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Il sesso di Hamas

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E’ possibile esecrare la politica dello Stato d’Israele senza per questo diventare apologeti di Hamas? Secondo chi scrive la risposta è sì ma a giudicare dalle molteplici reazioni al mio pezzo su Gaza all’inizio dei bombardamenti israeliani, la risposta che danno alcuni è un “no” che val la pena commentare. Sembra proprio che il nemico del mio nemico (ammesso e non concesso che Israele sia il nemico) debba essere mio amico e in quanto mio amico vada difeso ben oltre la logica e principi che altrove consideriamo ineludibili.

Se condanno Israele allora deve piacermi per forza chi a Israele si oppone? Dovevano piacermi i talebani? E se chi si oppone ad Israele vaneggia tuttora della distruzione dello Stato d’Israele tale dettaglio marginale va trangugiato senza riflessione? Tutto ciò vale in maniera uguale e contraria per l’altro campo, quello filoisraeliano: se penso che Israele sia nel giusto (o sfumature digradanti) nell’infliggere inenarrabili sofferenze al popolo palestinese (non vi girate dall’altra parte e non fate a scaricabarile dando tutta la colpa ad Hamas), come è conciliabile questo con la salvaguardia del diritto dei bambini palestinesi nella foto ad avere un futuro?

E se non è conciliabile, e quindi i palestinesi (o gli arabi, o i migranti, o i meridionali) sono tutti brutti, sporchi e cattivi (non dimentichiamo che il discorso pubblico su Hamas terrorista è costruito in maniera identica a quello fatto fino ad un paio d’anni fa per delegittimare Fatah e Arafat), cosa vuol dire non riconoscere nulla ai palestinesi se non un sinonimo di un colonialismo espansionista ottocentesco? Di fronte all’illegale appropriazione pezzo per pezzo della Cisgiordania, di fronte alla rigida chiusura sul diritto al ritorno dei profughi, di fronte alla trasformazione di Gaza in uno zoo, una fogna, un campo di detenzione a cielo aperto con la più alta densità abitativa al mondo, propugnate ancora la foglia di fico dei “due popoli – due stati”?

Il punto più interessante è però quello del giudizio su Hamas da parte di chi condanna Israele. La politica di Israele è pretestuosa prima ancora di quanto sia criminale, ma a chi serve il lancio di razzi se non ad Israele? Antisemiti dichiarati come il fondamentalista cattolico Maurizio Blondet (che piace tanto ad alcuni compagnetti rossobruni) sono giunti al ridicolo di sostenere che siccome i razzi sono una cosa così stupida e controproducente allora (incurante delle rivendicazioni di Hamas) dev’essere senz’altro Israele a mandarseli da sola. Poi ci vuole un guitto della politica come Maurizio Gasparri per far passare il massacratore per il massacrato: “i palestinesi massacrano gli israeliani”, blatera dalla bassa cucina del teatrino politico italiano.

Durante la prima Intifada il rapporto tra le vittime era di tre palestinesi per ogni israeliano. Nella seconda arrivò a nove a uno. Adesso siamo a cento contro uno ma nei media italiani si può mentire spudoratamente e sostenere che sono i palestinesi i massacratori, o come nel 2006 lo scontro di civiltà tra i bei ragazzi israeliani sbarbati e i barbuti islamisti a rappresentare l’Occidente illustrato e l’Islam zotico. Del resto c’è apposta un sicario manipolatore del giornalismo come Gianni Riotta e il suo burattino Claudio Pagliara per farci commuovere del terrore del Neghev e accettare senza battere ciglio quello infinitamente più grande a Jabalya. Ma basta questo allora, il rifiuto dello stereotipo e della manipolazione per fare il tifo per Hamas?

“Sono meno corrotti di Fatah” sento dire anche da persone che rispetto molto. E allora? Altri pensano che il fatto che Hamas abbia vinto le elezioni (come Berlusconi) lo emendi da ogni macchia e renda ogni sua decisione legittima come rappresentante democratico del popolo palestinese. Rispetto all’obiezione sul sessismo sento dire: “non sono questi i tempi”. Infatti questi per Hamas sono tempi (per esempio) per usare donne “svergognate” per fare le kamikaze e ristabilire così l’onore della famiglia. Le avete viste o non le avete viste (e se non ci andate in Medio Oriente, fatevi raccontare) in questi anni velarsi sempre di più le donne in Palestina? Folklore? Vi sta bene? Perché vi girate dall’altra parte?

Perché dovrei appoggiare un movimento che segrega la metà dei cittadini palestinesi, le donne? Vi sollevate per infinitamente meno rispetto a Giuseppe Ratzinger e al fondamentalismo cattolico, ma siccome un criminale di guerra come George Bush si è inventato la “guerra al terrorismo” fate finta di non vedere che il fondamentalismo islamico esiste, fa schifo almeno come quello protestante o indù o ebraico, e non è pericoloso per noi, ma per chi vive nei paesi governati da tali figuri, come la striscia di Gaza sotto Hamas.

Ma soprattutto, ed è il nodo centrale, quella parte di opinione pubblica che dopo aver denunciato i crimini di Israele, finisce per simpatizzare, o schierarsi apertamente (“oggi Hamas rappresenta tutti i palestinesi” come Bush l’11 settembre rappresentava l’Occidente), come si pone di fronte alla pretesa di Hamas della distruzione dello Stato d’Israele? Se è pura propaganda, o è uno scherzo, non è utile ed è macabro oltre che per fortuna irrealizzabile. Se invece è un programma politico reale vi ci riconoscete? Pensate davvero che invece di fare il tifo per l’espulsione e la diaspora di milioni di palestinesi, come fa scandalosamente mezzo Occidente tacendo sui crimini contro l’umanità di Tsahal, la soluzione sia fare il tifo per l’espulsione e la diaspora degli israeliani?

Se, come credo, non pensate che la soluzione del conflitto mediorientale sia la distruzione dello Stato di Israele propugnata tuttora da Hamas e quindi pensate che un processo di pace sia comunque necessario, nonostante Israele e l’estremismo politico della sua classe dirigente, i suoi crimini contro l’umanità e le sue manipolazioni dell’informazione, qual è la strategia di Hamas per essere la classe dirigente che porterà i palestinesi fuori dal guado? Sparare quattro razzi? Cosa pensano i convertiti italiani filo-Hamas? Che vuol dire Intifada fino alla vittoria oggi? A quale prospettiva di pace pensano? Perché pensare si deve, non ci si può schierare come allo stadio, Milan o Inter, Roma o Lazio. La domanda non può essere elusa: siete con Hamas per la distruzione dello Stato d’Israele?

Tutto questo non vuol dire essere neutrale o chiudere gli occhi di fronte a quanto sta commettendo Israele a Gaza. Vuol dire rifiutare la logica di guerra da qualunque parte essa provenga. E ripudiare l’estetica della bella morte e del martirio utilizzata da Hamas. Israele ha dalla sua l’obbrobrio della sua forza militare. Che vi piaccia o no la forza del più forte paga, la violenza del più forte paga e il più debole per vincere può solo essere più intelligente del più forte. Gli israeliani stanno vincendo mentre i palestinesi, che restano le vere vittime, con i Qassam di Hamas, questa guerra la stanno perdendo.

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