Friday 25 May 2012, 05:19

Gli articoli con tag: " femminicidio "

Corpi di Stato

Giorno nuovo violenze nuove. Di quelle vecchie conserviamo memoria. Per le news andiamo con ordine:

Un ex tronista è stato arrestato perché ha picchiato la sua compagna. Pare avesse la cattiva abitudine di prenderla a pugni con conseguenze non piacevoli.

Urge una spiegazione. Vi chiederete, cos’e’ un tronista? Per capirlo abbiamo chiesto un po’ in giro e consultato qualche fonte in rete. Quasi tutti i pomeriggi su un canale mediaset da anni va in onda una trasmissione condotta da Maria de Filippi dal titolo Uomini e Donne. Pensiamo di non sbagliare se sintetizziamo il contenuto del format così: un uomo (qualche volta una donna) viene piazzato su un “trono” con accanto consiglieri e madrina pettegola. Da quel momento diventa un “tronista” ovvero un uomo che partecipa alla trasmissione per trovare una specie di “anima gemella”. Lui resta seduto sul trono a valutare, commentare, provare e poco a poco arrivano tante donne che adorerebbero essere scelte e si sottopongono a sperimentazioni e conversazioni che indurrebbero al suicidio qualunque persona con un quoziente intellettivo superiore a “2”.

Le donne si propongono al tronista e lui ha il potere di scartarle o tenerle in prova. Il format televisivo prevede che durante la prova lui può portare a passeggio e pomiciarsi a turno tutte le pretendenti. Le donne si imbizzarriscono di frequente in studio dando luogo a patetiche scene di gelosia che terminano tutte con giudizi inferociti da parte delle une contro le altre (tu l’hai baciato, no tu c’hai messo la lingua, tu non sei sincera, no tu non lo vuoi bene davvero). Lui non sa pronunciare una sola frase in italiano corretto, è convinto che tutto gli sia dovuto e si gode il suo harem mentre da fuori il mondo maschile lo giudica ganzissimo e più che fortunato. In sala immancabilmente c’e’ una folla di donne e uomini pro e contro che intervengono per eleggere a punto focale della discussione (cose fondamentali da non dormirci la notte?) questioni del tipo: è lui che le ha messo una mano sul culo o è lei che ha il fondo schiena troppo vicino agli arti del tronista?

Maria de Filippi è dunque testimonial di un modello relazionale che prende a prestito teoremi e stereotipi nazional-popolari per eleggerli a contenuto di ore di trasmissione che macinano pubblicità e audience spropositate e preoccupanti. La prossima volta che Costanzo si occuperà di violenza contro le donne forse varrà la pena ricordargli che la sua metà guadagna un patrimonio reiterando presupposti di bassa cultura che legittimano ogni espressione di potere e superiorità maschile sulle donne, ivi compresi maltrattamenti e stupro.

Perché di sicuro non si può pubblicizzare un modello di vita per poi inventarsi leggi che ne reprimono la realizzazione. Allo stesso modo non si può promuovere l’immagine del corpo femminile con misure standard e poi proibire per legge che le adolescenti realizzino quello che ogni trasmissione, ogni pubblicità comunicano come fosse un obbligo.

Vorrebbero impedire alle minorenni di fare le operazioni per ingrandire il seno. A parte la non-notizia della questione – le minorenni per legge non possono fare neppure un piercing senza l’autorizzazione dei genitori – è come se qualcuno proponesse una legge per obbligare le persone che soffrono di disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia) a mangiare di meno o di più. Siamo nello stesso ordine di cose. Il ministero dal quale parte questa cosa (welfare con delega alla sanità – ovvero Sacconi) insiste nel prodursi in una serie di proposte e atti di assoluta invadenza rispetto alle scelte personali, che riguardano i nostri corpi. Già vorrebbe a tutti i costi reiterare l’accanimento terapeutico con alimentazione e idratazione forzata di Eluana Englaro (pieno rispetto e solidarietà per il padre Peppino per la battaglia coraggiosa che sta facendo per fare rispettare la scelta di sua figlia), sullo stesso piano stanno tutte le proposte che riguardano l’interruzione di gravidanza, l’uso dei contraccettivi, la ru486 e ora anche questo.

Come si fa a spiegare ad un ministero che non può disporre dei corpi delle persone e che non può sostituirsi alle scelte personali di ciascun@ o a quelle insindacabili degli adulti chiamati per legge a tutelare la vita dei propri figli e delle proprie figlie? Se diamo per scontato che nessuno è responsabile per se stessa e che nessun genitore è in grado di decidere bene per la propria prole si producono una serie infinita di prevaricazioni che mettono fine allo stesso principio di autodeterminazione e di responsabilità individuale sul quale la nostra costituzione è basata. Chi risponderebbe di cattiva gestione dei corpi dei singoli nel caso in cui si verificasse un “illecito”? Della ragazzina che si opera contro la legge chi ne risponde? Lo stato? Qual’e’ l’elemento perseguibile per legge? I genitori? E che funzione avrebbero? Di tutori della ragazza per conto dello stato? A chi verrebbe figlia questa adolescente? Chi è responsabile per lei?

Si imporrebbe così un principio che credo possa essere simile a quello della società ateniese (aiutatemi se sbaglio, chiedo venia, ma non pensavo di dover andare così indietro nel recupero di paragoni storici per giudicare l’operato di questo governo… ). I genitori non contavano niente e la madre aveva esclusivamente il compito di allevare il maschio che obbligatoriamente veniva cooptato dall’esercito dall’età di 16 anni in poi. Madri riproduttrici di corpi appartenenti allo Stato fino a quando questo non poteva fruirne. Una specie di figlio in usufrutto con scadenza dei termini prescritti. Questo è il principio che il ministero di Sacconi vorrebbe far passare. Si chiama “violenza istituzionale”, per capirci.

Nessun provvedimento legislativo immaginerà mai soluzioni contro l’uso e l’abuso di elementi “coercitivi” e “correttivi” (dopo aver eliminato lo ius corrigendi e le figure dei “capofamiglia” si potrebbe un giorno immaginare di buttare nell’immondizia anche il diritto di disporre delle vite altrui da parte di tutti i poteri dello stato). Nessuna discussione giurisprudenziale chiarirà il livello pregiudizievole e discrezionale che sta dietro ogni provvedimento invasivo-repressivo.

Ne abbiamo in ballo un paio: il pacchetto sicurezza e la riforma sulla giustizia. Li stanno votando in fretta e furia e per farli passare con un margine di consenso popolare maggiore li mascherano – come previsto – da Leggi che fanno giustizia per vendicare tutti i mali dell’umanità. Uno degli emendamenti passati offre la sponda all’opinione pubblica (?) più securitaria e giustizialista introducendo la possibilità di creare delle eccezioni nella applicazione della legge gozzini. Crea un pericoloso precedente che sicuramente sarà utilizzato per una serie infinita di altre questioni. Primo fra tutti: per qualunque reato commesso dagli immigrati, per esempio, sulla base di una pericolosità sociale sancita per legge a partire dalla razza. In pratica si tratta di negare gli arresti domiciliari a chi commette reato di stupro. Niente semilibertà, niente permessi premio, niente liberazione anticipata ne’ affido in prova ai servizi sociali (quest’ultimo introdotto ad hoc dalla legge cirielli – con estensione della possibilità di affido per reati anche gravi – dedicato a Dell’Utri). Assieme a questo passa anche la delazione dei medici nei confronti dei clandestini, la tassa sul permesso di soggiorno, la schedatura dei clochard, la “legalizzazione” delle ronde padane, le multe per i writers.

La barbarie di questo tempo, sociale ma anche legislativa, irresponsabilmente, non viene diretta verso nessuna forma di mediazione. La questione degli stupri oltre a motivare una critica ai giudici (la riforma della giustizia, alla regia berlusconi & company e alla consolle il ministro alfano), vorrebbe legittimare la necessità di un generale inasprimento delle pene solo per alcune categorie sociali sino ad arrivare a soluzioni liberticide che non hanno nulla di diverso dalla sharìa, per esempio. Pena di morte e castrazione chimica. A fare il tifo un cumulo di “spingitori di cavalieri” e fun. Su facebook c’e’ chi esorta al taglio dei peni stupranti, centimetro per centimetro (quando lo fece la bobbit perché allora non vi era piaciuta?) anzi un pezzettino alla volta, c’e’ chi vorrebbe fare torture “cinesi” ai “rumeni” (scambio etnico culturale?), chi parla di castrazione e basta. Ci sono 449 persone che si sono unite ad un gruppo che si chiama “ammazzamo i romeni dello stupro di guidonia”, più di 5000 iscritti al gruppo pro pena di morte, inflitta con qualunque mezzo.

Dalla stessa corrente di pensiero poi stranamente si diramano gruppi come “depenalizziamo lo stupro alle vigilasse che fanno multe inutili” che esortano gli iscritti con un singolare quanto originale appello: “aboliamo la perseguibilità dei soggetti che stuprano le vigilesse per dargli dei momenti felici e fargli capire che non si riduce tutto ad una biro, un blocchetto ed una paletta”, testuale. Oppure come il gruppo anti-femminismo che sceglie il simbolo del gruppo avviato da noi qualche tempo fa, gli fa una bella croce rossa sopra e si registra tra le formazioni filantropiche. Nulla di nuovo sotto questo cielo. Sono sempre gli stessi, quasi tutti maschi (per fortuna) di cui abbiamo parlato QUI e soprattutto QUI a proposito di siti anti-femministi.

Interessante quello che si dice tra i commenti del gruppo. Troverete frasi come:

in iraq si che hanno capito come usarle queste donne, oggetti creati per intrattenere e far divertire l’uomo!
il femminismo è un insieme di persone isteriche frustrate insicure di se, che fanno razzismo verso l’uomo per cercare un capo espiatorio da condannare, perchè si sentono inferiori e inutili.
effettivamente le capisco, noi siamo forti, robusti, intelligenti e abbiamo il pene! tutto un altro mondo

Ragazzi ma che problemi ci sono, l femministe si estingueranno da sole, ma chi è che se lo tromba?!”

“[…]ultima porcheria misandrica denominata legge anti-stalking.
Eh già, dopo le leggi antistupro dove sei colpevole e stai in galera se tu non riesci a provare la tua innocenza, ed, inoltre, la vittima definisce il reato a suo piacimento, abbiamo quest’ultima legge dove puoi andare in galera e rovinarti per un po’ di insistenza.
Magari perchè cerchi di capire dove abita una tipa….”

La tesi della “Grande Oppressione” è insostenibile, perchè le donne hanno *sempre* avuto una facile via d’uscita: condizionare *pesantemente* gli uomini sotto il profilo relazionale” (e qui sta una delle grandi giustificazioni ai femminicidi. Le cattive siamo noi e meritiamo di morire)

A queste donne denaturate, queste maschie senza palle, ridicole nelle loro ambizioni da segretariette, è passata anche la voglia di fare da madri, da qui il nulla che incombe sull’occidente…”

Sempre rimanendo sul discorso delle segretariette: dopotutto non è vero che hanno rinunciato alla loro femminilità, la usano, in ambito lavorativo, accostata a comportamenti seduttivi(magari con il capetto di turno)”

Questo è il meglio di tutti:

Io amo le donne più di ogni altra cosa al mondo, sono esseri dotati di gran bellezza, dolcezza, intelligenza e femminilità.
Le donne vanno “adorate” dall’ uomo, che deve essere sempre galante e cavaliere,ma questo non significa che l’uomo sia un essere inferiore…
Il problema del femminismo è che porta la donna a diventare “uomo”, a perdere la loro bellezza, dolcezza, e ad accanirsi contro l’ unica cosa che le rende vere donne, noi uomini.
Una donna dovrebbe essere felice di servire il proprio marito, consapevole del fatto che il proprio compagno è superiore a lei,e che se così non fosse, la donna diventerebbe “l’ uomo” della coppia, che non durerebbe a lungo.
Quindi le femministe portano alla rovina della famiglia e del rapporto uomo-donna, e perciò alla rovina della società…”

Compagne, sorelle, amiche, bisogna proprio darsi una mossa tutte quante, insieme, ragionando di differenze, configgendo se necessario, non mostrando il timore di dichiarare discriminanti (quella antifascista per esempio) che sono obbligate dall’analisi della realtà, dalle modalità attraverso le quali essa viene diretta verso soluzioni legislative, culturali e storiche che sono una perfetta riedizione del passato (non a caso i gruppi anti-femministi sono tutti orientati a destra). Quello che ci fa male non può certamente farci del bene. Per il resto misuriamoci sugli obiettivi e se l’obiettivo è comune l’anti-femminismo, becero, misogino, sessista, maschilista, volgare, non troverà spazio per insinuare alcunché in nessuna discussione.

Intanto le donne di Bologna, come tante altre, tornano in Piazza per dire Stop al femminicidio Il 7 febbraio in piazza nettuno alle 15.00. Buona lotta a tutt@!

da femminismo a sud

Femminicidio di Barbara Cicioni: le mie impressioni sull’esame dell’imputato, Roberto Spaccino

Cicioni

Nei giorni 27 e 28 gennaio si è tenuto, nell’ambito del processo per il femminicidio di Barbara Cicioni, l’esame di Roberto Spaccino, imputato di aver ucciso la moglie .
Molti i suoi parenti presenti in aula, poche le femministe, tutte compagne della rete delle donne umbre. Questo, a quanto pare, è stato elemento di forza per Spaccino, che psicologicamente ha retto molto bene ai due giorni di esame, sempre evitando lo sguardo della suocera, Simonetta, la mamma di Barbara Cicioni.
Nonostante egli continui a negare la propria responsabilità per l’omicidio della moglie, numerose e rilevanti restano le contraddizioni nella “sua” ricostruzione della sera dell’omicidio, del suo litigio con la moglie, della sua vita coniugale.

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Roberto Spaccino, al processo per la morte di Barbara Cicioni: «Le davo smanate, non botte

«Prima o poi ti ammazzo è una espressione delle nostre parti. Mia moglie non l’ho mai picchiata, al massimo smanate e schiaffettoni che non lasciano il segno, la violenza vera è quella che ti manda all’ospedale e Barbara non è mai finita al pronto soccorso».
Unico imputato al processo per la morte della moglie Barbara Cicioni, 33 anni, incinta di otto mesi, Roberto Spaccino si difende con un sorriso beffardo. E’ accusato di omicidio aggravato e maltrattamenti, la pm Antonella Duchini lo incalza proprio sugli schiaffi che per anni ha riservato alla moglie come parte integrante del ménage famigliare. E lui, stizzito, distingue tra litigio e botte. Il litigio, nel mondo di Spaccino, sono schiaffetti, schiaffettoni, "sventoloni", "smanate", e tutto questo «non sono botte».

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Attenuanti: allo stupro, alla incapacità, alla complice omertà

E’ tutta colpa degli stupefacenti. Questa la linea difensiva dello stupratore della notte romana di capodanno, costituitosi “spontaneamente” giusto il giorno in cui era indispensabile offrire al pubblico un esempio della efficienza dei metodi pro-sicurezza “messi in campo” dalle amministrazioni di destra. … Leggi tutto

Le nostre figlie desaparecidas non sono un’invenzione

Messico. Stato di Chihuahua. Diritti umani, le donne ottengono parola contro i femminicidi

di Dora Villalobos Mendoza

femminicidio Messico

Chihuahua, 8 gennaio 2009 ( Cimac Noticias) – Dopo dieci anni di denuncie, e di lotte per la sensibilizzazione delle indifferenti autorita’ statali, l’organizzazione “Justicia para Nuestras Hijas” dello stato di Chihuahua ha finalmente ottenuto riconoscimento contro il femminicidio e la violenza di genere. Appoggiandosi alla Legge statale del 2007 sul “Derecho de las Mujeres a una Vida Libre de Violencia” , e grazie al sostegno di Luz Estela Castro, coordinatrice del locale Centro de Derechos Humanos de las Mujeres, l’ong ha ottenuto la convocazione della Commissione permanente del Congresso per discutere la petizione “Alerta de genero”, che chiede formalmente conto alle autorita’ di centinaia di femminicidi e sparizioni di ragazze e di donne rimasti senza colpevoli, e sollecita l’adozione di strumenti di prevenzione e giudiziari. … Leggi tutto

Regalo di Natale per le donne italiane

La condizione femminile in italia
colora_albero_di_natale_1.jpg picture by kikkazzHo letto oggi sul giornale che il femminicida che ammazzò Giovanna Reggiani lo scorso anno avrà uno sconto di pena a 29 anni. Morale della favole perchè “la vittima resisteva alla violenza”.
Fatemi capire in che paese viviamo perchè non l’ho capito.
Evidentemente per la nostra società uno che uccide una donna perchè non si fa stuprare merita un premio, perchè è evidente che in Italia patria che si riempie la bocca dicendo di tutelare le donne lo fa in realtà per ottenere voti (come dicevano dopo l’omicidio Reggiani) queste donne sono solo trattate come degli oggetti che se non adempiono al ruolo di donna che non si sottomette facilmente allo stupro chiunque è legittimato ad ucciderla. Una sorta di delitto d’onore contro l’orgoglio maschile. … Leggi tutto

Da grande voglio essere libera!

grandelibera Niscemi è la tappa di un mio viaggio. Il luogo dal quale sono partita e quello al quale ogni tanto sono obbligata a tornare.

Prima che morisse Lorena Cultraro, io e tante come me, ci siamo morte ammazzate mille volte. L’omicidio sociale non lascia una scia di sangue ma ti ferisce fino in fondo e le possibilità di guarire sono affidate solo a te.

Di posti come Niscemi ci si ammala. Di posti come Niscemi si può morire. Di posti come Niscemi si può rinascere.

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Si cantava nel corteo a Roma: “ma che ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia lu bastuni e tira fora li denti”?

Il video della manifestazione CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE svoltasi a Roma sabato 22 novembre

è su: … Leggi tutto

All’alba del 25 novembre in Italia: storie di donne e bambini

http://www.malnate.org/FESTIVITA/25novembre.jpg

Le storie-notizie che  seguono, le ho lette e trascritte a 24 finito, consumate in un giorno, in Italia. Il 25 novembre è dedicato a certe meravigliose farfalle , come le sorelle Mirabal: a quelle che sono morte e a quelle vive.

Doriana GoracciLe sorelle crebbero in Ojo de Agua a Salcedo, Repubblica Domenicana. Quando Trujillo (con l’appoggio degli Stati Uniti d’America) salì al potere, la loro famiglia (come molte altre nel paese) perse quasi totalmente i propri beni, prima nazionalizzati, poi incamerati direttamente dal dittatore nei suoi beni privati. Le sorelle animarono un movimento democratico chiamato 14 di Giugno, e lì conquistarono il soprannome di Farfalle. Furono incarcerate e turturate in varie occasioni, ma non abbandonarono mai la lotta contro la dittatura. Il 25 novembre del 1960 Trujillo inviò degli uomini ad intercettare la macchina su cui viaggiavano dopo aver visitato i mariti in prigione, le sorelle, totalmente disarmate, furono portate in una piantagione di canna da zucchero, pugnalate e strangolate. Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma la loro morte, causò grandi ripercussioni nell’opinione pubblica dominicana (nonostante la censura), molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l’assassino di Trujillo nel 1961.Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 54/134 con cui scelse la data del 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in omaggio alle sorelle Mirabal”.Wikipedia

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Sarebbe deceduto per soffocamento il neonato partorito a Otranto, in provincia di Lecce, da una badante rumena di 49 anni, e poi ritrovato dai carabinieri in un sacchetto. I carabinieri hanno arrestato la donna. Il cadavere e’ stato scoperto nell’abitazione del centro di Otranto, dove la donna, ora accusata di infanticidio, presta servizio. Il piccolo, del peso di 2,5 kg, era nato in mattinata. All’interno della bocca sono stati trovati alcuni pezzi di stoffa. I militari erano stati allertati nella tarda mattinata quando personale del 118, intervenuto per soccorrere la donna, colta da emorragia post-partum, non avevano trovato il feto. Le indagini hanno portato alla scoperta del corpicino in un sacchetto di plastica, riposto in un angolo della stanza da letto, occupata dalla rumena.

E’ morto all’ospedale Bufalini di Cesena Antonio Guidi, l’albergatore cinquantunenne di Cattolica (Rimini) che lunedì scorso si era sparato alla testa al termine di un dramma familiare in cui aveva ucciso con un fucile la moglie Loretta Mussoni, 48 anni, e aveva ferito non gravemente la figlia Valentina, di 28 anni. Lo ha reso noto l’Azienda Usl, precisando che il decesso dell’uomo è avvenuto ieri, per insufficienza cardiorespiratoria con arresto cardiaco, “dopo un improvviso aggravamento delle sue condizioni cliniche”.

Ha approfittato della sua amicizia con la famiglia della vittima per abusare sessualmente di un 11enne, promettendogli merendine o un euro a prestazione. Si tratta di un 31enne di un comune nel sud est  barese, arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Triggiano con l’accusa di atti sessuali con minorenni.A dare l’allarme è stata la madre dello stesso bimbo, che ha sorpreso l’uomo compiere l’atto proprio davanti ai suoi occhi nella stanza da letto del minore.

Un romano di 39 anni e’ stato arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Appia per ‘violenza sessuale aggravata’. L’uomo, gia’ con precedenti specifici, ha cercato di abusare di una donna di 82 anni. I Carabinieri, giunti nell’abitazione perche’ allertati al 112, sono riusciti a bloccarlo. Successive indagini hanno consentito di accertare che, negli ultimi mesi, gia’ altre due volte l’uomo aveva tentato di abusare della donna che, per pudore, non lo aveva mai denunciato. L’arrestato si trova ora nel carcere di Regina Coeli.

A Caltanisetta, per paura di restare disoccupato, un padre, ha permesso al datore di lavoro, un imprenditore agricolo di 83 anni, di abusare di suo figlio, un ragazzino appena adolescente. Temeva di perdere l’impiego e la stalla diroccata in cui l’anziano gli consentiva di vivere insieme alla famiglia. Un silenzio colpevole, quello del protagonista della vicenda, che, a dire del gip, pero’, sarebbe giustificato dallo ‘’stato di necessita”’. Per l’uomo, un bracciante di 40 anni, il pm che oggi ha arrestato il pedofilo, aveva chiesto la misura cautelare del divieto di dimora nelle campagne del Nisseno, teatro della vicenda.
E’ stato ucciso con una coltellata al torace un transessuale, forse di origini brasiliane, trovato morto all’alba dai carabinieri di Roma in via Ribes, in una zona periferica nel quadrante est della città. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli uomini del Nucleo operativo di via in Selci, l’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 4:30. La vittima dopo essere stata colpita si è trascinata a piedi per alcuni metri per poi crollare a terra prima di vita. Il transessuale era privo di borse ed effetti personali e questo fa supporre agli investigatori che l’aggressione posso essere stata la conseguenza di una rapina, anche se non escludono altre ipotesi.

Il Movimento sociale-Fiamma tricolore della Basilicata darà 1.500 euro ai genitori dei bambini che nasceranno nel 2009 in cinque comuni del Potentino dove vi sono poche centinaia di abitanti, a due condizioni: che il neonato si chiami Benito o Rachele e che il contributo sia utilizzato per l’acquisto della culla, di vestiti o di prodotti alimentari specifici per la prima infanzia. I cinque comuni interessati all’iniziativa del Ms-Ft sono Calvera, Carbone, Cersosimo, Fardella e San Paolo Albanese, fra i più piccoli della Basilicata. Il segretario regionale del partito, Vincenzo Mancusi, ha detto che l’iniziativa “non affronta il problema dello spopolamento della Basilicata, ma è un piccolo segnale di un piccolo partito. La Regione – ha aggiunto – potrebbe fare molto di più”. Secondo Mancusi, la Regione potrebbe assegnare 1.500 euro all’anno (prelevati dai diritti di sfruttamento dei giacimenti di petrolio lucani) a tutti i bimbi nati in Basilicata fino alla maggiore età, quando scatterebbe un bonus a loro favore di 50 mila euro. Alla domanda sul perché i neonati nei cinque comuni debbano chiamarsi Benito o Rachele per avere i 1.500 euro del Ms-Ft, Mancusi ha detto che “la scelta dei nomi è casuale. E poi – ha concluso – Benito o Rachele sono nomi belli come gli altri”.

Dal sito ufficiale di Mara Carfagna, ministro Pari Opportunità 2008

SICUREZZA DONNE: CARFAGNA ALLA PRESENTAZIONE DI “SCATOLA ROSA: PER AUTOMOBILISTE PIU’ SICURE”
 

Lunedì 24 novembre, alle ore 10.30, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale Sandro Salvati, e l’Ass. alle Politiche sociali del Comune di Milano Mariolina Moioli, presenteranno alla stampa il progetto “Scatola rosa: per automobiliste più sicure”. Il progetto ha l’obiettivo di offrire una maggiore sicurezza alle donne al volante e di rispondere ai rischi cui le donne guidatrici incorrono sulle strade: incidenti, guasti meccanici, aggressioni e atti di violenza.
Sala dell’Orologio – Palazzo Marino – P.za della Scala 2, Milano

 

Carfagna: ”L’Italia è in prima linea contro lo sfruttamento sessuale”

Casa di bambola con frattaglie

Casa di bambola con frattaglie

Era il 1879, quando il norvegese Henrik Ibsen, fece dire a Nora: “riflettere col mio cervello e rendermi chiaramente conto di tutte le cose”. Vidi Casa di bambola, alla Televisione, che era solo la  Rai:  il 1968. Come quell’anno, fu per me  un soffio straordinario di libertà e di vita, quanto se ne desidera oggi: dopo quasi 130 anni. Fa notizia e terribile notizia che  ci siano azioni squadriste, mafiose, intimidatrici che arrivano a firmare e far parlare, a forza di regolamenti di conti, la violenza, quella che in perfetto stile fascista, denunciano, operata dalle donne. Fanno notizia e terribile notizia che ancora si debba passare un sabato di novembre, il prossimo 22, a sfilare per le strade di Roma, a farsi fotografare e contare, ad annotare le presenze e le assenze per denunciare la violenza, sulle donne…E subito seguirà il 25 dello stesso mese,  un giorno in cui si lavora o si spera di trovarlo il lavoro, un’altra giornata dedicata alle donne colpite da femminicidio, nel mondo.Verranno scritti dei bei “pezzi”, sui giornali e i telegiornali, sarà una gara nel farlo. E si ripartirà il giorno successivo nella conta non più delle vive ma delle morte. E l’opinione pubblica è sconvolta dai dati sulle  autrici dei misfatti, del Macello, degli aborti non clandestini, di quelle che si oppongono a vendere mente e corpo, al miglior offerente, della Casa… … Leggi tutto

Femminicidi: Meredith Kercher e Giovanna Reggiani, se il colpevole è il negro o lo zingaro è più facile fare giustizia

Ieri Rudi Guede è stato condannato a trent’anni di carcere in quanto colpevole di stupro e assassinio di Meredith Kercher a Perugia. Parallelamente è stato chiesto l’ergastolo per Romulus Nicolae Mailat, con ogni probabilità stupratore e assassino di Giovanna Reggiani a Roma. Sono due crimini orribili e due condanne (se anche quella di Mailat sarà confermata) ineccepibili anche per gravità. Di sicuro l’esposizione mediatica ha in questi casi favorito una giustizia rapida e senza tergiversazioni ed evitato che le difese potessero attuare tattiche dilatorie.

Resta la considerazione, scomoda, che sia molto più facile far giustizia per un femminicidio in Italia quando il colpevole è un outsider, il negro o lo zingaro, e molto meno facile quando è un insider, un membro della comunità. Perciò vedremo (senza prevenzione) se sarà usato lo stesso metro per il ragazzo borghese difeso dall’avvocatessa e parlamentare di grido (Raffaele Sollecito e Giulia Buongiorno) o per la bella americanina (chissà perché usano il vezzeggiativo, come fidanzatini) Amanda Knox.

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Bajo Juarez – La Città che divora le sue figlie

videoLa struttura del documentario di Alejandra Sánchez e José Antonio Cordero riesce a trascendere la mera denuncia degli assassinii di donne a Ciudad Juárez delineando il quadro perverso delle complicità e dei fattori economici che concorrono ad aprire e farsi largo nella sottile ferita che disegna la mappa del Messico.   … Leggi tutto

Messico, Oaxaca, uccisa attivista statunitense

Marcella Salli Grace

Proprio stamane riflettevo su di un saggio di Anna Carola Freschi nel quale analizzava come di Oaxaca si è parlato quasi solo in Rete (con l’eccezione de La Stampa di Torino, ma ne scrissi io dal Messico).

In quel saggio Anna Carola, che insegna all’Università di Bergamo, ed è un’eccellente studiosa di Sociologia della Rete, disciplina che insegnerà nel nostro Master in Giornalismo partecipativo, dimostra come l’unica cosa che fosse interessata ai media mainstream, italiani e non, di una crisi politica con decine di morti, fosse stata l’uccisione di un cittadino statunitense. Altrimenti zero.

Adesso arriva l’atroce notizia, via Annalisa Melandri, di un femminicidio a Oaxaca con probabili risvolti politici. Rileggeremo il nome Oaxaca sui nostri giornali? Che pena (gc).

Annalisa Melandri

E’ stato ritrovato il 24 settembre  scorso, nello Stato di Oaxaca, Messico,  il corpo senza vita di Marcela Salli Grace Ellier, cittadina statunitense, 21 anni, attivista da tempo impegnata in quella zona in difesa dei diritti umani e in solidarietà delle donne vittime di violenze e persecuzioni politiche. Ultimamente si stava occupando dei prigionieri politici e delle donne, mogli, compagne, madri, sorelle, figlie dei detenuti e delle persone scomparse o assassinate.

Salli aveva raccontato poco tempo fa di aver ricevuto minacce di morte e di essere controllata per questa sua attività che svolgeva unicamente per spirito di solidarietà senza fini economici o politici.

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Si parlerà del femminicidio di Sofia Varela?

femminicidio Sofia Varela è una ragazza dell’Ecuador ammazzata ieri a Fano a martellate con ogni probabilità dal suo compagno, un odontoiatra italiano di 42 anni, Raffaele Caposiena, al momento piantonato in ospedale dopo un tentativo di suicidio.

La violenza è stata tale che l’assassino le ha completamente sfondato la scatola cranica. Se ne parlerà? Mi sbaglierò ma a giudicare dai primi GR del mattino la vita di Sofia non vale neanche una breve.

Las mujeres de Juárez

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