giovedì 11 marzo 2010, 10:14

Categoria: America latina

Belkys e la Rivoluzione Bolivariana di Venezuela

Intervista a Belkys Guilarte

Belkys Guilarte è una giovane donna e madre venzuelana impegnata attivamente nel processo rivoluzionario bolivariano in corso in Venezuela. È una militante e componente di un gruppo sociale che si batte per i diritti delle donne in Venezuela. Un gruppo nato negli ultimi anni e che lavora nei quartieri popolari di Caracas. Belkys ha partecipato, in compagnia di altri compagni e compagne venezuelani/e, al I incontro latinoamericano dei popoli originari delle due americhe tenutosi a Quito lo scorso gennaio. Incontro organizzato dalla Fondazione del Pueblo Indio dell’Ecuador. Ho avuto il piacere di conversare con lei e di conoscere ancor di più cosa accade oggi in Venezuela. Mi ha rilasciato la seguente intervista:

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Bicentenario messicano: va in scena il passato

MUSEO MEXICO en tus Sentidos Inaugurata nello Zócalo di Città del Messico dal presidente Felipe Calderón la grande mostra fotografica “México en tus sentidos” che dà il via alle grandi iniziative previste per il bicentenario del paese e realizzata da Willi Souza in una struttura metallica costruita dall’architetto Sordo Madaleno. “Poesia visuale con tecnologia” viene definita. È la prima occasione per capire come il paese ufficiale (e Televisa che sponsorizza) vuole presentare sé stesso a cento milioni di messicani ed al mondo intero. È meravigliosa, ma per celebrare il bicentenario offre un Messico ad una dimensione: il passato, il folklore, la tradizione, perfino la colonia. Si cancella il XX secolo in un paese che guarda al futuro con angoscia.

CITTÀ DEL MESSICO Lo spazio espositivo è di prim’ordine. Occupa uno spazio di circa un quarto dell’enorme piazza dello Zócalo, il cuore del paese, e appare come una sorta di gigantesca piramide arancio e nera in due navate preispaniche nella forma ma modernissime nella concezione. Dopo una congrua coda, quando la mostra si chiuderà l’avranno vista in milioni, si accede nella sequenza di sale che compongono la grande esposizione.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Bicentenario messicano: va in scena il passato

MUSEO MEXICO en tus Sentidos Inaugurata nello Zócalo di Città del Messico dal presidente Felipe Calderón la grande mostra fotografica “México en tus sentidos” che dà il via alle grandi iniziative previste per il bicentenario del paese e realizzata da Willi Souza in una struttura metallica costruita dall’architetto Sordo Madaleno. “Poesia visuale con tecnologia” viene definita. È la prima occasione per capire come il paese ufficiale (e Televisa che sponsorizza) vuole presentare sé stesso a cento milioni di messicani ed al mondo intero. È meravigliosa, ma per celebrare il bicentenario offre un Messico ad una dimensione: il passato, il folklore, la tradizione, perfino la colonia. Si cancella il XX secolo in un paese che guarda al futuro con angoscia.

CITTÀ DEL MESSICO Lo spazio espositivo è di prim’ordine. Occupa uno spazio di circa un quarto dell’enorme piazza dello Zócalo, il cuore del paese, e appare come una sorta di gigantesca piramide arancio e nera in due navate preispaniche nella forma ma modernissime nella concezione. Dopo una congrua coda, quando la mostra si chiuderà l’avranno vista in milioni, si accede nella sequenza di sale che compongono la grande esposizione.

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Messico-Venezuela: c’è PIL e PIL

Città del Messico. Il mio Google Reader, uno strumento come un altro, registra 99 articoli dedicati da organi di stampa di tutto il mondo alla caduta del Prodotto Interno Lordo in Venezuela nel 2009 e appena otto articoli alla caduta del Prodotto Interno Lordo in Messico.

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Messico-Venezuela: c’è PIL e PIL

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Messico-Venezuela: c’è PIL e PIL

Città del Messico. Il mio Google Reader, uno strumento come un altro, registra 99 articoli dedicati da organi di stampa di tutto il mondo alla caduta del Prodotto Interno Lordo in Venezuela nel 2009 e appena otto articoli alla caduta del Prodotto Interno Lordo in Messico.

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Orlando Zapata

Dopo aver pubblicato ieri il pezzo critico di Raffaele de la Rosa, pubblichiamo anche il punto di vista di Alessandra Riccio, codirettrice di Latinoamerica (gc).

Dicono che Orlando Zapata era fondatore del partito Alternativa Repubblicana ma non sappiamo di questo partito né i programmi né la consistenza. Dicono che era un prigioniero politico ma sappiamo che dal luglio del 1990 entrava e usciva dalla galera con le accuse di possedere armi bianche, due volte per truffa, per esibizionismo, per disordine pubblico e resistenza, due indiscipline che ha continuato a praticare nel carcere.

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Orlando Zapata

Dopo aver pubblicato ieri il pezzo critico di Raffaele de la Rosa, pubblichiamo anche il punto di vista di Alessandra Riccio, codirettrice di Latinoamerica (gc).

Dicono che Orlando Zapata era fondatore del partito Alternativa Repubblicana ma non sappiamo di questo partito né i programmi né la consistenza. Dicono che era un prigioniero politico ma sappiamo che dal luglio del 1990 entrava e usciva dalla galera con le accuse di possedere armi bianche, due volte per truffa, per esibizionismo, per disordine pubblico e resistenza, due indiscipline che ha continuato a praticare nel carcere.

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Un’utilitaria elettrica per il presidente Mujica

pepe Rivelata l’auto con la quale Pepe Mujica si recherà dal Palazzo Legislativo a Piazza Indipendenza di Montevideo alla cerimonia con la quale il primo marzo entrerà in carica come presidente dell’Uruguay.

E’ un’utilitaria di produzione cinese trasformata in auto elettrica da una piccola impresa locale, la Renovables S.A.

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Un’utilitaria elettrica per il presidente Mujica

pepe Rivelata l’auto con la quale Pepe Mujica si recherà dal Palazzo Legislativo a Piazza Indipendenza di Montevideo alla cerimonia con la quale il primo marzo entrerà in carica come presidente dell’Uruguay.

E’ un’utilitaria di produzione cinese trasformata in auto elettrica da una piccola impresa locale, la Renovables S.A.

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Un’utilitaria elettrica per il presidente Mujica

pepe Rivelata l’auto con la quale Pepe Mujica si recherà dal Palazzo Legislativo a Piazza Indipendenza di Montevideo alla cerimonia con la quale il primo marzo entrerà in carica come presidente dell’Uruguay.

E’ un’utilitaria di produzione cinese trasformata in auto elettrica da una piccola impresa locale, la Renovables S.A.

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Londra provoca l’America latina: prospezioni petrolifere armate alle Malvinas

malvinas Nel mare tra le isole Malvinas (Falkland secondo la dizione coloniale) e l’Argentina vi sono almeno 3 miliardi di barili di petrolio che Londra vuole a tutti i costi per sé in violazione alle risoluzioni 2065 e 3149 dell’ONU e agli stessi accordi con l’Argentina del 1989 che la Gran Bretagna firmò senza mai pensare di rispettare.

Se Buenos Aires esige il rispetto degli accordi e della propria sovranità e tutta l’America latina solidarizza con Cristina Fernández, l’ONU resta muta e la marina inglese provoca cercando l’incidente.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Londra provoca l’America latina: prospezioni petrolifere armate alle Malvinas

malvinas Nel mare tra le isole Malvinas (Falkland secondo la dizione coloniale) e l’Argentina vi sono almeno 3 miliardi di barili di petrolio che Londra vuole a tutti i costi per sé in violazione alle risoluzioni 2065 e 3149 dell’ONU e agli stessi accordi con l’Argentina del 1989 che la Gran Bretagna firmò senza mai pensare di rispettare.

Se Buenos Aires esige il rispetto degli accordi e della propria sovranità e tutta l’America latina solidarizza con Cristina Fernández, l’ONU resta muta e la marina inglese provoca cercando l’incidente.

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Da Ciudad Juárez a Radio3Mondo, intervista a Gennaro Carotenuto

Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo.

Dopo i femminicidi, che continuano, Ciudad Juárez è diventata lo scenario di una sanguinosa guerra di narcos, nella quale corpi dello Stato parteggiano per l’una o per l’altra parte.

Intanto i morti, soprattutto ragazzi poveri senza alternative né futuro nel fallimento del modello neoliberale che negli ultimi 40 anni aveva nella città la propria massima espressione con centinaia di maquiladoras, in appena due anni, sono già 4.600 e i rifugiati 100.000.

Così oggi Juárez è la città più violenta al mondo nel silenzio dei grandi media che preferiscono guardare colpevolmente altrove mentre la guerra produce anche decine di "omicidi politici" di sindacalisti, difensori dei diritti umani, militanti dei movimenti sociali.

A Radio3Mondo Anna Maria Giordano intervista Gennaro Carotenuto in diretta da Ciudad Juárez.

Ascolta da questo link di Radio Rai l’audio (dal minuto 10 circa) e commenta su Giornalismo partecipativo.

Presto online il reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio.

Da Ciudad Juárez a Radio3Mondo, intervista a Gennaro Carotenuto

Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo.

Dopo i femminicidi, che continuano, Ciudad Juárez è diventata lo scenario di una sanguinosa guerra di narcos, nella quale corpi dello Stato parteggiano per l’una o per l’altra parte.

Intanto i morti, soprattutto ragazzi poveri senza alternative né futuro nel fallimento del modello neoliberale che negli ultimi 40 anni aveva nella città la propria massima espressione con centinaia di maquiladoras, in appena due anni, sono già 4.600 e i rifugiati 100.000.

Così oggi Juárez è la città più violenta al mondo nel silenzio dei grandi media che preferiscono guardare colpevolmente altrove mentre la guerra produce anche decine di "omicidi politici" di sindacalisti, difensori dei diritti umani, militanti dei movimenti sociali.

A Radio3Mondo Anna Maria Giordano intervista Gennaro Carotenuto in diretta da Ciudad Juárez.

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Presto online il reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio.