giovedì 02 settembre 2010, 18:23

Gli articoli con tag: " Nord "

Diabetici greci senza insulina di ultima generazione

Sia la Reuters che il Telegraph informano che due grosse farmaceutiche danesi, Novo Nordisk, uno dei leader mondiali nelle insuline di nuova generazione e Leo Pharma, anticoagulanti e molto altro, hanno deciso di abbandonare il mercato greco.

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Evo Morales, i polli transgenici, l’omosessualità e i sicari della disinformazione

Il presidente boliviano Evo Morales, il “narcoindio fuori di testa”, per dirla alla Oscar Giannino, l’avrebbe fatta grossa. Nel suo ruralismo fondamentalista avrebbe affermato, in sede della “Conferenza Mondiale dei popoli sul cambiamento climatico” tenutasi a Cochabamba, che l’omosessualità e la calvizie dipendono dai polli transgenici.

Apriti cielo, destra e sinistra si sono unite nella lotta contro il troglodita boliviano. Le associazioni gay d’un lampo dimenticano il cardinal Bertone per scagliarsi contro il presidente boliviano. Ma sarà andata proprio come la raccontano? Cronaca dell’ultimo caso di diffamazione a mezzo stampa di un leader del sud del mondo calunniato sistematicamente dai media del nord.

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Un perché di Silvio Rodríguez…

Perché per la stampa un leader del nord del mondo è un leader mentre un leader del sud del mondo è un caudillo?

Silvio Rodríguez

La prossima lega a cinque stelle, le divisioni di Vendola e il bipolarismo che cade a pezzi

Tutti i commentatori si soffermano soprattutto sul trionfo della Lega Nord, ma la prima cosa che appare evidente è che media e politici mistifichino su alcuni fatti ineludibili: il bipolarismo esce massacrato e la lista cinque stelle di Beppe Grillo diventa un soggetto con il quale il centro-sinistra dovrà fare i conti.

La sinistra radicale riesce ad esprimere in Vendola un leader nazionale proprio quando diventa residuale elettoralmente continuando per la terza volta consecutiva a stare ben sotto il quorum per le politiche.

Lo conferma anche il dato marchigiano dove l’ottimo Massimo Rossi sembra prendere almeno il 20% in più della vecchia (mezza) coalizione arcobaleno che lo appoggiava. Massimo D’Alema con Vendola ha sbagliato per la cinquecentesima volta (e per la cinquecentounesima non farà autocritica) e non è sostenibile una Conventio ad excludendum contro Vendola (o contro di Pietro) ma è onesto dire che ben difficilmente un Vendola (quasi) senza partito potrà essere il salvatore della patria nel 2013.

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REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo (ultima parte)

Juarez5 Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Terza e ultima parte, la prima parte può essere letta qui, la seconda qui.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

STATO D’ASSEDIO Da quando è stato eletto, il presidente Felipe Calderón ha dichiarato guerra al narcotraffico. La sua strategia non consiste nell’investire nella società civile e nella legalità ma nella militarizzazione del territorio attraverso il controverso esercito messicano. Questo è costruito per occuparsi dell’ordine interno e in molteplici contesti si è dimostrato essere pienamente coinvolto nel narcotraffico che dovrebbe combattere. Lo dimostra il fatto che il 16 dicembre 2009, a Cuernavaca (centinaia di km dal mare nello stato di Morelos), la DEA statunitense sia ricorsa alla Marina, nell’operazione per detenere e uccidere Arturo Beltrán Leyva, alias “il capo dei capi”. Questo, quella sera stessa, aspettava a cena il generale Leopoldo Díaz Pérez, responsabile militare dell’intera regione.

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Nord e Sud: due scuole ma un unico dramma

Fu il miraggio di una collaborazione con le forze della sinistra “liberale” a suggerire a Turati la formula ambigua che affidò la soluzione dei problemi del Mezzogiorno a una “egemonia della parte più avanzata del Paese sulla più arretrata, non per opprimerla, anzi, per sollevarla e per emanciparla“. La scelta – una delle più infelici del riformismo di Turati – consolidò il fronte borghese e spaccò il movimento operaio a tutto vantaggio degli imprenditori. E’ una lezione da cui la sinistra non ha mai ricavato le conseguenze. … Leggi tutto

REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo (seconda parte)

Juarez3 Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Seconda parte, la prima parte può essere letta qui.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

MODERNITÀ Juárez è enorme. Lo spazio urbanizzato verso il deserto non ha limiti. Le grandi strade sono percorse da decine di pattuglie dell’esercito e della polizia federale. In mimetica vanno i militari, in nero la polizia federale, entrambi in passamontagna e armati fino ai denti. I posti di blocco asfissianti rallentano il traffico in una città dove il desiderio di normalità si scontra con la realtà. Non erano passate due ore dal mio arrivo in città quando sono stato fatto scendere dall’auto per una perquisizione corporale circondato di militari armati.

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(REPORTAGE) Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo

Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

Arrivando a Ciudad Juárez dal Sud, dalla mesoamérica cuore della nazione messicana, l’ultima ora di aereo mostra con crescente angoscia uno dei deserti più aridi del mondo. Non era così prima, raccontano i pochi juarensi che non sono immigrati. Juárez aveva appena 30.000 abitanti nel 1930, 300.000 nel 1970 e 1.5 milioni nel 2000 e ha perso varie battaglie per il controllo dell’acqua del Río Bravo con El Paso, l’ex quartiere dall’altro lato del fiume e che dal 1848 appartiene agli Stati Uniti.

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TeleBondi, TeleCapezzone, TeleCicchitto, la par condicio di TeleSilvio

L’osservatorio di Pavia ha monitorato il tempo di parola dei politici dei principali partiti nei tg più importanti nelle prime due settimane di marzo. Ne viene fuori la tabella che segue.

  TG1 TG2 TG3 TG4 TG5 Studio aperto
Governo 36,8% 29,0% 20,2% 23,0% 30,2% 77,9%
PdL 11,7% 17,0% 21,8% 55,1% 25,9% 16,9%
Lega Nord 2,5% 0,8% 1,3% 5,6% 1,4% 0,0%
PD 20,3% 22,5% 28,1% 4,4% 23,1% 2,6%
IdV 4,2% 5,8% 5,8% 1,8% 3,6% 2,6%
UDC 7,3% 5,5% 4,5% 2,8% 5,9% 0,0%

Questi sono i dati su quanto gli italiani stanno vedendo nei principali TG sulla campagna elettorale. Chi può parlare ancora di par condicio?

Le guerre dimenticate di Haiti prima e dopo il terremoto (2/3)

di Fabrizio Lorusso

Bimbahaiti.jpgQuesta è la seconda parte di un reportage sulla storia di Haiti, prima e dopo il tremendo terremoto che ha colpito la sua capitale, Porto Principe, ormai due mesi or sono. La disgrazia di un paese e i problemi profondi della sua gente vengono dal passato e non dipendono solo dalla sfortuna, dagli uragani o dalla geologia.
S’è tanto discusso di aiuti umanitari e solidarietà in Europa e negli USA, ma non si discute mai dell’estrema dipendenza cui il popolo haitiano è da sempre stato abituato: dipendenza religiosa, economica, educativa, energetica, politica e spirituale da qualche salvatore, Dio o potenza straniera. In generale non amo credere alle spiegazioni facili, attribuire la colpa di tutti i mali sempre e solo all’imperialismo, agli americani o ai francesi, oppure a un gran complotto internazionale, però l’esperienza diretta ad Haiti mi ha mostrato una realtà innegabile: una nazione orgogliosa e pacifica costantemente repressa dall’esterno e dall’interno nei suoi slanci di emancipazione, uno stato al limite del fallimento che dipende, così come i suoi cttadini, dalla cooperazione interessata dei paesi ricchi e dall’ottusità della sua stessa classe dirigente.
Alcuni hanno denunciato il "populismo" dell’ex presidente di Haiti, Aristide, spesso definito dai media come un prete-messia, ma senza cognizione di causa o secondo gli stereotipi classici da sempre diffusi sull’America Latina. Ciononostante Aristide (due volte presidente eletto tra il 1990 e il 2004 e due volte forzato in esilio dopo dei colpi di stato) aveva delle idee chiare su come far uscire Haiti dalla spirale di dipendenza e sottomissione, ma la forza delle idee approvate democraticamente a volte deve cedere alle bombe e ai machete dei pochi potenti che non sono d’accordo dentro e fuori dal paese.

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Bonjour Francia Svuotata di voti

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Ho suonato per dei fascisti e chiedo scusa a tutti

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Un episodio marginale, ce ne sono ben di più importanti nella cronaca nazionale. Mi è arrivata una segnalazione di un “episodio gravissimo”… Solite voci…Fatevi quattro salti nella cronaca e sul pentagramma. Canta Andrea Buffa e non una  Ninna nanna delle bugie. Il resto tale e quale, compreso il titolo, come mi è arrivato.  Ci si risente  fra un po’ di giorni, starò via i giorni di due mani, prima di ben altri eventi…Un saluto caro a tutte e a tutti, i vari musicisti, comprese le band improvvisate o meno, per passione, con il vizio del pensare…

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Le guerre dimenticate di Haiti prima e dopo il terremoto (1/3)

Di Fabrizio Lorusso

Campo.jpgQuesto reportage nasce dall’esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l’amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l’Aumohd (Associazione di Unità Motivate da un’Haiti dei Diritti) che è un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone più povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cité Soleil e Gran Ravine. Visto l’alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l’associazione si occupa dall’anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l’Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilità. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d’informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realtà haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che può consultarsi qui: http://prohaiti2010.blogspot.com/

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Ciudad Juárez affonda e Felipe Calderón simula di voler agire

CIUDAD JUÁREZ – Per la prima volta il massacro di 15 studenti il 31 gennaio ha costretto il governo messicano a mettere (almeno formalmente) la faccia a Ciudad Juárez. Felipe Calderón è andato due volte in pochi giorni nella città, ha promesso pochi e tardivi interventi ma soprattutto più militarizzazione.

Con 4.600 morti ammazzati in 25 mesi, la città alla frontiera nord tra Chihuahua e Texas è il posto più violento al mondo, più di Baghdad o Kabul. Alla guerra tra narcos si sovrappongono altre guerre nelle quali esercito e polizie che occupano militarmente la città sono parte in causa e non forza di interposizione e dove un milione e mezzo di persone sono incerte tra resistere e fuggire da un modello economico fallito e che non offre più alcuna opportunità.

Leggi tutto  in esclusiva su Latinoamerica.

Nei prossimi giorni corrispondenze e reportage da Ciudad Juárez.

Feltri e Bossi I “VERI ISTIGATORI” di Massimo Tartaglia?

Da un po’ di giorni mi chiedo :se possono i vari  Augusto Minzolini(vedi la facilita’ e leggerezza con cui  distorgono l’informazione) allora anch’io, semplice non addetto, posso da una conversazione trarre mie conclusioni , e poi non tanto distorte :

recentemente per pura casualita’ ho parlato via “SKYPE” con un presunto ex compagno di studi di M.Tartaglia,  il presunto attentatore del piu’ amato dagli italiani o meglio il presunto lanciatore di una mai ritrovata statuetta , e conversando conversando prima della Polonia poi dell’Italia   ho saputo quanto segue:

Tartaglia (classe 1967) era un buon studente ed inventore ,poi nel  ’90 incomincio’ a leggere Vittorio Feltri e ne resto’ affascinato, in seguito come tanti suoi cooregionali si esalto’ ad ascoltare  Umberto Bossi , poi codesti soui eroi “voltagabbeneggiarono” ma ormai la sua OSSESSIONE anti-Berlusconi  era inculcata e si stava piano piano tramutando in ODIO. Gli consigliarono di  avvicinarsi  agli ULIVI”, “ASINELLI”, “MARGHERITE”, “DEMOCRATICI”  ma si  accorse subito che questi “oppositori” in realta’ erano dei buoni ed inoffesivi veri profeti del PARTITO DELL”AMORE, allora comincio’ a “premeditare” di fare giustizia da solo contro il Premier-Tyccon.

Qua sotto riporto le prove-cause del disagio del povero Archimede dei ns giorni .

FELTRI E BOSSI quando erano  QUASI COMUNISTI
“Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato
vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci
con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui
si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioe la
scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri
comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in
fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in
sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una
repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato
cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignita, e che invece in
Italia e ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano
morti suicidi per la vergogna”.
(Vittorio Feltri, L’Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l’approvazione
della legge Mammi).

“Il dottor Silvio di Milano 2, l’amico antennuto del Garofano, pretende tre
emittenti, pubblicita pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e
alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni
radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, cosi
almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?”.(Vittorio Feltri,
L’Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori e l’approvazione
della legge Mammi).

BOSSI:
”Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito Fascista.
Questi (di Forza Italia) sono quella cosa li. E si puo dimostrare
facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo
partito e messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano
nascosti dietro paraventi, non rispettano le regole della Costituzione,
chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il
Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore.
Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da
Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal
punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra
contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da
ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e
disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui e bene che ci sia
qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostituzione
del partito fascista”
(Umberto Bossi, Ansa, 19 gennaio 1995)

”Richiamo le istituzioni a verificare se nei confronti della Fininvest non
esistano gli estremi per configurare in quelle televisioni lo strumento per
la ricostituzione del Partito Fascista. Se cosi fosse, si proceda ad
oscurare quelle televisioni”
(Umberto Bossi al congresso nazionale straordinario della Lega Nord, Ansa,
12 febbraio 1995).

Mie conclusioni : che siano questi due voltagabbana che hanno reso LABILE la PSICHE  del povero Massimo?