Thursday 09 February 2012, 23:15

Resistenza morale al berlusconismo?

La relazione Silvio Berlusconi – Noemi Letizia, di qualunque natura essa sia, sta avendo implicazioni non banali e di segno contrastante sulla vita politica italiana. Da una parte è evidente che il privato del Don Rodrigo (la definizione è di Gad Lerner) che inondò l’Italia con milioni di copie del suo album di famiglia intitolato “una storia italiana” (di sicuro in qualche casa si conserva tra le foto delle prime comunioni dei figli e dei nipoti), sia ineludibilmente pubblico.

Dall’altra parte è sintomatico che la stampa e i partiti di centro-sinistra, in piena campagna elettorale, trovino solo in un caso come questo la possibilità di far la voce grossa contro un regime che non ha vergogna di avere a capo un corrotto e corruttore (sentenza Mills) che dichiara senza pudore di voler raccogliere milioni di firme [di fan del grande fratello] per rompere l’equilibrio tra i tre poteri dello stato umiliando quello legislativo e giudiziario in favore di quello esecutivo.

In un paese nel quale oramai solo una ristretta minoranza ha idea della rottura democratica in atto (banalmente pochi sono in grado di rispondere alla domanda su chi abbia il potere di fare le leggi e chi quello di applicarle), è tale il degrado morale nel quale tre decenni di televisione commerciale berlusconiana e tre lustri di vita politica infettati dal grande corruttore hanno gettato il paese, che suonano come un disco rotto i grandi strateghi del PD quando continuano a sostenere che l’antiberlusconismo non paghi.

Il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, ha in questi giorni ripetutamente affermato, in particolare nella trasmissione “Anno Zero”, che è buon motivo per votare il suo partito, non quello di avere un buon o miglior programma di quello del PdL, ma semplicemente l’evitare che la differenza col Popolo della Libertà sia troppo ampia. Geometrie, non idee…

Paralizzato dal correntismo e dal peccato originale di non essere né carne né pesce (che in Europa si declina “né PPE né PSE), di fronte alla possibilità di una mozione di sfiducia contro il capo del governo (un fatto politico indipendentemente dal risultato del voto) il segretario del PD risponde che la mozione è inutile perché tanto Berlusconi ha la maggioranza. Se Franceschini dovesse trarre le conseguenze da un’affermazione del genere dovrebbe concludere che la sua presenza in parlamento è del tutto indifferente, dimettersi e pure che, tutto sommato, in una dittatura della maggioranza, non ha tutti i torti Silvio Berlusconi a voler stuprare l’aula sorda e grigia.

E’ che il passaggio successivo per Dario Franceschini e la sua cultura gregaria a quella della PdL (quanto sono lontani i tempi dell’egemonia culturale della sinistra…) è l’appoggio al referendum che imporrebbe al paese un bipartitismo coatto con una legge elettorale che non può aspettarsi che Berlusconi riformi e che sarebbe la meno rappresentativa al mondo.

E’ oscuro il perché di questo persistere in una politica suicida figlia di quella cultura maggioritaria con la quale Walter Veltroni fece cadere Romano Prodi, fece a pezzi il centro-sinistra e consegnò il paese a Berlusconi. Idealismo.

Il destino del PD, con la legge che sortirebbe dal referendum, sarebbe però quello del “partito dei contadini polacchi” al tempo della dittatura comunista. All’epoca un secondo partito era lasciato libero di esistere solo in quanto fiancheggiatore del regime in un simulacro di rappresentatività. E’ lucido pertanto Pierferdinando Casini a ricordare che il Partito Democratico non può chiamare all’unità contro Berlusconi mentre briga con questo per cancellare il resto dell’opposizione.

In questo contesto il tuffarsi da parte del PD, e soprattutto di “La Repubblica”, sul caso di Noemi Letizia è sintomo dell’infinita debolezza programmatica prima ancora che correntizia del PD stesso, incapace soprattutto di prendere atto del fallimento del sistema economico neoliberale sul quale si sono appiattiti i propri dirigenti negli ultimi vent’anni. Qualcuno si è accorto (è un esempio) che la Fiat sta sacrificando sull’altare dell’accordo con il governo tedesco (che non accetta tagli occupazionali) per l’Opel i lavoratori di Termini Imerese? Nella connivenza del nostro governo, non dovrebbe essere l’opposizione a dire che la Fiat non può permettersi di fare accordi all’estero sacrificando posti di lavoro in Italia?

Anche per il PD parlare di Noemi Letizia è dunque un buon motivo per parlar d’altro e non parlare di politica. Si potrebbe andare avanti per paginate ma chi per un malinteso garantismo e rinunciando a mettere al primo posto sempre e comunque lotta alla mafia e battaglia per la legalità, non ha attaccato Silvio Berlusconi per l’amicizia con Marcello dell’Utri (che oggi si scopre essere compare d’anello pure dell’omicidio di Mauro Rostagno essendo stato condannato in passato in associazione col mandante di quell’omicidio, il mafioso trapanese Vincenzo Virga) che credibilità ha per attaccarlo per Noemi Letizia?



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  1. Raffaele Della Rosa | 25 maggio 2009 12:49 | Rispondi

    D’accordo cien por cien…
    mi viene in testa una strofa della Badoglieide “mentre tu sull’amor di Petacci/ ti affannavi a dar fiato alle trombe/sull’Italia calavan le bombe /e Vittorio calava i calzon….”

    Di Noemi Letizia e di Veronica Lario, di Silvio e delle sue veline dovrebbero strafottersene quegli operatori dell’informazione che avessero a cuore davvero la formazione di un’opinione pubblica critica verso questo stato di cose.
    Ma invece si autocostringono a parlare di ciò di cui vorrebbero costringere tutti quanti a parlare.
    Insomma Marco Travaglio non sarà un compagno, non è un tipo strasimpatico, ma ha dato un nome ed un cognome a questa robaccia qui

    ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA.

  2. lucano e la gatta | 25 maggio 2009 19:56 | Rispondi

    Mi sembra che si stia riproponendo la situazione del ‘92: una classe dirigente inesistente o corrotta, capace solo di badare ai propri interessi, e un montante sentimento di indignazione in una parte dei cittadini che cerca di fare tabula rasa e spera che dalle rovine rinasca qualche fiore. Quella volta non andò tanto bene, chissà stavolta?

    Ho spostato questo commento per un errore mio (gc)

  3. Marziano | 25 maggio 2009 22:06 | Rispondi

    Caro Gennaro, d’accordo, condivido gran parte delle tue ragioni sull’atteggiamento assunto dal PD nei confronti della vicenda Noemi Letizia (a parte l’inutile richiamo ai tempi dell’egemonia culturale della sinistra, il PD, dovrebbe comunque essere altro, anche avendo una sua connotazione rinoscibile)…ma non lo accomunerei automaticamente con il ruolo de La Repubblica, che sarà pure un giornale “affine”, ma pur sempre un quotidiano. Provo un fastidio tremendo su tutto il gossip in cui sono scivolate le versioni on line di Repubblica e Corriere (quest’ultimo addirittura con i commenti su servizi di Novella 2000!), fanno concorrenza ai rotocalchi ormai da tempo! Però, da giorni mi vado chiedendo se La Repubblica stia facendo bene ad insistere con le sue 10 domande…alla fine mi sono quasi convnto, che la dimensione privata e pubblica di un premier non possa essere ignorata, che non può essere ridotto a puro “gossip” e che Gad Lerner abbia messo bene a fuoco il problema oggi con il suo articolo. Andando ben oltre la stessa vicenda, toccando invece le corde profonde dell’imbarbarimento civile a cui assitiamo da anni…è solo un aspetto – il velisinismo, la concezione delle donne -, ma significativo, almeno secondo me.

  4. Gennaro Carotenuto | 26 maggio 2009 08:26 | Rispondi

    Caro Marziano (ml?),
    io sono sicuro, e l’ho premesso, che il caso Noemi sia pubblico e che concerna nel profondo le corde che tu citi (ma il lungo periodo dei 30 anni di tv commerciale è il contesto). Ammetterai purtroppo che, a poco più di una settimana dal voto, di Franceschini si ricordino due soli temi sui quali ha insistito:

    1) la (presunta) non candidabilità del primo ministro.

    2) la richiesta di rispondere alle domande di “La Repubblica” su Noemi.

    Sul caso Mills ha speso il 2% delle parole che ha speso su questi temi. Certo… il garantismo è la prima cosa, come la salute. Siamo sicuri? E perché garantisti su Mills e non su Noemi?

    E il resto? E la crisi? E l’Europa? C’è bisogno della falce e martello per marciare a fianco dei lavoratori di Termini Imerese o di Pomigliano?

  5. cometa | 26 maggio 2009 09:00 | Rispondi

    “C’è bisogno della falce e martello per marciare a fianco dei lavoratori di Termini Imerese o di Pomigliano?”
    Forse no. Ma, come dici tu, forse c’è bisogno di un’idea politica.
    Almeno una.
    (troppo?)
    Forse hanno paura di spaventare gli elettori.

    ciao, cometa

  6. Marziano | 26 maggio 2009 09:06 | Rispondi

    Si Gennaro, sono Mario Lusi, pensavo avessi capito, è il nick che uso spesso in rete ispirato dal mio blog…comunque, tu rispondi sul ruolo del PD e l’assenza di proposte, diciamo così, durante questa campagna elettorale. Non è esattamente così, perchè durante il suo tour elettorale in giro per l’Italia, Franceschini parla di tutto in realtà, sono i media a dare molto risalto alle sue affermazioni sulla vicenda Noemi. E dico ciò, non per salvare il segretario del PD, bensì per onore di verità. Che poi si condividano o meno le proposte, che si ritengano prive di “identità” politica, è un altro paio di maniche.
    Ma io ho posto l’accento sul ruolo de La Repubblica, sull’utilità della sua perdurante “inchiesta”, che può essere oggetto di un’analisi distinta dal ruolo di un partito, per quanto oggettivamente vicino al maggior quotidiano italiano. Su questo, da giorni, mi vado interrogando e ho scritto che mi sono “quasi” convinto sulla necessità di ciò che La Repubblica da giorni va facendo. Dico “quasi”, perchè mi capita spesso di non avere verità acquisite ed immediate da comunicare. Sul garantismo che dovrebbe contraddistinguere le due vicende invece, francamente non vedo proprio il nesso, indipendetemente dall’atteggiamento del guotidiano: una questione è di natura giudiziaria (c’è una sentenza della magistratura), l’altra attiene un profilo morale, di costume e di stile, che non riguarda solo Berlusconi, ma anche larghi settori della società italiana. E certo, con il ruolo devastante e primario svolto dalle tv commerciali in questi anni.

  7. Raffaele Della Rosa | 26 maggio 2009 10:24 | Rispondi

    No Mario carissimo. Il problema è giudiziario anche nel caso di Noemi…infatti Gennaro ha parlato di caso Noemi…non caso Berlusconi -Letizia….

    Se a detta della Sig. Belusconi il marito è un poveraccio malato bisognoso di cure allora la sig. na Letizia dovrebbe essere indagata perchè a norma del 619 cp

    Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorita’ FISICA O PSICHICA della persona offesa al momento dei fatto;

    ovvero l’eventuale colpevole E’ NOEMI LETIZIA….
    mannagg’…..altro che il mondo salvato dai bambini, qua siamo nella cacca a causa delle minorenni….ma LUI provvederà subito, una nuova legge ad Laetiam…

  8. Luca Romeo | 26 maggio 2009 10:31 | Rispondi

    Gennaro, condivido in pieno il tuo pensiero, la pochezza culturale e la frammentazione interna del PD impedisce a tale partito di avere una linea da perseguire. Non capisco come si possa da un lato continuare (giustamente) a dire che non si deve continuare a parlare sempre e solo di Berlusconi, e dall’altro parlare esclusivamente delle sue vicende sessuali (presunte o meno che siano).

    Agli elettori del PD posso solo dire una cosa, tenete d’occhio la Sicilia. Si parla di governo regionale istituzionale con dentro esponenti del PD, ma attenzione, dietro c’è molto più di qual che sembra, alle amministrative il Pd è praticamente alleato già con l’MPa di Lombardo e L’UDC di Cuffaro nella quasi totalità dei comuni al voto, e ha pronti apparentamenti con tali partiti nei ballottaggi nei restanti comuni. Quindi l’ingresso in un governo regionale a guida Lombardo non porterebbe nulla di nuovo nel panorama politico siciliano, dove il Pd è già organico alle scelte del Governatore, e funge da spalla a quest’ultimo nelle lotte intestine al centro-destra…

  9. Marziano | 26 maggio 2009 11:31 | Rispondi

    Raffaella, probabilmente da ciò che scrivi come me sei una giurista, io sono un avvocato :-) ma insisto, non sono riuscito a leggere la vicenda in questi termini. Nel senso che anche se la fattispecie potrebbe essere ricondotta all’art. 619 c.p. come sostieni e non escludo che potrebbe avere anche una rilevanza da questo punto di vista, a mio avviso non è il problema principale. Può darsi che abbia sottovalutato, ma l’aspetto che mi ha colpito nella vicenda Noemi è quello che ho accennato nel commento precedente: il degrado del costume e dello stile in questo paese (e non come fatto “formale”), che non riguarda solo il premier, perchè ha davvero tante connessioni con la società italiana. Non voglio ripetere cose sicuramente assodate per gran parte dei lettori del blog di Gennaro, mi riferisco alla diffusione capillare, a qualsiasi livello sociale, negli interstizi e perfino negl’angoli più reconditi, di una sottocultura dell’immagine, le cui principali responsabilità vanno ascritte ai “linguaggi” televisivi e della comunicazione nel suo insieme. E penso alla comunicazione tout court, perchè, come ho già scritto, malgrado mi stia convincendo della legittimità dell’azione intrapresa da La Repubblica, trovo non meno ributtante le rubriche “rotocalco” on line sia de La Repubblica, Corriere della sera ma anche della Stampa. Aggiungo, che non c’è alcun dubbio sulle responsabilità dell’attuale opposizione, nel non aver colto i segni evidenti di questo scenario in atto ormai da diversi anni, che ha omologato appunto larga parte del nostro paese. Sempre sul PD, per rispondere pure a Luca, invito a leggere il post del 4 marzo scorso che ho inserito sul mio blog, dopo la sconfitta di Soru in Sardegna su http://unmarzianoaroma.net/2009/03/04/morte-a-venezia-2/

  10. leonello carlo boggero | 27 maggio 2009 09:33 | Rispondi

    Bello,anche se triste, il possibile equiparamento del PD al ZSL(attualmente PSL partito dei contadini polacchi), erano chiamati “Le Angurie” buccia verde e contenuto rosso. Nel caso del PD si potrebbero chiamarli “ravanelli”: rosso-rosa fuori e bianco dentro.

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