Friday 25 May 2012, 06:01

Gli articoli con tag: " Mariastella Gelmini "

Mariastella Gelmini, la scuola e il signorino

Parla e sparla, avvocato Gelmini, ma lo sa bene e glielo dico chiaro: non va al cuore dei problemi e meglio sarebbe misurare interventi e parole.
L’istruzione del merito, come ha voluto definire questo giugno da Erode di cui, stia certa, renderà conto alla storia, ha un merito solo e in questo lei non c’entra davvero nulla: ha mostrato a chi vuole capire quanto vale un’orchestra se il maestro è scadente. Vale poco, avvocato, e mi fa male dirlo. Se agli strumenti ci fossero stati solo professionisti preparati e seri, questo concerto lei non l’avrebbe messo in scena: non si sarebbero prestati a far da mano per lo schiaffo che lei ha inteso dare alla didattica e alla psicopedagogia.

Colpa nostra, avvocato. Colpa di quella nebulosa che continuiamo a chiamare “docente” e che, in tanta parte del suo pulviscolo, non vedeva l’ora di sentirsi le spalle coperte da un’ondata di revanscismo becero e sguaiato per “tornare all’antico“.

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Poco a poco stanno obbligandoci a chiudere l’Università

palazzo_imperiale_vienna Come nella Cacania, l’Austria di fine impero di Robert Musil de “l’uomo senza qualità”, stiamo spegnendo le luci e chiudendo il paese. Vogliono farci credere che sia più grande di quello che ci possiamo permettere. Succede con piccole decisioni, apparentemente inevitabili e neutrali. La mia Università dal primo luglio organizzerà la propria attività su cinque giorni lavorativi e non più su sei. Ci saranno deroghe fino a fine anno ma poi basta, tutto dovrà succedere dal lunedì al venerdì.

Riscaldare, illuminare e tenere aperte le sedi un giorno in meno è stato considerato tra i risparmi possibili quello meno doloroso in un contesto dove i fondi ordinari si riducono a precipizio. Alle sedi locali, nel falso rispetto della loro autonomia, non resta che arrovellarsi e adeguarsi ai tagli di un governo e di un ministro, Mariastella Gelmini, che considera l’educazione pubblica e la ricerca uno spreco e non un investimento.

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A Sassari danno la Laurea Honoris Causa a Gheddafi!

berlusconi_gheddafi2 Ennesimo segnale sinistro della gestione di Mariastella Gelmini sull’Università che si fa usare per fini politici del governo.

L’Università di Sassari infatti si presta a concedere una Laurea Honoris Causa niente di meno che a Muammar Al Gheddafi, fiammante amico di Silvio Berlusconi che lo definì “il campione della libertà” e alleato nella politica di respingimento dei migranti messa in atto dal Ministro degli Interni Roberto Maroni.

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Riforma Gelmini dell’Università in anteprima: rinnovamento a costo zero o macelleria sociale?

gelmini Il testo del disegno di legge delega che riforma profondamente l’Università italiana sarà portato dal Ministro Mariastella Gelmini nell’imminente prossimo consiglio dei ministri per andare quindi in Parlamento. Non se ne parla affatto perché sta bene un po’ a tutti, governo, opposizione e perfino alla conferenza dei Rettori.

Ma è bene che se ne discuta nel paese perché concerne il principale strumento che ha l’Italia per restare nella pattuglia dei paesi più avanzati. Affossato (o affossatosi o era semplicemente un miraggio) il movimento dell’Onda, il dibattito nelle università e nel paese è stato in questi mesi azzerato per trasferirsi in ristrettissime commissioni vicine al ministro.

Ma il progetto Gelmini rappresenta un cambio paradigmatico della nostra università. Questa diviene una sorta di mostro unico al mondo, né privata né pubblica, ovvero resta pubblica ma il controllo viene assegnato ai privati. Inoltre, come già successo per la scuola, minaccia di bruciare un’intera generazione di giovani ricercatori. Giornalismo partecipativo ha letto in anteprima il testo del disegno di legge e lo analizza punto per punto.

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Mariastella Gelmini e la nuova maturità: serietà nelle scuole pubbliche, lo sbraco di sempre nelle private

Maturità, corsia preferenziale ai privatisti non serve l'ammissioneDisparità di trattamento per candidati esterni e candidati interni

L’ordinanza ministeriale sugli esami di Stato ha dimenticato di colmare la lacuna

Maturità, corsia preferenziale ai privatisti non serve l’ammissione

Protesta la Flc Cgil: "Quest’anno, con il vincolo della media del 6 chi si è preparato con il fai-da-te gode di un vantaggio indiscusso"

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Mariastella Gelmini: scuola e rivoluzione

La scuola, che alla bell’e meglio l’ha alfabetizzata, avvocato Gelmini, non si spaventa per gli strafalcioni e stia tranquilla: non rischia l’onta delle “orecchie d’asino“. Per quanto la sgoverni con l’arroganza che è figlia naturale dell’incompetenza, per sua buona sorte – e per quel tanto di ritegno che la fatica di docenti ha saputo insegnarle – lei non l’ha confessata la nostalgia struggente che sente per questi antichi strumenti educativi. Lei s’è fermata al voto di condotta, al grembiulino e alla piuma rossa del “Cuore” di De Amicis. Mi spiace d’informala: il bravo Edmondo fu di quella sinistra che lei, senza sapere bene di che parla, disprezza col furore ideologico dei chierici. … Leggi tutto

Mariastella Gelmini non lo sa: la storia ha le sue primavere

Non so se l’estremismo sia davvero la malattia infantile dei ceti subordinati e trovi terreno fertile nella rabbia impotente degli oppressi. Val la pena di rifletterci e ci tornerò più avanti. M’interessa per ora una premessa. Cota, Bricolo, Bossi, La Russa, Gelmini e compagnia cantante non lo sanno di certo, ma è così: i tentativi di installare a Napoli tribunali spagnoli del Sant’Uffizio furono spazzati via dalla furia popolare che, nei tumulti di piazza del 1510 e del 1547, si trovò al fianco l’aristocrazia. Erano anni fecondi di studi e di rivalutazione della natura dell’uomo e la superstizione come strumento di potere stentava a perpetuare il governo della barbarie.

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Cittadini di sana e robusta Costituzione

A settembre del prossimo anno i nostri Pierini si ritroveranno una novità tra le materie del proprio curriculum scolastico. Si chiama Cittadinanza e Costituzione e sarà studiata dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria, dalle medie alle superiori.

Annunciata già a fine ottobre 2008 con la legge 169 che l’ha introdotta nei programmi di tutte le scuole di ogni ordine e grado, da ieri mattina (4 marzo) la nuova materia scolastica ha “linee d’indirizzo” ben delimitate per ciascun percorso scolastico, linee che, pur nel rispetto del principio dell’autonomia didattica delle scuole, ne determinano dettagliatamente i contenuti e gli obiettivi di apprendimento.

Presentandola a Palazzo Chigi, alla presenza del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, e don Luigi Ciotti, presidente di “Libera”, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha assicurato: "non sarà la vecchia ora di Educazione civica, ma un’ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione".

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Mariastella Gelmini, l’orecchiante della modernità su YouTube

gelminiyou Bisogna guardarlo il video di Mariastella Gelmini che legge su YouTube lo stesso comunicato ministeriale di venti e quarant’anni fa: Latino al Classico, Matematica allo Scientifico, bla bla bla.

Bisogna guardarlo perché questo simulacro di modernità è la rappresentazione più nuda e cruda della scatola vuota rappresentata da chi vuol far credere di interpretarla come il gattopardo interpretava la fine dei Borboni.

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La modernità al tempo di Mariastella Gelmini: gli esami di maturità su YouTube

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Primo blitz 2009 del governo, il 7 gennaio voto di fiducia sulla riforma di Mariastella Gelmini per l’Università

08_12_19_gelmini_300x200 Oggi pomeriggio alle 16, con l’ennesimo grave blitz festivo, il decreto legge 180, approvato dal Senato il 28 novembre 2008 e non modificato alla Camera, verrà convertito in legge con voto di fiducia. Al di là dell’uso ossessivo e contro il dettato costituzionale del voto di fiducia, l’anno prossimo 40.000 insegnamenti universitari potrebbero rimanere scoperti mettendo a rischio il funzionamento di interi corsi di laurea.

Mariastella Gelmini la presenta come legge antibaroni ma tale definizione è solo l’ultima grembiulata, la formula ad effetto che serve a far parlar d’altro l’opinione pubblica come per i grembiuli o il voto in condotta. Sarebbe una svolta epocale che premierebbe chi fa ricerca penalizzando chi non lavora. Norme antibaroni? Valorizzazione degli atenei virtuosi? Svolta nel sistema universitario? Premiare chi lavora? In realtà la riforma di Mariastella Gelmini concentra ancora di più tutto il potere sugli ordinari che saranno gli unici a far parte di commissioni di concorso, crea paurosi buchi generazionali e avvia l’Università pubblica verso il collasso definitivo. E lo concentra perché così ha preteso con un semplice editoriale sul “Corriere della Sera” il baronissimo Francesco Giavazzi, uomo della COMIT con cattedra alla Bocconi. In questo articolo spieghiamo perché l’Università sta per bloccarsi.

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“Con questi dirigenti non vinceremo mai”

stor_3173737_04200 Ripropongo nel videoblog le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.

I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E’ il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c’è mai una parola chiara su nulla.

E non c’è perché l’unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono “un sodalizio”. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l’incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l’unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto.

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Che figuraccia Mariastella Gelmini!

267764 Sembra, si rumoreggia, si dice in giro, che del maestro unico, della chiusura delle scuole disagiate, dell’aumento degli alunni per classe e di tutte le altre boiate non se ne faccia più niente, per un anno almeno e poi chissà.

Sembra, si rumoreggia, si dice in giro che il maestro unico diventerà a richiesta, come i funghi o il prosciutto sulla pizza al taglio.

Sembra, si rumoreggia, si dice in giro, che a Mariastella Gelmini sia stato detto di mettersi lì in un angolo a giocare col Cavaliere e lasciar fare i grandi.

Vedremo, incrociamo le dita, perché sarebbe un bene per la scuola italiana. Lasciateci però levare due sassolini da una tonnellata l’uno dalle scarpe:

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Follia dell’Università o follia della Confindustria?

stella Vi invito a leggere il pezzo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi. Parla ancora di Università e di corsi di laurea inutili in sedi periferiche inventate dal nulla e probabilmente nessuno dei dati che cita è sbagliato.

Ma il pezzo è soprattutto un fulgido esempio di disinformazione. Date un’ occhiata veloce. L’idea sarà che è l’Università malata, baronopoli eccetera… e che quindi Mariastella Gelmini ha ragione ad usare l’accetta.

L’articolo però è un pezzo di bravura nell’indicare una metastasi ma per nascondere di chi è la colpa di quella metastasi. “È tutta lì, la fotografia della follia dell’Università italiana” scrive Gian Antonio.

Peccato che la fotografia di Stella sia stata taroccata col Photoshop e la colpa non sia delle Università, ma dell’ideologia del territorio voluta da banche e confindustrie locali.

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Silvio Barackoni, Internet, ambiente, scuola

Berlusconi-mitra barack_inf--200x150 Nei giorni abbronzati dell’elezione di Obama, Silvio la buttò in calcio d’angolo dicendo che avrebbe dispensato volentieri i suoi consigli al giovane Barack. Secondo me non solo i consigli sono arrivati ma Obama ha preso attentamente appunti: per essere sicuro di fare l’esatto contrario.

Non può essere infatti una coincidenza che dove Silvio Berlusconi elimina gli sgravi all’edilizia ecocompatibile, bloccando di fatto il comparto, Barack Obama punta su una rivoluzione ecoambientale che crei posti di lavoro. Roba da poco, un pannicello caldo visto che ci mette sopra una piccola fiche pari a 100 miliardi di dollari destinati a creare “lavoro verde”.

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