Thursday 09 February 2012, 13:33

Gli articoli con tag: " Margaret Thatcher "

Silvio è un figlio di puttana ma è il nostro figlio di puttana

Come diceva il vecchio Teodoro Roosevelt, Silvio Berlusconi “è un figlio di puttana ma è il nostro figlio di puttana”.

Pertanto non permetterò a nessun giornale britannico, un paese che è arrivato al degrado di farsi governare da Margaret Thatcher e Tony Blair, guerrafondai, amici di dittatori, bugiardi professionali, affamatori di popoli, di insultare il primo ministro del mio paese, per quanto io stesso possa disprezzarlo.

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Insalata al prezzemolo per Tzipi Livni?

Andreas Solaro / AFP / Getty

Della signora Tzipi Livni ne sentiremo parlare in futuro, non solo oggi e tento allora di inviarle una lettera con ricetta inclusa, in attesa delle sue, percorrendo alcune fasi della preparazione culinario- israeliana, al femminile s’intende ed internazionale.

Di Tzipi Livni se ne era già occupato il Time con un articolo e una copertina dedicata a lei. Lo firmò la sua amica Condoleezza Rice, alla fine scrivendo “Rice is U.S. Secretary of State”. La descriveva come una donna di idee aperte e libere, intelligente, combattiva e di pace: da rispettare profondamente. E così con il 2007 , la rivista Time inserì Tzipi Livni fra le 100 persone che “stanno trasformando il mondo”. E la signora è intelligente davvero e non presuntuosa al punto, malgrado la vittoria, di comandare da sola: “Due primi ministri per Israele” esattamente come Due Popoli Due Stati, leit motiv caro a molti. “Il popolo ha scelto Kadima e sarà Kadima a guidare nel futuro il popolo”. A Bibi Netanyahu ha rivolto un appello per costruire un governo di unità nazionale. Ha puntato sulla sicurezza e l’economia e sappiamo quanto “cari” sono questi temi a tutti i cittadini del mondo. In questo taglia e cuci febbrile di donna, non manca l’ago con i suoi 15 seggi conquistati: “Io sono la chiave e questa chiave detterà le regole per il futuro governo”. Le lacrime una volta prerogativa femminile, sono ciò che è rimasto del partito laburista, quelle di Ehud Barak, che non lascerà la politica anche se la politica lascerà lui, almeno piangere. Inutile il suo polso di ferro nel durante elezioni…: “il ministro della Difesa Ehud Barak ha deciso di imporre un assedio totale alla Cisgiordania e Gerusalemme e di chiudere completamente i valichi della Striscia di Gaza. In un comunicato stampa, Barak ha reso noto che l’esercito permetterà il passaggio solo per motivi “umanitari” e d‘urgenza, mentre l’esercito ha chiuso i passaggi commerciali della Striscia di Gaza”.

Di “passi in avanti” Kadima ( questo significa in ebraico) e la Livni ne hanno fatti dando Lezioni di Vita, come la signora Fiamma Nirenstein, che penso apprezzerà l’operato d’amore di questo partito:” quì va alle urne l’unico paese democreatico in una selva di dittature”.Scriveva anche Alberto Stabile il 18 .9.2008 : “Se Tzipi Livni, nonostante le profonde radici familiari nella destra nazionalista israeliana è giunta, alla fine di un lungo percorso, ad accettare la necessità del compromesso, la sua vittoria all´interno di Kadima vuol dire che il processo di pace con i palestinesi ha buone probabilità di proseguire”. Ma l’autunno e l’inverno 2008-2009 nella Striscia di Gaza non hanno dato queste prospettive e gli sconfinamenti nei territori occupati hanno prodotto solo cifre da giocare alla roulette della morte: più di 1.000 morti, più di 5.000 feriti e con l’uso delle bombe al fosforo, tanto per dirla al ribasso.

Dal mpmento che anche io apprezzo la cucina internazionale, offro un’insalata al prezzemolo alla signora Tzipi Livni, dal nome ahimè un po’ compromesso data l’origine libanese, “Taboule”, compresa la ricetta . Ingredienti: parecchio prezzemolo menta bulghur (grano essiccato e triturato) cipollotto pomodoro sale succo di limone olio

Rimane il prezzo, Il prezzo del prezzemolo s’intende, come ce lo racconta Vittorio Arrigoni perchè abbiamo un debole per le note di Certi italiani. Vik ci ha inviato anche un video Canzone del gruppo israeliano “the Hadag Nahash” che si è ballato prima e durante le elezioni, con tanti bei slogan che invitano al razzismo fascista e di certe canzoni musica direttori d’orchestra e attrici protagoniste, ce ne intendiamo anche noi quì in Italia dove prezzemolo olio grano pomodoro menta cipollotto sale limone ancora abbondano, non sappiamo solo per quanto.

Da ultimo, come ottima padrona di casa saprà la Livni, l’insalata bene si accoppia con il pesce (anche quello ce l’abbiamo ancora) e pertanto ci farebbe piacere sapere da donne e tra donne che fine ha fatto” l’attivista scozzese Theresa McDermott ritrovata sappiamo nella prigione di Ramleh quattro giorni dopo essere “scomparsa” dopo che l’esercito israeliano l’aveva prelevata con la forza da un’imbarcazione libanese su cui si trovava in missione umanitaria verso Gaza”: forse tentava di pescare come certi palestinesi nel mare di fronte alla Striscia. Il problema in ogni caso che potrebbe risolvere la preparazione di un buon pasto rimane in ogni caso quello avanzato da Luca Galassi: “Contadini, giornalisti e pacifisti internazionali bersagliati dal fuoco dei cecchini israeliani. La gente di Gaza non ha il diritto neanche di raccogliere il prezzemolo”.

Quanto all’ estetica della signora Livni (spesso in versione ufficiale blù e nero) penso si richiami sobriamente alle forze armate israeliane, la Tsahal, IDF, l’esercito di difesa di Israele che ha avuto già modo di dirigere e questo stile è stato garbatamente criticato da un signore su Fastidio, dove avanza dei dubbi sulle donne che “sarebbero “biologicamente” distanti dalla guerra e che invece comandano le operazioni militari come Tzipi Livni…Margaret Thatcher e Condoleeza Rice uomini più o meno ben conciati (o al massimo automi umanoidi), ho tralasciato la Palin” .

Certa che nessuno avrà tempo per queste Storie di Cucina, ma tentare è una strada, saluto e resto in attesa delle nuove ricette, le News come si dice in inglese…

Doriana Goracci

http://www.tranchida.it/luoghi/Palestina_a.jpg

C’erano una volta i Chicago Boys

Ricordate i Chicago boys? Erano un gruppo di economisti cileni, oppositori di Allende, formatisi all’Università di Chicago e poi divenuti consulenti di Pinochet. Sono stati gli architetti del modello capitalista e competitivo imposto a punta di baionetta dalla Dittatura e poi, per tanti anni, additato come “faro di salvezza” per tutta l’America Latina dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali (Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale) e da una pletora di economisti cresciuti nel dogma del mercato. … Leggi tutto

Scuola e disinformazione: ma Francesco Giavazzi chi l’ha scelto?

lavagna Di fronte a Via Solferino, la sede storica del Corriere della Sera, uno sente sempre una sorta di rispetto. Se non sei d’accordo con l’articolo di fondo del giorno, penserai che sono dei reazionari, o argomenterai diversamente ma sempre in punta di piedi. Leggendo il fondo di oggi di Francesco Giavazzi, “Scuola il tabù dei concorsi” invece l’unico commento possibile è che l’articolista non sappia di cosa parli, ma lo dica lo stesso.

Come rivela già il titolo, il lungo commento (il più importante articolo sul più importante quotidiano italiano di oggi, in pratica la prima cosa da leggere oggi sulla stampa italiana) dell’autore de Il liberismo è di sinistra, professore ordinario di Economia Politica alla Bocconi di Milano (alla faccia del bicarbonato di sodio) e visiting professor al MIT di Boston, si dedica a spiegare che il male della scuola sono i concorsi pubblici e che questi devono essere sostituiti dal potere di chiamata dato a presidi responsabilizzati. Oibò, trasecola chiunque segua un po’ le cose della scuola. Qui non è questione di essere o non essere d’accordo con l’illustre professor Giavazzi. E’ questione che Giavazzi non sa che l’ultimo concorso nella scuola fu bandito nel secolo scorso. Avete capito bene, nel 1999.

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La società dei proprietari. Il ritorno della coscienza di classe…

Lo sfratto di massa attuato nella società dei proprietari ha portato a profonde implicazioni politiche. Secondo un sondaggio di settembre il 48% degli americani ritiene di vivere in una società divisa in persone che hanno e persone che non hanno. Praticamente il doppio del 1988. Solo il 45% di loro si vede come coloro che hanno.

Naomi Klein, Znet

Ricordate la “società dei proprietari”? Era uno dei punti importanti di George W. Bush e venne spesso citato durante i primi quattro anni di presidenza.

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La Europa de Nicolas Sarkozy y la izquierda

Europa es un continente de derechas. Desde los mellizos antisemitas Kaczynski ?de los cuales se habla demasiado poco- al berlusconismo mediático que no es sólo italiano, desde las ultraderechas que llegan al poder, a las derechas tradicionales que nunca lo dejaron, hasta el crepúsculo del blairismo en Gran Bretaña, que dejará lugar a otro derrumbe hacia el conservadurismo.

Europa es de derechas especialmente en sus inmensas capas medias, cada día menos sólidas culturalmente, volcadas a un bienestar consumista y conformista, que consideran … Leggi tutto

L’Europa di Nicolas Sarkozy e la sinistra

L’Europa è un continente di destra. Dai gemellini antisemiti Kaczynski in Polonia -dei quali si parla troppo poco- al berlusconismo mediatico non solo italiano, dalle varie ultradestre che entrano nei salotti buoni sempre più spesso, alle destre tradizionali, che dalle stanze del potere non sono mai uscite, fino al blairismo al crepuscolo, che lascerà il posto ad un ulteriore smottamento a destra.

L’Europa è di destra soprattutto nelle sue immense classi medie, sempre meno solide culturalmente, votate ad un benessere consumista e conformista, che considerano loro dovuto, ma sempre più spaventate da … Leggi tutto

Il secolo della precarietà


Brecha mi ha chiesto di introdurre uno speciale per il primo maggio su lavoro e precarietà con una storia del lavoro in 3.000 caratteri. Ne è venuto fuori un quasi Haiku in un po’ più, ma non molto, di 17 sillabe.
Buon primo maggio a tutti gli amici di GennaroCarotenuto.it

In principio fu la fabbrica. Prima della fabbrica neanche esisteva il lavoro. O se esisteva, quelli che lavoravano erano mille pedine prese singolarmente. Ma non erano né individui né collettività. Senza fabbrica non c’erano le masse. La fabbrica creò la classe, i sindacati, i partiti, la coscienza di sé.

Quando Karl Marx e Mijail Bakunin smisero di litigare, cominciò … Leggi tutto

Brecha – El siglo de la precariedad

En principio fue la fábrica. Antes de la fábrica ni siquiera existía el trabajo. O si existía, los que trabajaban eran mil peones tomados singularmente. Sin fábrica no había masas. La fábrica creó la clase, los sindicatos, los partidos, la conciencia … Leggi tutto

Radio3 Mondo RAI: a 25 anni dalla guerra delle Malvinas

A Radio 3 Mondo, Luigi Spinola intervista Gennaro Carotenuto sul venticinquesimo anniversario della guerra delle Falkland / Malvinas tra Argentina e Gran Bretagna. Ascolta.


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Bush e la bomba coreana

Antonio Leone: George W. Bush ha definito «una inaccettabile minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali»l’ esperimento nucleare della Corea del Nord. Ma come può un guerrafondaio come lui fare un’ affermazione del genere?

Gennaro Carotenuto: E’ una buona domanda, meno retorica di quello che appare … Leggi tutto

Brecha – Una mujer al frente de Alemania

Una mujer al frente de Alemania – La dama de plumas

La democristiana Angela Merkel será la primera mujer en llegar a la presidencia del gobierno en Alemania. Sin embargo, estará lejos de poder cumplir su sueño de convertirse en ?la Thatcher germana? y deberá gobernar junto a los socialdemócratas. 

Gennaro Carotenuto
Merkel, que resultó victoriosa por muy corta distancia en las elecciones del 18 de setiembre, será jefa de un gobierno de coalición entre su partido, la CDU-csu, y los socialdemócratas del spd. En la jerga política alemana la coalición entre los dos mayores partidos se define como Grosse Koalition y es la segunda vez que tiene lugar después de la experiencia del período 1966-1969, que lanzó a la cancillería a Willy Brandt. … Leggi tutto

Brecha – Alemania: Improbable por derecha

En vísperas de las elecciones del próximo domingo, se torna cada vez más lejana la posibilidad de que Angela Merkel sea la primera mujer en ocupar el sillón de Bismarck, Adenauer y Willy Brandt y la crítica desde la izquierda al neoliberalismo protagoniza el debate.

Gennaro Carotenuto
Desde Roma
El domingo se vota en Alemania, el país más poblado de la Europa occidental (80 millones de habitantes) y la tercera economía del mundo. Después de siete años de gobierno socialdemócrata, hasta hace pocos días los sondeos predecían un claro giro a la derecha. Sin embargo las últimas encuestas indican que se reduce cada vez más la ventaja de la derecha. Gerhard Schröder, el canciller que gobierna desde 1998 con un programa de modernización neoliberal del Estado de bienestar, pero que había sabido mantener a Alemania fuera de la guerra, parecía haber llegado al final de su camino. … Leggi tutto

El declino del gobierno mundial

No sabemos como los eventos de hoy modificarán la historia del G8. Un atentado contra el G8 es un atentado contra el gobierno mundial, el concierto de las grandes potencias industrializadas lideradas por Estados Unidos y Gran Bretaña. Los encuentros entre los grandes de la tierra nacen a la mitad de los 70 en Rambouillet, Francia. Son cinco, extendidos inmediatamente a Italia y poco después a Canadá. El mundo libre tiene dos enemigos, la URSS y la OPEP. Ideólogos de derechas como Samuel Huntington buscan una governance para el planeta en un momento de crisis del liderazgo de Estados Unidos. Estos, entre Vietnam, el Watergate y la revolución iraní necesitan concertar con Europa el destino del campo capitalista. Los 80 son el gran auge de la cumbre. Dominada por la visión neoliberal de Margaret Thatcher y Ronald Reagan la reunión es efectiva en imponer al mundo políticas de privatizaciones, desreglamentación, caída del proteccionismo y liberalización del movimiento de capitales. Durante los 80 y los 90 el entonces G7 es realmente un directorio, un gobierno mundial en las manos de las mayores potencias industrializadas. Es el lugar donde los sacerdotes del fundamentalismo neoliberal triunfante pueden celebrar sus rituales pregonando que así será para siempre por que, con Francis Fukuyama, la historia se terminó. En el momento de máximo éxito la cumbre se mediatiza, se carga de expectaciones y es el inicio de la crisis. Otros actores aparecen. Acorralado por la autoridad de la contestación global, por la crisis del modelo y por la vuelta del unilateralismo estadounidense, el G8 hoy no es ni siquiera representativo del capitalismo mundial ya que China y India pesan en la economía mundial como toda la Unión Europea. Hoy el mundo libre sigue teniendo dos enemigos, la OPEP y el terrorismo.

Brecha. Gran Bretaña – ¿Hasta cuándo, Tony Blair?


Por primera vez en la historia el Partido Laborista gana tres elecciones seguidas. Sin embargo su mayoría peligra y 50 diputados ?rebeldes? ya piden la cabeza del primer ministro. En Irlanda del Norte, mientras tanto, crecen los partidos contrarios a la paz. Gennaro Carotenuto Desde Roma


Tony Blair ha ganado ?sin triunfar? las elecciones británicas. Teniendo como cómplice la baja afluencia de electores, vuelve al número 10 de Downing Street con el apoyo de apenas el 22 por ciento de los habilitados. Su partido conquista 356 escaños, apenas 34 por encima de la mayoría absoluta y 46 menos que en las anteriores elecciones en 2001. En porcentaje de votos el resultado es aun más amargo ya que el Partido Laborista pasa del 40,7 al 35,3 por ciento. Sólo el esclerótico y antidemocrático sistema mayoritario concede a un Blair que logró la confianza de uno de cada cinco británicos la posibilidad de mantenerse en el cargo. Es difícil prever hasta cuándo, ya que en su partido hay presiones para un cambio de liderazgo, para jubilarlo y nombrar primer ministro al actual ministro de Hacienda, Gordon Brown. Millones de británicos no le han perdonado las mentiras sobre Irak, las manos manchadas de sangre por la muerte de 100 mil ciudadanos de ese país y de casi cien soldados británicos, y la adopción de leyes antiterroristas consideradas totalitarias.
La expropiación de la democracia británica es más grave que en la época de Margaret Thatcher. Con ésta los británicos esperaban tener una alternativa en el Partido Laborista. Tony Blair, monopolizando el mapa político, ha empujado a los conservadores ?197 escaños, 33 más, pero el mismo porcentaje? a la extrema derecha, sin preocuparse de las consecuencias para la democracia. Consecuencias tan graves como las desigualdades económicas. En la era Blair los ricos han aumentado sus ganancias 11 veces más que las otras clases. Nueve millones de trabajadores han caído en la trampa de la precariedad. La economía crece y el gobierno gana, pero se desnaturaliza perdiendo su esencia de gobierno socialdemócrata, renunciando a cualquier forma de redistribución. Gran Bretaña es así una democracia bloqueada, como lo atestigua el hecho de que el tercer partido, el Liberal Democrático, con el 22 por ciento, casi las dos terceras partes de los votos conquistados por los laboristas, apenas logra 62 diputados, menos de la sexta parte de aquéllos.
¡HAY VIDA A LA IZQUIERDA DEL LABOUR! George Galloway, el diputado laborista expulsado por Tony Blair y que ha fundado el partido Respect, vuelve al parlamento como diputado de esta agrupación. Ha triunfado en el colegio de Bethnal Green en el East London. Durísimo contra la guerra, el partido Respect obtuvo buenos resultados en varios colegios proletarios o con fuertes comunidades de inmigrantes y fue bien votado por ciudadanos de religión islámica, que suman 1,2 millones de electores. La Asociación de Musulmanes Británicos comunica que el voto refleja ?la rabia y el disgusto por la posición del gobierno sobre la guerra en Irak?. Esta asociación ?muy crítica especialmente con la legislación antiterrorista blairiana que discrimina especialmente a los musulmanes? subraya que el laborismo ya no puede estar seguro del voto de esta colectividad, presente especialmente en grandes ciudades como Londres, Birmingham y Leeds: ?Ya no vale el chantaje de que el voto castigo favorece los conservadores?.
Desde 1945 nadie a la izquierda del Partido Laborista lograba ganar una banca en el parlamento británico. En la posguerra fue Phil Piratin, comunista, quien logró ser elegido en un colegio que hoy en parte coincide con el de Galloway. Para la agrupación de Galloway ?que supera el 10 por ciento en unos 15 colegios y el 20 en tres? este es un resultado histórico y desnuda la presunción laborista de que no hay espacio político a su izquierda.
¿PELIGRA EL PROCESO DE PAZ EN IRLANDA? Uno de los presuntos éxitos del gobierno de Blair en estos años ha sido el proceso de paz en Irlanda del Norte. El voto muestra que está subiendo el malestar contra este proceso y el riesgo de que el alto el fuego declarado en 1994 peligre. Los católicos han votado masivamente por el republicano Sinn Féin, y por el popular Gerry Adams. Éste gana su colegio ?West Belfast? con el 70 por ciento dejando al candidato laborista en un lejano 14 por ciento. El crecimiento del Sinn Féin, que ha sido parte sustancial del proceso de paz, llega después de una durísima campaña orquestada por Blair contra ese partido, que a pesar de elegir diputados no participa ?en tanto republicano? del parlamento de Westminster. Si de un lado las fricciones entre el Sinn Féin y Londres parecen bajo control, preocupa mucho el fuerte crecimiento de los extremistas protestantes ?filobritánicos? del reverendo Ian Paisley, el hombre opuesto a cualquier forma de diálogo. Éstos, con el Partido Unionista Democrático, pasan de seis a nueve escaños, un crecimiento a costa de los partidos unionistas moderados.