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4 Responses to Documento: il discorso di Walter Veltroni del 25 ottobre 2008 al Circo Massimo

  1. fra 26 ott 2008 at 12:09 #

    La scena della grande folla al Circo Massimo mi pare proprio di averla già vista qualche anno fa, e con numeri molto più consistenti, qualche milione di persone (quella sì la più grande manifestazione in assoluto), galvanizzate da un Cofferati che diceva cose “di sinistra”.

    Come è andata a finire? Il Coffe è diventato un sindachetto di Bologna senza nulla di innovativo, nè di sinistra. Un governo Prodi che non è stato in grado di scalfire la superficie dei problemi della società italiana.

    Saltando di palo in frasca: gli studenti protestano giustamente contro la riduzione del diritto allo studio a merce. Chi mai si è occupato recentemente di protestare contro il sistema di selezione dei docenti e ricercatori più marcio del mondo, quello delle baronie?

    Il problema vero a questo punto non è protestare, cosa che sappiamo fare bene quando il livello della merda diventa intollerabile. Il problema è inventarci una cultura nuova, che chieda cose nuove, che promuova una classe dirigente svincolata dagli interessi dei partiti. Reinventare la rappresentanza, per dirla con parole antitelevisive…

    Un saluto
    fra

  2. vittoriodigiacinto 26 ott 2008 at 16:49 #

    Spiacente caro Gennaro, se pensi che la soluzione sia il PD sei libero di pensarla come ti pare, preferisco Blondet con tutti i difetti che tu gli vuoi affibbiare e che sono da discutere con lo stesso Blondet per poter dare ad un pubblico attento spazi di decisione.Non mi sta a genio per niente Blondet ma come provocazione penso sia il migliore da usare.

  3. luciano torresani 26 ott 2008 at 19:15 #

    Mi si consenta di dire che l’impronuciabile parola “sinistra” sia propriamente elusa da un partito( prima PCI,poi PDS,poi ancora DS ed infine PD) che ben prima della fine del “comunismo storico novecentesco realmente esistito” già dai tempi del compromesso storico rigettava il significato distintivo del termine abbracciando l’utilitarismo
    tipico dell’odierno sistema ultra-capitalistico meglio conosciuto con il termine (improprio) di globalizzazione.
    Il fatto che un partito come quello del super poliziotto Di Pietro sia apparentemente il più a sinistra della coalizione la dice lunga sulla situazione effimera e paradossale in cui vera l’opposizione italiana.
    Lo spostamento “centrale” del partito e la conseguente inpronunciabilità dello stato laico è una strategia precisa che tende ad affrancare il voto effimero ed oscillante dei cattolici che tuttavia rappresentano una comunità inattaccabile del nostro sistema e di conseguenza un punto di riferimento al quale aggrapparsi con le unghie.
    La sinistra radicale(notare la similitudine con i radicali USA) vorrebbe rappresentare un proletariato che non esiste più o per meglio dire profondamente trasformato dai mutamenti sistemici per cui la classe operaia che doveva essere l’avanguardia oggi si ritrova ad essere “moltitudine”insieme ad una classe media precarizzata priva di coscienza sociale e facilmente strumentalizzabile dal monopolio “religioso” mediatico.
    In parole povere secondo la mia umile opinione personale,la sinistra odierna altro non è che un mero concetto geometrico prettamente interno al capitale monopolista della dittatura finanziaria.

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  1. Aspettando il partito… : Giornalismo partecipativo - 26 ott 2008

    [...] definitivamente sostituito l’uso della parola “sinistra” (mai utilizzata come conferma una ricerca testuale) con quella “riformismo”. Per Veltroni in Italia c’è la “destra” (non più il [...]

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