Thursday 09 February 2012, 08:12

Gli articoli con tag: " Chicago boys "

Speciale Bolivia 1: appunti per un bilancio sul governo (riformista) dei movimenti sociali

bolivia-manifestacao Il primo quadriennio di Evo Morales al governo della Bolivia ha coniugato il massimo dell’utopia al massimo del pragmatismo. A smentire tutti i paradigmi neoliberali la nazionalizzazione del settore estrattivo ha sottratto alle multinazionali la parte iniqua dei guadagni ed è servito a mettere in moto un processo di perequazione sociale finora coniugato con le esigenze di un bilancio dello stato oggi molto più brillante che all’epoca dei Chicago boys.

Tutto ciò è stato fatto cambiando (o iniziando a cambiare) lo Stato con la nuova Costituzione plurinazionale che restituisce la piena cittadinanza alla maggioranza indigena e accrescendo sempre più un consenso che assume tratti egemonici. D’altra parte, e causa qualche preoccupazione, il MAS mostra segnali di trasformarsi in un “catch all party” che supera la propria base per strizzare l’occhio a frammenti non proprio presentabili dell’opposizione.

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C’erano una volta i Chicago Boys

Ricordate i Chicago boys? Erano un gruppo di economisti cileni, oppositori di Allende, formatisi all’Università di Chicago e poi divenuti consulenti di Pinochet. Sono stati gli architetti del modello capitalista e competitivo imposto a punta di baionetta dalla Dittatura e poi, per tanti anni, additato come “faro di salvezza” per tutta l’America Latina dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali (Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale) e da una pletora di economisti cresciuti nel dogma del mercato. … Leggi tutto

Banco del Sur, un passo decisivo per l’integrazione latinoamericana

banco_del_sur Domenica è stato fondato a Buenos Aires il Banco del Sur, Banco del Sud. Dopo un anno di negoziati, ne sono paesi fondatori il Brasile, l’Argentina, il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia, il Paraguay e l’Uruguay, che insieme raccolgono i tre quarti della popolazione del Sud America, 284 dei 375 milioni di abitanti. Restano fuori solo Cile, Perù e Colombia, i paesi della costa pacifica che ancora guardano a Washington. Lula da Silva, Hugo Chávez e Nestor Kirchner (che ha voluto far coincidere il raggiungimento di questo risultato con la conclusione del suo mandato presidenziale), sono i padri in quello che si profila come un passaggio decisivo verso l’integrazione latinoamericana.

Il Banco del Sur, che avrà come sede principale Caracas, fu proposto dal presidente venezuelano Hugo Chávez alla fine del 2004 (ne parlò a chi scrive in questa intervista) e fu accolto da

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Repressione buona a Santiago: 760 arresti. Fosse successo a Caracas…

Le ultime notizie da Santiago parlano di 760 arresti e di una repressione durissima (nella foto la Plaza Italia). E’ questa la risposta del governo ‘socialista’ di Michelle Bachelet, alla grande manifestazione nazionale convocata dalla Central Unica de Trabajadores (CUT). La manifestazione è stata convocata esplicitamente contro il modello economico neoliberale, imposto con la dittatura di Augusto Pinochet, continuato in democrazia e lasciato intatto da Michelle Bachelet, una ex- … Leggi tutto

Amarcord latinoamericano: i neoliberali vintage si ritrovano in Costa Rica

“L’America Latina si sta lasciando alle spalle il XXI secolo e sta camminando all’indietro”. Ad affermarlo, molto contrito, citando niente di meno che Paul Valery, è Julio María Sanguinetti. “Certo -si unisce nella preoccupazione Fernando Enrique Cardoso- l’intero continente oggi è vittima di pericolose utopie regressive”.

Ad applaudirli, tra gli altri, (nella foto in ordine dopo Cardoso), Álvaro Uribe, Óscar Arias, Julio María Sanguinetti stesso e Ricardo Lagos oltre ad altri dinosauri della politica come l’ex-capo del governo socialista spagnolo, Felipe González.

Uribe e Arias, sono gli unici due in servizio permanente effettivo. Uribe, presidente colombiano, è il … Leggi tutto

Pinochet, il sadico che spense la primavera

Oggi è un giorno triste per la storia del Cile e soprattutto per la giustizia cilena. Il più grande criminale nella storia di quel paese e forse dell’intera America Latina, Augusto Pinochet Ugarte, è morto nel suo letto. Per i 3.500 desaparecidos, per le decine di migliaia di torturati e prigionieri politici, per il mezzo milione di esiliati non ci sarà mai giustizia.

In un conato di dignità il governo concertazionista, che pure ne ha discusso per tempo spaccandosi, ha annunciato che non ci sarà né lutto nazionale né funerale di stato. Con quello che passa il convento nel Cile del 2006, tiriamo un sospiro di sollievo e restiamo quasi stupiti per la buona novella.

Pinochet il sadico, quello che ordinava di torturare infilando topi nelle vagine delle prigioniere politiche, è morto nel suo letto senza essere mai stato neanche per un’ora in carcere.

Pinochet il traditore, che si finse fedele al Presidente Salvador Allende fino all’ultimo istante, è morto con qualche vescovone che gli impartiva i sacramenti.

Pinochet il ladro, forse solo Francisco Franco e Ferdinando Marcos rubarono come lui, che faceva girare su oltre cento conti correnti statunitensi le centinaia di milioni che sottraeva a … Leggi tutto

Pinochet, el sádico que apagó la primavera

Hoy es un día triste para la historia de Chile y de la justicia chilena. El más grande criminal en la historia del país y quizás de toda América Latina, Augusto Pinochet Ugarte, se murió en su cama. Para los 3.500 desaparecidos, las decenas de miles de torturados, para el medio millón de exiliados, nunca habrá justicia.

En un sobresalto de dignidad el gobierno concertacionista, que lo discutió durante tiempo dividiéndose, anunció que no habrá duelo nacional ni funeral de estado. Con lo que pasa en Chile en 2006, hasta uno queda sorprendido por la buena noticia.

Pinochet el sádico, el que ordenaba torturar insertando ratones en las vaginas de las presas políticas ha muerto en su cama sin haber estado ni una hora en la cárcel.

Pinochet el traidor, que se fingió fiel al Presidente Salvador Allende hasta … Leggi tutto

TG1 Rai: a me Gianni Riotta non mi piace

A Pechino Romano Prodi glissa le domande su Telecom ma riesce a dire: “Gianni Riotta piace a tutti”; come la Coca-Cola o Papa Wojtyla. A me invece Gianni Riotta non piace.

Non piace perché non mi piace la costruzione a tavolino di carriere fatta sulla supinità al potere supremo, dei soldi e dell’atlantismo, le uniche due entità che danno davvero legittimità nella nostra società. E se “fanno tutti così”, peggio. Gianni Riotta, denuncio, ha costruito la sua carriera ed è oggi diventato direttore del TG1, per un solo merito: per l’ossessiva riproposizione dell’assioma che … Leggi tutto

La squatter Bachelet in un Cile che non esiste

Nessuna sorpresa nel primo turno delle presidenziali cilene. Michelle Bachelet, (nella foto, da pronunciare per favore Micelle Bacelet e non alla francese) candidata della Concertazione che governerà il Cile da qui all’eternità, ha stravinto.

Ha stravinto anche se andrà al ballottaggio tra quattro settimane contro il berluschino Sebastián Piñera, padrone di mezzo paese. Questo ha eliminato per un pugno di voti il figlioccio di Augusto Pinochet Joaquín Lavín. Bachelet ha avuto il 46% dei voti, Piñera il 25%, Lavín il 23%.

Meno buono delle attese il risultato dell’unico candidato della sinistra … Leggi tutto