di Gennaro Carotenuto, venerdì 10 febbraio 2012, 09:19
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Pianeta Terra
Oggi, in questo stesso momento, è in atto lo stupro di gruppo di un paese di11 milioni di abitanti, la Grecia. Il branco è formato dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dalle agenzie di rating, dalle grandi banche e dal mondo della grande speculazione finanziaria.
La bancarotta, il default di Atene, è nei fatti, ma loro la tengono ferma per succhiare ancora sangue da quel corpo martoriato, per strapparle fino all’ultimo Euro per continuare a ingrassare la speculazione dei creditori stranieri che si stanno appropriando del paese (tutti i porti, tutti gli aeroporti, che altro?) e del suo futuro.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 29 gennaio 2012, 17:08
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America latina, Pianeta Terra

Per il secondo anno consecutivo la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha preferito partecipare al foro sociale mondiale di Porto Alegre e snobbare quello economico di Davos, in Svizzera, dove si riunisce il gotha del neoliberismo mondiale. Il suo predecessore Lula da Silva aveva invece sempre considerato utile andare in Svizzera.
Tanto il Brasile, atteso ad una crescita del PIL del 4.5% nel 2012, che Dilma Rousseff non hanno niente da imparare. Al contrario, qualche solone tra quelli che da anni pontificano lo sfascio neoliberale come pensiero unico globale potrebbero fare un salto a Porto Alegre. Come uditori.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 19 gennaio 2012, 16:32
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Pianeta Terra
Non è bastato a S&P il downgrade di mezza Europa. Adesso arrivano anche i messaggi (in stile un po’ mafioso) con i quali l’agenzia si dice essere stata troppo generosa nel recente downgrade con alcuni paesi. È il caso della Spagna, il debito della quale è stato appena abbassato nella valutazione ad una “A” ma che, secondo la direttrice generale per i debiti degli stati di Europa e Africa, Myriam Fernández, avrebbe dovuto essere parecchio più in basso, un BB. Secondo la signora vi sarebbe una classificazione ufficiale dei paesi (con valori di comodo) e una classificazione “implicita” che i mercati assegnano ai titoli. Di conseguenza in qualche caso sarebbe inutile infierire assegnando ai paesi il valore reale.
Commento: Brutta gente.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 17 gennaio 2012, 09:47
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Pianeta Terra
Quando le agenzie di rating (lungi da me difenderle) valutavano come spazzatura i debiti dei paesi del Sud del mondo, Standard&Poor e soci erano la bibbia e servivano come una clava per imporre privatizzazioni, svendite e distruzione di servizi pubblici di base, salute, educazione e per permettere a speculatori e multinazionali di lucrare sulla miseria.
Adesso che colpiscono le grandi capitali europee, Vienna, Parigi, Roma, il presidente della BCE Mario Draghi, le attacca e vaticina che dovremo imparare a farne a meno. Meglio tardi che mai, ma che vergogna!
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di Alessandro Vigilante, lunedì 2 gennaio 2012, 19:49
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 2 gennaio 2012, 16:03
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America latina, Pianeta Terra
La Camera di Commercio Internazionale (ICC) ha stabilito che il governo venezuelano dovrà versare alla compagnia petrolifera Exxon 908 milioni di dollari a titolo di indennizzazione per la nazionalizzazione della stessa in Venezuela. La cifra rappresenta una sconfitta totale per la multinazionale che pretendeva 10 miliardi di dollari ed è inferiore al miliardo offerto dallo stesso governo di Hugo Chávez. Resta da definire il conflitto con la ConocoPhillips che pretende dal governo bolivariano 31 miliardi di dollari per operare come socio di minoranza nella zona dell’Orinoco, la più grande riserva al mondo di greggio.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 31 dicembre 2011, 16:13
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Media, Pianeta Terra
Articolo pubblicato in originale in Brecha di Montevideo – Il social network Twitter, con testi di massimo 140 caratteri, si è imposto come uno specchio del nostro mondo, col suo ritmo sincopato, l’overdose di informazione, la moltiplicazione delle fonti, spesso indipendenti e partecipative, a volte inconsistenti, altre volte capaci di smentire verità ufficiali e quasi sempre anticipare i media tradizionali. È attraverso questo medium che è possibile provare a rivisitare l’anno uno del mondo al rovescio, quando la severità della crisi euroccidentale marca l’inizio (visibile) della fine del predominio occidentale sul pianeta.
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Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all’impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all’avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 1 novembre 2011, 13:53
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Pianeta Terra, Primo piano

In Grecia si indice un referendum e i mercati di tutta Europa crollano. Improvvisamente un primo novembre diventa chiaro a tutti quello che fino a ieri era chiaro solo ad alcuni: che la democrazia è incompatibile con il mercato, almeno quello nella forma neoliberale.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 15 ottobre 2011, 12:57
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Italia, Pianeta Terra

Forse pochi al mondo come gli italiani hanno la sensazione plastica dell’incomunicabilità tra il palazzo e il paese reale, quello del 99% (foss’anche 80% la sostanza non cambia) che non è più rappresentato dalle caste politiche, economiche e mediatiche che in questi trent’anni hanno costruito una narrazione nella quale l’aumentare smisurato dei loro privilegi era spacciato per democrazia e libertà.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 10 ottobre 2011, 10:10
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America latina, Storia
Martedì 11 Ottobre, ore 16.30 – ex Monastero dei Benedettini – Facoltà di Lettere – Aula 1
GENNARO CAROTENUTO – Università di Macerata – “L’America latina da alunna modello del FMI a frammento di mondo multipolare” – introduce Attilio Scuderi (Università di Catania)
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 7 ottobre 2011, 15:41
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Pianeta Terra
Chissà se tema che qualcuno voglia spezzargli le reni come sperava di fare la buonanima, ma fatto sta che secondo vari siti d’informazione a carattere militare (per esempio qui) la Grecia ha deciso l’acquisto di 400 carrarmati usati dagli Stati Uniti. Il costo dovrebbe aggirarsi tra svariate decine e alcune centinaia di milioni di dollari a seconda se i tank saranno solo risistemati o anche aggiornati con armamenti più moderni. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 7 ottobre 2011, 10:09
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Media, Pianeta Terra, Primo piano

I lutti non sono il momento adatto per le puntigliosità ma per la celebrazione del caro estinto. Tuttavia la morte di Jobs si è trasformata nell’ennesimo evento globale.
Così il segno encomiastico rischia di impedire una valutazione equanime, sul personaggio, sull’impresa a maggior capitalizzazione al mondo e su un’epopea dove non tutto luccica.
Siamo di fronte ad un’operazione di marketing funerario sulla quale è bene riflettere brevemente.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 14 settembre 2011, 09:13
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Pianeta Terra
Il ministro delle finanze brasiliano Guido Mantega ha annunciato che la prossima settimana si riuniranno a Brasilia i ministri economici di Brasile, Russia, India e Cina e Sud Africa per discutere come aiutare l’Unione Europea al collasso.
COMMENTO – La storia del mondo gira rapidamente e la perversione economica neoliberale adesso si ritorce contro l’Occidente che sarà chiamato a pagare il conto da quei paesi che aveva finto di aiutare con il FMI.
Nessuna illusione: oggi come allora, al nord come al sud a pagare saremo sempre gli stessi e i criminali finanziari (uno speculatore brasiliano non è meglio di uno francese) riusciranno ancora una volta a vampirizzare intere società. Tempi neri ci attendono.
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di Redazione, giovedì 8 settembre 2011, 19:43
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Italia
Il decadente governo di Silvio Berlusconi, usando la propaganda neoliberale dei Giavazzi&Co., si ascrive per lo meno il merito di una riforma universitaria autodefinita epocale dal ministro Mariastella Gelmini.
Ne abbiamo scritto a lungo in questa sede ma, al momento della ripresa dell’attività degli atenei, prevale soprattutto lo sconcerto per la paralisi progressiva di università strangolate da tagli indiscriminati e per il fatto che –a nuovi statuti oramai scritti e approvati o in via di approvazione e al di là delle critiche di merito alla riforma- la legge risulta di fatto inapplicabile. L’effetto è di cristallizzazione del sistema, il vecchio è morto e il nuovo non avanza, per metà per la mancanza dei decreti attuativi e per metà per mancanza di soldi che il governo non vuol spendere.
Non solo Tremonti voleva organizzare le nozze della Gelmini con i fichi secchi ma pure i fichi secchi voleva gratis. Propongo l’ottimo pezzo di Forges Davanzati scritto per Sbilanciamoci. Il governo degli annunci non ha fretta e l’importante è ammazzare l’Università come luogo di pensiero critico e perequazione sociale. Chissà se anche in Italia e anche su questi temi qualcuno ha voglia di indignarsi e/o presentare progetti alternativi (gc).
Per l’attuazione della “riforma” dell’università mancano 38 decreti: il governo non ha soldi né fretta, quel che gli interessa è depotenziare l’università.
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