Friday 25 May 2012, 04:42

Gli articoli con tag: " Caracas "

Che vergogna! Lula incontra oggi Ahmadinejad a Brasilia!

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Istruzione, Gelmini e socialismo…

Verso la fine del diciannovesimo secolo Jose Martì, il rivoluzionario che sarebbe divenuto l’eroe nazionale di Cuba, scrisse che “essere istruiti è l’unico modo per essere liberi” e che “tutti gli uomini devono coltivare la propria intelligenza per rispettare così se stessi e il mondo”, perché “il popolo più felice è quello che ha istruito meglio i suoi bambini”.

Parole importanti, che vale la pena di ricordare.

Parole su cui riflettere, alla luce di alcuni dati degli ultimi anni.

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Caro Giuseppe Giulietti, sul Venezuela sbagli

hugo-chavez-02 Caro Giuseppe Giulietti,

leggo un tuo duro attacco contro il governo venezuelano dalle pagine di “Articolo 21”, associazione nelle finalità della quale mi riconosco pienamente. La stima che ho per te mi fa scorgere il fumo del “sentito dire” e il condizionamento del continuo inquinamento delle fonti operato dal mainstream.

giulietti-giuseppe Il Venezuela è un laboratorio mediatico senza pari al mondo. Come tutti i governi integrazionisti latinoamericani ha dovuto fronteggiare, inizialmente senza strumenti legislativi, un irriducibile “latifondo informativo commerciale”, contrario spesso in maniera eversiva ai governi di centro-sinistra. Tale latifondo considera (strumentalmente) ogni possibile democratizzazione del sistema mediatico come un attacco all’unica libertà d’espressione che ha a cuore, la propria.

In questo contesto la demonizzazione sempre più marcata dei processi politici latinoamericani, e in particolare quello venezuelano vede inoltre sempre più spesso accostare il presidente Hugo Chávez a Silvio Berlusconi, dipinti come due autocrati accomunati dalla smania di controllare i media. Tale accostamento è diffamatorio per il governante bolivariano. Semmai è vero il contrario: Chávez è massacrato da anni da un sistema mediatico di stile berlusconiano per squallore morale, potere economico e pervicacia della disinformazione.

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Honduras: nessuno si commuove

3702_BnMainFeaUn manifestante democratico ferito dall’esercito golpista chiede aiuto nelle strade di San Pedro Sula dove ieri ci sono stati 19 arresti e 42 feriti. Non è una studente iraniano o un figlio di papà di un’Università per ricchi di Caracas e allora i grandi media internazionali scelgono semplicemente di ignorare immagini che, se fossero funzionali ai loro disegni, farebbero girare in tutto il mondo.

Moratinos e le più grandi imprese spagnole a Caracas a fare affari

NAC_NAC_web_14 Miguel Ángel Moratinos, Ministro degli Esteri spagnolo, parte domani per una visita di Stato a Caracas che poi proseguirà a Brasilia. Si incontrerà con il presidente Hugo Chávez (nella foto un incontro precedente) e sarà accompagnato da uno stuolo di imprenditori e alti dirigenti delle maggiori imprese spagnole, tra le quali Repsol, Banco Santander, BBVA, Telefónica, Navantia, Casa, Mapfre, CAF, Alstom, Iberdrola, Técnicas Reunidas, Telvent, Mapfre, Iberia e Rodman Polyships.

Un viaggio del genere smentisce il mantra neoliberale (cantilenato da anni dai media mainstream) che nei paesi integrazionisti non esista la “sicurezza giuridica per fare affari” dovuta alla politica di nazionalizzazioni di imprese strategiche (sempre dietro compensazioni economiche). La realtà è esattamente opposta: anche laddove il neoliberismo non è più il signore assoluto, l’America latina continua ad essere una fantastica opportunità per l’economia mondo.

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La dittatura in Honduras minaccia i venezuelani ed espelle tutta l’Ambasciata

Il governo golpista honduregno presieduto da Roberto Micheletti lancia un ulteriore segnale sinistro: dà 72 ore a tutta il personale diplomatico venezuelano per abbandonare il paese.

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Venezuela: il fronte sempre caldo della disinformazione

Mi è stato segnalato questo articolo della Bbc del 10.7.2009, Venezuela imposes new media curbs. Curbs: imbrigliamento. Nell’articolo viene denunciato un attacco di Chavez alla libertà di stampa. L’articolo, che riporta unicamente i commenti delle opposizioni a Chavez, scrive che i canali Tv satellitari e via cavo considerati nazionali dovranno trasmettere i discorsi del presidente Chavez. Infine, ricordando quanto avvenuto a Rctv, scrive che questa legge sarà applicata a dozzine di enti televisivi internazionali.

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Honduras, l’isola dei famosi, la normalizzazione del silenzio e degli squadroni della morte

Foto Giorgio Trucchi Si sono spente le luci e se ne va perfino l’ “Isola dei famosi” dall’Honduras mentre si rafforza la resistenza popolare (nella foto di Giorgio Trucchi), si espellono i giornalisti e la diplomazia si impantana in trattative che convengono solo ai golpisti.

Roberto Micheletti, il dittatore di Bergamo alta che ripartendo dal Costa Rica ha dichiarato di aver bisogno di qualche giorno di riposo, intanto manda i suoi squadroni della morte ad ammazzare il sindacalista Róger Bados e fa un’offerta irricevibile al presidente legittimo Mel Zelaya: vieni, consegnati, ti processiamo e poi ti amnistiamo. Buonasera!

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Iran e Usa. Where is democracy?

"Where is my vote?". In questi giorni centinaia di migliaia di cittadini iraniani sono scesi in piazza, in Iran come nel resto del mondo, per chiedere "dove sono finiti" i loro voti che, secondo il Governo di Teheran, non sono riusciti ad impedire una vittoria a valanga del Presidente in carica Ahmadinejad alle presidenziali di venerdì scorso.
A voler essere cinici, senza lasciarsi influenzare dall’onda emotiva che sta scuotendo il paese mediorientale, si potrebbe ricercare la risposta in un’intervista rilasciata pochissimi giorni fa da Ken Ballen e Patrick Doherty, sondaggisti di un’organizzazione americana finanziata dal Rockfeller Brothers Found che aveva previsto una larga vittoria di Ahmadinejad, dato, sempre secondo questo sondaggio, molto avanti in tutte le provincie del Paese.

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Le Lewinsky dell’Imperialismo

Alle ultime provocazioni di Mario Vargas Llosa, la più grande delle Lewinsky che l’imperialismo tenga sotto di sé, e quando dico “sotto” chi ha orecchie per intendere intenda, ha già risposto Gennaro Carotenuto. Ma se Giornalismo Partecipativoe le penne migliori di questo paese, di fronte al gioco sporco degli infami non sanno far altro che difendersi, il marxismo, con la spavalderia che lo contraddistingue, partecipa solo a patto di poter andare all’attacco e di non scendere sullo stesso piano infantile della stampa padronale. Innanzitutto chiariamo una volta per tutte chi sia Mario Vargas Llosa: partito da una cellula comunista di Lima, passa presto dal marxismo al radicalismo della democrazia cattolica peruviana, per approdare, a rimbambimento concluso, all’estrema destra. … Leggi tutto

Perù-Venezuela. Stranezze della libertà d’espressione

15210_1 Un giorno sì e l’altro pure i nostri media si dicono preoccupati per la libertà di espressione in Venezuela. Per mesi hanno seguito con trepidazione la vicenda di una televisione, RCTV, che, nonostante abbia attivamente partecipato ad un colpo di Stato, quello dell’11 aprile 2002, ha trasmesso liberamente fino alla naturale scadenza della licenza.

Da settimane riportano compitando le parole dello scrittore ultraliberale peruviano Mario Vargas Llosa che va a Caracas a stracciarsi le vesti per dire (va da sé liberamente) che a Caracas non c’è libertà di espressione. Eppure chissà cosa farebbe Silvio Berlusconi se fosse nelle scarpe di Hugo Chávez e avesse a che fare con i media dell’opposizione venezuelana che dal 1998 in avanti disegnano il Presidente come un novello Hitler con tanto di baffetti senza che questo (o dimostrate il contrario) abbia mai mosso un dito.

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Golpisti di tutto il mondo unitevi a Caracas

968_80_1220887145_mercenari Questo fine settimana Caracas, dove secondo alcuni non vi sarebbe libertà di espressione, vede la riunione di alcuni dei più sinistri rappresentanti delle destre golpiste e del fondamentalismo neoliberale in America latina finanziato dagli Stati Uniti.

Ci saranno Mario Vargas Llosa, Carlos Alberto Montaner, il boliviano “Tuto” Quiroga e tanti altri amici.

Tutta bella gente con auto di lusso e conti in banca a molti zeri con un solo obiettivo: screditare, diffamare, sabotare, destabilizzare e liberarsi infine dei governi democratici latinoamericani, a partire da quello di Hugo Chávez.

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La prensa aceitada

La influencia de Estados Unidos en algunos medios de comunicación latinoamericanos y, particularmente, entre algunos periodistas de la región no es un asunto meramente ideológico: a veces es un asunto de dinero. … Leggi tutto

“La Repubblica” e il voto degli indiani

Quando becco con le mani nella marmellata un disinformatore di professione, un Omero Ciai, un Rocco Cotroneo, e le varie sfumature tra il prezzolato di stanza a Miami e il precario incatenato al desk che scrive bestialità per cialtroneria, ignoranza, fretta, mi domando sempre cosa accade quando leggo articoli su quel 99% di temi sui quali non ho una competenza specifica e costantemente aggiornata. Probabilmente subisco, subiamo, la disinformazione del mainstream più o meno come uno spettatore del TG4.

Non so se posso definire amico Nello del Gatto, Indonapoletano, corrispondente dell’ANSA dall’India, ma sicuramente ho da tempo una grande simpatia e stima per lui. Simpatia e stima trasformatasi in boato di entusiasmo quando ho letto il post che segue che mi ha ricordato questa storia venezuelana (gc).

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Disastrosa Alitalia

Tra quanto i contribuenti italiani dovranno ricominciare a rimettere soldi nel miracolo berlusconiano della nuova Alitalia? (gc)

Questa è la storia di un viaggio di ritorno Alitalia, Caracas-Roma. Ma è soprattutto un dettaglio per capire perché Alitalia è fallita, nonostante voli internazionali e aeroporti si moltiplichino ovunque. Concentratevi e leggete.

Il 3 dicembre compro un biglietto Alitalia (13 febbraio andata) con volo di ritorno 10 aprile, ore 18:50.

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