Friday 25 May 2012, 03:33

Categoria: Dialoghi

Vivisezione: l’olocausto degli innocenti

"Di tutti i crimini neri che l’uomo commette contro Dio e il Creato, la vivisezione è il più nero!"
(Mahatma Gandhi)

QUANDO IL "SONNO DELLA SCIENZA" GENERA MOSTRI…

"Il sonno della ragione generare mostri", ci insegnano di dipinti di Francisco Goya…
Ma il "sonno della scienza", in particolare, è in grado di generare mostri ancor peggiori!

Uno di questi è senza dubbio la "vivisezione", un brutale rituale che le principali riviste scientifiche mondiali (tra cui "Nature") definiscono apertamente "cattiva scienza”: un "olocausto silenzioso" quotidianamente perpetuato in oscuri "laboratori della morte" dove "macellai" (che amano definirsi scienziati…) commettono "crimini impuniti" a danno di milioni di animali innocenti e indifesi, "barbaramente" e "inutilmente" sacrificati sull’altare ormai sconsacrato della scienza!

Ma può definirsi "scienza" quello che ha tutto l’aspetto di essere una "vergogna per l’umanità"?!
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SOMMARIO:

1- COS’E’ LA "VIVISEZIONE"?

2- QUANDO NASCE LA VIVISEZIONE?

3- QUALI SONO LE PRINCIPALI "VITTIME" DELLA VIVISEZIONE?

4- QUALI SONO I "NUMERI" DELLA VIVISEZIONE?

5- PERCHE’ LA VIVISEZIONE E’ UNA "VERGOGNA PER L’UMANITA’" E UNA "SCONFITTA PER LA SCIENZA"?

I- Perché "ANTIETICA";
II- Perché "ANTISCIENTIFICA";
III- Perché "ANTIECONOMICA"!

6- LA NUOVA DIRETTIVA UE SULLA VIVISEZIONE:

I- I punti più "controversi" della nuova direttiva;
II- Le ragioni per cui rappresenta una "vergogna europea"!

7- COME CONTINUARE A "COMBATTERE" LA VIVISEZIONE?

8- "FONTI E CONSIGLI" UTILI PER UN ULTERIORE APPROFONDIMENTO
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LEGGI IL DOSSIER COMPLETO ALLA PAGINA:
http://gaspareserra.blogspot.com/2010/09/lolocausto-degli-innocenti.html

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Autore del documento: Gaspare Serra (studente di Giurisprudenza – Università degli Studi di Palermo)
Fonte: Bog "Panta Rei" (http://gaspareserra.blogspot.com)
Riferimenti in facebook: Pagina "Diritti degli animali" (www.facebook.com/diritti.animali)

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Cinema Ecuadoriano. Intervista a Mariana Andrade

Intervista a Mariana Andrade
Direttrice del Cinema 8 y Medio di Quito
Il cinema ecuadoriano e le sue proposte cinematografiche … Leggi tutto

Tentacoli Libici sull’Africa

Un interessante articolo di Fulvio che sottolinea anche il ruolo importante nell’Italia (non solo quella legata all’amico Berlusconi) come spalla per legittimare i piani del colonnello libico… … Leggi tutto

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico che curi i loro interessi e sembrano non saperlo.
Tutti gli altri rappresentanti politici sono interessati solo a mantenere il potere d’acquisto dei salari dei “pochi” indispensabili al funzionamento della macchina dello Stato e ditte o studi necessari al suo mantenimento.

Riassumo cose che già si sanno:

Il problema è che i poveri non possono avere un rappresentante politico perché le elezioni hanno un costo enorme ed i poveri non possono pagare la propaganda per un loro rappresentante come loro.

Il trucco della democrazia moderna: la campagna elettorale costa troppo ed i poveri non possono finanziare un loro rappresentante che dia garanzie di occuparsi dei loro interessi.

A me, fuori dalla mia famiglia ristretta, nessuno ha mai regalato nulla. I ricchi danno i soldi ma chiedono sempre qualcosa in cambio fosse anche solo il silenzio dell’eletto e il trascurare i diritti costituzionali dei poveri (per non dividere nulla). Altrimenti, magari, fanno scoppiare uno scandalo (molti hanno qualcosa da nascondere) e la volta dopo non danno un centesimo passandosi la notizia che se qualcuno gli dà i soldi glieli ritorce contro e lo rovina. Quindi nessun ricco glieli dia. Ed il politico non viene mai più rieletto.

In caso di mancata rielezione per aver voluto sostenere i diritti dei poveri, in casa del “trombato” direbbero:
la moglie: “Sei un cretino incapace! Ti sei fatto licenziare per il POPOLO che non ti mantiene se ne frega di te e non ti dirà nemmeno grazie! Hai rovinato la tua famiglia! I tuoi figli non avranno più quel futuro luminoso che potevano avere se tu avessi obbedito! Dovranno sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! In fondo si trattava solo di tacere su alcune cose! Sei un MOSTRO! Un ingrato! Odi la tua famiglia che ti ha tanto amato! Odi i tuoi figli! MOSTRO!” e chiede il divorzio per crudeltà mentale. ; )

Ed i figli: “Papà! Volevamo andare ad Oxford! E poi adesso non potremo più fare colazione a Parigi e pranzo a New York con i nostri amici! Li perderemo tutti! Ci prenderanno in giro e ci lasceranno indietro! Ci sostituiranno nella nostra rock band! Non potremo più diventare famosi! Dovremo sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! Ci hai rovinati! Hai preferito il Popolo Bue a noi! Ci ODI!”. ; ))

I ricchi e potenti hanno dimostrato in 64 anni di burattinare l’intero parlamento ma il fatto è che oggi, con la fine dell’espansione dei mercati e la globalizzazione, il ricco italiano o capitano di industria non è più necessario. Va tutto in automatico e, con la convenienza all’importazione secca data dall’euro, non c’e neanche più bisogno di produrre sul territorio nazionale. C’ è da considerare che la globalizzazione ed i ricchissimi esistevano anche all’epoca dell’antico Impero Romano quando non esistevano teorie economiche, studi particolari o la Bocconi.

La soluzione starebbe, se volessero, in una campagna elettorale svolta prevalentemente (meglio fosse del tutto) in Internet ed il modo c’era già da quattro anni fa almeno.

I passi principali potrebbero essere circa 5:

1) Obbligare per legge le compagnie fornitrici di banda larga ad offrire anche una connessione flat a 256k per € 1,48 al mese; avrebbero comunque un guadagno enorme. Tutti potrebbero permetterselo. Riguardo il computer esistono molti computer “cascati dal camion e trovati” venduti a prezzi veramente bassi. Per i programmi la pirateria a prezzi stracciati (se non gratuita) esiste da un pezzo. E poi c’è anche Linux e programmi relativi che sono gratis.
2) Obbligare per legge chiunque abbia un collegamento internet a fornire al Comune un indirizzo e-mail sempre valido (non cambiabile) a cui inviare la propaganda elettorale dei candidati in competizione.
3) Obbligare per legge i Comuni ad avere un database di dette e-mai da fornire ai cittadini che vogliono candidarsi per le elezioni (naturalmente il candidato dovrebbe avere dei prerequisiti minimi).
4) Obbligo di posta certificata per il candidato per attestare l’identità di chi risponde alle e-mail.
5) Avere un sito internet anche semplicissimo per fornire le informazioni di base su di se.

Avendo i prerequisiti minimi chiunque potrebbe provare a candidarsi. Finalmente la politica e la partitica potrebbero essere indipendenti dal potere economico e dai “Maestri” che non ti fanno passare se non sei come loro.

Spostando totalmente in internet la propaganda elettorale (che tanto è “al vuoto, al vuoto”) si toglierebbero le rendite clientelari, parassitarie ed ormai inutili a tipografie, pubblicitari etc. che si arricchiscono senza utilità reale ad ogni campagna elettorale. Perché non disoccupare un po’ anche i ricchi come Berlusconi &C.?

Naturalmente il candidato dovrebbe lavorare moltissimo, qualora avesse successo, a rispondere a telefonate ed e-mail ma, in teoria, potrebbe fare anche tutto da se (a costo di orari di lavoro mostruosi ma possibili per un breve periodo).

Naturalmente sono bei sogni (il sogno è ciò che ha una base per la realizzazione mentre l’illusione è ciò che è impossibile). Figuriamoci se la classe dominante ed i suoi servi permetteranno a qualcuno di sfuggire al loro controllo!

Il problema è che troppa gente povera ormai non crede più di poter ottenere i propri diritti scritti costituzionali.
Quanta gente dice: “Tanto noi non ci possiamo fare niente” e si rassegna. È che non hanno ancora fame. È che credono che i dominanti siano buoni.
Il problema è che la classe dominante non ha pietà e la mia storia lo dimostra. Non capiscono che la crisi vera è appena all’inizio e che la classe dominante gli toglierà tutto. Anche la dignità:

1) Dove prima lavoravano dieci operai ora c’è un robot che viene rifornito dei pezzi scaricati in una tramoggia solo ogni tanto, quindi l’unico operaio non è neanche impegnato continuamente ma ogni tanto.
2) Dove prima lavoravano nove figure professionali diverse (impiegati) ora basta un laureato con un computer.
3) la produttività aumenta molto con il computer ed un impiegato produce anche per due.
4) Come se non bastasse dagli inizi degli anni ’80 è iniziata la delocalizzazione (chiusura delle industrie in Italia ed apertura all’estero dove costa molto di meno).
5) Poi, ora, con l’euro fortissimo, non conviene neanche più produrre ma solo importare già fatto, anche dagli USA.
Già la “menano” da tempo con il petrolio che si va esaurendo anche per l’enorme aumento dei consumi dei paesi in via di sviluppo che abbrevieranno i tempi di esaurimento. Tra cinque o massimo dieci anni, anche per merito della speculazione, il costo del petrolio raggiungerà livelli proibitivi con ricadute disastrose sui prezzi al consumo.
6) Le energie rinnovabili mancano dell’esuberanza del petrolio e sono sempre sul filo del rasoio della convenienza.
7) Per la fusione fredda pare che non diano neanche una lira per sapere se, con la cifra rivalutata ad oggi impiegata per fabbricare la prima pila di Fermi, si ha una resa paragonabile o inferiore e di quanto alla pila di Fermi stessa o alle energie rinnovabili.

Con la mia esperienza posso dire che intendono sfruttare la speculazione futura sulla carenza di petrolio per “spennare”, mangiarsi e ridurre in miseria chi è sotto un certo livello economico.

Dai dati ISTAT del 2001In pratica su 56 547 710 milioni di italiani, 18 157 706 non sono in età lavorativa (da 0 a 19 e dai 70 in poi). Restano 38 390 004 in età lavorativa. Siccome basta un impiegato per coprire nove posti di lavoro (come risulta da un offerta di lavoro in cui assumevano un ingegnere per 1500 euro al mese e gli facevano fare col computer nove lavori) basteranno (o ci sarà lavoro) solo per 4 265 556 Milioni di italiani:

56 547 710 – (milioni di italiani riferiti al 2001)
18 157 706 = (età da 0 a 19 + da 70 in su riferiti al 2001)
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38 390 004 (Milioni di italiani in età lavorativa riferiti al 2001)

38 390 004 : (Milioni di italiani in età lavorativa)
9 = (un impiegato fa per 9 impiegati con figure professionali diverse)
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4 265 556 (“lavoratori” necessari a tutti i livelli in Italia per mandare avanti TUTTA l’Italia)

Non pensiamo al fatto che con l’informatica un impiegato può produrre per due.

Se poi pensiamo alla perdita di posti di lavoro della delocalizzazione ed importazione secca di merci capiamo il disastro del prossimo futuro.

Considerato che le macchine tagliano posti di lavoro da 1 su 9 a 1 su 10 dicendo 38 390 004 in età lavorativa diviso 9 si hanno 4 265 556 di indispensabili su 56 547 710.

Con 5 000 000 mandano avanti l’Italia con le macchine, gli altri 51 547 710 sono in più. Possono morire (tanto poi ci sono gli stranieri del 3° mondo che sono così tanti).
A quando un neo-malthusianesimo o campi di concentramento?

Eventuali rivolte popolari verranno controllate con le “armi” antisommossa contemporanee.
Tutto si risolverà in una rivolta come quella di Los Angeles del 1992. All’ultimo minuto, troppo tardi per poter rimediare qualcosa legalmente, cassonetti dati alle fiamme, vetrine sfondate, automobili rovesciate e poi tutti zuppi, intossicati e bastonati, in galera, da cui usciranno schedati e sottomessi alla miseria (o la borsa o la vita).

Loro sono già pronti. Noi no.

La vera crisi sta arrivando come un leone.
E lo dicono da un pezzo anche se a “mezza bocca”.

Un generale della NATO in pensione, se ha voluto salvare la sua vita e quella di sua moglie minacciati da un cancro, ha dovuto spendere per interventi e cure d’urgenza in cliniche private ben un miliardo di vecchie lire gli ultimi tempi della lira in soli quattro anni. Qualcosa come, oggi, 800 000 euro circa. Altrimenti erano morti.

Sveglia! Belle addormentate benestanti ma ancora per poco!

Brunetta candidato al Nobel

E’ certo. Renato Brunetta è molto vicino al Nobel. Dopo lunghe, serie e rigorose ricerche, dopo l’esame di migliaia di testi dei maggiori economisti, il suo Sud, un sogno impossibile ha conquistato i favori della giuria. L’idea centrale del saggio è risultata l’arma vincente del professore: senza l’inurbazione Napoli-Caserta e la Calabria, sostiene Brunetta, l’Italia sarebbe uno dei primi paesi in Europa. Per questa intuizione indiscutibilmente geniale, Brunetta, membro di un governo che è stato a suo tempo votato anche dai meridionali e che dovrebbe lavorare per risolvere i mali del Sud, è stato giudicato il miglior ministro possibile per una repubblica delle banane.

All’illustre studioso, complimenti ed auguri. E, in quanto a noi, non ci sono dubbi: ogni popolo ha i ministri e i governi che si merita.

Dal Blog di Giuseppe Aragno

Le priorità nella ricostruzione di HAITI

Ad Haiti il quotidiano vivere non resta che un cenno appena abozzato di sopravvivenza.

Si ha la sensazione di visitare un limbo, dove il tempo non ha alcun senso. Scorre senza motivo, le persone che si incontrano hanno sguardi fugaci e la carne è vittima delle aggressioni dell’ambiente, insano, instabile, decadente. Il buio sovrasta la luce, e dietro le nuvole manca il sole, i raggi della speranza.

Batteri, carestia, pestilenze. E’ una lotta. Carne che si scontra  con la paura. Si intravedono anime ed il trapasso é segnato ad ogni angolo.

Gli aiuti sono presenti e la lotta è continua contro il male. Il male di chi ruba, chi infrange le regole, chi crea un business dietro bambini in vendita, e dietro ogni adozione è alto e pungente il rischio d’un potenziale abuso. Perché qui le madri lasciano i figli negli orfanotrofi e devono fronteggiare la mente subdola dei traffici di minori, d’organi. Anche la tragedia è un grosso affare per alcuni.

Eppure, dietro questo presente, si cerca d’aggrapparsi sempre ad un futuro, di colorarlo e far tornare a splendere la gioia e seppellire sotto le macerie i grossi problemi governativi che affliggevano il paese anche prima del terribile terremoto. Problemi che hanno contribuito a generare quel bilancio distruttivo drammatico.

I 10 miliardi di dollari arrivati all’interno del programma per la ricostruzione di Haiti, rappresentano quella possibilità che deve essere sfruttata per fissare i problemi.

Tutti d’accordo che quando si erige una costruzione alta, si crea solo un deterrente all’emergenza, senza creare un tessuto vero in grado di contrastare la reale povertà.

Ma la lista delle cose da fare deve essere ben altra: per James Dobbins, inviato speciale ad Haiti durante l’amministrazione Clinton i punti da seguire devono essere pochi e chiari:

Si deve instaurare una forma d’agevolazione volta al business straniero, facilitando quelle procedure  obsolete che ad oggi segnano un record negativo. Il commercio è fermo e così l’industria ediliza. Si è appurato che sono 195 i giorni e 13 le differenti procedure per depositare un qualsiasi progetto. Le spedizioni e gli scambi avvengono con un ritardo disarmante rispetto a tutti i paesi limitrofi e i costi sono superiori per un 35%. Tutto questo introduce il secondo punto e cioè una necessaria epurazione dei servizi sociali. Questi ultimi sono costosissimi. I lavoratori pubblici sono assenteisti nel 40% dei casi in orario di lavoro si dedicano ad attività private, sono sprovviste dei titoli necessari e non è neppure presente un chiaro censimento di quanti siano gli effettivi lavoratori statali.

Il sistema giudiziario va completamente rivisto. Mancano avvocati, rappresentanti legali e giudici e la preparazione è spesso solo accennata. In tutto questo si perdono gli sforzi della polizia, che brancola nel buia e gli arrestati spesso devono attendere per ampi periodi in carceri già sovraffollate, spesso in attesa di un processo che è rimandato all’infinito. Mancano strumenti basilari per rendere efficiente un normale fluire delle cause civili e non è neppure presente un sistema computerizzato per creare uno storico dei precedenti penali.

Riforma dell’istruzione. Col terremoto oltre 5000 scuole sono andate distrutte. Solo alcuni fortunati possono godere di strutture scolastiche private, generalmente edifici religiosi. Gli insegnanti scarseggiano e sovente non hanno un background scolastico in grado di impattare positivamente sul grado di insegnamento agli studenti.

Il sistema sanitario vede compromesso le già precarie precedenti strutture ospedaliere. Delle 373, 73 sono andate completamente distrutte e 200 membri del Ministero della Salute Pubblica sono morti sotto le macerie delle proprie case. Il suggerimento di Dobbins è quello di affidare le strutture completamente ad organizzazioni non governative con una comprovata esperienza in campo di gestione. Il governo haitiano potrebbe così dedicarsi esclusivamente a ridisegnare il sistema in modo da renderlo più funzionale. Anche per scongiurare le epidemie, le emergenze e per fornire una assistenza ai crescenti casi di malattie mentali che imperviano lungo le tendopoli, senza contare le cure in ambito di protesi e cure riabilitative ncontinue ecessarie a tutti colori che ad oggi subiscono continue amputazioni per infezioni dovute all’impossibilità di cure complete.

In tutto questo progetto c’è chi vede gli Stati Uniti come degli intrusi che hanno occupato con la scusa del terremoto il paese. In questo senso suona sinistra la frase “If the U.S. does not embrace this discipline, no one else will.

Per gli Statunitensi invece si tratta solo di una necessaria GUIDA ALLA COOPERAZIONE NEI PROGETTI FINALIZZATI ALLA RICOSTRUZIONE.  Ovvio però che il sistema verrà disegnato con una certa impostazione e visione economica.

Viene inoltre da pensare che se le basi per la creazione di uno Stato efficiente e funzionale sono le sopra esposte, come condivise dalla Amministrazione Obama e dall’attuale Dipartimento di Stato Americano, Cuba possa ritenersi uno stato solido e degno di diversi apprezzamenti. Ma come sappiamo non è così.

Luca S. – Thisiscuba.net

¡Tú la pagarás! Il romanzo da non perdere di Marilù Oliva

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Vi presento qui e vi invito a cercare il nuovo splendido romanzo di Marilù Oliva ¡Tú la pagarás!, Elliot Edizioni – Scatti … Leggi tutto

Maroni. Quante perquisizioni nelle sedi della Lega?

Dietro il fumo sollevato da Fini, che a Berlusconi una mano gliel’ha data più d’una volta in vent’anni, lo sfascio si vede chiaro. La scuola, per cominciare. C’è un mistero truccato da ministro – “il mio nome è nessuno”, diceva l’omerico Odisseo – che generosamente regala gemme di sapienza. … Leggi tutto

La scuola della Gelmini: Sempre più in alto!!

Scuola e educazione – Riso amaro – Politica italiana
Articolo semiserio provocato dallo sbigottimento di fronte alle affermazioni del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini! … Leggi tutto

Evel Fanfan rappresentante della Società Civile di Haiti visiterà l’Italia dal 30 Settembre al 14 Ottobre 2010

Evel Fanfan, Presidente dell’organizzazione haitiana AUMOHD  (VEDI LINK: Action des Unités Motivées pour une Haïti de Droit), avvocato e difensore dei diritti dell’uomo, per una Haiti dei Diritti, sarà in visita in Italia dal 30 Settembre al 14 Ottobre 2010.

Lo scopo della missione è spiegare la situazione reale ad Haiti dopo quasi 9 mesi dal terribile sisma del Gennaio scorso, e trovare insieme soluzioni solidali per aiutare i bambini, le donne e la popolazione tutta di Haiti.

I gruppi, associazioni, enti e altri interessati possono scrivere ad Evel Fanfan: presidentaumohd@yahoo.fr   –   fanfanmel@yahoo.fr

o contattarlo tramite il suo profilo Facebook o Skype: evelfanfan

LINK e INFO:

http://prohaiti2010.blogspot.com/

http://en.wikipedia.org/wiki/AUMOHD

DIARI da HAITI – AUMOHD LINK

http://www.lascuoladipace.org/

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Evel Fanfan, président de l’organisation haïtienne AUMOHD (Action des Unités Motivées pour une Haïti de Droit), avocat et défenseur des droits humains, pour les Droits des Haïtiens, se rendra en Italie du 30 Septembre to Octobre 14, 2010.

La mission est d’expliquer la situation réelle en Haïti après de neuf mois depuis le terrible tremblement de terre de Janvier dernier, pour la solidarité et de trouver ensemble des solutions pour aider les enfants, les femmes et toute la population d’Haïti.

Groupes, associations, institutions et autres intéressées peuvent écrire à Evel Fanfan: presidentaumohd@yahoo.fr    -    fanfanmel@yahoo.fr

ou le contacter par son profil Facebook, ou Skype:  evelfanfan

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http://www.facebook.com/fabrizio.lorusso1#!/note.php?note_id=425695401858&id=1593565780&ref=mf

Gheddafi: c’è poco da ridere e da scherzare e moltissimo di cui vergognarsi

Che Gheddafy non sia proprio il meglio del meglio delle democrazie possibili e realizzate siamo in parecchi a pensarlo ed a sostenerlo. E non da oggi.
Che la cosa, in questi momenti, riguardi noi italiani, un po’ più di altri, causa i patti scellerati stretti con la Libia perchè filtri e respinga i flussi di rifugiati diretti verso le nostre coste, è altrettanto vero. … Leggi tutto

A sinistra serve chiarezza, non Casini

Leggendo un flash di agenzia di questo tipo

Fassino, possibile convergenza con Udc
Da Bersani proposta giusta per il nuovo Ulivo

(ANSA) – GENOVA, 29 AGO – Con l’Udc e’ possibile realizzare ‘una convergenza che offra agli italiani un’alternativa a Berlusconi’, sostiene Piero Fassino. Per l’esponente Pd ne e’ la prova il fatto che ‘l’Unione di Centro abbia confermato di non votare il provvedimento sul processo breve’. ‘Bersani -aggiunge Fassino- ha avanzato la proposta giusta per il nuovo Ulivo’. … Leggi tutto

Chi ha bisogno della Regione Salento?

… Leggi tutto

Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del Mezzogiorno

di Fabrizio Lorusso

Napolibene.jpgLucio Iaccarino, Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del Mezzogiorno, Ediesse Edizioni – Carta Bianca, 2008.

“Gli anni italiani insegnano che i palazzi sono micidiali quanto i campi di battaglia, solo che qui dentro i rumori della guerra sono attutiti, assorbiti dal parlottio delle trattative e dalle menti acute e assassine di questi uomini. […] Nessuno può cogliere il quadro d’insieme, vedere contemporaneamente la figura e lo sfondo, l’obiettivo finale. Nessuno eccetto coloro che tengono i fili di quelle trame…”. Luther Blissett, Q. … Leggi tutto

Back In Town. Bovisa City Milano