di f.caprini, lunedì 30 novembre 2009, 23:51
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Pianeta Terra
Dall’America latina all’Europa, i protagonisti delle battaglie internazionali in difesa dell’ acqua per una serie di incontri e conferenze:
Dalla Bolivia Oscar Olivera, dal Messico Raquel Gutierrez, dall’Irlanda John Holloway, dall’Italia padre Alex Zanotelli.
Testimonianze e confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua, che attorno a sé riassume le contraddizioni della nostra epoca, ispirando la creazione di nuovi orizzonti possibili. Un evento tanto più significativo, nell’Italia che privatizza l’acqua.
Verrà presentato il libro “La Rivoluzione dell’Acqua – La Bolivia che ha cambiato il mondo” [ed. Carta – a cura di Yaku], sulla Guerra dell’Acqua di Cochabamba di cui cadono i dieci anni. Insieme agli autori, Oscar Olivera e Raquel Gutierrez e la partecipazione di John Holloway.
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di Marco Calvanella, venerdì 27 novembre 2009, 17:04
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Dialoghi
Due o tre giorni fa ho sentito un altro appello del Papa verso gli artisti. In pratica li chiamava a lavorare per la Chiesa Cattolica.
C’è stato un precedente con Papa Woitila quando ho cominciato la mia attività decennale di artista. Disse in televisione che la Chiesa Cattolica aveva bisogno di artisti.
Mi andai subito a proporre come uno che ha idee proprie ma realizza anche le esigenze del committente fedelmente. Purtroppo localmente cascarono tutti dalle nuvole. Non sapevano dell’appello.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 25 novembre 2009, 17:12
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America latina, Pianeta Terra, Primo piano
I trinariciuti d’ogni risma in genere sventolano la lotta all’analfabetismo come fosse un risultato. Sai che ci vuole… ma ai trinariciuti venezuelani non è bastato insegnare a scrivere quattro parole a due nonnette. Ma è il merito, l’alta formazione, l’eccellenza quella che conta. E lì, i trinariciuti non sanno che dire salvo che un insulso bla bla bla sull’investire in ricerca, educazione… Ma lì ci vuol altro Contessa!
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di Silvio Favari, venerdì 20 novembre 2009, 11:15
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Dialoghi
Tim De Cristopher è un ragazzo di Pittsburgh di 27 anni, laureando in Economia all’Università dello Utah e convinto ambientalista.
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di Doriana Goracci, venerdì 13 novembre 2009, 10:09
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Dialoghi

La notizia del 12 novembre in ambiente cosiddetto pacifista e nonviolento è che Turi Vaccaro, il “pellegrino di pace ” che noi tutti conosciamo…” Ma chi lo conosce? E non mi meraviglia. Oggi ero in un negozio del mio paese e si parlava di una Serata romana che ci sarà domani in ricordo di Gabriella Ferri, la maggior parte delle giovani che ci lavoravano, non sapevano chi fosse. Sforziamoci un attimo e immaginiamo chi dovrebbe conoscere Turi Vaccaro e perchè e da quali canali. Detto questo, passo a spiegarlo se avete voglia di sapere, perchè il caso è esilarante nella sua drammaticità. Ma che cosa è successo? In un video di you tube si apprende che ” noto pacifista Turi Vaccaro e la signora Agnese di Vicenza entrano nel cantiere del Dal Molin per piantare simbolicamente dei semi. Vengono fermati e trattenuti prima al Dal Molin e poi alla Ederle. Agnese verrà rilasciata nella notte, mentre Turi viene trattenuto in stato di arresto”.
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di Zag, domenica 8 novembre 2009, 16:33
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Dialoghi

Il tutto è incominciato con la campagna d’estate promossa dai radicali e la "visita" delle carceri da parte dei parlamentari. Tutti insieme e tutti appassionatamente. Anche allora ci fu un coro unanime sia dalla costola di sinistra sia dal centro della destra che stigmatizzava le condizioni delle carceri , che queste erano sopra affolate, e della vita inumana a cui erano sottoposti i carcerati. Ci fu persino qualcuno che , prese tanto a cuore la questione, che senza aver visitato un solo carcere parlò delle condizioni dei bimbi che vivevano affianco alle mamme carcerate.
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di Doriana Goracci, domenica 8 novembre 2009, 14:27
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di Anna Carola Freschi, venerdì 6 novembre 2009, 16:05
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Italia
In questo Primo piano proseguiamo la discussione sull’università, concentrando l’attenzione su alcuni (e prevalenti) presupposti delle proposte di policy correnti e sull’opportunità di riaprire su questo tema spazi per un contributo differente della sociologia.
In questa direzione può essere utile introdurre alcune considerazioni generali su quelle che potrebbero essere definite “mistificazioni ricorrenti” nel dibattito sullo stato di salute e sul destino dell’università italiana e quindi sulla necessità di recuperare strumenti di analisi propriamente sociologici.
Per esempio partendo da una concezione più sofisticata e realistica del mercato, in netto contrasto con la sua supposta neutralità da cui oggi viene fatto discendere anche un suo improbabile ruolo egualitarista e di giudice ‘neutrale’ della qualità.
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di Silvio Favari, giovedì 5 novembre 2009, 07:54
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Pianeta Terra
Ricordo la notizia piombatami addosso tra un boccone e l’altro durante un tranquillo pranzo in famiglia. Ricordo la terribile sensazione, nei pochi istanti in cui riuscii ad immedesimarmi con le vittime di quel terribile disastro. Ricordo di essermi immedesimato anche con i parassiti o gli insetti, quelli che normalmente sono le vittime predestinate di quei veleni, e con quegli esseri umani che in quei momenti mi apparivano come insetti, pidocchi, morti o feriti a morte, uccisi da qualcosa di troppo forte, di anonimo, racchiuso in un freddo nome di società per azioni UNION CARBIDE. Ricordo l’orrore prodotto in me dal semplice ascolto di quelle due parole UNION CARBIDE che ancora oggi suscitano in me più di un brivido.
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di Mario Badino, giovedì 5 novembre 2009, 07:40
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Dialoghi
Niente crocifisso in classe.
A seguito di un ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme (Padova), la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l’esposizione del crocifisso in classe «è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione». Parole interamente condivisibili, a patto di aver interiorizzato il principio democratico che sostiene l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Non stupisce, perciò, che il governo italiano abbia immediatamente presentato ricorso contro la sentenza, né che il nuovo leader del principale partito d’opposizione (ah ah), quello che non aveva avuto paura di pronunciare la parola «sinistra» in campagna elettorale, si sia affrettato a dichiarare che il crocifisso «non offende nessuno». Come se fosse questa la questione.
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di Giampaolo Paticchio, lunedì 2 novembre 2009, 20:21
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Italia
“Stati Generali dell’Antimafia” è un’espressione altisonante e fa venire in mente strutture gerarchiche e ufficiali, motivo per cui suona quasi ironica e irriverente accostata all’esperienza che descrive in questo caso, che è stata declinata invece secondo le modalità orizzontali e informali proprie del movimento.
Proprio così, infatti, si autodefinisce CONTROMAFIE 2009, la variopinta e partecipatissima assemblea generale -svoltasi a Roma tra il 23 e il 25 ottobre 2009- di tutte le associazioni e le realtà di base presenti quotidianamente e concretamente sul campo, nel segno della costruzione di un’alternativa sociale alle mafie, alla corruzione, al business criminale e al potere colluso.
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di Silvio Favari, giovedì 29 ottobre 2009, 20:36
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Dialoghi
Sabato 17 ottobre.
Giornata di manifestazioni. Si comincia presto, alle 10 di mattina, quando si forma il corteo ad Albano Laziale, l’ennesima manifestazione pubblica (www.noinceneritorealbano.it) contro la costruzione del mega- gassificatore (inceneritore) nei dintorni della cittadina dei castelli romani, che già ospita la grande discarica di Roncigliano. Si dirà: castelli romani, ma non erano conosciuti per la buona aria di collina, il vino, il cibo della tradizione? Evidentemente nei palazzi del potere regionale non solo non la pensano così e non solo non si cerca di porre freno alle devastazioni (speculazione edilizia selvaggia, crisi idrica gravissima) della zona, ma si pensa di costruirvi uno dei più grandi impianti in Italia per la combustione dei rifiuti. Un’opera sbagliata in sé. Inutile, costosa e dannosa. Inutile perché non eliminerà la necessità della discarica, che continuerà a costituire il problema centrale della gestione dei rifiuti; costosa perché sarà finanziata coi nostri soldi (mediante percentuale sulle bollette elettriche pagate da tutti i cittadini, salvo poi lasciarne la gestione ai privati ed ai loro esclusivi interessi di profitto); dannosa perché sono più che comprovati gli effetti nocivi per la salute e per l’ecosistema di questi impianti (v. dissesto idrico della zona); ed infine superata, vecchia, obsoleta, considerato che in paesi tecnologicamente ed ecologicamente più avanzati del nostro (es. Germania) stanno chiudendo proprio impianti come quello che vorrebbero rifilarci qui ai Castelli romani.
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di Mario Badino, mercoledì 7 ottobre 2009, 21:03
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Dialoghi
Domenica (4 ottobre), prenderà il via la terza marcia «Sulle orme di San Grato» (ritrovo alle ore 9 nel piazzale della chiesa di Issime, nella valle di Gressoney, Aosta). Si tratta di una passeggiata facile (2 ore a salire, frequenti le tappe; un’ora e mezza a scendere), per protestare contro il progetto di «urbanizzazione» dell’omonimo vallone, una zona importantissima per le ricchezze naturali, ma anche per il suo valore storico e culturale: quassù vivevano, un tempo, quelle popolazioni Walser, di origine germanica, che in epoche antiche si sono stabilite in Valle d’Aosta, portando la propria cultura e la propria lingua, il töitschu, ancora oggi vivo in varie località.
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di Mattia Nesti, mercoledì 7 ottobre 2009, 20:55
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Dialoghi
In vista dell’appuntamento di domani, 3 Ottobre, per la libertà d’informazione, con la manifestazione indetta dalla FNSI (alle 16.00 in Piazza del Popolo a Roma; per chi volesse conviene arrivare un’ora prima, a Piazza della Repubblica, per partecipare anche al corteo dei precari, che hanno sicuramente bisogno d’aiuto più di "Repubblica), potrebbe essere utile riflettere non solo sulla "libertà" ma anche sulla "verità" dell’informazione.
Lungi da me l’intenzione di usare questo spazio per autoeleggermi a "censor maximus" sulla veridicità o meno delle notizie e delle opinioni (cosa peraltro molto alla moda, soprattutto per Berlusconi, Scajola, la Gelmini e gli altri compagni di merende), vorrei solo riportare alcuni dati sui temi all’ordine del giorno nelle ultime settimane.
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di Mario Badino, giovedì 1 ottobre 2009, 22:17
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Dialoghi
Quando muore un italiano a Kabul bisogna piangere e osservare il consueto minuto di silenzio. Io rispetto la vita dei “nostri” soldati in Afghanistan, come anche il dolore delle famiglie, e ho davanti agli occhi quel bambino con il basco rosso in testa che aspetta il padre all’aeroporto. Ma queste tragedie “casalinghe” non possono cancellare dagli schermi e dai cuori le altre vittime, quelle che mietono, tutti i giorni, le bombe della coalizione di cui l’Italia fa parte. Bombe che cadono dal cielo attraverso azioni ufficialmente mirate, chirurgiche, che si rivelano, nei fatti, inevitabilmente mortali per le tante «vittime collaterali».
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