Friday 25 May 2012, 06:13

Gli articoli con tag: " neoliberismo "

Stanno stuprando la Grecia

greciaOggi, in questo stesso momento, è in atto lo stupro di gruppo di un paese di11 milioni di abitanti, la Grecia. Il branco è formato dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dalle agenzie di rating, dalle grandi banche e dal mondo della grande speculazione finanziaria.

La bancarotta, il default di Atene, è nei fatti, ma loro la tengono ferma per succhiare ancora sangue da quel corpo martoriato, per strapparle fino all’ultimo Euro per continuare a ingrassare la speculazione dei creditori stranieri che si stanno appropriando del paese (tutti i porti, tutti gli aeroporti, che altro?) e del suo futuro.

… Leggi tutto

Brasile: Dilma Rousseff va a Porto Alegre e se ne frega di Davos

Dilma-rousseff1-e1327621739160-655x396

Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.

Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.

Messaggi in bottiglia di Standard&Poor’s alla Spagna

Non è bastato a S&P il downgrade di mezza Europa. Adesso arrivano anche i messaggi (in stile un po’ mafioso) con i quali l’agenzia si dice essere stata troppo generosa nel recente downgrade con alcuni paesi. È il caso della Spagna, il debito della quale è stato appena abbassato nella valutazione ad una “A” ma che, secondo la direttrice generale per i debiti degli stati di Europa e Africa, Myriam Fernández, avrebbe dovuto essere parecchio più in basso, un BB. Secondo la signora vi sarebbe una classificazione ufficiale dei paesi (con valori di comodo) e una classificazione “implicita” che i mercati assegnano ai titoli. Di conseguenza in qualche caso sarebbe inutile infierire assegnando ai paesi il valore reale.

Commento: Brutta gente.

Mario Draghi e il rating

Quando le agenzie di rating (lungi da me difenderle) valutavano come spazzatura i debiti dei paesi del Sud del mondo, Standard&Poor e soci erano la bibbia e servivano come una clava per imporre privatizzazioni, svendite e distruzione di servizi pubblici di base, salute, educazione e per permettere a speculatori e multinazionali di lucrare sulla miseria.

Adesso che colpiscono le grandi capitali europee, Vienna, Parigi, Roma, il presidente della BCE Mario Draghi, le attacca e vaticina che dovremo imparare a farne a meno. Meglio tardi che mai, ma che vergogna!

Il crocevia della crescita

download

Nazionalizzazione Exxon, stravince Hugo Chávez

ExxonLa Camera di Commercio Internazionale (ICC) ha stabilito che il governo venezuelano dovrà versare alla compagnia petrolifera Exxon 908 milioni di dollari a titolo di indennizzazione per la nazionalizzazione della stessa in Venezuela. La cifra rappresenta una sconfitta totale per la multinazionale che pretendeva 10 miliardi di dollari ed è inferiore al miliardo offerto dallo stesso governo di Hugo Chávez. Resta da definire il conflitto con la ConocoPhillips che pretende dal governo bolivariano 31 miliardi di dollari per operare come socio di minoranza nella zona dell’Orinoco, la più grande riserva al mondo di greggio.

Twitter 2011: un anno in movimento

18525-fotografia-gArticolo pubblicato in originale in Brecha di Montevideo – Il social network Twitter, con testi di massimo 140 caratteri, si è imposto come uno specchio del nostro mondo, col suo ritmo sincopato, l’overdose di informazione, la moltiplicazione delle fonti, spesso indipendenti e partecipative, a volte inconsistenti, altre volte capaci di smentire verità ufficiali e quasi sempre anticipare i media tradizionali. È attraverso questo medium che è possibile provare a rivisitare l’anno uno del mondo al rovescio, quando la severità della crisi euroccidentale marca l’inizio (visibile) della fine del predominio occidentale sul pianeta.

… Leggi tutto

L’Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento. Come liberarsi del Fondo Monetario Internazionale e vivere felici

cacerolazo2Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all’impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all’avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina.

… Leggi tutto

La democrazia di mercato non esiste

Calavera

In Grecia si indice un referendum e i mercati di tutta Europa crollano. Improvvisamente un primo novembre diventa chiaro a tutti quello che fino a ieri era chiaro solo ad alcuni: che la democrazia è incompatibile con il mercato, almeno quello nella forma neoliberale.

… Leggi tutto

Lo squallore del palazzo e noi, il 99%, lì fuori indignati a riprenderci il futuro

15_ottobre

Forse pochi al mondo come gli italiani hanno la sensazione plastica dell’incomunicabilità tra il palazzo e il paese reale, quello del 99% (foss’anche 80% la sostanza non cambia) che non è più rappresentato dalle caste politiche, economiche e mediatiche che in questi trent’anni hanno costruito una narrazione nella quale l’aumentare smisurato dei loro privilegi era spacciato per democrazia e libertà.

… Leggi tutto

Catania – "L’America latina da alunna modello del FMI a frammento di mondo multipolare"

americaMartedì 11 Ottobre, ore 16.30 – ex Monastero dei Benedettini – Facoltà di Lettere – Aula 1
GENNARO CAROTENUTO – Università di Macerata – “L’America latina da alunna modello del FMI a frammento di mondo multipolare” – introduce Attilio Scuderi (Università di Catania)

 

… Leggi tutto

A un passo dal default la Grecia compra 400 carrarmati

Chissà se tema che qualcuno voglia spezzargli le reni come sperava di fare la buonanima, ma fatto sta che secondo vari siti d’informazione a carattere militare (per esempio qui) la Grecia ha deciso l’acquisto di 400 carrarmati usati dagli Stati Uniti. Il costo dovrebbe aggirarsi tra svariate decine e alcune centinaia di milioni di dollari a seconda se i tank saranno solo risistemati o anche aggiornati con armamenti più moderni. … Leggi tutto

Cinque cose fuori dai denti su Steve Jobs e sulla Apple

I lutti non sono il momento adatto per le puntigliosità ma per la celebrazione del caro estinto. Tuttavia la morte di Jobs si è trasformata nell’ennesimo evento globale.
Così il segno encomiastico rischia di impedire una valutazione equanime, sul personaggio, sull’impresa a maggior capitalizzazione al mondo e su un’epopea dove non tutto luccica.

Siamo di fronte ad un’operazione di marketing funerario sulla quale è bene riflettere brevemente.

Brasile: i paesi del BRICS si riuniscono per discutere come salvare l’Europa

bricIl ministro delle finanze brasiliano Guido Mantega ha annunciato che la prossima settimana si riuniranno a Brasilia i ministri economici di Brasile, Russia, India e Cina e Sud Africa per discutere come aiutare l’Unione Europea al collasso.

COMMENTO – La storia del mondo gira rapidamente e la perversione economica neoliberale adesso si ritorce contro l’Occidente che sarà chiamato a pagare il conto da quei paesi che aveva finto di aiutare con il FMI.

Nessuna illusione: oggi come allora, al nord come al sud a pagare saremo sempre gli stessi e i criminali finanziari (uno speculatore brasiliano non è meglio di uno francese) riusciranno ancora una volta a vampirizzare intere società. Tempi neri ci attendono.

Forges Davanzati: Riforma Gelmini, i danni della legge fantasma

Il decadente governo di Silvio Berlusconi, usando la propaganda neoliberale dei Giavazzi&Co., si ascrive per lo meno il merito di una riforma universitaria autodefinita epocale dal ministro Mariastella Gelmini.

Ne abbiamo scritto a lungo in questa sede ma, al momento della ripresa dell’attività degli atenei, prevale soprattutto lo sconcerto per la paralisi progressiva di università strangolate da tagli indiscriminati e per il fatto che –a nuovi statuti oramai scritti e approvati o in via di approvazione e al di là delle critiche di merito alla riforma- la legge risulta di fatto inapplicabile. L’effetto è di cristallizzazione del sistema, il vecchio è morto e il nuovo non avanza, per metà per la mancanza dei decreti attuativi e per metà per mancanza di soldi che il governo non vuol spendere.

Non solo Tremonti voleva organizzare le nozze della Gelmini con i fichi secchi ma pure i fichi secchi voleva gratis. Propongo l’ottimo pezzo di Forges Davanzati scritto per Sbilanciamoci. Il governo degli annunci non ha fretta e l’importante è ammazzare l’Università come luogo di pensiero critico e perequazione sociale. Chissà se anche in Italia e anche su questi temi qualcuno ha voglia di indignarsi e/o presentare progetti alternativi (gc).

Per l’attuazione della “riforma” dell’università mancano 38 decreti: il governo non ha soldi né fretta, quel che gli interessa è depotenziare l’università.

… Leggi tutto