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Gaza

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E’ necessario sempre uno sforzo grande per capire le ragioni di Israele e sarà necessario compierlo anche domani e dopodomani. Bisogna sforzarsi di capire l’ebreo di Masada e separarlo da un impresentabile espansionismo colonialista decimononico e dalla follia del voler essere l’ultimo avamposto d’Occidente (e dell’imperialismo statunitense) invece di essere il cuore del Medio Oriente. E’ ben difficile anche aver simpatia per Hamas, trogloditi razzisti e sessisti, e solo dei folli possono scambiare le sue organizzazioni clientelar-caritatevoli come progressiste.

Detto questo abbiamo ancora occhi per vedere. E vediamo la scientifica volontà di torturare un milione e mezzo di persone a Gaza fino a renderle pazze di disperazione, di odio, di fame. E prima ancora abbiamo visto la scientifica delegittimazione di Fatah e Arafat proprio per favorire la consegna dei palestinesi ai loro peggiori umori, rappresentati da Hamas.

Se riduci un popolo di un milione e mezzo di abitanti a cercare da mangiare nella spazzatura rinchiudendolo nel più rigido embargo della storia per dare una spallata di più alla classe dirigente di questo e renderlo pronto all’esodo, alla diaspora come liberazione, non sei la vittima del lancio di razzi, per quanto folli essi siano, ma sei il carnefice.

Con la complicità dei sicari informativi come Claudio Pagliara, corrispondente da Gerusalemme per la RAI, Tsahal ha reagito ad un lancio pesante e forse intollerabile (sicuramente inefficace), ma provocato da mesi di assedio del governo israeliano. Lancio che non ha provocato morti ma al quale Tsahal si è sentito libero di rispondere con una rappresaglia di proporzioni bibliche. Ha causato 200 morti e, immediatamente dopo aver tirato il sasso, ha nascosto la mano, “non ci sono vittime civili” recitano i comunicati ufficiali. Balle, nel formicaio umano di Gaza.

Solo i Pagliara del giornalismo mainstream possono credere ai comunicati ufficiali, da qualunque parte essi provengano. E bisogna essere davvero un guitto del giornalismo per non usare neanche il condizionale. I comunicati israeliani per i Pagliari sono verità di fede, ma è difficile credere alla buona fede del governo Olmert/Livni. Tantomeno in una campagna elettorale dagli umori sordidi come quella in Israele e dove cavalcare il sangue, quello palestinese e quello israeliano, è senz’altro un buon affare.

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37 Responses to Gaza

  1. Annalisa Melandri 27 dic 2008 at 19:32 #

    E tu come al solito sei grande. E scusa se te lo dico pur sapendo che non ti fa piacere ricevere complimenti, ma e´difficile trovare tanta verita´e tanta lucidita´in cosi poche parole. Saluti e auguri.

  2. mariarubini 27 dic 2008 at 20:06 #

    D’accordo con Annalisa. Bravo Gennaro.
    La situazione è talmente complessa che non c’è più vittima e carnefice. Solo disperazione e morte. Solo delirio. Non puoi definire diversamente certe dichiarazioni come quelle di Fawzi Barhoum, esponente “Brigate Ezzedine al Qassam”: “Ora le Brigate hanno le mani libere per rispondere con tutti mezzi di cui possiede, inclusi i missili a lunga gettata e le azioni di martirio. Abbiamo la forza per controbilanciare questo terrorismo”. Altro appello della Jihad islamica: “Tutti i combattenti hanno ricevuto l’ordine di rispondere al massacro perpetrato da Israele”. Questo è delirio. E tutto per esigenze elettorali dei partiti israeliani… è o non è delirio? Ma l’ONU dove sta? dove stava? Qualcuno l’ha vista?

  3. mariarubini 27 dic 2008 at 20:37 #

    … a proposito di giornalismo e dintorni (visto che stamani ne avevamo discusso), ti mando l’augurio di fine anno ai vari Pagliara da parte di Vittorio Arrigoni. L’ho preso da guerrilla radio.

    Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti,
    ma anche il tg3:
    ANDATE A FARE IN CULO.

    Siamo sotto le bombe a Gaza,
    e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia.

    E amici miei,
    ci sono rimasti sotto.

    Siamo a 160 morti sinora,
    una strage senza precedenti.

    Terroristi?
    Hanno spianato il porto , dinnanzi a casa mia
    e raso al suolo le centrali di polizia.

    Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate.
    Cazzate.
    Li ho conosciuto, questi ragazzi,
    li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro.
    Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia.

    Sono giovani, diciotto ventanni,
    per lo più che se ne fottono di Fatah e Hamas,
    che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l’80 perce tno di popolazione disoccupata.

    Aprite le orecchie,
    colletti bianchi della disinformazione occidentale.
    Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civile che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola)
    sono i nostri poliziotti di quartiere.
    Se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza,
    la stessa strada,
    li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per riparsi dal freddo,
    dinnanzi a casa mia.

    Non hanno mai sparato un colpo verso Israele,
    ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione.
    Si occupano della sicurezza interna,
    e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani.

  4. mariarubini 27 dic 2008 at 20:38 #

    Ho una videocamera con me ma sono un pessimo cameraman,
    perchè non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime.
    Non ce la faccio.
    Non riesco perchè sto piangendo anche io.

    Ambulanze e sirene in ogni dove,
    in cielo continuano a sfrecciaree i caccia israeliani con il loro carico di terrore e morte.
    Devo correre,
    all’ospedale AL Shifa necessitano di sangue.

    non sono umani,
    credo che non lo siano mai stai.

    Vik 27/12/2008 guerrilla radio

  5. Francesco Montanari 28 dic 2008 at 11:30 #

    Caro Gennaro,
    mi permetto di porle alcune domande non molto originali, ma a cui non sono riuscito a trovare una soddisfacente risposta che affronti, in particolar modo, gli aspetti commerciali ed economici oltre a quelli storici e di strategia militare.

    Perché alcuni paesi occidentali (USA, Francia, Germania su tutti) aiutano Israele?
    Perché alcuni paesi arabi aiutano la Palestina?
    E soprattutto, perché non si vuole porre fine al conflitto? Chi e come ne ricava vantaggio?

    Le sarei grato se potesso anche solo indicare un link o un libro.
    Cordiali saluti.

  6. mariarubini 28 dic 2008 at 13:12 #

    Shukran habibti.

    scrivo con una connessione traballante dinnanzi all’ospedale di Shifa.

    Due ore fa, proprio di fianco all’ospedale, hanno tirato giù una moschea.

    Solo mezz’ora fa, duecentometri più avanti, una bombardato il parlamento e il carcere. decine i detenuti sotto le macerie.

    il conto dei morti al momento dice 290

    fate circolare le nostre testimonianze, per quanto è possibile.

    vostro Vik

    28/12/2008 12:21

  7. Gennaro Carotenuto 28 dic 2008 at 13:39 #

    Ho ricevuto alcuni messaggi privati di insulti fino alle minacce. Bah.

    A me sembra evidente che se Hamas fosse un partito italiano su un tema come per esempio quello dei diritti della donna starebbe a destra del 99% degli italiani ed è triste pensare che ciò avvenga tra i palestinesi, forse il più laico dei popoli mediorentali. Se però combatte (ma combatte per vincere o per suicidarsi?) contro l’odiata Israele allora non si può esprimere alcuna critica. Viva i compagni (e le compagne?) di Hamas.

    Molti sostengono garbatamente che una parte del consenso ad Hamas sia un voto di protesta. E’ senz’altro plausibile che sia in parte così ma questo non implica che Hamas sia un’organizzazione meno oscurantista, sessista e incapace di altro che portare i palestinesi verso l’ennesima sconfitta. La Lega Nord (per esempio) è migliore perché alcuni la votano per protesta?

    Per il resto è evidente che i palestinesi non abbiano più una classe dirigente in grado di tirarli fuori dal pozzo e purtroppo il cinismo israelo-statunitense gioca facile.

    Ma già… ci sono i compagni duri e puri di Hamas…

  8. Antonio Castellarin 28 dic 2008 at 14:55 #

    Gennaro, non dai nessuna risposta a questo.

    John Berger.
    Ante la reciente matanza en Gaza
    Somos espectadores del más reciente –y tal vez penúltimo– capítulo del conflicto entre Israel y el pueblo palestino, que dura ya 60 años. Acerca de las complejidades de este trágico conflicto se han pronunciado miles de millones de palabras en defensa de uno u otro lados. Hoy, ante los ataques israelíes contra Gaza, el artificio esencial, que estuvo ahí encubierto tras el conflicto, queda revelado flagrante y burdamente: la muerte de una víctima israelí parece justificar la matanza de 100 palestinos. Una vida israelí se equipara en valor a 100 vidas palestinas. Es esto lo que el Estado israelí y lo que los medios mundiales, más o menos, repiten insensatamente, aunque hay cuestionamientos marginales. Y esta pretensión, que ha acompañado y justifica la más prolongada ocupación de territorio extranjero alguno en la historia europea del siglo XX, es visceralmente racista. Que el pueblo judío deba aceptar esto, que el mundo deba estar de acuerdo y que los palestinos deban someterse a esto, es una de las ironías más negras de la historia. No le veo la risa por ningún lado. Sin embargo, podemos refutarla en voz más y más alta.
    Hagámoslo.

    http://www.jornada.unam.mx/2008/12/28/index.php?section=opinion&article=025a1mun

  9. Rob J 28 dic 2008 at 15:16 #

    Troppa gente si fa fuorviare dall’applicazione impropria ad ogni vicenda umana di uno schema infantile del tipo “buoni VS cattivi”. Se il governo israeliano persevera in una politica estera criminale, allora Hamas che vi si oppone (a modo suo) è composta per forza da un manipolo di eroi senza macchia. I messaggi di insulti al professor Carotenuto sono il frutto di tale ingenuità, assieme all’incapacità di comprendere davvero come funziona il mondo là fuori.

  10. FG 28 dic 2008 at 15:32 #

    Così, dall’altra parte, io vedo fascisti ultranostalgici (anziani, a dire il vero, se il rincoglionimento senile può essere considerato un’attenuante) di mia conoscenza aderire convinti ad associazioni filo-israeliane, evidentemente immemori delle leggi razziali e di quanto le loro beneamate camicie nere fecero nel ventennio contro gli antenati degli israeliani.
    Ma già, l’importante è che ci sia un nemico, e oggi quel nemico è l’arabo, il musulmano, il palestinese, mentre paradossalmente l’allora odiato ebreo è diventato l’alleato a cui esprimere sostegno e solidarietà.

  11. mariarubini 28 dic 2008 at 16:00 #

    Caro Gennaro, hai tutta la solidarietà di una compagna cosiddetta “dura e pura”.
    E’ terribile constatare l’arretramento di questa sinistra, vero? Pare la ragione sia bandita da più parti. O folli estremisti o radical chic.
    E’ tanto difficile capire che oggi siamo lontani dalla “Palestina libera e rossa” con cui aveva a che fare il PCI? Oggi è un caso di libertà di coscienza più che un fatto di politica estera.Io sono di sinistra ed il compito della sinistra dovrebbe essere quello di stare coi più deboli, e qui di deboli ne vedo due. Uno debolissimo che è il popolo palestinese a cui sono tolte tutte le prospettive di progresso. Dall’altro vedo i civili israeliani sottoposti all’esplosione dei kamikaze il cui estremismo religioso condotto fino alle estreme conseguenze è un elemento devastante. Ci sono le bandiere verdi di hamas, le scuole coraniche che professano un mondo antipopolare, antisocialista a copertura ad un capitalismo islamico violento. Come si può capire qui si intrecciano potere, capitale e religione. Si tratta di stare dalla parte del più debole a seconda delle situazioni, e non a prescindere.
    Il 10 dicembre, il Consiglio ONU per i diritti umani ha chiesto ad Israele di compiere passi per togliere il blocco di Gaza e liberare molti palestinesi detenuti.Richard Falk, ha definito la politica israeliana verso la popolazione araba molto simile a un “crimine contro l’umanità”.Falk è un ebreo americano.E stato espulso dallo Stato ebraico con l’accusa di “limitare le sue denunce alle violazioni israeliane dei diritti dei Palestinesi e di non includervi le violazioni dei Palestinesi verso Israele” e di aver dichiarato che esistono similitudini fra il trattamento riservato dagli Israeliani ai Palestinesi e quello che i nazisti riservavano agli Ebrei.

    Credo non ci siano soluzioni in questo marasma di follia delirante.Comunuqe, per quanto può valere, hai la mia solidarietà. E’ dura Gennaro fare informazione corretta.Dura.Ma si deve andare avanti.
    Un abbraccio

  12. Francesco dal Salento 28 dic 2008 at 17:08 #

    Caro Gennaro,
    da parte mia non riceverai alcun insulto nè tantomeno l’apologia di Hamas. Ti chiedo,però, di evitare in queste occasioni un accenno all’oramai stantio complesso di Masada del popolo israeliano. O meglio, del governo israeliano.

    Preparo la mia tesi sul sionismo pre 1948, la pagina più oscura e meno raccontata, dove forse si celano le radici prime della questione. Ebbene, che il popolo di Israele venga continuamente rimbambito dalla propaganda sionista attraverso una visione della Storia e del mondo attuale divisi tra Ebrei e nemici è vero, ed è anche vero che un certo retaggio del passato porta a sentirsi sempre un pò perseguitati. Ma, in questo caso, no.

    Qui si parla di scelte di governo, del governo di Israele, dettate da una logica consapevolmente colonialista, ragionate e programmate. Tanto è vero che, anche quando la minaccia pare placata, costoro progettano nuovi attacchi o non fanno nulla per prevenirli.

    Vorrei sperare di essere giunti ad un livello di consapevolezza tale del problema da non sentirsi in dovere di scusarsi se si critica il popolo di Israele, adducendo a pillola addolcente il complesso di Masada, che apparterrà pure a molti israeliani, ma i sionisti non ce l’hanno mai avuto, semplicemente perché hanno sempre e solo accerchiato, e mai sono stati accerchiati.

    Francesco dal Salento

  13. piccoli guido 28 dic 2008 at 19:48 #

    Gennaro, prima quello che ci unisce, il 99%: il giudizio su quanto continua ad accadere lì, il chiamare per nome e cognome, Claudio Pagliara, un sicario dell’informazione (esiste anche il terrorismo mediatico, non a caso la Rai ha fatto fuori gli Innaro e i Longo) definire terrorismo ciò che fa Israele. Poi, da uno che non è diplomatico lasciati dire, per mia esperienza, che la definizione di Hamas è fuorviante e sbagliata. E comunque hanno 100 ragioni in più dei bei sionisti d’altra parte, e mi sembrano anche molto meno corrotti della banda di Abu Mazen. Il discorso sarebbe lungo. Un appello anche ai duri e puri, sarebbe il caso di unire le forze, gridare forte, tollerare le diversità di giudizio e vedere di rivolgere le proprie forze contro i terroristi senza altre giustificazioni se non l’arroganza della “razza superiore del popolo eletto”

  14. Annalisa Melandri 29 dic 2008 at 03:12 #

    Scusa sde lo faccio qui, ma vorrei segnalare anche io come ha fatto Maria, il blog di Vittorio Arrigoni:
    http://guerrillaradio.iobloggo.com/
    una lucida, drammatica e terribile testimonianza di quanto sta accadendo in queste ore.
    E di quanto e’ accaduto fino ad ora.

  15. Raffaele Della Rosa 29 dic 2008 at 07:46 #

    Condivido al 150% le cose scritte da Guido Piccoli. Ogni parola.
    Che poi insulti possano venir vomitati contro l’animatore di di un sito come questo, da gente che abbia i propri amici i propri cari sotto le bombe nazisioniste, non mi troverebbe d’accordo, ma cercherei (non so con quali risultati) di comprendere. Che lo faccia gente che là, a far magari da scudo umano alle bombe non c’andrebbe manco in fotografia, lo trovo, prima che ripugnante, PRIMA DI TUTTO E SOPRATTUTTO, PROFONDAMENTE RATTRISTANTE.
    Se oggi il Berluska è dove è lo dobbiamo anche, certo non solo e non principalmente, a questi eroi della sesta giornata, a questi Tartarini di Tarascona del paleo-bolscevismo più imbecille.
    Lo dico anche perchè ora come altre volte (poche) mi sento lontanissimo dalle posizioni di Gennaro. Tanto tanto lontano.
    Ho infatti parlato prima di nazisionismo e parlo ora di responsabilità politica e morale dei popoli.
    La grande maggioranza degli israeliani è moralmente corresponsabile dei misfatti della propria classe dirigente.
    Questo vale per ogni popolo (in primis italiani, giapponesi, tedeschi ecc. ecc.) che accetta di opprimere un altro popolo.
    Per questo non sono mai d’accordo quando si condanna il bombardamento di Dresda.
    A meno che non lo si faccia da un punto di vista strettamente gandhiano.
    Nessun individuo di alcun popolo può pensare che SKIACCIARE altri popoli (traendone anche notevoli vantaggi) altre persone (fino al punto di dichiararle non-persone, e molti israeliani questo fanno) possa restare senza conseguenze per gli stati, per i popoli per i singoli individui.
    Non voglio fare prediche né convincere chicchessia. Vorrei solo che si riflettesse.
    Il materialismo ci ha insegnato a guardare i fatti per ciò che sono. La storia viene e diviene grondando sangue, un banco da macellaio.
    Questo non assolve nessuno, né vuole essere l’apologia di una qualche insensibilità. Ma è solo un misero tentativo di richiamarel’attenzione sui grundrisse, sul fondamento.

  16. Raffaele Della Rosa 29 dic 2008 at 08:00 #

    Ho parlato del bombardamento di Dresda.
    Per non essere frainteso.
    Non sostengo neppure il diritto alla rappresaglia. Oltretutto non credo che si possa parlare seriamente di “diritto di guerra”, le convenzioni di Ginevra non sono neppure una pagliacciata, sono l’arma che i più forti impugnano per sputtanare i vinti. Non lo dico io. Purtroppo lo dimostra la storia. Non quella futura, quella che sta dietro di noi.
    Non credo neppure a un diritto morale alla rappresaglia.
    Esistono le rapprresaglie.
    Esiste anche gente con cuore e crevello tali da far capire che chi è stato complice di certi eventi non può piagnucolare se poi gliene vengono o gliene dovessero venire sciagure.
    Per il resto, come nei film western, mi sento più a mio agio, (chiamatelo pure un fatto estetico) con i vinti, con questi qui, non con tutti i vinti in genrale. In VietNam mi sentivo di gioire con i vincitori.

  17. genseki 29 dic 2008 at 11:22 #

    Gentile Carotenuto

    mi sembra che “L’incipit” del post sia davvero molto discutibile. Non lo capisco per quanto mi sforzi. Francamente non vedo come si possa argomentare un razzismo di Hamas. Da quali documenti e atteggiamenti lo si possa trarre. Trovo inoltre un poco esagerato lamentarsi di essere insultato quando il primo insulto si trova proprio nel primo paragrafo del suo post: “trogloditi”.
    Ed è un insulto particolarmente sgradevole se rivolto a un movimento i cui membri stanno mrendo a centinaia per difendere un brandello di dignitá. (Sarebbero trogloditi perché non hanno soldatesse bionde? O perché non hanno aviazione?)
    Dignitá umana, mi sembra: di uomini e di donne.
    E in qualche misura è anche la nostra dignitá che difendono perché se qualcuno non si piega alla schiacciante prepotenza di una banda di assasini sanguinari lo fa anche in mio nome e merita il mio rispetto e il suo indipendentemente da quale sia il ruolo della donna all’interno della sua organizzazione che poi magari non è quello che pensa lei. Se poi lei voleva dire che la resistenza di Hamas non è di “sinistra”, lo si puó dire senza insultare nessuno a colpi di “troglodita”. Io peró non credo che la dignitá dei popoli sia monopolio della “sinistra”, e dei “progressisti”. E in ogni modo quello che succede a Gaza no ha niente a che vedere con i concetti di destra e di sinistra. Sempre che questi abbiano ancora un valore.
    Grazie per l’ospitalitá
    genseki

  18. Iginio Roberto Calamita 29 dic 2008 at 14:50 #

    Ho amici ebrei ed amici palestinesi, da Hebron, e ho sentito e seguito da molto tempo questo conflitto, da quando mio padre me raccontaba e traduceva le distorte informazioni dei giornali degli anni 60.
    La rabia davanti a tale massacro aceca. Mi vengono alla memoria massacri argentini dove militari israeliani hanno fatto scuola di tortura e repressione. E molto difficile mantenere la testa fredda. Ed è cio che i guerrafondai vogliono. Mai come in questi momenti serve rifletere prima di rispondere.
    Una nostra parola sbagliata puo essere benzina sul fuoco. Ho una figlia adolescente, e altri ragazzi ascoltano cio che ogni tanto dico. Le mie rabbie le devo investire in piu forza alla lettura e ricerca. Capire, e capire come posso aiutare alla soluzione. Far sapere cosa sta acadendo, come stanno mentendo…ecc.
    Tutto il resto è noia….

  19. mariarubini 29 dic 2008 at 15:12 #

    Io continuo a ritenere quest’articolo di Gennaro una pagina rara di alto giornalismo (e non sono solita fare complimenti, tant’è che si è capito che mi era piaciuta poco la riesumazione del fu Nanni Moretti show). Forse l’unica cosa che non condivido di quest’articolo è la rassegnazione all’impotenza e allo sconforto totale, al quale devo dire istintivamente ho partecipato anch’io. Questo io credo sia il momento di unire le nostre forze, come dice Guido, e aiutare i partiti democratici palestinesi. Hamas non ptrà mai far uscire questo popolo dalla disperazione. Penso a quello che dice Raffaele, a chi non si sognerebbe mai di andare a farsi scudo… ecco, Paolo Ferrero è lì dal 24 dicembre, per un’acrobatico tentativo di avviare la discussione verso il dialogo. Da Ramallah ha rischiato e sta rischiando grosso. E ci manda i suoi appunti come testimone…nessun media ha riportato la notizia. Non lo dico per spirito corporativo, lo direi anche se non fosse il mio segretario.
    Che tristezza questo paese…

    Voglio segnalare a Gennaro e chi è interessato, la splendida relazione di Filippo Landi (corrispondente RAI) tenuta al convegno in terrasanta a novembre. Parla del silenzio dei media, e Landi non è un pennaiolo dell’ordine dei colletti bianchi. Consiglio vivamente.

    http://www.terrasantalibera.org/RelazioneLandi12-08.htm

    Ovviamente oltre alla testimonianza di Vittorio su guerrilla radio c’è il sito http://www.terrasantalibera.org

  20. Doriana Goracci 29 dic 2008 at 23:42 #

    Vittorio Arrigoni: A Gaza è un lento morire in vano ascolto
    29/12/2008

    ore 18.o5, Marna house, Gaza city.

    Nell’aria acre odore di zolfo, nel cielo lampi intermezzano fragorosi boati.
    Ormai le mie orecchie sono sorde dalle esplosioni e i miei occhi aridi di lacrime dinnanzi ai cadaveri.

    Mi trovo dinnanzi all’ospedale di Al Shifa, il principale di Gaza, ed è appena giunta la terribile minaccia che Israele avrebbe deciso di bombardare la nuova ala in costruzione.
    Non sarebbe una novità, ieri è stato bombardato l’ospedale Wea’m.
    Insieme ad un deposito di medicinali a Rafah, l’università islamica (distrutta), e diverse moschee sparse per tutta la striscia.
    Oltre a decine di installazioni CIVILI.

    Pare che non trovando più obbiettivi “sensibili”, l’aviazione e la marina militare si diletti nel bersagliare luoghi sacri, scuole e ospedali.

    E’ un 11 settembre ad ogni ora, ogni minuto, da queste parti, e il domani è sempre una nuovo giorno di lutto, sempre uguale.
    Si avvertono gli elicotteri e gli aerei costantemente in volo, quando vedi il lampo, sei già spacciato,
    è troppo tardi per mettersi in salvo.

    Non ci sono bunker antibombe in tutta la Striscia, nessun posto è al sicuro.

    Non riesco a contattare più amici a Rafah, neanche quelli che abitano a Nord di Gaza city, spero perchè le linee sono intasate.
    Ci spero.
    Sono 60 ore che non chiudo occhio, come me, tutti i gazawi.

    Ieri io e altri 3 compagni dell’ISM abbiamo trascorso tutta la nottata all’ospedale di al Awda del campo profughi di Jabalia. Ci siamo andati perchè temevamo la tanto paventata incursione di terra che poi non si è verificata.
    Ma i carri armati israeliani stazionano pronti lungo il confine tutto il confine della Striscia, il loro cingoli affamati di corpi pare si metteranno in funerea marcia questa di notte.

    Verso le 23:30 una bomba è precipitata a circa 800 metri dall’ospedale, l’onda d’urto a mandato in frammenti diversi vetri delle finestre, ferendo i feriti.
    Un’ ambulanza si è recata sul posto, hanno tirato giù una moschea, fortunatamente vuota a quell’ora.
    Sfortunatamente, anche se non di sfortuna ma di volontà criminale e terroristica di compiere stragi di civili, la bomba israeliana ha distrutto anche l’edificio adiacente alla moschea, distruggendolo.

    Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline.
    5 sono morte, una è gravissima.

    Hanno adagiato le bambine sull’asfalto cabonizzato, e sembravano bamboline rotte, buttate via perchè inservibili.
    Non è un errore, è volontario cinico orrore.

    Siamo a quota 320 morti, più di un migliaio i feriti, secondo un dottore di Shifa il 60% è destinato a morire nelle prossime ore, nei prossimi giorni di una lunga agonia.

    Decine sono i dispersi, negli ospedali donne disperate cercano i mariti, i figli, da due giorni, spesso invano.
    E’ uno spettacolo macabro all’obitorio.
    Un infermiere mi ha detto che una donna palestinese dopo ore di ricerca fra i pezzi di cadaveri all’obitorio, ha riconosciuto suo marito da una mano amputata.
    Tutto quello che di suo marito è rimasto, e la fede ancora al dito dell’amore eterno che si erano ripromessi.

    Di una casa abitata da due famiglie, è rimasto ben poco dei corpi umani.
    Ai parenti hanno mostrato un mezzo busto,e tre gambe.

    Proprio in questo momento una delle nostre barche del Free Gaza Movement sta lasciando il porto di Larnaca in Cipro. Ho parlato coi miei amici a bordo. Eroici, hanno ammassato medicinali un pò in ogni
    dove sull’imbarcazione.
    Dovrebbe approdare al porto di Gaza domani verso le 0800 am.
    Sempre che il porto esista ancora dopo quest’altra notte di costanti
    bombardamenti.
    Starò in contatto con loro tutto questo tempo.

    Qualcuno fermi questo incubo.
    Rimanere in silenzio significa supportare il genocidio in corso.
    Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo “civile”, in ogni città, in ogni piazza,sovrastate le nostre urla di dolore e terrore.
    C’è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto.
    Vik in Gaza
    Vittorio Arrigoni
    blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/
    websites della missione: http://www.freegaza.org/
    e http://www.palsolidarity.org

  21. emanuele 30 dic 2008 at 13:38 #

    Ho letto che oggi in diverse città italiane ci saranno manifestazioni lampo organizzate in soldiarietà al popolo palestinese. Anche a Cagliari ci sarà un sit-in, sperando che la gente non abbia spento cuore e cervello per le vacanze.

    Mi preoccupa invece anche il Libano, al di là delle dichiariazioni di Hezbollah, la mia ragazza è reduce da un viaggio che ha toccato anche campi come quello di Chatila e zone colpite dai bombardamenti israeliani nel 2006. Le è stato detto da più parti che con piccoli o grandi interventi Israele ogni 3 anni circa torna a devastare anche il Libano per fiaccare la resistenza palestinese e degli altri gruppi che appoggiano i palestinesi ed impedire una ricostruzione di quanto è stato distrutto. Molti in Libano temono che entro i primi mesi del 2009 il rito dell’incursione israeliana in terra libanese si ripeta, puntuale come al solito.
    Occhi aperti dunque…

  22. vittoriodigiacinto 30 dic 2008 at 13:43 #

    Non entro nel merito, più volte mi sono cimentato nel dire la mia e mi rendo conto che la vicenda Israelo Palestinese è complessa e di antiche origini, per darne una giusta valutazione bisognerebbe studiarne la storia bene.
    Volevo però esprimere, in questi particolari giorni la mia solidarietà a tutte quelle persone coinvolte, giornalisti, ma in particolare a tutti i civili e bambini coinvolti, senza sapere bene cosa sta accadendo e perchè.
    Con la speranza che l’uomo riesca a vivere senza ammazzare, specialmente un suo fratello.
    Buon a tutti.

  23. Giorgio Sabaudo 30 dic 2008 at 14:07 #

    Gennaro e che dire di Al Fatah che già si dice disponibile a sostituire pienamente Hamas nella striscia?che dire dell’embargo?che dire della corruzione nella ANP?che dire di Abu Mazen?che dire di chi dà del gruppo terrorista ad Hamas che in ogni caso è stato eletto democraticamente?che dire del silenzio di fronte ad un genocidio?della distruzione chirurgica di scuole,porti e uffici amministrativi?Hamas governa(non glielo hanno ancora lasciato fare) legittimamente..smettiamola di fare il gioco dei mainstream dipingendoli semplicemente come trogloditi estremisti..mi sembra una caduta di stile!Gaza libera,Palestina libera..anche dalla corruzione!e qin questo forse caro Gennaro i cosidetti duri e puri servono..abbraccio

  24. mariarubini 30 dic 2008 at 16:07 #

    Gennaro questa situazione è intollerabile. Bisogna agire. Invito tutti coloro che ti hanno mandato insulti e non, a canalizzare meglio le proprie energie e di scrivere una lettera alla redazione esteri del tg1. Oggi il tg1 ha trasmesso un servizio di Pagliara su 3 vittime israeliane, con un’intervista ad una famiglia italiana che vive in Israele. Le 300 e passa vittime palestinesi sono un dettaglio. Senza insulti, ma cerchiamo di fare qualcosa. Tutti. Fax simile del messaggio:

    Oggetto: Informi o si faccia da parte

    Caro Claudio Pagliara,
    lei non lo sa ma molte persone come me si pongono queste domande: verrà un giorno in cui lei la smetterà di portare avanti questa specie di informazione filo-israeliana? Verrà un giorno in cui lei inizierà veramente ad informare le persone con un’informazione libera e oggettiva? Verrà un giorno in cui lei cercherà di aiutare, in quella minima parte che le è possibile, il popolo palestinese, ma anche israeliano, semplicemente attraverso un’informazione vera?
    Questo ci chiediamo.
    Quando quel giorno arriverà, ce lo dica. Altrimenti può anche farsi da parte. Si tolga quel giubbotto antiproiettile con il quale vuole trasmettere timore e coraggio allo stesso tempo, consegni il microfono ad un giornalista serio, anzi, normale, oppure lo dia direttamente a Vittorio Arrigoni, si faccia da parte in modo da renderci felici, fieri di pagare il canone della sua rete per il motivo per cui questo esiste: essere informati.

    Ermes

  25. Doriana Goracci 31 dic 2008 at 00:28 #

    Oggi, a pranzo il tg 1 con Capezzone e Bocchino, non ho scelto l’ora migliore per mangiare…
    Ma a sera il tg3 e miracolo…per la prima volta parla la rete, il video dell’ISM, la voce di Vittorio Arrigoni. Si ammette che le notizie da Gaza, giungono grazie ai blog, agli attivisti internazionali, alla circolazione dell’Informazione, con la i maiuscola, anche se fatta di anonime persone e storie ancora più anonime.
    Sono piovute lettere, sono state fatte circolare le testimonianze come la tua Gennaro, come i nostri commenti e le notizie, si fanno presidi…per carità piccole cose…
    e ancora *tamata*, osare…altrimenti moriamo anche noi, dentro.
    Un abbraccio a tutte e tutti, per finire e iniziare questo nostro cammino, insieme.
    Doriana

  26. Raffaele Della Rosa 31 dic 2008 at 01:39 #

    Un tempo (lontano e dimenticato, era il 1966) esisteva il Tribunale Internazionale Russell per i crimini di guerra….io mi accontenterei che a livello nazionale, italiano, si costituisse una giuria, anche con autorevoli personalità non italiane, per l’assegnazione di un premio annuale intitolato alla memoria del dr. Joseph Goebbels, ministro della propaganda del terzo reich…una specie di goebbels d’oro, uno d’argento, uno di bronzo….
    Non certo per il solo Pagliara ma SOPRATUTTO per i suoi padrini e padroni…
    Ho solo il timore che la platea dei concorrenti sarebbe fin troppo affollata e la giuria dovrebbe inventarsi una giornata di 72 ore, 24 sarebbero troppo poche….

  27. marino patti 31 dic 2008 at 09:17 #

    Da inserire tra le peggiori pagine del giornalismo, il tg1 di ieri sera.

    Non solo si va a intervistare un abitante di Sderot la cui vita è “diventata impossibile per la continua pioggia di razzi”, ma quello che è grave – e se qualcuno ha la registrazione davvero gli/le chiedo di metterla a disposizione in rete – è che alla fine del servizio si lascia senza alcun contraddittorio o correzione la dichiarazione dell’abitante in questione che con un’espressione disperata afferma, cito a memoria:

    “Ma cos’altro vogliono? Ce ne siamo andati da Gaza e gli abbiamo lasciato tutto. Gli diamo tutto, l’elettricità, i viveri, tutto. E loro che fanno? Ci continuano a sparare i razzi”.

    Raccapricciante la serie di falsità infilate una sull’altra lasciate lì così. E dette da un italiano, romano trasteverino, che tocca facilmente le corde nostrane.

    Ma se non bastasse, nello stesso tg, un altro giornalista va a intervistare un importante esperto di strategia militare che dichiara:

    “la guerra contro la guerriglia è un errore, non è mai vincente. Non è una scelta che porti a esiti positivi. MA COS’ALTRO SI POTEVA FARE?”.

    Proprio così dice, cos’altro si poteva fare…

    Uno schiaffo all’intelligenza altrui, e una vergogna per il servizio pubblico

  28. Pietro 17 lug 2014 at 12:35 #

    Caro Gennaro,
    ho riletto questo articolo. A parte qualche piccolo aggiustamento, potrebbe essere ripubblicato paro paro per la crisi di oggi.
    Tristezza.

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