Melting pot – Speciale Lampedusa – Anche l’ONU condanna Roberto Maroni che vuole l’Alcatraz italiana per i migranti

lampedusaTrasformare l’isola di Lampedusa in un unico campo di concentramento per migranti. E’ questo il progetto di Roberto Maroni, Ministro degli Interni che qualcuno si ostina a considerare come la faccia presentabile della Lega Nord. Oltre al tema dei migranti, sul quale pubblichiamo qui lo speciale dedicato da Melting Pot, vi è l’espressione di una concezione palesemente coloniale dell’unità nazionale.

Come rileva anche Giuseppe Paladina qui, il Sud per il Nord è territorio disponibile, per i veleni delle industrie (industrie del nord complici della camorra), per reclutare mano d’opera a basso costo e scaricabile, per consumare prodotti del Nord, e per raccogliere tutto quanto il Nord considera indesiderabile, a partire dai migranti (gc).

Quella di venerdì è stata una giornata densa di tutte le contraddizioni accumulate in questi anni intorno alla frontiera più spettacolarizzata d’Europa.

A Lampedusa, nelle ultime settimane, si sono registrati i momenti più infernali di sempre in quello che alcuni ancora si ostinano a chiamare centro di prima accoglienza, anche se mai lì i drammi e le sofferenze hanno avuto tregua.

Circa 2.000 persone sono stipate in una struttura che a mala pena è in grado di contenerne 850. Le disposizioni del Governo, che ha deciso lo spostamento in loco della commissione territoriale per la valutazione delle domande d’asilo, impongono che l’attesa della risposta avvenga all’interno del Cpa. Così il centro straripa di disperazione e gli abitanti dell’isola, per la prima volta con tanta determinazione, prendono posizione contro questa drammatica situazione: "non vogliamo che Lampedusa si trasformi in una nuova Alcatraz", dicono.

In questo clima di rifiuto verso quel centro disumano che ha contagiato ormai di disperazione tutta l’isola, la stessa senatrice della Lega Nord, Angela Maraventano, divenuta vice-sindaco di Lampedusa proprio grazie alle sue sparate anti-immigrati, è uscita di scena, con la revoca della delega all’immigrazione dopo essersi dichiarata favorevole all’apertura di un nuovo Cpt.

Il Viminale ha reso operativa la nuova struttura, un centro di identificazione ed espulsione che ha aperto i battenti in mattinata.

Ma non è stato per niente facile metterlo in funzione: nonostante l’isola fosse assediata dalla presenza di reparti delle forze dell’ordine in assetto anti-sommossa, i blocchi e le manifestazioni, che hanno visto la partecipazione di oltre quattromila abitanti, hanno impedito che i pullman carichi di 110 migranti diretti proprio nel nuovo centro arrivassero a destinazione.

All’interno della struttura hanno preso coraggio anche le voci degli stessi detenuti, in decine sono riusciti poi ad uscire dal centro e si sono uniti ai dimostranti che presidiavano l’esterno.

Un gruppo di manifestanti che protestava, all’arrivo del prefetto Morcone, funzionario del Viminale a guida del Dipartimento immigrazione, è stato caricato dalle forze dell’ordine: due ragazze ed un minorenne sono rimasti contusi.

Gli isolani chiedono di non trasformare l’isola in una enorme prigione, rivendicano la vocazione di Lampedusa al turismo, rifiutano l’idea di poter ancora ospitare i drammi di quel lager dicono. Oggi, certo non senza contraddizioni, l’isola che raccoglie da anni la disperazione, le sofferenze, le speranze per un futuro migliore di migliaia di migranti stipandole in un centro di detenzione, ha scoperta cosa significa indignarsi.

Le preoccupazioni dell’Alto commisariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso oggi crescente preoccupazione per la situazione umanitaria dei quasi 2000 migranti, fra i quali molti richiedenti asilo, attualmente ospitati nel Centro di primo soccorso ed accoglienza di Lampedusa in condizioni di estremo sovraffollamento. Il centro di accoglienza ha una capienza massima di 850 posti e non è in grado di ospitare un così alto numero di persone. Pertanto, centinaia di soggiornanti sono costretti a dormire all’addiaccio sotto teli di plastica come unico riparo. In queste condizioni non possono essere garantiti adeguati standard di accoglienza. leggi tutto>>]

Amnesty International, Save The Children, Cir, Asgi, Medici Senza Frontiere ed altre associazioni denunciano il grave ed imminente rischio di violazione dei diritti fondamentali

Le associazioni ed enti di tutela firmatari esprimono la propria vivissima preoccupazione in merito ad alcune scelte del Governo italiano relative alla complessiva gestione degli arrivi di cittadini stranieri a Lampedusa. Contrariamente a quanto è avvenuto dal febbraio 2006, risulta infatti che il Ministro dell’Interno abbia sospeso ogni trasferimento dei cittadini stranieri dal Centro di primo soccorso e accoglienza (CSPA) di Lampedusa verso altre strutture situate nel territorio nazionale. Lo stesso Ministro dell’Interno ha altresì disposto, con proprio decreto del 14 gennaio 2008, di procedere con immediatezza, in via d’emergenza, al trasferimento della Commissione territoriale per il riconoscimento del diritto d’asilo di Trapani (competente territorialmente) sull’isola, in modo che tutte le domande di asilo presentate a Lampedusa siano esaminate con sollecitudine dalla stessa Commissione di Trapani, mantenendo nel frattempo i richiedenti nel centro di prima accoglienza e soccorso. leggi tutto>>

L’intervento del Prof Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo – Filo spinato a Lampedusa. Ed i diritti di difesa?

La recente decisione del ministro Maroni di trasferire a Lampedusa la commissione territoriale già insediata a Trapani e di trattenere nell’isola pelagica tutti i migranti che vi arrivano o che sono soccorsi da mezzi militari italiani nel Canale di Sicilia, crea le condizioni per gravi violazioni del diritto interno, del diritto comunitario e del diritto internazionale. La decisione di Maroni rischia di privare i migranti che ricevono un diniego o coloro che potrebbero impugnare un provvedimento di allontanamento forzato, di qualsiasi possibilità di difesa, tenendo conto del fatto che in quell’isola non esiste nè un ufficio giudiziario, nè tantomeno una Questura o una Prefettura. leggi tutto>>

Gallerie fotografiche da Repubblica.it:

- Lampedusa in rivolta contro il nuovo Cpt

- Lampedusa: il girone dei disperati

Vedi anche:

- Da oggi in funzione il Centro di espulsione

- Blocchi stradali, alta tensione

- Strage di migranti davanti alle coste tunisine e a Lampedusa situazione esplosiva

- Lampedusa – Anche il sindaco contro il CPT

- Accordi bilaterali e tutela dei diritti fondamentali dei migranti: il caso Italia-Libia

http://www.meltingpot.org/articolo13875.html