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Il sesso di Hamas

bambinipalestinesi

E’ possibile esecrare la politica dello Stato d’Israele senza per questo diventare apologeti di Hamas? Secondo chi scrive la risposta è sì ma a giudicare dalle molteplici reazioni al mio pezzo su Gaza all’inizio dei bombardamenti israeliani, la risposta che danno alcuni è un “no” che val la pena commentare. Sembra proprio che il nemico del mio nemico (ammesso e non concesso che Israele sia il nemico) debba essere mio amico e in quanto mio amico vada difeso ben oltre la logica e principi che altrove consideriamo ineludibili.

Se condanno Israele allora deve piacermi per forza chi a Israele si oppone? Dovevano piacermi i talebani? E se chi si oppone ad Israele vaneggia tuttora della distruzione dello Stato d’Israele tale dettaglio marginale va trangugiato senza riflessione? Tutto ciò vale in maniera uguale e contraria per l’altro campo, quello filoisraeliano: se penso che Israele sia nel giusto (o sfumature digradanti) nell’infliggere inenarrabili sofferenze al popolo palestinese (non vi girate dall’altra parte e non fate a scaricabarile dando tutta la colpa ad Hamas), come è conciliabile questo con la salvaguardia del diritto dei bambini palestinesi nella foto ad avere un futuro?

E se non è conciliabile, e quindi i palestinesi (o gli arabi, o i migranti, o i meridionali) sono tutti brutti, sporchi e cattivi (non dimentichiamo che il discorso pubblico su Hamas terrorista è costruito in maniera identica a quello fatto fino ad un paio d’anni fa per delegittimare Fatah e Arafat), cosa vuol dire non riconoscere nulla ai palestinesi se non un sinonimo di un colonialismo espansionista ottocentesco? Di fronte all’illegale appropriazione pezzo per pezzo della Cisgiordania, di fronte alla rigida chiusura sul diritto al ritorno dei profughi, di fronte alla trasformazione di Gaza in uno zoo, una fogna, un campo di detenzione a cielo aperto con la più alta densità abitativa al mondo, propugnate ancora la foglia di fico dei “due popoli – due stati”?

Il punto più interessante è però quello del giudizio su Hamas da parte di chi condanna Israele. La politica di Israele è pretestuosa prima ancora di quanto sia criminale, ma a chi serve il lancio di razzi se non ad Israele? Antisemiti dichiarati come il fondamentalista cattolico Maurizio Blondet (che piace tanto ad alcuni compagnetti rossobruni) sono giunti al ridicolo di sostenere che siccome i razzi sono una cosa così stupida e controproducente allora (incurante delle rivendicazioni di Hamas) dev’essere senz’altro Israele a mandarseli da sola. Poi ci vuole un guitto della politica come Maurizio Gasparri per far passare il massacratore per il massacrato: “i palestinesi massacrano gli israeliani”, blatera dalla bassa cucina del teatrino politico italiano.

Durante la prima Intifada il rapporto tra le vittime era di tre palestinesi per ogni israeliano. Nella seconda arrivò a nove a uno. Adesso siamo a cento contro uno ma nei media italiani si può mentire spudoratamente e sostenere che sono i palestinesi i massacratori, o come nel 2006 lo scontro di civiltà tra i bei ragazzi israeliani sbarbati e i barbuti islamisti a rappresentare l’Occidente illustrato e l’Islam zotico. Del resto c’è apposta un sicario manipolatore del giornalismo come Gianni Riotta e il suo burattino Claudio Pagliara per farci commuovere del terrore del Neghev e accettare senza battere ciglio quello infinitamente più grande a Jabalya. Ma basta questo allora, il rifiuto dello stereotipo e della manipolazione per fare il tifo per Hamas?

“Sono meno corrotti di Fatah” sento dire anche da persone che rispetto molto. E allora? Altri pensano che il fatto che Hamas abbia vinto le elezioni (come Berlusconi) lo emendi da ogni macchia e renda ogni sua decisione legittima come rappresentante democratico del popolo palestinese. Rispetto all’obiezione sul sessismo sento dire: “non sono questi i tempi”. Infatti questi per Hamas sono tempi (per esempio) per usare donne “svergognate” per fare le kamikaze e ristabilire così l’onore della famiglia. Le avete viste o non le avete viste (e se non ci andate in Medio Oriente, fatevi raccontare) in questi anni velarsi sempre di più le donne in Palestina? Folklore? Vi sta bene? Perché vi girate dall’altra parte?

Perché dovrei appoggiare un movimento che segrega la metà dei cittadini palestinesi, le donne? Vi sollevate per infinitamente meno rispetto a Giuseppe Ratzinger e al fondamentalismo cattolico, ma siccome un criminale di guerra come George Bush si è inventato la “guerra al terrorismo” fate finta di non vedere che il fondamentalismo islamico esiste, fa schifo almeno come quello protestante o indù o ebraico, e non è pericoloso per noi, ma per chi vive nei paesi governati da tali figuri, come la striscia di Gaza sotto Hamas.

Ma soprattutto, ed è il nodo centrale, quella parte di opinione pubblica che dopo aver denunciato i crimini di Israele, finisce per simpatizzare, o schierarsi apertamente (“oggi Hamas rappresenta tutti i palestinesi” come Bush l’11 settembre rappresentava l’Occidente), come si pone di fronte alla pretesa di Hamas della distruzione dello Stato d’Israele? Se è pura propaganda, o è uno scherzo, non è utile ed è macabro oltre che per fortuna irrealizzabile. Se invece è un programma politico reale vi ci riconoscete? Pensate davvero che invece di fare il tifo per l’espulsione e la diaspora di milioni di palestinesi, come fa scandalosamente mezzo Occidente tacendo sui crimini contro l’umanità di Tsahal, la soluzione sia fare il tifo per l’espulsione e la diaspora degli israeliani?

Se, come credo, non pensate che la soluzione del conflitto mediorientale sia la distruzione dello Stato di Israele propugnata tuttora da Hamas e quindi pensate che un processo di pace sia comunque necessario, nonostante Israele e l’estremismo politico della sua classe dirigente, i suoi crimini contro l’umanità e le sue manipolazioni dell’informazione, qual è la strategia di Hamas per essere la classe dirigente che porterà i palestinesi fuori dal guado? Sparare quattro razzi? Cosa pensano i convertiti italiani filo-Hamas? Che vuol dire Intifada fino alla vittoria oggi? A quale prospettiva di pace pensano? Perché pensare si deve, non ci si può schierare come allo stadio, Milan o Inter, Roma o Lazio. La domanda non può essere elusa: siete con Hamas per la distruzione dello Stato d’Israele?

Tutto questo non vuol dire essere neutrale o chiudere gli occhi di fronte a quanto sta commettendo Israele a Gaza. Vuol dire rifiutare la logica di guerra da qualunque parte essa provenga. E ripudiare l’estetica della bella morte e del martirio utilizzata da Hamas. Israele ha dalla sua l’obbrobrio della sua forza militare. Che vi piaccia o no la forza del più forte paga, la violenza del più forte paga e il più debole per vincere può solo essere più intelligente del più forte. Gli israeliani stanno vincendo mentre i palestinesi, che restano le vere vittime, con i Qassam di Hamas, questa guerra la stanno perdendo.

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47 Responses to Il sesso di Hamas

  1. normanna albertini 5 Gen 2009 at 16:47 #

    Carissimo Gennaro,
    trovo molto equilibrio e realismo sia nel tuo precedente articolo sia in questo. Grazie. E’ sempre più facile strumentalizzare e lasciarsi strumentalizzare che cercare di capire e ragionare con la propria testa. Bravo.

  2. Rob J 5 Gen 2009 at 17:12 #

    Che altro aggiungere Gennaro… hai già detto tutto tu. Sottoscrivo anche le virgole.

  3. Giorgio Sabaudo 5 Gen 2009 at 19:44 #

    Caro Gennaro con tutta la stima del mondo,
    assicuro che Hamas non è l’incarnazione dei miei principi ma dire che Hamas ha vinto le elezioni come le ha vinte Berlusconi in Italia sia una affermazione molto superficiale.Comparare il nostro popolo malato e ,orgoglioso di esserlo, con un popolo che vive nella più grande prigione a cielo aperto del pianeta mi sembra più che azzardato.
    Comparare la nostra ignoranza e indifferenza con la loro(ed emapaticamente mia,nostra) sofferenza mi sembra triste.
    Hamas non ha vinto dopo 20 anni di lavaggio del cervello;Hamas ha vinto democraticamente dopo decenni di ingiustizie.
    E la pace senza giustizia è difficile se non impossibile.
    Poi Gennaro non siamo noi che possiamo liberare le donne dalla segregazione del fondamentalismo..è la logica dell’esportazione della democrazia(esiste?),inoltre siamo uno dei popoli più conservatori e integralisti del mondo.Quindi nel caso cominciamo da casa nostra.
    Detto questo non mi giro dall’altra parte.
    Hamas deve rivedere il suo programma ed esprimerlo in un’ottica antisionista e non antisraeliana altrimenti è ovvio che fa il gioco degli stessi sionisti.
    Rifiuto e sono con te a farlo la logica della guerra ma appoggio pienamente la logica della Resistenza,ai tank,alle bombe al fosforo bianco,come all’indifferenza e alla disinformazione.Se avessero i carri armati forse non utilizzerebbero il martirio.
    La violenza non paga mai,figurati contro l’esercito più attrezzato del mondo ma l’unità paga eccome e anche la lotta.
    La Palestina ha bisogno di un popolo e dei suoi politicanti uniti per la causa comune,Al Fatah,Hamas e il Flp uniti,il popolo unito per la giustizia e non per il fondamentalismo.
    Bombe al fosforo contro Qassam,è questa la loro guerra..chi sono i terroristi?
    Penso gli indifferenti,penso i vari Riotta,Giorgino,Mieli e compagnia bella.
    Con stima Gennaro e anche con tanta rabbia,ovviamente non nei toui confronti.

  4. Antonio Castellarin 5 Gen 2009 at 20:27 #

    Anche lui segue il discorso del “..Sembra proprio che il nemico del mio nemico debba essere mio amico e in quanto mio amico vada difeso ben oltre..”?
    VIVERE CON I GIORNI CONTATI IN UNA TERRA RUBATA
    …La versione ufficiale israeliana non fa parola dei molti premeditati massacri condotti dal neonato Esercito di Difesa israeliano e dalle unità paramilitari che lo precedevano. Non fa parola neanche delle leggi razziste che impedirono il ritorno dei palestinesi nelle loro case e nelle loro terre.

    Il significato di tutto ciò è molto semplice. Gli israeliani non conoscono la causa palestinese. Dunque non possono che interpretare la lotta palestinese come una follia irrazionale e omicida. Nell’universo solipsistico giudeocentrico l’israeliano è una vittima innocente e il palestinese non è altro che un selvaggio assassino.

    Questa grave situazione che impedisce all’israeliano di conoscere il suo passato distrugge la possibilità di una futura riconciliazione. Poiché l’israeliano è privo della minima comprensione del conflitto, non riesce a contemplare una soluzione che non comporti lo sterminio o l’epurazione del “nemico”. Tutto ciò che gli è dato di sapere è costituito dai fantasmatici resoconti della sofferenza ebraica. Il dolore palestinese gli è completamente estraneo. Il “diritto al ritorno” dei palestinesi suona alle sue orecchie come un’idea ridicola. Neanche gli “umanisti israeliani” più progressisti sono pronti a spartire la terra con i suoi abitanti autoctoni. Ciò non lascia ai palestinesi altra scelta che quella di liberarsi da soli a tutti i costi.

    È evidente che sul lato israeliano non c’è un interlocutore che sia disposto a dialogare per la pace..
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5431
    DI GILAD ATZMON Palestine Think Tank
    Ci sono leggi internazionali, convenzioni, accordi, che vietano i bombardamenti delle zone abitate, e non e’ solo questione di donne e bambini. L’ONU riconosce il DIRITTO alla ribellione.,,,

  5. genseki 5 Gen 2009 at 21:43 #

    Gentile Carotenuto,

    il problema politico posto dai suoi articoli è proprio il perché lei ritenga centrale in questo momentto dare un giudizio, appunto politico, su Hamas. E metto l’accento sulle parole in questo momento. Perché vede se si ritiene centrale il giudizio su Hamas si ritiene un pochino meno centrale il giudizio su chi ammazza civili e bambini e chi nega diritii elementari da anni a qualche milione di persone palestinesi. Lo so che lei ritiene e afferma che un giudizio politico su Hamas non significa una giustificazione di quello che sta facendo lo stato di Israele in questo momento. Penso peró che questa sia una pretesa difficile da sostenere perché giá il fatto di giustapporre due temi tanto sproporzionati serve a rendere meno orribile per chi legge quello che è invece è il più grave. Cioè mentre si bruciano vivi alcuni bambini mentre esprimo il mio orrore per questo fatto mi sento in dovere di esprimere anche un giudizio morale, che so, sulle virtú civiche dei loro padri. Che direbbe di una frase come questa: ê vero che i bambini sono stati bruciati vivi ma non potete giustificare anche su di un piano totalmente diverso che i loro padri non pagassero le tasse! Io credo che una delle conseguenze piú terribili di quanto sta succedendo e che serve anche ad abituarci, a discutere e a fare paragoni di fronte a quello che dovremmo considerare un orrore assoluto: la strage sistematica di civili inermi! Cosa vuole, io magari non condivido nulla delle opinioni di un miliziano di Hamas, ma perché non dovrei rispettare chi ha fatto una scelta di vita tanto pura e assoluta come quella? I miliziani di Hamas sicuramente sanno che la sola cosa che possono aspettarsi è la morte. Perché non dovrei ammirarli? Perchè peccherei di estetismo della morte? Ma dai! Quello che si deve smascherare nella violenza che si riversa oggi su Gaza è che essa è il prodotto sistemico dell’imperialismo e che si riverserá ance altrove con altre forme e con lo stesso orrore.
    genseki

  6. piccoli guido 6 Gen 2009 at 00:38 #

    Gennaro, con tutto l’affetto di coppia -qualche malato di fegato ci ha definito cric e croc- concordo con quanto pacatamente scritto da Giorgio Sabaudo e Genseki. In un momento come questo i distinguo, i si ma… sono fuori tempo e luogo. Su altri argomenti o scenari l’immagine della barricata, o di qua o di là, è falsa e fuorviante (come ad esempio, in Colombia). A Gaza invece no. Adesso, in questi giorni, è così, di qua o di là. Io mi sono scoperto contento, pochi minuti fa, alla notizia che comincino a morire anche i soldati israeliani. Orrore, no? Così giovani, così belli, così simili a noi. Mentre quelli di Hamas ci assomigliano così poco… così rozzi e trogloditi, come mi sembra li abbia definiti tu, così lontani da noi. Io sto con loro, spero che vincano a loro modo come hanno “vinto” gli Hezbollah in Libano e come vincono i Talebani in Afghanistan. Terzium non datur. Gli altri palestinesi, lì, sono gli eredi di Arafat, che assomigliano ai nostri politici di sinistra. Quelli per bene, i Barghouti, sono pochi o in galera (Israele è molto intelligente). E’ così. Ma, considerazione finale, “io sto”, “tu non stai”, “noi critichiamo”, “noi parteggiamo”… sono parole di privilegiati che stanotte dormiranno bene, tra lenzuola profumate, mentre quelli là passeranno la notte sotto il bersaglio del fosforo bianco del popolo eletto, che da qui all’eternità godrà di immunità e impunità speciale, qualsiasi nefandezza commetta.

  7. Bruno Loffredo 6 Gen 2009 at 04:25 #

    Quello che è successo in passato e quello che sta succedendo in questi giorni non è altro che il frutto dell’inefficienza e dell’inefficacia delle varie organizzazioni internazionali. Sono più 60 anni che non si riesce a trovare il bandolo della matassa. Non facciamo altro che criticare le reazioni degli uni e degli altri, nessuno vuole riconoscere che sono due popoli che hanno gli stessi diritti egli stessi doveri. l’imposizione delle armi non da diritto alla omologazione della conquista o espansionismo che dir si voglia. L’ONU è una organizzazione che “NON DEVE CHIEDERE MAI”, ma deve evitare i conflitti, nacque per questo. Il parallelismo: Berlusconi-Hamas, mi sembra proprio fuori luogo, infatti Berlusconi se in campagna elettorale avesse proposto la distruzione della Croatia o della Francia (e i motivi non sono molto distanti da quelli di Hamas), non credo che avesse avuto qualche voto. Io sono dell’avviso che chi desidera la distruzione di un popolo, rappresenta un cancro ancora benigno che va estirpato prima di diventare maligno, anche per evitare le corse ai supermercati per approviggionarsi di generi di prima necessità, come avvenne in Italia in occasione della guerra in Iraq. Hamas vuole diventare martire egli stesso per ottenere la considerazione e la comprensione del mondo e se ne frega del suo popolo e delle sofferenze che sta subendo. I palestinesi dell’OLP hanno ben altre considerazioni e riescono a farsi valere anche nelle trattative e dei risultati sono stati raggiunti perchè non vogliono la distruzione di Israele. Quelli di Hamas devono essere estirpati, PUNTO. Prima lo si fa e prima si evitano alti morti specie di bambini i quali sono tutti uguali.

  8. Doriana Goracci 6 Gen 2009 at 08:55 #

    Caro Gennaro i tuoi sono interrogativi “retorici” tanto sono veri, quanto lo sono le risposte che ti hanno dato fin quì, le condivido e le comprendo. In questi giorni sono stata molto poco “presente” e attiva sul pc, tranne fare quello che mi viene, registrare voci altre, diverse, che arrivano in rete …e sguizzano via come pesci, lasciando il rimestolare tra hamas e violenza, violenza razzi palestinesi e difesa della vita israeliana. Ne ho scritto e come commentato ho subito MODERAZIONE e CENSURA su un sito sinistro del Prc-Sinistra europea che avevo già “assaggiato nel passato: Bella Ciao Italia.
    Scusa se insisto “anche” su questo particolare italiano, dove sembra che si possa dire di tutto e di più e non si dà voce al popolo, a quello che ci vive e a quello che resiste, là o quà, come Arrigoni o come oscure figure, che non hanno certo giacche arcobaleno o rosso brune.
    C’è un problema GRANDE Gennaro, di controllo e repressione a sinistra a destra al centro, con la chiesa e le religioni che si battono per il primato della difesa della pace…
    Cosa arriva davvero a noi? Quale storia?
    Contiamo i soldatini morti sulla striscia?
    Sei tu il primo a dire no, allora vediamo anche per amore partecipativo dell’informazione, i fattacci di casa nostra sulle case loro, demolite e bombardate.
    Con stima e affetto che penso sai
    doriana

  9. emanuele 6 Gen 2009 at 11:00 #

    Professore, anche io mi unisco agli attestati di stima nei suoi confronti, ma dissento dal suo articolo, analogamente ad altre voci, proprio perchè ora non è tempo di giudicare Hamas, come nella guerra del Golfo 2 non era tempo di giudicare Saddam Hussein. Quando un esercito straniero si arroga il diritto di decidere in casa d’altri cosa questi altri possano fare o non fare, dire o non dire e come essi debbano vivere (il peggio possibile) io credo che tutte le altre considerazioni passino in secondo piano.
    Se domani un esercito straniero decidesse di bombardare l’Italia perchè considera Berlusconi, che detesto dal profondo del cuore, una minaccia, io sarei in prima linea a difendere il mio paese, che sarà pure uno schifo politicamente parlando, ma resta casa mia e deciderne le sorti spetta a me e agli altri cittadini italiani, non a qualche attore esterno arrognte e brutale.
    Peraltro Hamas vince perchè nessuno ferma la violenza di Israele. Hamas è “l’uomo forte”, il “slavatore della patria” perchè c’è una patria che è realmente e costantemente in pericolo da 60 anni.
    Oltretutto mi scusi, ma il suo discorso “se Hamas avesse i mezzi”, non regge: la realtà è che Hamas e moltissimi palestinesi spazzerebbero via ogni israeliano se potessero. Ma non possono, dunque il problema non si pone.
    E non potranno mai perchè sono comunque isolati dalle posizioni internazionali. Viceversa Israele non solo ha l’intenzione più volte dichiarata dai suoi capi di eliminare i palestinesi, ma ne ha tutti i mezzi e gode perfino della complicità internazionale.
    Per questo il suo “processo alle intenzioni” di Hamas mi pare inutile. Non c’è un po’ di ragione di qua e un po’ di là. Israele sta commettendo un genocidio e noi stiamo ancora a fare salotto discutendo di soluzioni politiche interne alla Palestina che nel frattempo crepa sotto le bombe. Se continua così non avranno più bisogno di soluzioni politiche perchè non esisterà più un popolo palestinese…

  10. Doriana Goracci 6 Gen 2009 at 11:13 #

    Eccidio sionista: 70 membri di una famiglia chiusi in una casa e bombardati dall’esercito di Israele.
    Scritto il 2009-01-05 in News
    Gaza – Infopal. Una famiglia intera massacrata, fatta a pezzi: 70 persone uccise a sangue freddo dall’esercito di occupazione israeliano nel quartiere di az-Zaitun. E’ successo, ieri, domenica, ma l’eccidio è stato scoperto solo oggi, lunedì.Naeb as-Sammuni di 25 anni, sopravvissuto, ha raccontato: “Le forze di occupazione israeliane, penetrate a est del quartiere az-Zaitun, hanno radunato decine di membri della mia famiglia in una sola casa di 180 metri quadrati, poi l’hanno bombardata per dieci minuti”.Il cittadino, che ha visto sterminare tutta la famiglia, ha aggiunto: “Dopo averli bersagliati di bombe, la casa si è trasformata in un lago di sangue. C’è chi è morto subito, chi è rimasto ferito ed è morto dissanguato”.
    As-Sammuni ha spiegato che le forze di occupazione sioniste hanno impedito l’arrivo delle ambulanze per soccorrere i membri della famiglia massacrata, nonostante gli appelli della Croce Rossa: molti sono rimasti a sanguinare per 24 ore e solamente questa mattina sono sopraggiunti i soccorsi.
    Nell’eccidio, ha raccontato Naeb, sono morte sua moglie Hanan, sua figlia Huda, sua madre Rizqa, e la maggior parte dei suoi fratelli e dei suoi cugini.Il dott. Haitham Dababesh, che era tra i soccorritori dell’ospedale ash-Shifa di Gaza, ha dichiarato che da ieri sera, cioè dal momento del bombardamento della famiglia as-Sammuni, “abbiamo coordinato i soccorsi con la Croce Rossa, ma non siamo risusciti a raggiungerli fino a questa mattina”.
    I soccorritori, al loro arrivo, hanno trovato una situazione terribile…

    http://www.infopal.it/leggi.php?id=10322&PHPSESSID=24357b9f5a406761c78d1961fc1d3f11

  11. Alfio Costuma 6 Gen 2009 at 13:47 #

    Egregio Carotenuto,
    mi riesce difficile farle, come gli altri, attestati di stima dopo aver letto un articolo del genere (ed altri passati).
    L’equidistanza tra il carnefice e la vittima equivale a rendersi complice dei crimini commessi dal primo. Voler valutare e giudicare ogni movimento, ogni individuo ed ogni pensiero di questo mondo alla luce della sua visione ideologica, condannando senz’appello tutto ciò che non vi si confà totalmente (più o meno, tutto il resto del mondo), mi pare indice di forte ottusità mentale ed egocentrismo smisurato.
    Entro nel merito del suo articolo.
    Dunque, per lei i problemi sono due: Hamas fa velare le donne e non riconosce Israele.
    Al primo punto è fin troppo facile risponderle che qualsiasi donna palestinese preferirebbe vivere velata (come farebbe anche se non ci fosse Hamas) piuttosto che morire sotto le bombe o di stenti a causa della politica genocida di Israele.
    Al secondo punto risponderei con una domanda. Che cosa ai suoi occhi legittima lo Stato di Israele? Quale diritto è insito nell’atto brutale d’occupare la terra altrui, instaurarvi uno Stato su base razziale (vedi leggi che impediscono l’acquisto di terre agricole da parte dei non ebrei) e procedere alla pulizia etnica degl’indigeni? Perché quegl’indigeni non dovrebbero pensare che il riconoscimento di quell’Israele – che ha massacrato e cacciato i loro nonni e padri ed ora continua ad affamare e massacrare loro – non sia per loro un dovere assoluto, ma semmai una decisione che si può prendere o meno, ma che è legittimo non voler assumere senza ricevere in cambio alcuna contropartita?
    Al di là del fatto che Hamas propone un unico Stato multireligioso e multietnico, di recente Ismail Haniye ha affermato di volere il ritorno ai confini del 1967, il che equivale ad un riconoscimento implicito di Israele.
    Infine, le confesso che non noto molte differenze tra Pagliara e lei, nel momento in cui con Gaza sotto le bombe si preoccupa della sorte degli ebrei e non dei palestine

  12. mariarubini 6 Gen 2009 at 16:12 #

    Caro Gennaro, torno dopo un po’ in questo sito e rimango basita da questi commenti. Se vuoi, se ti può confortare, io sottoscrivo parola parola quest’altro tuo articolo.
    Hams: una cosa è dialogare, intavolare trattative, ed un’altra è sostenere, solidarizzare. Sono cose diverse, molto diverse. Si deve dialogare ma non sostenere perché i progetti di società dei partiti e dei movimenti fondamentalisti sono inaccettabili. Non si può solidarizzare con chi, se avesse il potere per prima cosa stermina i comunisti e i progressisti del proprio paese in nome di uno stato teocratico oppressivo. In palestina, anche un bambino capisce che la divisione fra hamas e l’ANP è congeniale alla politica israeliana.Anche un bambino capisce che non c’è alternativa alla politica dei due popoli due stati. Anche un bambino comprende che la asimmetria delle forze militari in campo dovrebbe scoraggiare la ricerca dello scontro militare come livello risolutivo del problema. Altrimenti c’è solo la forma più sostanziale di subalternità agli USA. Quella per cui sono loro a decidere perfino quale sia il soggetto oppositore più congeniale per loro (come ha fatto israele che sei anni fa ha favorito in ogni modo hamas contro l’olp) e con il quale noi saremmo obbligati a solidarizzare perché da loro indicato come nemico principale.
    Io sto col popolo palestinese. E il popolo in questo momento è vittima di tutti e si deve aiutare il popolo a resistere e a costruirsi un futuro. Tutti parlano, eccetto il popolo che è schiacciato, massacrato. La sua voce non arriva da nessuna parte. Di nuovo un altro servizio osceno al tg1 delle 13.00. E tutti a scannarsi a tifare per hamas o fatah o hamas e fatah insieme. La sconfitta dell’impero non la si ottiene nè attraverso lo sterminio del popolo palestinese (perchè continuando di questo passo lì arriviamo) nè con un utopica vittoria di hamas.

  13. mariarubini 6 Gen 2009 at 16:19 #

    In entrambi i casi non ci sarà più nulla da fare per aiutarli perchè nel primo caso non esisteranno più i palestinesi, nel secondo il fondamentalismo radicato all’ennesima potenza andrà per espansione limitrofa. Perchè questo dice Hallah Kh?liq (come lo chiamava un bimbo di otto anni, uno dei bimbi di cui sopra, di cui conservo gelosamente un bigliettino che mi scrisse ringraziando Hallah Kh?liq per aver fatto in modo in incontrarmi sul suo cammino). Il popolo è unito, le divisioni sotto questo massacro non ci sono più. La resistenza deve andare in tal senso. Tutti dicono di tutto e di più, ma di fatto qui si contano solo i morti. E allora, iniziamo a fare un lavoro di massa per demolre questa merda di informazione, ribelliamoci a questo stato di cose, e forse il popolo palestinese si sentirà più forte domani per affrontare e decidere del suo destino.
    Io come altri, ho scritto all’ambasciata israeliana in forma privata e collettiva. Cerchiamo di organizzare un’informazione di massa. ma davvero di massa sui territori. Sommergiamo la rai, l’ambasciata israeliana di messaggi e lettere. Diffondiamo informazione corretta. Ma non tra di noi. Fuori. Per le strade. Aiutiamo questo popolo, che ne ha tanto bisogno.

    Un abbraccio Gennaro

  14. Raffaele Della Rosa 6 Gen 2009 at 19:31 #

    Come dice GIUSTISSIMAMENTE Guido P. noi questa notte, come altre ancora dormiremo tranquillamente.
    Ma questa specie di assemblea permanente non è inutile esercizio verbale, molti di noi pensano e riflettono, e quello che ne viene fuori lo discutono (ma guarda un po’ che strano) anche parlando direttamente con la gente.
    Anche io sono del parere che limitare, strapotenza e prepotenza israeliana, sia indispensabile (anche, ma per me è secondario, nello stesso interesse strategico del popolo di Israele). Poi si discute di Hamas.
    Hamas ha perso, trascinando nella sconfitta la popolazione palestinese.
    Parlo in modo asettico e cinico.
    Se avessero ucciso minimo una decina di soldati israeliani e fatto 3 o 4 prigionieri, avrebbero una base su cui trattare…
    Avevano promesso lo sfracello non hanno potuto mantenere la promessa perchè Israele (per molteplici motivi) è troppo più forte di quanto loro possano pensare.
    Questo Edward Said lo aveva capito da tanto tempo e non solo per una sua vocazione alla non-violenza chiedeva che la riflessione (e lo chiedeva, allora, ad Arafat) sui mezzi di lotta prendesse altre strade.
    Per quanto l’eroismo dei militanti di Hamas possa impressionare la popolazione martirizzata, io credo che si aprirebbero degli spiragli se qualcuno con la stessa credibilità morale si affacciasse sulla scena politica palestinese.

    Giustamente l’argomento Ghaza, con i commenti ai 3 post ha totalizzato fino ad ora 54 commenti.

    In nessuno di questi, così come nei post, manca qualsiasi riferimento a Itzahk Rabin.
    Il primo ministro israeliano assassinato con la complicità di apparati dello stato di Israele perchè voleva trattare in termini di terre in cambio di pace.

    Questa è l’unica base seria per negoziare.

    Ed Israele la respinge fino a ricorrere all’assassinio del proprio primo ministro.

    Fino ad allora, anche chi non li condivide politicamente e/o moralmente, non può condannare gli atti pur bestiali di risposta alla brutalità dell’occupazione nazisionista.

  15. Raffaele Della Rosa 6 Gen 2009 at 19:34 #

    Hoops…la foga…l’emotività

    In nessuno di questi, così come nei post,appare un quelsiasi riferimento ad Itzahk Rabin.

    scusate.

  16. fmmasala 6 Gen 2009 at 20:29 #

    Forse è arrivato il momento che l’Onu, Obama volendo, mandi i caschi blu e costringa alla pace nei confini pre-1974. E che la pace la firmino i pacifisti dei due popoli.

    sempre vera questa tragica e attuale storiella:

    Moishe viene chiamato in paradiso. “In terra sei stato un buon ebreo” dice l’Eterno “che cosa vorresti che ti regalassi? dimmelo, lo otterrai subito, ricorda soltanto che il tuo peggior nemico riceverà il doppio di ciò che ricevi tu” Sorridendo, Moishe implora: “Toglimi un occhio” .

    Storielle ebraiche, a cura di Ferruccio Fölkel, Rizzoli, Milano 1988.

  17. fmmasala 6 Gen 2009 at 20:49 #

    pre 1967, intendevo.
    scusate.

  18. mariarubini 6 Gen 2009 at 21:12 #

    Se mi permetti Raffaele, dissento.
    Io ragiono e giudico le cose per quel che sono e non mi lascio indicare nemici ed amici né dal governo israeliano né da quello USA. Hamas è stata favorita da israele in chiave anti Olp. Ed è inconfutabile. Basta a capire quanto Israele abbia lavorato in tutti questi anni per DIVIDERE il popolo palestinese e quanto si sia trovato in sintonia con diversi paesi arabi e/o musulmani che il popolo palestinese lo hanno sempre strumentalizzato per altri motivi. Al Fatah nell’amministrazione dei territori è stata iper corrotta e indifferente alla realtà sociale della popolazione. Errori imperdonabili che hanno spalancato le porte al fondamentalismo che si occupa della società (non per solidarietà di classe o per giustizia sociale) ma per applicare i dettami del corano letto in modo fondamentalista e che agli occhi dei palestinesi è stata interpretata come più dura ed intransigente contro gli israeliani.
    Israele e USA vogliono mascherare la guerra permanente da scontro di civiltà. Questa è la verità.
    E se anche noi accettassimo questo terreno alimentandolo, i primi ad essere sconfitti sarebbero innanzitutto i palestinesi e poi noi, sia perché Israele continuerà a non considerare le due terre e i due stati, sia perché in uno scontro di civiltà le masse operaie e popolari si schiererebbero dalla parte degli usa, e quindi di Israele, sia perché la guerra non svelerebbe mai la sua vera natura, che è quella di affermare l’ordine mondiale fondato sulla supremazia del capitalismo. Per essere davvero contro la guerra bisogna costruire una alternativa al capitalismo. Per essere davvero dalla parte del popolo palestinese bisogna costruire l’unità del popolo palestinese.

  19. emanuele 6 Gen 2009 at 22:01 #

    Per costruire l’unità del popolo palestinese bisogna innanzitutto che ci sia un popolo palestinese.
    Ma Israele lo sta deliberatamente sterminando a meno che non si voglia credere alla favoletta della guerra mirata. Stanno tirando giù scuole, università e moschee: quando lo hanno fatto i tedeschi si chiamava nazismo, ora improvvisamente è diventato autodifesa. Oggi addirittura una scuola gestita dalle Nazioni Unite, con 40 civili dentro…cosa aspettiamo a usare la parola GENOCIDIO?
    Oppure, se agli israeliani è più congeniale possiamo chiamarla SHOAH…

  20. mariarubini 6 Gen 2009 at 22:12 #

    è su questo infatti emanuele che si deve agire. si deve URLARE. si deve informare, si deve smuovere le coscienze e non stancarsi. mai. se andiamo avanti così il popolo palestinese non ci sarà più. ecco perchè dobbiamo uscire dalla logica di legittimare questa o quella fazione palestinese. la lotta deve essere concentrata sulla condanna dei crimini umanitari che israele stà perpetrando. io ho postato il discorso sulla palestina del subcomandante marcos dal festival della degna rabbia in messic., discorso splendido, breve ma incisivo. e come dice lui, non possiamo fermare le bombe, ma alzare la voce. e questo serve eccome. non dobbiamo pensare che sia tutto vano.

  21. emanuele 7 Gen 2009 at 12:15 #

    Maria è quello che faccio tutti i giorni a partire da chi mi sta vicino, parlare, informare, dimostrare, anche se non è facile. Però mi permetto una precisazione: nessuno di noi si sognerebbe di appoggiare o legittimare un gruppo che voglia l’eliminazione totale del popolo rivale. Ma ciò vale anche per gli israeliani. Quello che a me preoccupa è che si mettano sullo stesso piano due progetti di “sterminio” che hanno basi ed esiti totalmente differenti. Anche quando ne parlo con amici, molti di loro hanno la percezione che i palestinesi abbiano un odio quasi “genetico” verso Israele, dunque siano aggressivi per natura, il che è falso. Se i palestinesi fossero stati lasciati in pace non credo sarebbero andati in giro per il mondo a cercare di sterminare ogni ebreo (visto che Israele non esisteva) sulla terra. Il punto è che sono stati cacciati da casa loro per lavare la coscienza degli europei, colpevoli di aver fatto finta di nulla mentre nazismo e fascismo operavano deliberatamente una pulizia etnica con milioni di ebrei morti. Perchè questa colpa tutta europea la stanno pagando i palestinesi? Perchè, umanamente parlando, si fa tanta fatica a capirne la rabbia? Attenzione dico capire, non assecondare. Ma sarebbe già un passo avanti se anzichè parlare continuamente delle minacce dell’Iran, di Hezbollah, di Hamas, minacce VANE, perchè inattuabili per vari motivi, si parlasse anche delle minacce di Israele che la sua pulizia etnica non l’ha solo minacciata, la sta attuando con molta tranquillità, fottendosene (scusami il francesismo) dell’ONU, delle risoluzioni, della pace e delle vite di milioni di palestinesi.
    La ragione per me è dalla parte del popolo palestinese, che non è Hamas, ma un popolo. Così come 60 anni fa, non c’erano “se” e “ma”, gli ebrei subirono un genocidio pianificato. Però chiamiamo le cose SEMPRE con il loro nome: genocidio fu allora e genocidio è oggi, voluto, pianificato e fin’ora attuato con totale assenza di umanità.

  22. emanuele 7 Gen 2009 at 12:32 #

    Aggiungo: purtroppo molti amici e conoscenti, anche di sinistra, hanno il terrore di sentirsi dare dell’antisemita. Sarà perchè io non sono nato nelle immediate vicinanze della II G.M. ma credo che sia ora di piantarla di sentirsi perennemente in debito con tutto e tutti e sia ora di cominciare a ragionare sul futuro. Io non mi sento in debito con gli Stati Uniti che hanno contribuito alla liberazione dal nazi-fascismo. Ne riconosco il valore storico, ma io non devo niente a George Bush o Barak Obama. Così come non devo nulla a Israele, anche se non dimenticherò mai ciò che vidi visitando un campo di concentramento.

    In Italia invece girano delle code di paglia lunghe chilometri, soprattutto nella sinistra. Ormai è di moda il buonismo/dialoghismo per cui non si può dare un giudizio netto su NULLA.
    Sulla mafia, sulla guerra, sull’economia. Bisogna sempre stare sul vago…non sia mai che ci si becchi qualche insulto o si urti la suscettibilità di qualcuno!
    Basta con la difesa della propria aura di santità, col buonismo a tutti i costi! Col dialoghismo da quattro soldi.
    Se i nostri politici, sinistra in primis, avessero le palle, avrebbero già condannato Israele politicamente e senza appello. Invece l’ex partigiano Napolitano parla ancora di Hamas…ma di cosa abbiamo paura?

    La memoria del passato è fondamentale, ma non si può esserne schiavi perchè non si va avanti!

  23. Raffaele Della Rosa 7 Gen 2009 at 13:05 #

    Cara Maria, sono convinto che mi accontenterai, non ti costa molto, d’altra parte….non ti obbligare ad usare le parol(acce) dei notiziari radiotelevisivi.
    Pensa un po’…i palestinesi talmente arretrati che manco sanno come si fa un partito…perfino uno come Marco Ferrando ci riesce, non sti cazzi di palestinesi, al massimo loro sanno costituire una fazione…fazione ergo faziosi…mica ci vuole Leonardo.
    Hamas è un’organizzazione terrorista ? e chi lo dice? il nemico…beh ma se perfino un nazista come Schmitt c’era arrivato…i nemici si eliminano, se si può e si vuole, non si processano, o almeno non da parte dei vincitori, che non hanno nessuna terzietà…qualità IMPRESCINDIBILE per un giudice.
    Invece Israele ha i partiti. Gli israeliani sono gente come noi. Con i nostri pregi ed i nostri difetti, e c’hanno pure i partiti.
    Proprio un contatto stretto con immigrati di religione e cultura islamica mi ha messo in grado di apprezzare, conoscere, valutare le differenze.
    Tra chi ad esempio è profondissimamente religioso, fondamentalista, forse, ma mai si farebbe venire in mente di imporre le proprie rigide regole ad altri, ancorchè musulmani…e chi invece pur di vedute più ampie non ammette discussioni.
    I soggetti collettivi, come le persone singole, hanno delle proprie dinamiche, che sfuggono ad ipostatizzazioni identitarie, a ritratti istantanei scattati una volta per tutte…
    Di sicuro mettere in discusssione le convinzioni di Hamas mentre sta con la pistola del nemico puntata alla tempia non mi sembra il modo migliore per avviare un confronto.
    In Iran le stesse dinamiche. Finchè si riconoscerà al molto meno stabile (E QUINDI MAGGIORMENTE PERICOLOSO PER LA PACE MONDIALE) Pakistan il diritto alla bomba H e si vuol vietarla al solo Iran o alla NordCorea, che possibilità avranno i gruppi “liberali” e laici di opporsi all’emergenzialismo feroce dei patrioti-obbedienti-a-dio duri e puri ?
    Non mi rispondete che siete contro la bomba per tutti…io parlo di politica.

  24. mariarubini 7 Gen 2009 at 15:16 #

    Emanuele e Raffaele, ci sarebbe da discutere in aeternum. Solo a Emanuele vorrei consiglaire di dare una guardata ai messaggi di fine anno di Perini (parlano di israele e palestina). Altri tempi, altra Italia… e soprattutto altro presidente, con rispetto parlando. Quindi non si tratta di schiavitù o paura,ma di genuflessioni. Che è diverso.
    Raffaele ti abbraccio, non preoccuparti, niente parolacce, anche perchè la notizia che ho da dare mi rende talemente felice che non potrei. E invito Gennaro a diffondere, visto che come al solito la nostra stampa si occupa d’altro. Chàvez ha espulso l’ambasciatore israeliano!! Finalemte qualcosa si muove. Finalmente c’è qualcuno SANO DI MENTE in quetso mondo, checchè ne dicano i benpensanti salottieri. Riporto:

    L’ambasciatore israeliano in Venezuela, Shlomo Cohen, è stato espulso dal paese latinoamericano. La notizia è stata resa pubblica dal ministero degli Esteri in un comunicato emesso ieri, nel quale si segnala che la decisione rappresenta una condanna delle “flagranti violazioni al diritto internazionale commesse da Israele”. Nella nota, in cui si aggiunge che oltre al diplomatico a dover lasciare Caracas sarà anche una parte del personale dell’ambasciata, si ribadisce anche la “solidarietà con l’eroico popolo palestinese”.

    Grande Ugoooooooo!!!
    scusate, non riesco a trattenermi 🙂

  25. emanuele 7 Gen 2009 at 15:48 #

    Ecco credo che il punto centrale sia questo: ci sono delle tappe imprescindibili in un processo di pace e non si possono scambiare.
    Il primo punto è che Israele deponga le armi perchè è un’utopia dei suoi falchi (o più plausibilmente una scusa) che i bombardamenti operati scaricando la responsabilità su Hamas, mettano in cattiva luce Hamas stesso tra la sua gente. E’ ovviamente il contrario: se io sono sotto le bombe e mi massacrano la famiglia, chiedo vendetta e mi unisco immediatamente a chiunque mi prometta di aiutarmi in questa vendetta.

    Dunque per disinnescare l’odio palestinese occorre innanzitutto eliminare la minaccia imminente che è rappresentata dalle armi di Israele.
    Fatto questo si può lavorare sul fronte politico cercando di favorire formazioni politiche moderate, ma non sottomesse, perchè anche l’ignoranza politica palestinese è un pregiudizio tutto occidentale: per la nostra opinione pubblica moderato è Abu Mazen, ma per i palestinesi che conoscono i loro “polli” Abu Mazen è una marionetta. Ora qual è l’alternativa seria ad Hamas?
    Quale formazione, partito o gruppo politico palestinese ha le palle di sfidare apertamente Israele e i suoi crimini?
    Nessuno, mi pare. E per sfidare Israele non intendo militarmente che è un suicidio, ma politicamente. Finora i palestinesi sono stati traditi nelle loro speranze da capi che prima hanno promesso linea dura sulle condizioni della pace e poi di fatto hanno continuato a svendere i propri territori pur di assicurarsi una bolla effimera di potere interno col benestare dell’occupante. Davvero crediamo che i palestinesi siano così deficienti da non vedere queste cose?

  26. emanuele 7 Gen 2009 at 16:03 #

    Eh Maria il punto è che la mossa di Chavez, pur importante, secondo me ha un peso relativo, anche se fa piacere rilevare che qualcuno con gli attributi c’è ancora, come anche il gesto dell’on. Pangalos, il parlamentare greco che ha rispedito al mittente, ambasciatore israeliano ad Atene, le bottiglie di vino ricevute come dono di Natale e che però erano prodotte nelle alture del Golan che in realtà appartengono alla Siria a cui vennero strappate con la forza.
    Certo ben altra cosa sarebbe se l’Europa la piantasse di fare il vagone della locomotiva USA e imparasse ad avere una politica estera propria. Così non è, ed è notizia di pochi giorni fa che la mia Sardegna già militarizzata oltremodo, ospiterà droni americani (i famosi aerei senza pilota) nella base di Decimomannu.
    A che pro? Cosa ce ne facciamo in Italia dell’aviazione USA? Per difendere chi da cosa?
    Mistero…

  27. emanuele 7 Gen 2009 at 16:07 #

    Anche io preso dalla fretta…

    “come è encomiabile anche il gesto dell’on. Pangalos…”

    pardon! 🙂

  28. Nicomari 7 Gen 2009 at 16:23 #

    lunedì 5 gennaio 2009
    IL SESSO DI CAROTENUTO.

    In risposta agli articoli di Carotenuto “Il sesso di Hamas” e “Gaza”.

    Peccato che Carotenuto confonda due concetti ontologici, antisionismo e antisemitismo, lo stesso ricatto morale abusato da una nazione come assegno in bianco per espandersi ai danni dei vicini, o degli stessi inquilini; e che tacciando di “trogloditi razzisti e sessisti” gli esponenti di Hamas, dimostri lo stesso becero e ottuso razzismo “dell’imperialismo occidentale” che tanto si accanisce a criticare nei suoi articoli – e delle cui gesta abbiamo il migliore esempio con questa guerra.

    Io chiedo a questo punto se li ha conosciuti da vicino per giudicarli così. Non che siano dei santi, avranno anche loro tantissime pecche. Ma come ignorare che Hamas ha vinto massicciamente le elezioni e che tutta la sua gente è stretta attorno ad esso? Che cosa bisogna dire? Che la popolazione si stringe attorno a dei “trogloditi razzisti e sessisti”? Forse che in fondo lo sarebbero anche loro un pochettino “trogloditi razzisti e sessisti”…?

    Questo è l’esatto e spiccicato argomento utilizzato da Israele per massacrare i palestinesi inerti – trogloditi e non trogloditi insieme. Peccato che sia falso, tutte le guerre si basano su una fandonia, ne abbiamo esempi a iosa ultimamente, dall’Irak all’Afghanistan, dal Kuwait al Congo, dovrebbe saperlo Carotenuto. La bugia in questo caso è questa: dipingere Hamas come dei criminali “trogloditi ecc. ecc.”. L’altra bugia è volere eliminare i “trogloditi” per il bene della popolazione e ciò facendo massacrarla. Come si fa a difendere l’aggredito utilizzando le armi propagandistiche dell’aggressore?

    Li conosco troppo bene i sionisti per averli troppo spesso sentiti dire, non si sa se candidamente o psicopaticamente, che tutti quei palestinesi sono stati messi apposta lì per dar fastidio a Israele e che la loro “vera” patria sarebbe la Giordania. “Perchè non se ne tornano nella loro “vera” patria? E’ decisamente un complotto

  29. sandman972 7 Gen 2009 at 16:24 #

    A grandi linee mi trovo d’accordo con il suo articolo, ma poi leggo

    “Antisemiti dichiarati come il fondamentalista cattolico Maurizio Blondet…”

    Leggo Blondet da anni e non ho mai trovato tracce di antisemitismo nei suoi articoli…mi vorrebbe cortesemente indicare un qualche suo scritto, e non dei “sentito dire” od illazioni, nel quale la componente razzista ed antisemita del suddetto trova la sua definizione? Grazie dell’attenzione.

    Massimiliano

  30. Nicomari 7 Gen 2009 at 16:25 #

    Li conosco troppo bene i sionisti per averli troppo spesso sentiti dire, non si sa se candidamente o psicopaticamente, che tutti quei palestinesi sono stati messi apposta lì per dar fastidio a Israele e che la loro “vera” patria sarebbe la Giordania. “Perchè non se ne tornano nella loro “vera” patria? E’ decisamente un complotto arabo contro Israele dal quale abbiamo il diritto/dovere di difenderci”

    La conseguenza logica di quei ragionamenti, l’abbiamo davanti agli occhi: la soluzione finale, dopo anni di ghetto. Genocidio ed evacuazione STABILE PERMANENTE dei palestinesi da Gaza e le loro terre. Sono stati avvertiti con gli avvisi: lasciate le vostre case e le vostre terre. Nonostante tutte le dichiarazioni ufficiali, che Israele non vuole rioccupare Gaza, si ha la sensazione netta che dovranno lasciarle PER SEMPRE, per non parlare di chi le ha già lasciate come “effetto collaterale”. Tutto il resto, i razzi di Hamas o le parole infervorate dei suoi membri – ma per giudicarle bisognerebbe leggerle direttamente in arabo – sono tutte grossissime scuse per occupare quella striscia di terra.

    La domanda è piuttosto: come mai in dieci giorni di guerra unilaterale dai cieli la bravissima tsahal con tanto di satelliti e di supporti tecnologici non è riuscita a centrare i tiratori di razzi artigianali??? Non ho una risposta ma so che sarebbe crollato lo striminzito alibi sul quale si basa questa occupazione cruenta…. E invece razzi e tiratori non sono mai centrati…

    La tua di domanda invece è faziosa: essere pro o contro la distruzione d’Israele e pertanto dover scegliere tra il politicamente corretto o scorretto, il moralmente equo o no, a seconda della risposta; costringerci a rispondere o sì, ma a costo di essere definiti criminali antisemiti, o no, non condividiamo le scelte di Hamas e dunque l’argomento sul quale si basa l’aggressione di Israele è giusto, rischiando di giustificare Israele che è tutto tranne che giustificabile.

  31. Nicomari 7 Gen 2009 at 16:25 #

    La domanda corretta sarebbe invece questa: siete per un Israele che vuole la distruzione della Palestina? Perché questo è Israele. Lo sta dimostrando in queste ore nei fatti, ma anche in tutti questi anni di embarghi, massacri, espropriazioni, abusivismi, ghetto. E’ il suo comportamento, se non fosse la sua essenza. Perché l’altra domanda è: potrà Israele cambiare comportamento – o essenza – per accettare l’alterità – altra religione ma soprattutto altro sistema economico, società agraria rurale arcaica?

    Domanda retorica perché criticare Israele fino in fondo vuol dire rimettere in discussione le basi del nostro stesso sistema economico basato sulla truffa monetaria, sulla leva del credito e della finanza, sulla frode degli interessi, dei brevetti, del gioco d’azzardo, sul profitto assurto a religone, sul furto del nostro vicino mascherato in business, sull’estirpazione degli ulivi per la speculazione edilizia, sullo schiacciamento della persona a vantaggio delle Corporation e delle caste bancarie, quelle che “sanno” della frode ma che la nascondono, e che hanno fatto così tanti adepti da schiodarli difficilmente dalla convinzione che il nostro sistema è “progresso, prosperità e modernità” contrapposto appunto a “trogloditismo sessismo e razzismo”…

    Chiedere provocatoriamente ai lettori, estranei alla guerra e che dovrebbero rimanere tali senza cedere alla ragione del più forte, se siano pro o contro la distruzione di un paese, solo perché rischiano di non considerare “trogloditi” i membri di Hamas, o di comprenderne le reazioni, pur non condividendole, è porre una domanda fuorviante, che propende per le ragioni dell’aggressore.

    Una cosa non hai detto Carotenuto, ed è che si può non condividere la mentalità di Hamas, il loro “sessismo” ecc. ecc. ma che esso non è l’aggressore, è l’aggredito, la vittima, assieme alla sua popolazione simpatizzante, di un ignobile embargo chiamato “tregua” durante la quale i militari hanno sparato sui pescatori nelle loro acque territoriali, hanno strozzato Gaza in tutti i modi possibili, dal punto di vista monetario, alimentare e dei medicinali, gli hanno tolto tutto, chiuso i passaggi: uno strozzinaggio che non è riuscita, stranamente, a intercettare i razzi, ma che nel frattempo ha stremato Hamas e la popolazione, mentre ovunque continuavano gli abusivismi coloniali. Questa è la pax israeliana, o prendere o lasciare, chiunque lasci è un terrorista.

    No Carotenuto, tu fai manipolazione e propaganda, la peggiore che ci sia, quella che da anni è travestita in “buona”, “contro corrente”, forse “infiltrata”. Mescoli le carte, confondi le acque. Per lasciare sempre in piedi l’impalcatura della sedicente democrazia, foglia di fico del tanto aborrito “imperialismo”, del tanto vituperato “capitalismo”, o del peggiore dei nuovi ordini mondiali, il “corporasionismo” della nostra società occidentale. Critichi e incanali la critica ma quello non lo scalfisci, mai.

    Bravo.

    Nicoletta Forcheri

  32. Martino Mai 7 Gen 2009 at 17:06 #

    Io credo che Forcheri non abbia capito (o più probabilmente non abbia voluto capire) quello che il prof. Carotenuto intendeva con questo articolo.

    Non c’è una sola riga che dica che Israele non sia l’aggressore né confonda alcunché.

    Le conclusioni poi sono talmente ridicole che si commentano da sole.

  33. Raffaele Della Rosa 7 Gen 2009 at 20:49 #

    No. Martino. No.
    La Forcheri NON PUO’ CAPIRE.
    Il suo tono sarebbe giustificabile solo da parte di chi come Vittorio Arrigoni ed altri volontari sta in questo momento sotto le bombe israeliane a Ghaza. Ma loro hanno ben altro da fare e se stanno là dove stanno è perchè hanno ben altro animus che quello di Nicolina.
    Una cosa è criticare certe posizioni, quali? va detto con chiarezza, la difesa del diritto all’esistenza di Israele, forse ? Altra è scrivere
    “No Carotenuto, tu fai manipolazione e propaganda, la peggiore che ci sia, quella che da anni è travestita in “buona”, “contro corrente”, forse “infiltrata”. Mescoli le carte, confondi le acque. Per lasciare sempre in piedi l’impalcatura della sedicente democrazia”
    Ora chi scrive queste cose è la chiara e lampante dimostrazione di come la riforma Basaglia, rimasta a metà del guado, lasci sole e senza difesa persone con chiari segni di sofferenza psicomotoria (agitano le dita sulla tastiera in maniera inconsulta) ma lasci anche senza difesa dalla loro aggressività persone incolpevoli come il sottoscritto che spera di poter discutere in maniera serena, visto che, come dice G.Piccoli, queste notti, NOI, Nicolina compresa, dormiremo al coperto e senza l’incubo delle bombe.

    Simili invettive la spavalda Nicolina dovrebbe riservarle a Claudio Pagliara ed ai suoi simili. I quali dall’altro della loro strapotenza non cagano più di tanto né lei né noi.
    Per parte mia dico una cosa che prima non mi andava di dire, ritenendola ridondante nella situazione presente, mi ero solo limitato ad accennarla.

  34. Raffaele Della Rosa 7 Gen 2009 at 21:10 #

    UNA TERRA SENZA POPOLO PER UN POPOLO SENZA TERRA.
    Questa è (secondo me, ovvio) la costante della realtà sionista, il peccato originale, non so se irredimibile, certo tuttora irredento, dell’origine e della nascita dello Stato di Israele.
    Razzismo-colonialismo espressi in maniera che più efficace non si poteva.
    Che Israele avesse diritto a nascere e ad esistere alla luce di quella premessa a me sembra del tutto discutibile.
    Però le cose sono andate come sono andate.
    Ora Israele esiste, ora esiste un popolo israeliano.
    Cioè esiste gente che è nata ed ha procreato in Israele e che (a prescindere dai rapporti di forza) non mi sembrerebbe equo buttare a mare. Del resto Mandela ha ottenuto e gestito la pace proprio perchè non ha cercato né il bagno in mare nè quello nel sangue dei boeri, nazisti confessi tanti di loro.
    In questo senso anche io sono per la non-distruzione di Israele, prescindendo dall’infamia delle sue origini, che precedono non solo lo Shoa ma addirittura l’avvento del nazismo in Germania.
    Il popolo ebraico, sulla cui esistenza si potrebbe discutere a lunghissimo, è stato creato ed ipostatizzato a partire dai suoi rapporti con il cristianesimo. Se non ci fosse stata l’affermazione del cristianesimo le cose potevano andare in un altro modo.
    Ebrei son coloro che seguono il vecchio testamento e rifiutano il nuovo testamento, è a partire da questo che nasce il “problema” del popolo ebraico e delle sue persecuzioni.
    Se l’antisemitismo europeo non riguarda i palestinesi è però pur vero che l’antisemitismo esiste. E da lunghissima data. In un libro che mi consola in questi giorni, Colloqui con Marx ed Engels, di HM Enzemberger, vi sono pagine e pagine di Michail Bakunin (si proprio lui, uno dei papà dell’anarchismo) in cui criticando certi lati della personalità di Marx li ascrive al suo essere un ebreo e sugli ebrei quante ne dice di cose intollerabili. E si trattava di Bakunin.
    Sì alla condanna di Israele, No ad ogni rigurgito razzista ed antisemita.

  35. Nicomari 8 Gen 2009 at 17:19 #

    Bene, a parte che noto che come prima cosa si insulta vigliaccamente, premetto che prendendomela con Carotenuto me la prendo con tutti coloro che in modo pappagallesco ripetono, non da ultmi Veltroni, che l’unico problema è Hamas. Capisco che Carotenuto sia stato un po’ piu sottile ma ha comunque tacciato i militanti di Hamas di “sessisti trogloditi e razzisti” espressione del tutto fuori luogo. E’ certo che Hamas non ha fatto che alimentare il gioco di Israele, la quale se non c’erano i razzi, secondo me trovava un’altra scusa visto che l’unica cosa che muove Israele è l’ideologia razzista di un grande Israele.
    La mia frase finale invece nasce dall’irritazione di vedere come la sedicente sinistra, che è del tutto fallita come progetto, in realtà è completamente compiacente al sistema che dice di criticare – ed è per questo che è fallita – in particolare ignorando la tematica dell’emissione monetaria fraudolenta e di una BCE (prima Banca d’Italia) privata che fa gli interessi dei privati e che come impostazine è del tutto sbagliata. Questo tipo di blocchi lo tovo in chiunque si professi di una ideologia politica, la sinistra ultimamente l’ho trovata particolarmente tappata persone incapaci di pensare con la propria testa se non per schemi di partito, e questo esiste sia a destra che a sinistra.
    Infine la mia frase finale è dettata dall’irritazione di vedere come uno come C utilizzi gli stessi argomenti propagandistici di chi in questo momento è l’aggressre fanatico e cruento.
    E’ come se tra due litiganti, di cui uno, schiacciato e strozzato dall’altro, gli tira i pizzicotti e il terzo (Carotenuto) passando dice, smettetela però lui (quello schiacciato e strozzato) tira i pizzicotti, smettila di tirare i pizzicotti, e poi sei anche brutto sporco e cattivo… o troglodita sessista e razzista…
    E’ un modo di pacificare?

  36. piccoli guido 8 Gen 2009 at 18:14 #

    Discutete, discutiamo, ma facciamo qualcosa a partire da una considerazione: basta con l’impunità dello stato d’Israele, a cui tutto è concesso e basta con l’ipocrisia dei nostri politici e dei nostri giornali che si sconvolgono per le proposte di boicottaggio economico dei prodotti israeliani, delle bandiere bruciate e delle tombe profanate molto, molto di più di quanto si preoccupano dei bambini bruciati dalle bombe al fosforo dei rappresentanti del popolo eletto. E lancio la proposta a chi ci sta: di raccogliere fondi per la popolazione e le legittime autorità di Gaza.

  37. Doriana Goracci 8 Gen 2009 at 18:28 #

    Nel mentre stabiliamo il sesso degli angeli e dei diavoli…accade questo:

    Gaza Agenzia Onu sospende attività Troppo rischioso!
    di Reset staff [ 8 Gennaio 2009 ]

    Fonte Agr Esteri 08 gen 15:49
    Agenzia Onu sospende attivita’, troppo rischioso GAZA – Il rischio e’ troppo alto anche per l’aiuto umanitario. L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha deciso di sospendere le sue attivita’ nella Striscia di Gaza “a causa delle azioni sempre piu’ aggressive contro le sue strutture e il suo personale”. Lo ha spiegato Adnan Abu Hasna, portovoce a Gaza della principale agenzia delle Nazioni Unite nella zona. Hasna non ha chiarito quanto durera’ la sospensione. Appena due giorni fa, l’esercito israeliano aveva colpito una scuola gestita dall’agenzia a Jabalya dove almeno 30 palestinesi sono rimasti uccisi e nella giornata di oggi un mezzo dell’ONU e’ stato colpito dall’aviazione israeliana e l’autista ha perso la vita.
    Official Site Agenzia Onu Unrwa

    Aggiungo, perchè non è a quanto pare nemmeno condivisa questa data, il 17 gennaio, tra chi va con il suo Tavolo ad Assisi e chi a Roma, quella che considero una ed unica Manifestazione Nazionale, oltre a tutte le encomiabili iniziative locali…

    Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza
    Basta con l’impunità del terrorismo di stato israeliano

    Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele

    Le bombe uccidono le persone, l’informazione manipolata uccide le coscienze

    Sabato 17 gennaio

    Manifestazione nazionale a Roma

    [email protected]

  38. Raffaele Della Rosa 8 Gen 2009 at 20:08 #

    Caro Guido son d’accordo con te,hai sicuramente i contatti appropriati…io ed altri sottoscriveremo e chiederemo di sottoscrivere.
    raffaele della rosa

    PS Segnalo una bella intervista, brevissima, che ahimè non ho registrato, trasmessa sul TG3 delle 19, della pacifista italo-iraeliana Manuela Dviri.
    Ha perso un figlio in Libano il 6 Febbraio 1998.

    Durissima, senza SE e senza MA la condanna dell’aggressione israeliana a Ghaza…
    spero di trovarla su YouTube

  39. Raffaele Della Rosa 8 Gen 2009 at 20:16 #

    Il boicottaggio ai prodotti israeliani mi trova d’accordissimo.
    Non quello ai commercianti ebrei. E’ orribile. E ad ai sostenitori non giudei di Israele che gli facciamo ?
    Liste di proscrizione. Ma non scherziamo. E non scherziamo neppure con la giustificazione alla profanazione delle tombe. LA BARBARIE NON RIMEDIA E CANCELLA LA BARBARIE. Sopratutto da parte degli ultratartarini dell’estremismo parolaio. Chi ci crede vada a in Libano e faccia addestramento con Hezbollah, ma perdinci lasci in pace i cimiteri e le tombe.
    A questi imbecilli solo disprezzo.

  40. piccoli guido 8 Gen 2009 at 21:23 #

    No, Raffaele non ho i contatti giusti, chiederò in giro, aderirò però a qualunque atto di solidarietà o aiuto concreto con le vittime, anche attraverso al loro governo, eletto democraticamente, da quel che ne so: o la democrazia vale solo se vincono gli amici nostri? Riguardo il boicottaggio, non ho mai mangiato i pompelmi israeliani ed è giusto che si boicottino gli interessi economici di uno stato e dei suoi amici. Non è più possibile tollerare l’impunità di Israele, qualunque barbarie commetta. L’Olocausto è la giustificazione? Se la prendessero con i tedeschi, con la Merkel, con i nostri fascisti, con i giapponesi… Invece, in questi anni è prevalso un contagio che tutti prende (politici e giornalisti innanzi tutto, meno la gente comune che, per reazione, si che rischia di diventare antisemita) per cui bruciare una bandiera israeliana è molto, molto più grave che bruciare col fosforo bianco un bambino palestinese. O profanare una tomba in un cimitero ebraico, invece di essere un delitto politico e un atto demenziale che meriterebbe il manicomio criminale, è molto più grave che distruggere una casa con dentro tutta una famiglia. Da questo contagio dovremmo guarire. Dovremmo dire, urlare “pari diritti e pari doveri per tutti”, israeliani compresi. E anche un’altra cosa, i peggiori antisemiti sono quei freddi criminali di Tel Aviv o della Gerusalemme conquistata, militari e politici, che hanno programmato questa e altre guerre e che sognano la grande Israele. Cosa c’entrano con i milioni di ebrei massacrati nei campi di concentramento nazisti non l’ho ancora capito.

  41. Doriana Goracci 8 Gen 2009 at 21:44 #

    tutto, dico TUTTO ciò che ha scritto Guido, lo sottoscrivo anche io.
    E a conferma della barbarie, vi invio un video che mostra israeliani a Tel Aviv,a migliaia, dimostrare per Gaza. Una delle piccole cose, che NON ci fanno sapere e tantomeno vedere.
    Doriana

    http://www.youtube.com/watch?v=mc9DN2Oi0-w&feature=channel_page

  42. Nicomari 9 Gen 2009 at 17:14 #

    Grazie Doriana per i video
    Nicoletta

  43. albertoscherillo 10 Gen 2009 at 05:03 #

    proviamo ad andare al sodo delle questioni: chi difende la Palestina, le sue prospettive di sopravvivenza e di vittoria? solo due organizzazioni politiche-militari, Hezbollah e Hamas, entrambe a base religiosa (ovviamente islamica). Il “laicismo” di al Fatah è degenerato dapprima in una vergognosa corruzione ed oggi in collaborazionismo, dell’FPLDP meglio non parlare. Pensare di togliere al popolo palestinese anche il proprio retaggio religioso mi pare il tentativo di continuazione sul piano culturale ed identitario del processo di espropriazione portato avanti da 60 anni dai sionisti. Per fortuna c’è l’Islam e la sua lunga storia nella quale quel popolo può identifcarsi ed attingere energie spirituali nella lotta al sionismo. Ed infine, le guerre si fanno con i soldati che si hanno (e lasciamo condurre ai professorini le guerre fatte con i soldati che non si hanno). Quanto ai “missili” lanciati da Hamas (nella realtà, poco più che dei grossi petardi)essi non hanno alcun valore dal punto di vista militare, ma hanno un enorme valore sia per i palestinesi che per i sionisti: stanno a significare che la Palestina non si arrende e questo anima le speranze della resistenza e fà impazzire di rabbia i sionisti perchè sanno che per vincere non basta affatto la vittoria militare: occorre che il nemico si dichiari vinto, che sia sconfitto nell’animo, ma questo non avverrà. In conclusione, tutta la mia solidarietà al popolo, ai combattenti e ai martiri palestinesi.

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