Menu 2

Pensieri (scomodi) sull’ISIS

Faccio una gran fatica a trovare sulla mia bacheca Facebook un solo post che parli di Iraq, degli yaziri, del ‘califfato’ o almeno delle guerrigliere del PKK, delle quali potrei innamorarmi in blocco. Praticamente tutti quelli che fino a ieri avevano posizioni trancianti su Gaza (non importa quali) e che in genere sono persone più informate e sensibili della media, tacciono.

Posso anche capire perché: estrema complessità, scarse informazioni attendibili veicolate quasi senza alternativa da un mainstream senza dignità (saranno veri i sepolti vivi?), l’infamia della follia neoconservatrice e il tramonto di primavere arabe nelle quali identificarsi, un malinteso percepire i cristiani dall’Iraq alla Nigeria non come minoranza calpestata ma come quinta colonna del colonialismo, la difficoltà oggettiva di applicare paradigmi ideologici e quindi identificare buoni e cattivi e ingranare la quarta.

Eppure, almeno rispetto all’ISIS, sorta di nazisti dell’Illinois che cumulano incubi millenari, à mon avis, non dovrebbe essere difficile assumere un atteggiamento dicotomico ben più deciso di quello pro o contro Israele, pro o contro Hamas. Eppure non succede. Nel XX secolo perfino Roosevelt e Stalin seppero stare insieme quando bisognava stare insieme. Oggi sembra impossibile.

,

14 Responses to Pensieri (scomodi) sull’ISIS

  1. Luca Romeo 11 Ago 2014 at 10:27 #

    Fino a ieri l’altro a contrastare seriamente l’isis sul campo c’era solo la Siria di Assad, evidentemente ciò provoca disturbi anche a chi vorrebbe schierarsi contro i nazisti dell’illinois…

  2. agata 11 Ago 2014 at 10:33 #

    gia’, tacciono i pacifisti, tacciono le femministe, tacciono quasi tutti.

  3. Sabina Moscatelli 11 Ago 2014 at 11:01 #

    Verissimo Manca solo di sentire dire che è giusto farli fuori, essendo degli scemi che continuano a proclamarsi cristiani, e poi siamo a posto.

  4. lorenzo 11 Ago 2014 at 11:56 #

    Hanno ormai insegnato a tacere sulle atrocita’ e sulle contraddizioni. Si subisce impotenti lo strazio e il sangue degli altri forse in attesa che scorra il nostro. I diritti non contano piu’, conta solo la forza economica e quella bruta che accompagna quando serve. Per dire, anche su vicende meno drammatiche come l’agreement fra Alitalia e Etihad nessun dubbio su nessun giornale a proposito del paese di cui Etihad e’ compagnia di bandiera. Basta vedere un rapporto di Amnesty internetional sugli Emirati Arabi Uniti per leggere delle discrimizioni, della condizione femminile, degli immigrati, dell’utilizzo della tortura, della pena di morte prevista perfino per l’adulterio per capire che in un mondo normale non ci doveva essere prezzo per quell’accordo. E quindi come si fa poi ad avere la forza di protestare se tutto in fondo e’ cosi’ normale. Troppo sangue troppe ingiustizie tutto intorno e allora in fondo il sangue degli altri non conta. Questo ci impongono e ci insegnano in attesa che scorra il sangue dei nostri figli per svegliare le nostre coscienze.

  5. Francesca 11 Ago 2014 at 12:16 #

    Io ne ho parlato, ne parlo e ne parlerò.

  6. annamaria de paulis 11 Ago 2014 at 15:08 #

    come si fa ad avere delle opinioni senza avere informazioni sufficenti? come mai questo califfo parla di “califfato in Europa” , peopio nel momento in cui , per la prima volta in anni, l opinione pubblica volge contro Israele? ferma restando la condanna per certi fatti da lui compiuti, non sappiaamo CHI li compie, se un megalomane fondamentalista, una marionetta ,entrambe le cose…l unica cosa medianamente chiara è, secondo me, il CUI prodest…ma non puo essere conclusivo

  7. Paolo G. 12 Ago 2014 at 04:04 #

    Il problema è che quando si parla di “alcune” questioni del Medio e Vicino Oriente e del Nordafrica balzano fuori “sapienti” improvvisati, che rivelano tutta la loro approssimazione proprio perché si occupano solo di “alcune” questioni. Non hanno nemmeno capito che le aree suddette, sono talmente collegate tra loro che quando si muove qualcosa al Cairo, ne avremo presto le conseguenze a Gerusalemme e così via. Personalmente è tutta la vita che mi dedico al mondo arabo in particolare, e sono davvero stufo di leggere cialtroni in giro ogni crisi che passa sui media mainstream….

    • franco 12 Ago 2014 at 22:58 #

      Il problema è che nel mondo dei common media siamo tutti cialtroni. E’ un po’ come un mercato, come al suk, tutti parlano e dicono quello che gli viene in mente. Alcuni con garbo e proprietà altri meno, alcuni con cognizione di causa altri a vanvera. Questo è l’ecosistema dei media attuali. La cosa peggiore sono quelli come te che scrivono ‘è tutta la vita che mi dedico al mondo arabo in particolare…’ e poi da dei cialtroni a chi scrive sui media mainstream. Insomma è un pò come la storia del mulo e dell’asino.

  8. franco 12 Ago 2014 at 22:52 #

    proprio quando l’Europa è ai minimi storici (che non ci sono perché la Comunità Europea non ha una storia), ecco che cda una creazione americana di terrorismo appare l’idea di creare un califfato in Europa. Ora le alternative sono o EU o Califfato?

  9. Cristiano 13 Ago 2014 at 13:20 #

    mah, anche io non ne capisco molto… però penso che tale eccidio faccia bene a molti, destabilizzare definitivamente la Siria, togliendo un partner in medioriente della Russia e a tutti i movimenti filoislamici, mettere la parola fine al Kurdistan e tutti quelli che hanno lottato, Turchia soddisfatta (partener NATO strategico), IRAQ sempre più instabile motivo per gli USA di non mollare e rimanere ben presente. Sono sempre convinto, sempre così a naso, che un medioriente instabile fa comodo ai più…
    Trovo invece nauseabondo l’uso demagogico a scopo di mera propaganda del concetto di “strage di civili” e “lotte di religione”.
    dei civili non è mai fregato a nessuno vedi Gaza, vedi Bosnia, vedi Iraq, vedi Guatemala ecc..
    dove c’è una gurra di religione c’è sempre una guerra economica.
    Incredibile che ancora i network principali suonino sempre la stessa musica, evidentemente piace e fa addormentare tutti i bambini…
    grazie per il blog

  10. andrea 17 Ago 2014 at 10:13 #

    Grande! Ti seguo da sempre ma ora come ora sento la necessità di commentare . Hai espresso un concetto lucidissimo da vero uomo di sinistra ( e di buon senso). Ti posto qui il mio commento sul fatto quotidiano sotto la delirante dichiarazione dell’onorevole Di Bsttista che parte dal colpo di stato contro Arbenz del 54′ passando per Allende fino ad arrivare all’ISIS mettendolo sullo stesso piano della lotta di popoli come quello algerino ( mi sa che molti il film La Battaglia di Algeri non l’hanno mica capito..) e palestinese . Solo una differenza .. delle guerrigliere del PKK io già sono innamorato !

    Gli unici “ribelli” sono i curdi del PKK e dell’YPK e i Peshmerga che si stanno battendo eroicamente per fermare l’ISIS anche nel nostro interesse, noi che assieme agli USA li teniamo sulla lista delle organizzazioni terroristiche sullo stesso piano di Al Quaeda. Con i fondamentalisti islamici dell’ISIS non c’è possibilità di dialogo; non portano avanti rivendicazioni sociali nè territoriali nulla di nulla solo il vuoto e la barbarie dell’oscurantismo religioso , in Siria come in Iraq. Su una cosa concordo con Di Battista è tempo che l’UE e l’Italia prendano in mano le sorti del Mediterraneo, estromettendo i nordamericani. Bisogna dare armi ai curdi . E se necessario devono intervenire i caschi blu . Senza se e senza ma! Evidentemente l’onorevole Di Battista non ha ancora imparato a distinguere il “Che” Guevara e Thomas Sankara ( di cui peraltro ha fatto una bella commemorazione in Parlamento ) dai fondamentalisti religiosi come Boko Haram e ISIS. Qualcuno gli ricordi che Sankara coi fondamentalisti religiosi, cristiani o musulmani, non dialogava affatto e che sotto il suo governo in Burkina faso furono messe al bando le inflbulazioni genitali e altre pratiche similari. ” Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette” almeno spero ..

  11. Janis 13 Ott 2014 at 20:34 #

    A me la battuta sull’innamoramento in blocco non ha fatto sorridere neanche a metá. Per il resto, anche sono passati alcuni mesi dalla pubblicazione di questo post, a me sembra che non si siano registrati dei passi avanti significativi in quanto a informazioni disponibili. Anche i professori piu illuminati, come Sandro Mezzadra, accennano alla costruzione della democrazia libertaria nel Rojava senza spiegare di piu. Su Contropiano ho letto che la svolta del confederalismo democratico del PKK ha trovato attuazione nei 3 distretti della Rojava, ma senza spiegare in che senso il PKK -kurdistan turco- ha determinato la nuova organizzazione sociale nel Rojava – Kurdistan Occidentale, Siria. Una semplice affinitá ideologica? I curdi siriani si sono formati con il PKK? Si fa sempre piu riferimento all’influenza zapatista all’interno del PKK, ma é la prima volta, dal 2004, che sento parlare di un tale accostamento di movimenti: non ho mai sentito curdi parlare di zapatisti ne viceversa. Boh io sono confusa, sono sicura solo che il commento sull’innamoramento in blocco proprio non mi é piaciuto.

Trackbacks/Pingbacks

  1. Pensieri (scomodi) sull’ISIS | NUOVA RESISTENZA - 12 Ago 2014

    […] viaPensieri (scomodi) sull’ISIS – Gennaro Carotenuto. […]

Lascia un commento