionale (e la scuola al Sud è un miracolo)

scuolapubblica Forse non è il caso di scomodare Adolph Hitler ed il nazionalismo estremo del XX secolo che, nell’individuare in una minoranza interna (in quel caso con l’antisemitismo) il nemico, il problema della modernità, il piombo nelle ali di una società in crisi, giunse a teorizzare e realizzare il genocidio.

Forse non è il caso di rammentare il fascismo, come fa perfino Famiglia Cristiana, per commentare le uscite della carneade Mariastella Gelmini contro gli insegnanti meridionali che una volta di più nascondono quanto di grave si sta per abbattere sul paese, quel federalismo contro il quale è necessario opporsi.

Una volta di più, l’infantile idiosincrasia non solo italiana dell’individuare un diverso, inferiore, al quale dar la colpa di colpe proprie, emerge come l’essenza di quel concentrato di grettezza, opportunismo, luoghi comuni, egoismo, vigliaccheria, rapacità, arretratezza mascherata da modernità, che è alla base dell’ideologia che per comodità chiamiamo berlusconismo.

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All’Ombra dei Rom

Cominciamo dai quelli che rubano sporcano delinquono falsificano, cominciamo dai Rom, magari:’per i bambini rom nati in Italia senza i genitori dovremmo garantire la cittadinanza italiana, un nome e un cognome per dargli tutela e identità, una cittadinanza non per ius sanguinis ma per ragioni umanitarie’, propone e  dispone Maroni.

Questo incipit, non è un aborto umanitario-giustizialista estivo, nasce  da un parto lontano, quasi un’ottantina di anni fa. In Europa, tra le due guerre, si era sperimentata l’eliminazione, quanto meno il controllo dei ‘devianti sociali’ e degli stranieri.  Tra il 1926 e il 1972, venne condotta l’operazione in Svizzera dell”Enfants de la grand-route’(Bambini della strada maestra): oltre seicento bambini jenisches furono sottratti a forza alle loro famiglie, bisognava ‘Sradicare il male del nomadismo’. Quella bella ‘Opera di soccorso’  era stata fondata e diretta fina dal 1926 , dal dottor  Alfred Siegfried , benefattore amatissimo dalla  polizia e dalle autorità pubbliche cantonali e comunali: ‘Chiunque voglia combattere efficacemente il nomadismo deve mirare a far saltare la comunità dei girovaghi e porre fine, per quanto ciò possa apparire duro, alla comunità familiare. Non esistono altre soluzioni’. Tutto questo è scritto ampiamente nell”Eugenetica in Europa tra le due guerre e oltre’ da Laurence Jourdan, per chi voglia approfondire. Settanta anni ci distaccano dal 1938, in cui l’Italia adotta le leggi razziali, il papa Pio XII tace addolorato, la Svizzera chiude le frontiere, in Germania si intensificano le ostilità contro gli ebrei, la conferenza di Evian sui profughi fallisce, l’Italia adotta le leggi razziali.  Parlano i giornali svizzeri,  come il cattolico Giornale del Popolo, allineato alle posizioni del Vaticano che  condanna gli eccessi nazisti, ma vede di buon occhio il fascismo italiano e ritiene opportune le legislazioni discriminatorie, purché vengano prese con cristiana “mitezza e persuasione”. Silvana Calvo, ricercatrice ticinese, pubblicò nel 2005  un interessante studio intitolato “1938, anno infame. Antisemitismo e profughi nella stampa ticinese” in cui spiega come   la stampa del Canton Ticino informava l’opinione pubblica sul crescente antisemitismo in Germania e sulla politica confederata in materia di profughi, malgrado alcuni organi della sinistra, come Libera Stampa, Avanguardia e Popolo e libertà, condannavano senza indugi il nazismo e il fascismo.
Ma venendo all’oggi, l’opposizione sinistra al governo,  partorì anch’essa un sublime luogo di contonimento che è il Cpt, firmato da una parlamentare, la signora Turco e dall’attuale presidente della Repubblica italiana, Napolitano. Maroni può agevolmente incalzare: ‘togliere la patria potestà a chi manda i figli a rubare o a chiedere l’elemosina. Anche solo a vendere rose. Del resto nel 2007 l’allora ministro Rosi Bindi disse che occorreva difendere i minori anche ricorrendo alla rilevazione delle impronte digitali’. Gioco facile quindi anche per un’altra signora del Pdl-An all’Europarlamento, Angelilli , intervenire sul dibattito impronte digitali rom, nell’Aula a Strasburgo, dicendo:’Questo dibattito mi dà l’occasione per rivolgere delle domande alla sinistra, che con tanta solerzia ha pensato di utilizzare il Parlamento europeo per giudicare in maniera del tutto impropria, pretestuosa e preventiva l’applicazione di un’ordinanza italiana che è ancora in fase organizzativa’. La seduta di luglio,  si è conclusa con 284 voti favorevoli, 329 contrari e 11 astensioni, e  ha bocciato un emendamento presentato da Roberta Angelilli e Mario Borghezio , quello  che invitava l’Italia “a continuare il suo impegno per affrontare l’emergenza sociale e umanitaria e per assicurare il ripristino delle condizioni di legalità, sostenendo politiche per la lotta al lavoro nero minorile, allo sfruttamento dei minori e della prostituzione”. Questo accade al Pe. Da noi, in  estate, magari afosa come dice la Rossanda, ci si indigna, seduti all’Ombra o sdraiati per l’abbronzatura, a malapena  per il Lodo Alfano…Noi dobbiamo delegare: siamo o non siamo, come dice l’onorevole Borghezio, ‘cittadini esasperati e nauseati dagli spettacoli da quarto mondo che offrono generalmente i campi nomadi, a cominciare dalla realtà di Roma, frutto dell’assoluto disinteresse di Veltroni’?
Dalla Lotta di Popolo alla Rinascita Nazionale: i dispersi si sono ritrovati nell’appello di Gaudenzi e di Pietro Sella nell’Università d’Estate a Erba, in cui si concluse: ‘La genetica  insegna che la società multirazziale è irreversibile; la freccia del tempo ha una sola direzione. Se dobbiamo batterci occorre farlo subito. Pentirsi domani di quanto non si è fatto oggi non servirebbe a nulla. Nessuna razza inquinata può tornare quel che era; nessun popolo che abbia perso la sua identità etnica potrà mai più recuperarla. Quel che è certo anzi è che in esso scompare l’interesse all’indipendenza politica e la voglia di difendere, per i figli, quella economica. Un popolo privo di identità diventa un gregge che si muove docile nella direzione voluta dalla Grande Finanza. È per questo che a noi non interessa che gli immigrati siano regolari, istruiti, magari cattolici. La presenza di masse di stranieri inassimilabili per ragioni di razza, di religione, di cultura, è comunque, per qualsiasi Paese, assolutamente negativa. Ci auguriamo che nella prossima legislatura, la Lega e quelle forze che specie al centro e al sud si coaguleranno intorno a Rinascita Nazionale, abbiano i numeri per imporre i grandi cambiamenti necessari’. Se avessero potuto avere gli Endsieg -Vittoria finale, li avrebbero fatti cantare  il pezzo Kanaken.
Tornando al presente, Maroni ha fatto notare  che i bambini rom, vivono in condizioni eccezionalmente disagiate, che necessitano di misure eccezionali: «Quei bambini dividono il loro spazio con i topi. Tutti coloro che protestano dicano se se la sentono di consentire che oggi in Italia in questi campi i bambini convivano con i topi».
Chissà se Maroni ha mai letto MAUS di Art Spiegelmann, disegnatore di sublimi fumetti e topi? Nel suo libro, gli ebrei sono raffigurati come topi, i tedeschi come gatti, i polacchi come maiali, gli americani come cani e gli svedesi come cervi. Mancano gli italiani, ma qualcuno ci sta lavorando a questo ‘disegno’, anche se è estate e noi possiamo cantare come Fiorello con i Veltroni-boys, sul pulman del Pd, solo pochi mesi fa: ‘ Arrivederci Roma…ma  che ce frega ma che ce ‘mporta’…a gennaio c’è tempo. In alto i nostri medi e la croce, magari celtica.

Doriana Goracci

Alemanno: «Strada ad Almirante?Serve consenso comunità ebraica”

Gianni Alemanno a colloquio con la moglie di Giorgio Almirante, Donna Assunta in occasione della cerimonio a Montecitorio
Così il sindaco della capitale sulla controversa questione sollevata dal deputato del Pd Emanuele Fiano

ROMA
Sala gremita a Montecitorio, per la cerimonia di presentazione dei discorsi parlamentari di Giorgio Almirante. Nelle prime file, accanto alla moglie del leader missino, Donna Assunta, è schierato tutto lo stato maggiore di An, a partire dal reggente Ignazio La Russa, oltre ad Andrea Ronchi, Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Italo Bocchino e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Ma in seconda fila, accanto a parlamentari (e non, come Teodoro Buontempo) eredi dell’Msi, siede anche Emanuele Fiano, il deputato del Pd che in mattinata, in Aula, aveva letto le frasi che il leader missino aveva scritto sulla rivista “La Difesa della Razza” in epoca fascista. Parole razziste poi definite «vergognose» da Gianfranco Fini. Fiano è uno dei pochi esponenti delle opposizioni che hanno partecipato alla commemorazione, oltre ad Arturo Parisi e Pier Ferdinando Casini, accompagnato da Angelo Sanza.

A rappresentare la maggioranza, oltre agli esponenti di An, anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, e l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, oltre a Giuseppe Ciarrapico, senatore azzurro. Presenti anche gli ex presidenti della Camera Fausto Bertinotti, ora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, e Luciano Violante, e i senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga.

Alemanno: “Auspico confronto con la comunità ebraica”
Una strada romana sarà intitolata a Giorgio Almirante ma attraverso «il consenso della comunità ebraica» dopo un «approfondimento storico» con la stessa. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della presentazione nella sala della Lupa del volume dei discorsi parlamentari dell’ex segretario missino.

Alemanno ricorda che Almirante ripudiò «con chiarezza» quanto scritto su “La difesa della razza” e che l’approfondimento storico con la comunità ebraica potrà dimostrare che «è sempre stato amico di Israele» e che «dentro e fuori dal partito ha sempre combattuto il razzismo e l’antisemitismo».

Colpe collettive: Rom, e se li impalassimo?

Già 200 anni fa Alexis de Toqueville teorizzò tra i possibili limiti della democrazia quello del potersi trasformare in una “dittatura della maggioranza”. Fu proprio in quel senso che i totalitarismi sacralizzarono lo Stato a discapito dell’individuo.

Rom

Per fortuna le Costituzioni moderne, a partire da quella repubblicana nata dalla Resistenza, hanno al centro i diritti dell’uomo e del cittadino e considerano la responsabilità penale (senza scappatoie possibili) come personale e mai collettiva. Colpa collettiva che è alla base della discriminazione e del razzismo, basta pensare all’accusa di deicidio contro gli ebrei, che generò l’antisemitismo e in ultima analisi la Shoa.

Come considerare allora … Leggi tutto

Celebrare e continuare la conquista: i 60 anni di Israele

L’ANNIVERSARIO DELLA CREAZIONE DI ISRAELE: celebrare e continuare la conquista
Michèle Sibony (UJFP – Union Juive Francaise pour la Paix)
traduzione di Marianita De Ambrogio
3 maggio 2008

L’anniversario della creazione di Israele sta diventando una celebrazione internazionale. Per esempio una sfilata è organizzata l’1 giugno prossimo nel cuore di Manhattan con stendardi e grandi ritratti di Israeliani anonimi o celebri, sotto il titolo: «Volti di Israele». La volontà degli organizzatori è di affermare che la società israeliana “…è una società simile sotto molti aspetti a quella di New York – un’affascinante combinazione di immigrati venuti insieme per creare una società dalle molteplici sfaccettature. E’ la storia di Israele”. Tuttavia, nella lista dei ritratti l’unico arabo israeliano (come lo chiamano loro) sarà Rania Jubran una diplomatica. (Israele conquista la 5e avenue: Ynet 21 aprile 2008) … Leggi tutto

Il papa e gli ebrei americani

Durante la sua visita negli Stati Uniti, Papa Benedetto XVI dedichera’ un’attenzione particolare alle comunita’ ebraiche. Durante la tappa a Washington, infatti, il Pontefice incontrera’ al John Paul II Cultural Center i leader di diverse religioni, compresi i musulmani, gli ebrei, i buddisti e gli induisti e poi, separatamente, soltanto gli ebrei

Nella foto, la singagoga di NY, particolare della facciata

Gianna Pontecorboli

Sabato 12 Aprile 2008
‘’Quando ho raccontato la storia della balia cattolica che ha salvato la mia vita in Polonia, durante il nostro incontro a Roma, il Papa mi ha preso la mano e mi ha detto ‘’ Hai toccato il mio cuore, grazie’’. Mi ha dato La sensazione di un uomo caldo e sensibile, non della persona rigida descritta qualche volta dalla stampa’’, racconta Abraham Foxman, direttore della Anti-defamation League americana . Durante la sua visita negli Stati Uniti, Papa Benedetto XVI dedichera’ un’attenzione particolare alle comunita’ ebraiche.

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La Sandalite mentale dei media e il colonialismo mentale dell’opinione pubblica (di sinistra)

khasgara1 Avete letto tutti di Roberto Sandalo. Lugubre personaggio come sicario rosso di Prima Linea, lugubre personaggio come pentito ad orologeria, lugubre personaggio come Guardia padana (le tragedie si ripetono in farsa) e lugubre personaggio come terrorista cristiano anti-islamico. Probabilmente per Umberto Bossi e Roberto Calderoli Sandalo è un eroe (spero che nessuno lo difenda da sinistra, ma oramai siamo preparati al peggio), come lo stalliere mafioso Mangano lo è per Marcello dell’Utri e Silvio Berlusconi.

Avete visto tutti le ondate di solidarietà filotibetane, spesso giustificate, e le puntualizzazioni, spesso giuste, sulle bugie che dicono i cinesi. Avete visto tutti che ieri nel remoto Xinjiang, 72 ore di treno da Pechino (almeno quando ci sono stato io), sono stati arrestati 45 disgraziati con accuse di terrorismo che in Cina valgono una pallottola nella nuca senza guardare per il sottile.

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Oltre a Vauro querela anche me, Fiamma Frankenstein!

Sì, questa vignetta di Vauro su Fiamma Frankestein l’avevamo già pubblicata. Ma è necessario ripubblicarla e magari farla circolare in più siti possibile, perché le accuse di antisemitismo contro Vauro di Fiamma Nirenstein sono un caso da manuale di manipolazione grossolana del pensiero altrui per difendere un comportamento politico impresentabile cercando di passare da vittima.

Cosa rappresenta questa vignetta per ogni persona intellettualmente onesta?

Rappresenta graficamente la contraddizione del fatto che Fiamma Nirenstein, giornalista che ha fatto carriera specializzandosi sul conflitto mediorientale con posizioni vicine se non organiche a quelle della destra israeliana, si candidi in un partito, il PDL, che ospita nelle sue liste almeno due fascisti dichiarati, Giuseppe Ciarrapico e Alessandra Mussolini.

Ha diritto o no, Vauro, di far notare questa contraddizione?

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Le cattive frequentazioni di Fiamma Nirenstein e del sionismo occidentalista

NirensteinCiarrapico Fiamma Nirenstein si sentiva a casa sua nel Popolo della libertà e ne ha accettato con entusiasmo la candidatura. Ma la presentazione dell’orgogliosamente fascista Giuseppe Ciarrapico nella stessa lista ha rivelato quanto velleitario ed omissivo fosse il suo percorso politico.

L’alleanza tra occidentalismo aggressivo e sionismo espansionista era il luogo nel mondo di Fiamma. Negli ultimi anni su tali presupposti ha costruito una buona parte della sua carriera e pensava di poter giungere in parlamento.

La demonizzazione dei palestinesi e dell’Islam in generale e la difesa muscolare delle ragioni del colonialismo israeliano rendono bene pubblicisticamente e hanno fatto della giornalista de La Stampa una sorta di seconda Oriana Fallaci.

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