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Michele Santoro e Gaza, la televisione tra narrazione e conversazione

santoroGiovedì sera è andata in scena ad “Anno Zero”, in una trasmissione dedicata ai giovani e Gaza, una rappresentazione chiara del bivio di fronte al quale si trova il più di massa dei media, la televisione. Non è in questa sede importante riprendere le polemiche e giudicare il plotone di esecuzione schierato in queste ore contro Michele Santoro e gli arcangeli e i serafini in fila a santificare Lucia Annunziata. Ma è importante fare un altro tipo di riflessione che concerne il medium.

Chi va in televisione può fare tre tipi diversi di cose. Può performare, ovvero dimostrare cosa sa fare o cosa conosce, ballare, cantare, far ridere, rispondere a quiz come a “Lascia o Raddoppia”. Può narrare, raccontando fatti reali o inventati, in un reportage o in una telenovela. O infine può conversare, dei massimi sistemi, in maniera aulica o del più e del meno, giù giù fino a “Porta a porta”.

L’imbarbarimento della vita televisiva è dato dal disequilibrio tra questi tre grandi filoni. La performance è di fatto scomparsa. Nell’impoverimento culturale della società i quiz sono diventati idioti perché è fastidioso e controproducente far vincere dei soldi a qualcuno solo perché sa. Per far ridere poi in genere bastano quattro parolacce e qualche allusione sessuale. Perfino nelle vecchie tribune politiche si performava, si sciorinavano dati, si mostrava un eloquio da retori oggi sostituito dalle torte in faccia.

Anche la narrazione in tivù è in crisi. I documentari sono confinati sul satellite e i reportage li fa solo quel comunista di Riccardo Iacona. D’altra parte anche le storie ce le siamo finite e non si può fare una nuova edizione di “Guerra e pace” o “I promessi sposi” ogni 10 anni. Del resto “il pubblico non capirebbe”. Le soap poi sono un surrogato di conversazione tanto che molti format e reality sono delle soap camuffate.

La conversazione quindi trionfa in tutte le sue forme. Chiacchiere più o meno vuote nelle isole dei famosi, chiacchiere rigorosamente vuote nei programmi di approfondimento giornalistico, Porta a porta, Ballarò eccetera. Oramai i politici vanno in tivù (probabilmente imbottiti di stupefacenti) aspettando solo il momento di alzare la voce e avventarsi sulla controparte perché è sul wrestling che ritengono che il popolo bue li giudichi.

In questo modo tutto può passare, si può far passare come esperto un fanatico destinato al girone degli iracondi come Edward Luttwak, oppure trattare come statisti personaggi con condanne gravi come Marcello dell’Utri. Basta far sparire i fatti, anche se si parla di argomenti serissimi. In questo modo una ragazza messa lì ad accavallare le gambe può essere chiamata a parlare (sic) di genetica o di Resistenza e il suo punto di vista essere anteposto a quello di Rita Levi Montalcini o Claudio Pavone che hanno dedicato ai rispettivi campi di studio tutta la vita.

Il meccanismo è perverso. Per poter far credere ai telespettatori che la guerra è bella, che la precarietà è un bene, che gli immigrati sono cattivi o che la mafia non esiste devono sparire i fatti, la narrazione dei fatti. Solo così possono essere contrapposte su un piano di parità tesi che pari non sono.

Cosa c’entra con tutto ciò Michele Santoro?

Michele Santoro, nella trasmissione di giovedì sera non fa bella figura e forse non ha nemmeno il pieno controllo sull’evoluzione della stessa. Fa un errore marchiano dicendo all’Annunziata “stai acquisendo dei meriti nei confronti di qualcuno”, ha ragione ma la fa passare da vittima, ma soprattutto commette (il secondo probabilmente in maniera preterintenzionale) due peccati capitali.

Il primo peccato capitale è che ha proposto dei frammenti di narrazione giornalistica in un contesto che è percepito come destinato solo alla conversazione. Ha mostrato le immagini. E le immagini parlano, non sono neutre. Se i fatti narrano, come ha dimostrato il reportage di Lorenzo Cremonesi sul “Corriere”, o il successo del blog di Vittorio Arrigoni da Gaza, ipotecano il dibattito che non può più prescindere da esso. A quel punto non esistono più due realtà virtuali contrapposte per par condicio. Ci sono i fatti che pendono da un lato, piuttosto che dall’altro. Non puoi più cambiare argomento, alzare la voce, tergiversare. Devi commentare quello che vedi senza eluderlo. Questo per lo stato attuale dell’informazione in Italia è intollerabile.

Di cosa è accusato Santoro? Di strumentalizzazione. Di cosa? Dei fatti. Come se si potesse prescindere da essi. Come ha calcolato Elia Banelli su Agoravox gli ospiti di Santoro giovedì erano perfettamente in equilibrio tra pro-israeliani e filo-palestinesi. Nel paese della par condicio è indispensabile che così sia anche se si parla di calcio. Nello specifico, se si mostra come ha fatto Santoro il fatto che i morti in Medio oriente sono in una proporzione di cento palestinesi per ogni israeliano e che un terzo di tali morti sono bambini si viene accusati di fare un’operazione di propaganda filopalestinese o addirittura filo-Hamas (che non è lo stesso ma tutto serve per estremizzare i toni). In realtà i palestinesi in trasmissione, a partire da Rula Jebreal, erano contro Hamas o agnostici.

Il problema allora non era nel dibattito; era nei fatti con i quali i politici e (quel che è peggio) i giornalisti non sono più abituati a fare i conti. Se i fatti, la proporzione di 100 morti contro uno, pendono a favore di una parte, i fatti stessi sono considerati una intollerabile deviazione rispetto alla par condicio che serve a dire tutto e il contrario di tutto. Quando crollò l’Argentina neoliberale l’unica maniera di difendere le politiche del Fondo Monetario Internazionale era prescindere dai fatti: sul dilagare della povertà, sulle morti per fame, sulla disoccupazione strutturale in un paese abituato alla piena occupazione, su un paese deindustrializzato dal modello bisognava glissare. Anche allora i fatti infastidivano chi voleva negare l’evidenza. Oppure leggete le dichiarazioni degli avvocati difensori dei manager della Thyssen Krupp su cosa pensano del “clamore mediatico”, ovvero dei fatti?

Con i fatti, i bambini morti, diviene impresentabile un Andrea Nativi che magnifica la straordinaria efficacia delle bombe a frammentazione o al fosforo o che ci vuol convincere che è normale per chi guida un elicottero d’assalto far tante vittime civili. Chi ha visto la trasmissione ha osservato la stizza di Nativi stesso ogni volta che veniva mostrato un frammento di narrazione su quello che si vede che è successo a Gaza, i fatti.

Sembrava dire, Nativi, “ma se mostrate i fatti le mie chiacchiere perdono peso, nessuno crede più che le armi siano bellissime. Non è giusto, se narrate i fatti allora il dibattito non è più equilibrato”. Squilibrato dai fatti. Nessuno infatti ha messo in dubbio gli effetti nefasti e criminali dei razzi sul Neghev. Il problema è che i razzi su Sderot o Ashkelon restano intollerabili solo fino a che non vengono paragonati a quanto sta accadendo a Gaza, fino a quando una narrazione artificiosa dei fatti fa credere che i tre (3) morti causati dai razzi di Hamas in tre settimane siano equivalenti (o addirittura più gravi) agli oltre mille causati da Tsahal.

Il secondo peccato capitale di Michele Santoro è di aver sostituito per la conversazione i soliti navigati politici, giornalisti, docenti universitari, pronti a mettere in scena il solito teatrino stando alle regole del gioco, con dei ragazzi. Dei ragazzi italo-israeliani e dei ragazzi italo-palestinesi. Dei ragazzi, soprattutto le due ragazze, che hanno scatenato la reazione di Lucia Annunziata, che hanno usato i mezzi conversazionali del XXI secolo: hanno strillato come matte.

Entrambe presentabili, parlando un ottimo italiano, sufficientemente colte, carine, sicuramente entrambe in buona fede, hanno sbattuto l’una sulla faccia dell’altra gli argomenti di un conflitto irrisolvibile con le armi, dove non tutto è bianco né nero (come sostengono la Annunziata o Claudio Pagliara o in maniera speculare i fan italiani di Hamas, “intifada fino alla vittoria”).

A quel punto, con quelle due oneste ragazze, l’italo-israeliana e l’italo-palestinese, completamente fuori controllo a rinfacciarsi l’una all’altra 60 anni di conflitto e di pregiudizi il re era nudo. Il re della televisione. La tivù, quando sostituisce la narrazione con la conversazione, quando si mostra equidistante, in realtà sta solo prendendo le parti di chi è più distante dai fatti, per farsi strumento di dominio e di falsificazione della realtà stessa.

Il palesamento di questa realtà, per una ex-presidente della RAI come l’Annunziata, non era accettabile: “Michele, questo conflitto in mano a due ragazze non si può mettere”. L’unica conversazione possibile è un minuetto tra cicisbei che urlano, strepitano ma stanno al gioco. Se si sostituiscono con due ragazze in buona fede il castello di carte cade. E, di nuovo, restano i fatti.

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35 Responses to Michele Santoro e Gaza, la televisione tra narrazione e conversazione

  1. Rob J 17 Gen 2009 at 00:10 #

    Chapeau.

  2. Doriana Goracci 17 Gen 2009 at 00:51 #

    Parlavo con un’amica proprio nel pomeriggio di questi “fatti” televisivi…e le dicevo cosa pensavano gli altri amici con cui ieri avevo guardato i fatti, diventti fattacci e sostenevo a distanza inconsapevole quello che scrivi Gennaro.
    L’amica mi diceva che vuole sapere cosa pensa quello e quella, come se non lo sapessimo abbastanza, da rigurgitare e che pur sapendo liberal ad esempio furio colombo, non sa spiegarsi perchè alla parola Israele, tracolla chiunque e trascende, tifa…Ho tentato di darle una spiegazione e stava finendo male…diceva che era inaccettabile la mia versione a-temporale…
    L’Ammiraglia Annunziata a mio parere, non ha tollerato l’evidenza dei fatti, semi strillati dalle due…cosa doveva fare? stare zitta? ha preferito attaccare il collega della Rai e volgarmente e rozzamente Usciva Fuori da quel gallinaio, lei la pavona e sono cominciate le ruote delle vanità: forum-botte e risposta e i fattacci tornano a diventare fatti, realtà.
    E non si tollera chi li vive e li racconta, chi narra non i vinti o i vincitori ma la realtà fosse con una lettera un video una foto una testimonianza…
    Sono scesi in campo da un pezzo caro Gennaro e contano sulla tifoseria, sulla passività atavica dell’italiano, lguardone partecipe dell’avanspettacolo triviale della guerra.
    Disvela, traduci, sostieni vai avanti , non ti fermare. con stima
    Doriana

  3. Paolo Camatini 17 Gen 2009 at 00:52 #

    io la puntata non l’ho vista ma devo annotare la straordinaria frequenza di litigate e polemiche che vi accadono; certo la maleducazione ed arroganza di Santoro non aiutano e in quello ha sempre sbagliato ma credo che ci sia sotto un piano per delegittimarlo e farlo fuori. Il motivo è che è uno dei pochi che fa informazione ed in questo paese ormai è proibito.

  4. amerigo_inconcluso 17 Gen 2009 at 03:45 #

    Il miglior pezzo da quando leggo questo blog. C’è un problema. Cosa fare? Ora che i carnefici di Santoro sono schierati a mò di plotone d’esecuzione chi e come cercherà di impedire che la tv italiana perda il suo miglior programma d’approfondimento? E soprattutto, come faremo a far capire ai rappresentanti di quell’Italia sciagurata che ha mandato questi politici impresentabili al potere che c’è un’Italia piuttosto vasta (se si somma quelli che non hanno votato a quelli che hanno votato partiti non rappresentati in parlamento direi che si arriva a un bel mucchio di gente) che in democrazia abbiamo TUTTI il diritto di sentirci rappresentati?

  5. vittoriodigiacinto 17 Gen 2009 at 09:38 #

    Era un po di tempo che non leggevo il suo Blog, che tra l’altro trovo tra i più interessanti, fortunatamente riguardo al presente non ho visto la trasmissione, non mi sono affatto pentito, tutto è asservito al sistema, una cosa importante è non pagare il canone, per le altre reti boicottare tutti i prodotti pubblicizzati, infine siccome la vedo dura mi viene in mente solo un vecchio detto napoletano, San Gennà dimm ch fin aggià fà.

  6. Leonardo R. Andino 17 Gen 2009 at 09:55 #

    Analisi geniale.

    Mi chiedo se altove valga questa regola italiana della par condicio ad ogni costo, che permetterebbe anche ad un nazista di difendersi.

  7. emanuele 17 Gen 2009 at 12:15 #

    Purtroppo in Italia si mischiano la par condicio, il diritto di replica e l’approfondimento che sono cose che non c’entrano una con l’altra.
    Se io faccio una trasmissione di approfondimento sugli effetti del razzismo, non devo per forza invitare un razzista perchè a me interessa il punto di vista e la difficoltà di chi il razzismo lo subisce. Così come in una trasmissione sui campi di concentramento mi interessano le testimonianze dei sopravvissuti e non certo le ragioni scellerate degli aguzzini.

    Il contradditorio serve quando c’è da discutere su qualcosa, non quando si presentano dei fatti oggettivi. Se faccio un talk show sul pianeta terra, non credo di dover invitare uno che sostiene che sia tonda e un altro che sostiene che sia piatta.

    Nel caso specifico Santoro, pur con tutti i suoi modi spesso poco ortodossi, ha aggiunto un tassello che nel servizio pubblico mancava: poichè i tg RAI non fanno che parlare delle ragioni di chi sta massacrando il popolo palestinese di Gaza e sono palesemente sbilanciati (perchè l’Annunziata non si indigna e non dice che sono poco professionali?) a favore di Israele, Santoro ha fatto una trasmissione per dare voce a chi voce non ce l’ha.
    Cosa ci sia di scandaloso, non lo capisco.

    Se faccio una trasmissione sullo stupro, invito lo stupratore o la vittima?

    Concludo: il contradditorio che la destra invoca abbaiando rabbiosamente in ogni dove, quale sarebbe? Quello del Porta a Porta sulla giustizia, dove politici indagati hanno potuto calunniare e infangare il nome di pubblici ministeri e magistrati senza che nessuno di loro fosse presente?
    Mapperfavore…

  8. darius12 17 Gen 2009 at 12:56 #

    Complimenti Gennaro, un articolo tanto geniale quanto rispondente alla ridicola e triste realtà italiana e di tante cosidette democrazie occidentali o meno che siano.

  9. Nicomari 17 Gen 2009 at 12:57 #

    Invece di fare un’analisi epistemiologica del degrado del giornalismo, sarebbe interessante fare un’analisi dei tentacoli del sionismo sulla TV di Stato e in genere sulle istituzioni e il nostro Stato.

    E un’analisi monetario economica del conflitto non nuocerebbe, si capirebbe che è un sistema monetario fraudolento corporasionista sull’orlo della bancarrotta fraudolenta che deve fare nuovi bottini per stare in piedi: ad esempio i due giacimenti di gas al largo di Gaza
    http://www.mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2009/01/gaz-gaza.html

    • Gennaro Carotenuto 17 Gen 2009 at 13:38 #

      Credo di essere ancora io a decidere su cosa mi va di scrivere e su cosa no. E’ questo il motivo fondamentale del perché ho scelto l’Università rispetto ai grandi giornali. Non certo per farmi dire scrivi questo invece di quest’altro.

      Decido anche io su cosa ridere (amaramente). Per esempio su espressioni come “i tentacoli della piovra sionista” o “corporasionismo”. Qualcuno intellettualmente onesto nel 2009 può credere davvero che il capitalismo mondiale sia controllato dal “complotto ebraico”?

      Noto in conclusione che chi disprezza compra venendo a farsi pubblicità in casa di chi accusa di essere un agente del Mossad (Cfr: Il sesso di Carotenuto). Ma noi qualche decina di click gratis non li neghiamo a nessuno.

  10. Dani 17 Gen 2009 at 13:44 #

    Per chi non ha visto la puntata: le puntate di Annozero si possono vedere dal sito di Annozero.
    Idem per Report.
    Di Santoro mi è rimasto qui il cumulo di idiozie su Porta Palazzo e le sue pretese cellule dormienti (29 marzo 2007), ma amen, o lo meniamo o ce lo teniamo così, con gli eccessi di spettacolarizzazione che fanno parte del prodotto televisivo.
    E averne, di questo livello.
    Bona, preso atto che ovviamente ha ragione e lanciate le dovute pernacchie alle mosche cocchiere in cerca di crediti, ora smettiamo di guardare il dito e torniamo sui bambini di Gaza.

  11. Luigi Coppola 17 Gen 2009 at 14:05 #

    ..”Gent.ma dott.ssa Annunziata,

    lo stupore per il suo congedo dalla trasmissione AnnoZero e dal suo collega Santoro, è tale per il sottoscritto, solo se riferito (mi sembra impossibile evitare l’accostamento) alla stessa scena (anche all’epoca seguita in diretta) a ruoli invertiti nella Sua trasmisione domenicale, dove l’ospite, in congedo anticipato fu il Presidente del Consiglio. A prescindere dalla generosa “fetta di carne” (al sangue o ben cotta, veda Lei) offerta a tanti commensali dell’informazione indipendente nazionale, in omaggio (interpreto) alla corretta informazione, Le chiedo con la spassionata chiarezza che La distingue:
    ha rimarcato (prima dell’abbandono) più volte la comunanza professionale e l’amicizia condivisa con il presentatore e senza entrare nel merito delle ragioni o delle posizioni espresse; il suo gesto può essere letto come una candidatura futura alla Presidenza del Consiglio; una candidatura ad una nuova direzione di testata edita da Mediaset o più semplicemente un solidale perdono a chi allora, l’aveva lasciata sola e anzitempo nella Sua intervista. Se, probabilmente, il Suo abbandono, non risponde a tali bizzarre (peraltro non impossibili) ipotesi, possiamo pensare ad un’azione impulsiva, dettata dalla nota passione professionale, ampiamente professata e dimostrata sul campo? Sarebbe davvero avvilente, sorbirci domani o nei prossimi giorni, le probabili sirene, sullo stato confusionale della “solita” sinistra. Se può, con la luce del giorno nuovo, Ci illumini.

    Cordialmente Luigi Coppola”..

    Chiedo scusa per aver fedelmente reiterato il testo inviato meno di un’ora dopo l’accaduto, alla d.ssa Annunziata, nella quale ho sempre riposto stima e credibilità professionale.
    Come in altre occasioni, nessun cenno di risposta, mentre oggi dalla sua rubrica di posta,risposta su “La Stampa”, sono riportati ben tre riscontri incensori alla sua performance (x rimanere in tema) di altrettanti fan. Chiudo: DELIRIO DI ONNIPOTENZA..Sich!

  12. Matteo Principe 17 Gen 2009 at 14:29 #

    Santoro ha fatto quello che avrei fatto io nella sua situazione perche anche io vivo con la stessa rabbia nel cuore, perche mi fa schifo guardare il tg1 e vedere che nello stesso giorno in cui muoiono decine di bambini si manda in onda un servizio su un razzo palestinese che sfonda un tetto a sderot, perche mi fa schifo questa equiparazione tra i razzi palestinesi e l’attacco israeliano, perche mi fa schifo l’immobilismo della nostra classe politica. Abbiamo bisogno di persone come te, come Santoro, come Travaglio che ci raccontano davvero le cose come stanno senza aver paura delle conseguenze abbiamo bisogno di giornalisti con la schiena dritta

  13. normanna albertini 17 Gen 2009 at 14:47 #

    Sì, il tuo blog, Gennaro, è tra i più seri, di vera informazione e riflessione. Quindi: grazie. Ho visto la trasmissione,l’ho vista tutta. E non riesco, di solito, a seguire Santoro fino in fondo, perchè mi irrita il suo atteggiamento; ma questo riguarda la persona, non il giornalista, uno dei pochi (o l’unico?) che possa ancora definirsi tale. Non c’era niente di “sbilanciato”, niente, solo i fatti (e i numeri)nudi e crudi. Poi c’erano loro: i giovani israeliani e palestinesi e, quasi in tutti, la rabbia, la voglia di vendetta, la necessità stessa di vendetta. E’ questo che mi ha lasciato di stucco: la violenza cresciuta in e con questi ragazzi, violenza veicolata e sostenuta anche da un’identità religiosa che trasudava integralismo da tutti i pori. La trasmissione andrebbe rivista e meditata anche solo per questo: mentre si sta a chiacchierare su chi ha più torti in questa guerra, migliaia di persone muoiono e chi resta cresce nella convinzione che non si possa vivere se non difendendosi da un nemico. Vivere in guerra. Per l’eternità. Con ilnemico di un’altra religione che rafforza la tua identità. Il giovane religioso musulmano che si permette di riprendere Santoro perchè nomina (forse invano) il nome di Allah, e l’altro ragazzo ebreo con tutti i simboli, dalla barba al copricapo, che fa un commento stizzito all’indirizzo di Santoro, quando gli viene tolta la parola non danno da pensare? Ci mancava solo un cattolico lefevriano ed eravamo al completo. A me la trasmissione è piaciuta proprio per questo: ha mostrato fatti e persone per quello che sono, ergo: mi ha informato. Ergo: l’Annunziata dovrebbe sprofondare nella vergogna, se avesse una coscienza professionale.

  14. Nicomari 17 Gen 2009 at 15:08 #

    Lei decide che cosa scrive, ma noi possiamo ancora criticare le scelte altrimenti che “giornalistmo partecipato” sarebbe e poi quale partecipazione, qua c’è un solo giornalista/barone e la sua corte che applaude.
    Io non compro niente né sono comperata da nessuno nell’indicare un articolo tradotto dalla sottoscritta GRATUITAMENTE di Chossudovksi che parla di strategie geopolitiche delle multinazionali dietro alle cause dell’invasione di Gaza.
    Scrivo non solo a gratis come tati blogghisti affamati di informazione e arcistufi di questo regime di censura propaganda e menzogne, ma lo faccio rubando il tempo a quello che dovrebbe essere una vita normale, che non è.
    Dall’alto della sua cattedra Lei dimostra come tutti quelli della vostra generazione di non capire assolutamente la situazione e lo stato d’animo di chi vive nella precarietà più assoluta né vuole scendere a compromessi troppo compromettenti per la dignità della persona e la sua libertà.
    Constato ancora con amarezza, dando purtroppo ragione alla mia intuizione, CHE LEI COME TUTTI GLI ALTRI NEL RISPONDERE AL MIO POST FA DELLA DIVERSIONE in quanto fa scomparire il fatto dei giacimenti palestinesi di gas al largo di Gaza e sui tentativi precedenti di privarne i palestinsi del titolo alla proprietà e OMETTE UNA DELLE CAUSE PRINCIPALI DI QUESTO ATTACCO: I PETRODOLLARI O PETROSTERLINE.

  15. Nicomari 17 Gen 2009 at 15:17 #

    errata corrige: e i precedenti tentativi israeliani i prvarne i palestinesi del titolo alla proprietà e ciò facendo omette una delle cause principali dell’attacc: i petrodollario o le perosterline. Ne vogliamo parlre? O sceglie vigliaccamente di moderarmi?

    • Gennaro Carotenuto 17 Gen 2009 at 16:45 #

      Nicoletta Forcheri,

      1) Questo sito è solo un pulviscolo della nebulosa informativa che, per esempio, ha permesso al sito di Vittorio Arrigoni, di essere il più letto d’Italia nell’ultimo mese. Un risultato straordinario. Il giornalismo partecipativo lo fa l’insieme di migliaia di siti che tutto insieme compone un quadro di alternative al mainstream. Quelli come lei invece vogliono semplicemente sostituire ad un pensiero unico un altro pensiero unico: il loro.

      2) Accusare come fa lei questo blog di avere il potere di censurare una notizia è risibile. Siccome lei crede di aver scoperto il mistero che si nasconde dietro l’attacco a Gaza, sostiene che chiunque non abbia fatto la sua stessa scoperta sia automaticamente un censore complice di chissà quale complotto. Prima d’oggi non aveva mai sentito dire che le guerre hanno sempre motivazioni economiche? Beata innocenza.

      3) Lei preferisce affermare (altro pregiudizio) che dietro alla disinformazione dei media su Gaza ci siano nientemeno che “i tentacoli della piovra sionista”. E’ la più comoda delle spiegazioni e mi sembra di vederlo l’ebreo col naso adunco che trama nell’ombra e passa le mazzette ai giornalisti prezzolati. Poi però ci sono i tentacoli di mille altre piovre, la disinformazione sulla Gelmini, quella sull’America latina, quella sulla precarietà, quella sulle morti bianche, quella su perché l’arbitro non ha dato rigore. Sempre la piovra sionista?

      La risposta che do io è un’altra, anche se a lei non interessa. Crede che Pagliara abbia preso soldi o abbia dei vantaggi immediati? Io non credo e comunque andrebbe dimostrato. Le motivazioni sono molto più banali: conformismo innanzitutto, e l’opportunismo di voler stare dalla parte del più forte. Purtroppo sono motivazioni ben più solide e difficili da estirpare che il suo vaneggiare di una piovra sionista.

      4) Ha inondato la Rete per settimane accusando chi scrive di ogni turpitudine e di essere infiltrato non si sa bene da chi in non si sa bene cosa. Evidentemente la sua è una diffamazione senza alcun fondamento che non sarebbe capace di sostenere in alcuna sede. Inoltre mi accusa (ennesimo pregiudizio) qui di baronaggio ma di nuovo lei è disinformata sulla mia persona, sul mio lavoro e il mio ruolo di nessun potere.

      Dovrebbe vergognarsi.

      Passo e chiudo.
      L’agente del Mossad

  16. santaclara 17 Gen 2009 at 15:53 #

    Io ho visto la tramissione e per me Santoro ha fatto non bene ma benissimo ad arrabbiarsi con Lucia Annunziata, e’ troppo presuntuosa.
    In quella trasmissione si doveva discutere e mostrare fatti e testimonianze di quello che sta succedando a Gaza da 20 giorni e cioe’ un massacro di civili tutti Palestinesi!
    E’ inutile discutere dell’ostilita’ che va avnti da anni tra Palestina e Israele e dei massacri che hanno commesso gli uni e gli altri non basterebbe una trasmissione! e invece Lucia dice che Santoro ha impostato male la trasmissione? ma per nulla la trsmissione e’ stata impostata benissimo con immagini reali e testimonianze reali. Israele dove vuole arrivare? e’ normale che vendano ammazzati tutti questi civili e bombardate sedi onu? Ecco questo chiedeva Santoro agli opspiti ma non un parere su come portare avnti il programma!

  17. Francesco dal Salento 17 Gen 2009 at 16:12 #

    Santoro inqualificabile nell’aver costruito da sè la propria trappola! Stupido!

    Per Gennaro:
    -mettendo da parte il complottismo internazionalista ebraico, Savi di Sion e robaccia simile, perché negare validità a considerazioni di carattere economico con gruppi di pressione influenti? Tre mafie esistono in Italia, dice un mio prof: la vaticana, la socilista (defunta) e la sionista. Così come le lbby sioniste USA: non ono favole, azi queste ultime scrivono esse stesse testi per farsi conoscere. Ritorno come in passato a dire: non è che dobbiamo sentirci a disagio nel dire certe cose solo perché degli stolti in passato hanno elaborato teorie razziste! Non parlo di e quanto tali, ma chissenefrega (anche perché pure gli arabi sono semiti) ma di sionisti: certo che esistono questi interessi…non lo credi?

    Secondo: in linea col tuo articolo sul sesso di hamas ti propongo questo articolo: non affermo, ma chiedo, visto che nn sn in grado di affermare con certezza quanto questo articolo descrive…

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5438

  18. Giaco 17 Gen 2009 at 16:22 #

    Gennaro, complimenti per l’articolo.
    Una cosa volevo aggiungere: mi dispiace che la sceneggiata dell’Annunziata sia riuscita a distogliere l’attenzione, dei media e dei giornali, dai “fatti” alla polemica spicciola.
    Quella sottospecie di giornalista si è, con il suo uscire di scena, asservita alle logiche politiche che vogliono eliminare Santoro dalla televisione.
    Di cosa si è parlato il giorno dopo la trasmissione? Della lite Annunziata – Santoro, della piccata polemica del camerata Fini e delle critiche dell’ambasciatore di Israele.
    Tutto questo per non parlare delle immagini crude della guerra e del massacro perpetuato da Tsahal.
    Aggiungo che l’Annunziata non può dire che non si lascia trattare un argomento così serio a delle ragazzine, quando, proprio quelle ragazzine, ti fanno capire quali sono i problemi alla base di questo odio che purtroppo esiste tra arabi e israeliani.
    Adesso, Santoro avrà sbagliato, è fazioso (ma a favore di chi?), è indisponente, è tutto quello che si vuole ma è un fior di giornalista e sa fare il suo mestiere che è quello di porre domande e ottenere delle risposte; il giornalista capace è quello di che fa capire al pubblico qual è il problema che si sta affrontando e come si comporta la politica di fronte a questi problemi.
    Saluti

  19. Federica Bizzocchi 17 Gen 2009 at 16:53 #

    Gennaro!
    Un eccellente articolo. Leggo quotidianamente il sito, perché nel vero senso della parola riesco a ottenere “informazione”. E per chi vive fuori dall’Italia, come per chi ci vive in Italia, informarsi DAVVERO é difficile!
    Per chi come me dipende da Raitalia e resiste fino all’una di notte per vedere un programma come Anno Zero (perché in prima serata per lo meno in Argentina passano tutt’altro), la scena dell’Annunziata é stata semplicemente vergognosa.
    Santoro é forse l’ultimo giornalista televisivo, capace di fare informazione.
    E soprattutto uno dei pochi adulti in Italia capace di investire sui giovani: questo sicuramente il peccato piú grave.
    Ad entrambi, con stima.

  20. foscalontana 17 Gen 2009 at 19:14 #

    L’atteggiamento di chi si limita all’effetto che, le proprie parole sortiscono, non mi pare un atteggiamento politico(inteso quest’ultimo concetto, come gestione positiva delle relazioni o delle cose).Per esprimere un reale intenzione di dialogo, bisognerebbe risolvere(sorpassandola, quest’opposizione che la Forcheri, pone in essere ogniqualvolta decide di intervenire: Lui(gennaro)barone, noi(vassalli e valvassori(ancorché sudditi),Loro ebrei(tutti sionisti,)Io-Forcheri,libera pensatrice(Unica).Ora al di là del Protocollo di Sion(che pure sarebbe interessante discutere),dovrebbe cambiare il suo di Protocollo, cominciando a ri-conoscere che in questo sito, ci sono tante verità(e non la Verità),tante passioni, richieste, interpellanze,scrittura. Quest’ultima di parole non astratte: parole che si incontrano,molto spesso si scontrano:scambio.
    Nel definirla la prima volta l’ho ascritta (con evidente’ suo scuorno’)assieme alla Tzipi Livni,a quel pensiero ‘forte’derivante dal simbolico maschile: il conflitto, il campo di battaglia,gli avversari passati per le armi.Sempre e ovunque. Non sono intervenuta al suo commento per difendere nessun patriarca,ma per sottolineare la sua mancanza di ascolto e di disconoscimento delle relazioni. L’assenza di una reciprocità che è una connotazione di quel (neo) patriarcato che impedisce all’altro/altra di esistere.Tentando di azzerarne l’identità,la coscienza,il patrimonio culturale,la sensibilità. Così come in guerra.
    Per quanto riguarda i motivi del/dei conflitto/tti,le consiglio un articolo interessante dell’avvocata Ana Echevengua,che troverà pubblicato da quel ‘patriarca’ di Carotenuto, in questo sito. Ho il sospetto trovandosi tra i “dialoghi”,le sia s-fuggito completamente.

  21. Doriana Goracci 18 Gen 2009 at 09:30 #

    riporto un link da indymedia lombardia
    http://italy.indymedia.org/it/2009/01/43287.shtml che essendo lungo non trascrivo, in difesa di Santoro e delle sue inchieste e che conclude “certo bisogna farne di strada daq un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni, da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni..” Faber

    e il mio commento che qualcosa credo c’entri con quanto diciamo quì…e scusate la “contaminazione di siti”

    “tutto quello che hai scritto non si può contestare, Report è un altro esempio di giornalismo d’inchiesta e ce ne sono anche degli altri in Rai, come Riccardo Iacona o Stefano Savona. Per alcuni di questi non c’è mai stata Prima Serata ma seconda… ultima e mai vista serata quella che di solito partecipa attivamente col cuore e le gambe e il cervello, altrimenti come nascerebbero i forum, le discussioni su Annunziami tu che puoi o non puoi, gli editoriali, la marea di non notizie?…Parliamo sempre di coinvolti negli Affari Italiani che non vivono in nazionale-autarchia. Mi rendo conto e bene, che è molto arduo raccontare la nostra e altrui vita ( Faber ad esempio che citi)
    in Libera Anarchia di pensiero ed azione e lottando, vero?

    Doriana

  22. Gennaro Carotenuto 18 Gen 2009 at 11:17 #

    Un link esterno mi ha fatto ricordare di questo articolo di quasi tre anni fa, subito dopo l’elezione di Giorgio Napolitano.

    La prima parte è forse tuttora di qualche interesse per tratteggiare il personaggio Lucia Annunziata. http://www.gennarocarotenuto.it/630-lucia-annunziata-contestata-alluniversita-di-macerata/

  23. Doriana Goracci 18 Gen 2009 at 11:34 #

    Concludevi, ho letto…Gennaro con il “Partito della Malavita” che avanzava e siccome qualcosa sto approfondendo anche io, ripescando dai ricordi come Primavera in Kurdistan di Stefano Savona (a notte profonda sulla Rai)… dal sito http://www.dagaza.org/ vengo a sapere
    NEWS: il regista Stefano Savona dal 14/01/2009 è l`unica telecamera italiana all`interno della Striscia di Gaza…
    e aggiungo Ore 8,45 Rai Tre giornale radio, riporta le manifestazioni per Gaza di ASSISI, per prima mi raccomando (senza cifre) e di Roma, QUALCHE MIGLIAIO,e mi vengono in mente i cosiddetti conti della serva…
    Di cosa e chi stiamo parlando?

    • Gennaro Carotenuto 18 Gen 2009 at 11:44 #

      Nel rileggerlo mi sono stupito di come le cose si siano deteriorate in tre anni. Oggi c’è pure il Lodo Alfano… Sulle manifestazioni si tergiversa sempre, ma su quelle di ieri in particolare.

      E comunque il GR1 delle 8 di ieri mattina su Santoro ha detto che la trasmissione era considerata “filo-Hamas”. Non filo-palestinese, proprio filo-Hamas. Non c’è neanche bisogno di Gasparri a spararla grossa, la gente si allinea così per riflesso condizionato.

      RIPETO: IL CONFORMISMO E’ IL PIU’ SOTTOVALUTATO DEI VIZI DELLA SOCIETA’.

  24. Francesco dal Salento 18 Gen 2009 at 15:09 #

    Gennaro, hai letto il link che ti ho messo sopra su Hamas scritto da un gionalista de Times? Attendo una risposta sul punto, cortesemente…

    • Gennaro Carotenuto 18 Gen 2009 at 16:01 #

      Ti ringrazio dell’estremo immeritato valore che dai alla mia opinione. Non ho abitudine di commentare ogni commento.

      Quello che mi torni ad indicare è un articolo che è stato già pubblicato in questo sito un paio di settimane fa (postato da Paolo Roversi), letto da moltissimi, citato e che non mi convince in tutto.

      Per esempio nella laica società palestinese ancora 10-15 anni fa quasi non c’erano donne velate. Nella grande famiglia di mio fratello palestinese, sono 8 figli maschi (tra i 35 e i 55 anni), 10 anni fa nessuna delle otto mogli erano velate. Oggi sei su otto sono intabarrate e ti parlo di una famiglia laica e di sinistra di persone che conosco personalmente e delle quali ho frequentato la casa.

      Il fatto che oggi ci siano (ancora) donne non velate è un segno di liberalità o di un processo di fondamentalizzazione della società?

  25. Francesco dal Salento 18 Gen 2009 at 18:34 #

    Caro Gennaro,

    che la società palestinese abbia perduto la sua storica laicità eanche culturalmente abbia dmenticato i fasti del passato, me lo ha confermato una amica docente che si occupa da tempo di queste cose. L’articolo però non verteva sulla laicità che fu e sulla quale conveniamo tutti, ma su una cosa che aveva un carattere esplosivo, ovvero che nonostante la presenza di Hamas le cose non fossero così “fondametalizzate” come crediamo siano. Ora, non nel passato. Ora. Per questo ti chiedevo un parere.

    Tu mi hai risposto citando un’esperienza personale. Ma allora cosa pensare di quanto dice il giornalista del Times?

    Quello che io ti rimprovero nn è il dire che Hamas non è la soluzione per i palestinesi: anche io lo so, anche io sn conscio di questi.
    A differenza tua, però, credo che non sia il caso di dare addosso ad un movimento già attaccato dall’esterno in questa fase…adducendo poi argomenti che puzzano un pò di fazioso (non da parte tua, sia chiaro, ma del mainstream) come “la distruzione di Israele”!

    Anche l’OLP aveva scritto ciò nel proprio documento, ma poi pssò a trattare. E anche Hamas ha più volte detto, con intelligenza : “Noi abbiamo un problema politico con voi, non religioso”. E poi si sa che “distruzione di Israele” è espressione usata anche da molti israeliani antisionsiti che non alludono certo alla distruzione fisica dello Stato, ma alla distruzione dei soi presupposti etnici e religiosi…

    Espressione quindi foriera di strumentalizzazioni. Un buon marxista dovrebbe sapere che anche questi proclami ideologici si nutrono di una mancanza di giustizia,e quindi prenderli come tali…in attesa che una soluzione giusta possa svuotarli…Ecco perché non bisogna prestare il fianco a chi invece, terrorista della parola, usa queste cose per rinnegare la reale entità della pluridecennale tragedia palestinese…

  26. mariarubini 19 Gen 2009 at 12:30 #

    un off-topic

    Francesco Caruso cerca medici e personale sanitario disposto a partire sabato per Gaza e lavorarci una settimana.

    Potete contattare anche me. Diffondete. Grazie Gennà!!

  27. Giorgio Sabaudo 19 Gen 2009 at 21:01 #

    Sì,forse Santoro si é costruito la trappola da solo invitando la stessa Annunziata.Con questo gli va la mia totale solidarietà.Al limite trasmetterà su Pandora tv.
    Cosa ti aspetti a invitare una militare israeliana e soprattutto cosa t’aspetti a metterla di fronte ad una civile palestinese di cittadinanza italiana sua coetanea?
    forse è questo il fatto centrale..una militare israeliana chiamata a discutere con una ragazza palestinese.
    Il piano di discussione non è equilibrato,un soldato che durante una guerra in atto parla con una persona empaticamente sua vittima.
    Cosa t’aspetti?..soprattutto quando sono le immagini a parlare da sole.
    NATIVI GIOCA A RISIKO CHE E’ MEGLIO!
    Per la ”piovra sionista”..beh non è la scoperta dell’acqua calda;è innegabile che esista per mezzo dell’influenza sulla politica estera americana(e quindi occidentale)soprattutto in medio Oriente con l’obiettivo dello scontro di civiltà,quello tanto sbandierato e incentivato dai vari Kissinger e dai nostrani Panebianco.
    Inutile negarlo.

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