Friday 25 May 2012, 04:54

Gli articoli con tag: " Corruzione "

Le forze progressiste in America Latina godono del consenso popolare

In America Latina vincono e rivincono le forze progressiste. Le ultime elezioni in Bolivia ed Uruguay ci confermano questo. Le masse popolari, escluse ed umiliate nei decenni trascorsi dalle oligarchie servili, riprendono la parola. Il processo di cambiamento nell’ex continente desaparecido è in marcia.

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Colombia e Venezuela: amore e odio

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L’anniversario della vergogna e le prossime elezioni comunali


Scrivo in queste ultime ore della giornata, non ho potuto farlo prima, per ricordare la grande vergogna del 18 novembre 2007, quando il primo referendum propositivo della storia d’Italia fu boicottato – e fatto fallire – dalla campagna pressante dell’Union Valdôtaine, il partito di governo, che invitava pubblicamente i cittadini a restare a casa, a non andare a votare (un invito sconcertante da parte di un partito che dopo 30 anni ininterrotti alla guida della regione un po’ di senso delle istituzioni dovrebbe aver acquisito).

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Messico violento o Messico lindo y querido? Alcune verità su violenza e narcotraffico

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La violenza in Messico è uno dei temi più controversi e discussi da sempre e la dichiarazione di guerra al narcotraffico da parte del presidente della Repubblica Felipe Calderón, in carica dal dicembre 2006, ha diffuso internamente e all’estero l’immagine di un paese dove si muore molto facilmente e sulla stampa s’è affermata l’idea di una progressiva “colombianizzazione” di molte regioni del paese. Inoltre la familiarità con la morte, con le sue raffigurazioni e il suo culto in miriadi di forme ed espressioni diverse rappresentano elementi culturali molto vivi nell’identità messicana e nell’immaginario trasmesso all’estero. … Leggi tutto

Case Chiese Croci Crociate Comandamenti Cultura

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Mariastella Gelmini: L’università senza vocazione e l’(inedita) equità del mercato

beatagl3 In questo Primo piano proseguiamo la discussione sull’università, concentrando l’attenzione su alcuni (e prevalenti) presupposti delle proposte di policy correnti e sull’opportunità di riaprire su questo tema spazi per un contributo differente della sociologia.

In questa direzione può essere utile introdurre alcune considerazioni generali su quelle che potrebbero essere definite “mistificazioni ricorrenti” nel dibattito sullo stato di salute e sul destino dell’università italiana e quindi sulla necessità di recuperare strumenti di analisi propriamente sociologici.

Per esempio partendo da una concezione più sofisticata e realistica del mercato, in netto contrasto con la sua supposta neutralità da cui oggi viene fatto discendere anche un suo improbabile ruolo egualitarista e di giudice ‘neutrale’ della qualità.

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Contromafie 2009. L’Antimafia sono i giovani

ciotti “Stati Generali dell’Antimafia” è un’espressione altisonante e fa venire in mente strutture gerarchiche e ufficiali, motivo per cui suona quasi ironica e irriverente accostata all’esperienza che descrive in questo caso, che è stata declinata invece secondo le modalità orizzontali e informali proprie del movimento.

Proprio così, infatti, si autodefinisce CONTROMAFIE 2009, la variopinta e partecipatissima assemblea generale -svoltasi a Roma tra il 23 e il 25 ottobre 2009- di tutte le associazioni e le realtà di base presenti quotidianamente e concretamente sul campo, nel segno della costruzione di un’alternativa sociale alle mafie, alla corruzione, al business criminale e al potere colluso.

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Cile, clone di Berlusconi vicino alla presidenza

Si dice che ognuno di noi abbia, da qualche parte, almeno un gemello. Può darsi. In ogni caso tanto l’Italia quanto il Cile hanno trovato due di questi figli perduti nel momento della nascita, separati dalla nazionalità, ma uniti dal conflitto d’interesse e dalla concentrazione mediatica.

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Lo scudo fiscale e la scuola del tradimento

Lo scudo fiscale è stato approvato. Una manciata di voti è stata sufficiente per far passare una delle leggi più criminose di questo governo. Ma ciò che più sbalordisce è il fatto che se l’opposizione fosse stata al completo, questa legge non passava. 270 a favore, 250 contrari. Un’occasione persa. 22 deputati del PD e 6 dell’UDC assenti, hanno fatto sì che la destra, nonostante fosse sfavorita dalle molte assenze, licenziasse una legge-truffa. Queste assenze sono centrali, decisive, per leggere il livello di militanza politica contro questo governo complice degli evasori. La prova di questa impostura ideologica ce la fornisce il comportamento assunto dal PD (il maggior partito di “opposizione”) al momento di votare la pregiudiziale di incostituzionalità (29 settembre 2009) promossa dall’IDV. Alla camera erano presenti in tutto 485 deputati, per avere la maggioranza erano sufficienti 242 voti. Votanti 482, astenuti 3, a favore dello scudo 267, contro 215. E’ sbalorditiva l’assenza di ben 51 parlamentari del PD e 8 dell’UDC che ha determinato il fallimento della pregiudiziale di incostituzionalità. Adesso sono recidivi. Non hanno scusanti. A ciò si aggiunge pure la beffa mediatica. Urlano davanti ai microfoni dei giornalisti contro questo governo, dissimulando la loro irresponsabilità verso la società civile. Un livello di opposizione inesistente nei fatti, ma mediaticamente infarcito di parole urlate. Lacrime di coccodrillo davanti alle telecamere, assenteismo alla camera. Come leggere questo fenomeno? Se messo a fianco ad altri fenomeni analoghi, scopriamo un ruolo tutt’altro che oppositivo dell’opposizione.

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Dieci domande ad Umberto Bossi dal blog di Franca Rame

renzo-bossi 1) E’ vero, signor Bossi, che lei si rivolge affettuosamente a suo figlio Renzo chiamandolo "trota" e se sì perché?

2) Dopo aver lanciato su Facebook il gioco "Rimbalza il clandestino", suo figlio Renzo è stato nominato membro di un osservatorio dell’Expo di Milano. Attraverso quali canali di reclutamento e in ossequio a quali criteri suo figlio ha ottenuto tale nomina da 12mila euro al mese?

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Rielezione di Álvaro Uribe: come mai nessun giornale se ne preoccupa?

SantosUribePadilla Il Parlamento colombiano ha approvato martedì la legge che porterà ad un referendum col quale i colombiani decideranno se il Presidente Álvaro Uribe potrà ricandidarsi a Palazzo Nariño.

Chi scrive non è particolarmente turbato dall’idea che Uribe possa ricandidarsi (mi preoccupa di più che venga rieletto) se non che si potrebbe scrivere un intero tomo su irregolarità, brogli, violazioni del codice penale anche nella prima rielezione e sui voti comprati per permetterla che hanno portato in galera il corrotto ma non il corruttore.

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Innse: una vittoria che mina un sistema

Una fabbricaIl 70% degli italiani non avrebbe problemi ad accettare un invito a villa Certosa, rivela un sondaggio di Novella 2000. Può darsi che si tratti di un segnale positivo (il 30% del Paese è ancora sano, prova a consolarsi sulla Stampa Massimo Gramellini), ma a me sembra piuttosto l’indice di una questione irrisolta, tanto semplice e vecchia da apparire noiosa.

Cioè che in base al solito conflitto di interessi, il papi-padrone del governo è anche il papi-padrone del servizio televisivo italiano (Murdoch e pochissimo altro a parte); un’arma di distrazione di massa che – appunto – distrae le masse, fino a rendere credibile il messaggio che in queste ultime settimane siamo stati spettatori di una semplice vicenda di corna (iterate, certo, magari spiacevoli, ma corna, da commedia all’italiana), cui mette fine lo stesso presidente del consiglio, riconoscendosi colpevole («Non sono un santo») per ribadire, allo stesso tempo, di non avere nulla di cui rimproverarsi.

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Brasile: il boomerang anti-Lula in fronte alle élite

luladrousseff Da parte dell’élite brasiliana, c´è una grande voglia di fare fuori Lula ed il corso politico da lui inaugurato nel 2003, quando finalmente – dopo 4 tentativi in 13 anni di “democrazia” – il Brasile si è dato un governo innegabilmente più popolare.

Nel 2010 ci saranno nuove elezioni, alle quali Lula in persona non potrà candidarsi (perché già eletto due volte di seguito), ma il blocco politico attualmente egemone – formato dal Partito dei Lavoratori (PT) e altre formazioni di centro – ha già lanciato una sua candidatura, una donna: l´attuale Ministro degli Interni, Dilma Russef (insieme al presidente nella foto).

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Amazzonia, Perù, indigeni. Intervista a Francisco Soberón direttore dell’APRODEH

Francisco SoberonE’ trascorso ormai più di un mese dalla violenta repressione nell’Amazzonia peruviana con la quale il governo di Alan García ha posto fine alla protesta organizzata del movimento indigeno e di ampi settori della società che chiedevano la revoca di alcuni decreti legislativi che minavano profondamente la sovranità indigena su quel territorio ma soprattutto la protezione di uno degli ecosistemi più importanti del pianeta. Al termine di una settimana di scontri violenti che hanno lasciato un saldo di circa 50 morti tra civili e membri di polizia, un numero considerevole di feriti e alcuni casi di persone scomparse, il Congresso ha ritirato due dei decreti legislativi oggetto di contestazione.

Si è parlato di vittoria del movimento indigeno, tuttavia resta da far chiarezza sulla sospensione dello Stato di diritto che si è verificata in quei giorni e che ha portato a gravi violazioni dei diritti umani da parte del Governo. Solo da questo si può partire per un dialogo costruttivo tra le parti che al momento è sospeso. Come ci racconta Francisco Soberón, direttore dell’Asociación Pro Derechos Humanos (APRODEH) del Perú, nominato insieme ad altri 50 difensori dei Diritti Umani “che stanno cambiando il mondo” da Terry Kennedy Cuomo nel suo libro dal titolo “Dire la verità al potere” edito da Random House nel 2000.

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Berlusconi e Prostituzione. Tutto fa brodo in quest’Italia che fa proprio pena

Il gruppo “l’Espresso” si oppone a Silvio Berlusconi moltissimo sul meretricio, meno sul conflitto d’interessi, poco sulla corruzione e niente sulle scelte politiche.

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