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Alessio Burtone: perché l’assassino di Maricica Hahaianu non sta in carcere?

Maricica Mentre l’infermiera rumena Maricica Hahaianu (foto), 32 anni, madre di una bambina, scivola irreversibilmente verso la morte, verso il bullo italiano Alessio Burtone, un violento con precedenti specifici, la giustizia italiana è tenera. Sta comodamente a casa sua e gli viene permesso di lanciare farneticanti messaggi di scuse.

Anche i media sono clementi. Non ne conosciamo il volto e solo in pochi casi se ne dice il nome preferendo chiamarlo, in un’operazione di riduzionismo chiarissima “il ragazzo”. Se il buongiorno si vede dal mattino si sta preparando un nuovo caso di giustizia razziale in Italia.

Non era andata così per l’omicidio di Vanessa Russo, una ragazza italiana uccisa preterintenzionalmente nel 2007 sempre nella metropolitana di Roma, in un’analoga lite per futili motivi, dall’immigrata romena Doina Matei. Contro di lei, una ragazza appena maggiorenne con una vita difficilissima alle spalle che l’aveva portata a prostituirsi, si abbattè una durezza ottocentesca sia mediatica che giudiziaria. Fu arrestata immediatamente e fu celermente condannata al massimo della pena, 16 anni. Contro di lei furono applicate tutte le aggravanti e non le fu riconosciuta nessuna attenuante.

Tutto ciò nonostante vari testimoni confermassero la casualità dell’esito della lite e della colluttazione (la morte orribile fu prodotta dalla punta di un ombrello conficcato in un occhio) e l’autopsia di Vanessa Russo, anche lei una ragazza difficile, confermò che questa fosse sotto l’effetto congiunto di cocaina, morfina e metadone ed ebbe la peggio in una rissa della quale era corresponsabile.

La condanna esemplare verso Doina, che non meritava certo un premio, era fermamente voluta da un’opinione pubblica addestrata dai media all’odio verso la “puttana romena”. Vi fu un uso chiaramente politico dell’evento, allarme sicurezza, allarme immigrazione. Si arrivò a zittire il prete al funerale che osò parlare di perdono e anche quel caso fu uno strumento per rovesciare l’effimero governo Prodi. Oggi, a parti invertite, si vede quanto avevamo ragione a denunciare tutta quella durezza come politica e razziale. Per la povera Maricica, lavoratrice e madre di una bambina piccola, non si terranno fiaccolate. Seguire da vicino il processo Burtone sarà un dovere civile.

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23 Responses to Alessio Burtone: perché l’assassino di Maricica Hahaianu non sta in carcere?

  1. Serenella 15 ott 2010 at 14:02 #

    BRAVO! In effetti non si capisce perchè non è ancora in galera. Forse perchè ha chiesto scusa!? Forse perchè è italiano!? Forse perchè lei è rumena!? Forse perchè lei ha tentato un minimo di reazione e non ha chinato la testa, da straniera irriverente, irrispettosa e ingrata nei confronti delle sacre PREPOTENZE italiche…….

  2. Gennaro Carotenuto 15 ott 2010 at 15:10 #

    Copio e incollo da Agoravox:

    BUONGIORNO, sono Sergio Bagnoli e Vi scrivo per farvi leggere alcuni commenti usciti stamattina sul sito del giornale free press LEGGO.Eccoli:

    1)ma brava la signora e bravi chi la difende con questo non voglio dire che il ragazzo ha fatto bene ma è normale che a 20 anni si reagisca in un certo modo quando si ricevono schiaffi e spintoni di continuo. la discussione doveva finire lì come era cominciata proprio perchè banale e la donna è adulta invece ha cercato con prepotenza la lite che è tipica dei romeni. infine quando si ha intenzione di litigare si deve vincere per forza? no. 2)Me lo immagino adesso il marito piange…cerca giustizia, apprezzerei se fosse vero, ma ho imparato da esperienze personali, che cercano sempre un tornaconto personale, e poi per la famiglia in Romania non è considerata così importante, loro non hanno in cosiderazione ne figli ne nipoti ne mogli ne mariti!! Lo so io che cosa piange!!! Da una sposata perchè innamorata di un uomo rumeno

    3)Ma la finiamo di considerare sempre noi italiani cattivi e gli altri santi? La reazione del giovane è stata sconsiderata, è vero, ma il filmato mi pare “parli” chiaro. Per una banale discussione dal tabaccaio, chi di noi inseguirebbe la persona con cui ha discusso, facendoglisi sotto con fare minaccioso? Credo che il comportamento della signora non sia stato da meno del suo aggressore. E’ capitato a lei di soccombere, ma poteva davvero, a questo punto, capitare anche al ragazzo.

    4)L’arroganza dei cittadini dell’est, inoltre, è proverbiale, oramai. Finiamola di giustificarli e pretendiamo che si comportino civilmente. Forse la gente che si rifugia qui, lo fa non tanto e non solo per il lavoro, ma anche perchè le nostre leggi sono più tolleranti. Qui delinquere sta diventando fin troppo facile. E basta pure con i buonismi, ognuno si prenda la responsabilità di ciò che fa.

    5)Mamma che faccia…da paura! Tipica della transilvania….

    SEGUE

  3. Gennaro Carotenuto 15 ott 2010 at 15:11 #

    6)Qui un ragazzo si difende e per via della fatalità si rovinerà la vita.. mi piacerebbe proprio sapere come sarebbe andata a finire se il ragazzo non avesse mollato il pugno..

    7)e questa nella foto che ha 32 anni o 52 anni? qualcosa non torna la signora la sa lunga… 8)Tutti bravi, bei commenti da razzisti quali siamo diventati in questo paese!!! é incredibile leggere quello che c’è scritto qui! Una donna lotta tra la vita e la morte e c’è chi scrive che siccome è rumena se l’è cercata e quasi quasi se lo merita! Fate pietà non ho altre parole per descrivervi fate pietà! Un Infermiere! ( l’unico ancorato ancora a certi valori)

    9)Tante persone subiscono violenze verbali da questi immigrati che non fanno altro che chiedere diritti e di doveri non ne vogliono sapere. Io stessa vivo violenze verbali da un polacco che abita al piano di sotto, dicendomi parole offensive urlando in piena notte “Italiani di merda”. Quando capirà lo Stato che chi entra è gente che non ha nulla da perdere? Loro sono razzisti nei nostri confronti, tanto sanno che c’è chi le tutela. Le carceri sono piene di questa gente che sicuramente non si ferma agli sputi in faccia ma fa anche di peggio. Apriamo gli occhi….

    10)TI QUOTO PIENAMENTE!!!!! FUORI DALLA NOSTRA ITALIA VENITE SOLO PER PORTARCI CRIMINALITA’ 11)l’italia e gli italiani sono diventati insensibili a certi fatti proprio per colpa dei romeni.

    Ecco chi sono gli Italiani. Come si fa a rinunciare alla cittadinanza di un simile paese( Mi vergogno a definirla la mia Patria)? Sergio Bagnoli

  4. dema 15 ott 2010 at 15:48 #

    Gennaro l’unica cosa che si può fare è attaccarsi al commento 8)….pensa come siamo messi…

  5. Dani 15 ott 2010 at 16:24 #

    Ricordiamo sempre che i commenti sono premoderati quindi queste schifezze riflettono la linea del giornale (non oso immaginare l’alito dei vari feltri sallusti porro ecc).
    Ma in più: provate a googlare il nome di quel piccolo letame…
    Lo sapevamo già ma è chiaro: gli scribacchini del giornale (minuscole volute e dovute) si scrivono da soli i deliri. E li pagano (paghiamo) pure. Meno male che sono in ROSSO profondo.

  6. Dani 15 ott 2010 at 17:47 #

    Oddio ho letto troppo velocemente e ho fatto confusione tra commentante e latore… Gennaro cancella pure il mio commento grazie.

  7. Vincenza Perilli 15 ott 2010 at 22:31 #

    Maricica è morta, notizia di poco fa
    Ho letto le dichiarazioni di Alemanno, ora fa il giustiziere (“l’assassino in galera”), parla di “atto di violenza gravissima che ci deve far riflettere” …
    Su cosa indovinate un po’?
    Continuo a citare (da Il Giornale): “far riflettere e che dimostra che ci sono tanti immigrati che lavorano, si inseriscono positivamente e che spesso la violenza può venire da italiani”.
    Insomma anche in questo caso troveranno il modo di continuare il loro lavoro di “propagandisti dell’odio”, creando un discrimine tra chi si “inserisce positivamente” e gli “altri”

  8. vera 18 ott 2010 at 21:54 #

    Una persona ha perso la vita , indipendentemente dalla sua nazionalità ! Il colpevole si è preso le sue colpe , verrà giudicato tenendo conto delle sue attenuanti che non sono poche .
    Sono sposata da dieci anni con un uomo rumeno , lavora in Italia da dodici anni , paga le tasse , ( anche quelle che evadiamo noi )vive onestamente e ama la sua famiglia , cosi come tanti altri suoi connazionali, anche se, per la maggioranza non è proprio cosi . Colpa delle nostre leggi che fanno entrare tutti e che gli lasciano impuniti per il loro delinquere.

  9. vera 18 ott 2010 at 22:19 #

    Sono sicura che chi disprezza il popolo rumeno per partito preso , sono persone che hanno avuto a che fare con i poco di buono che vengono in Italia a delinquere, ma… prima di giudicare tutti con la stessa misura vi consiglio di farvi un giretto nella loro nazione e crearvi l “opportunità di frequentare le persone per bene che vi assicuro non scarseggiano affatto …sicuramente vi lascerebbero a bocca aperta per ospitalità , lealtà e quant”altro . Ricordate , anche noi abbiamo la maffia , la camorra , la delinqueza ; ma , non per questo siaamo tutti maffiosi , camorristi o delinquenti ! Quando si dice che il razzismo è la madre dell “ignoranza allora nessuno si proclama razzista ma , solo a parole . E allora impariamo a giudicare le persone non per la loro nazionalità ma per quanto vale ogni singolo individuo , indipendentemente del paese d “origine !

  10. Riccardo Gambuti 20 ott 2010 at 01:07 #

    Anch’io non oso immaginare cosa sarebbe successo a nazionalità invertite e, a scanso di equivoci, dico subito che sapere l’assassino in carcere non turberà il mio sonno. Ma riguardo all’arresto di Alessio Burtone, mi trovo totalmente d’accordo con loro:

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/10/19/news/penalisti_burtone-8230581/

    Saluti a tutti.

  11. Raffaele Della Rosa 20 ott 2010 at 12:54 #

    E’ una contraddizione reale, non logica, ma materiale, nei fatti, che gente come noi, protesa da una vita a lottare per umanizzare (e magari abolire, almeno così come sono) le galere si trovi oggi a chiedere a voce alta e forte la galera per Burtone l’assassino, sia pure involontario, della povera signora rumena.
    Ma è così. Occorre inviare un segnale forte e chiaro che proclami la sanzione legale e sociale per chi si abbandona ai propri impulsi violenti. Poi saremo i primi a chiedere che, PER TUTTE E PER TUTTI, il carcere, questo carcere, cessi di essere un inferno di abiezione morale e materiale…ma allo stato delle cose, sia pure con dolore, dobbiamo chiedere la galera per questa gente.
    MAI PERO’ PENSARE DI RIMUOVERE IL PROBLEMA METTENDO DIETRO LE SBARRE LA GENTE.
    Così come non si può mettere i rifiuti (cose, oggetti, merci) in discarica all’infinito a maggior ragione per le persone…il futuro, se ci sarà un futuro, dovrà essere di recupero non di rimozione.

  12. Maurizio Guiducci 22 ott 2010 at 09:49 #

    Il punto non è il carcere. Almeno non lo è dal mio punto di vista e dalla visione politica che ho del carcere come istituzione. Il punto è la risposta culturale che viene data. La risposta istituzionale anche (che se vogliamo è iconografica di quella culturale). Gennaro nell’articolo fa il parallelo col caso di Vanessa Russo, a nazionalità invertita. Oggi abbiamo gli applausi e commenti che in altri tempi avrei definito incredibili. Parziali? Certamente, ma ci ritorno. Lì avevamo le fiaccolate e le richieste di giustizialismo feroce. E allora non mi chiedo neanche più le preterintenzionalità o le aggravanti maggiori o minori. Mi chiedo quale merda partoriscano i nostri cervelli. In un paese dove un gruppo xenofobo, fascista che veste camice verdi ottiene forte consenso popolare; perché lo ottiene. In un paese dove basta andare a fare una “passeggiata” in metropolitana per ascoltare l’assurdo o girare per un quartiere, magari popolare, dove finisce veramente per serpeggiare un niente che partorisce mostri. E questa è comunque una bruttissima cartina al tornasole della cultura dilagante (dovrei dire della mancanza di una cultura, più propriamente. Della brutalizzazione subita dalla cultura di questo popolo). C’è dell’altro? Sì, certamente. Ma restiamo schiacciati ed incapaci di far sentire la nostra voce nel brusio dilagante. Finanche ricacciati su posizioni minimali tanta è la necessità di “difenderci”. Perché certo il centro della faccenda non è se Alessio Burtone abbia arresti domiciliari o reali. Ne’ il parere dei penalisti. E’ la percezione culturale che si ha della cosa. E questi sì, sono “omicidi reiterati”. Contro un possibile futuro! Personalmente ho sempre più una forte sensazione di vomito. Un saluto a tutte/i.

  13. Riccardo Gambuti 23 ott 2010 at 00:12 #

    Il centro della faccenda sarà pure quello che dici tu, posso anche essere d’accordo, ma applicare a dovere la legge non penso sia una questione marginale. Credo ci sia poco da discutere: oggi sbattiamo in galera un italiano perchè per vox populi è cosa buona e giusta. E domani, al prossimo rumeno sospettato di omicidio, che succederà? Se tanto mi dà tanto, fra non molto ricorderemo la vicenda giudiziaria legata allo stupro della Caffarella come un esempio di garantismo. Saluti.

    • Gennaro Carotenuto 23 ott 2010 at 09:55 #

      Il senso di quello che ho scritto lo ritrovo nelle parole di Maurizio Guiducci.

      Pensare che chi è andato ad applaudire Alessio o abbia scritto cose abominevoli in Iternet, lo abbia fatto per garantismo è un’ingenuità e un’illusione ottica. Ci sono andati perché pensano che Alessio sia uno di loro, un italiano che se pure non ha fatto la cosa giusta, ha fatto un gesto che l’odio antirumeni e anti-immigrati giustifica e sarebbe potuto avvenire ad ognuno di loro.

      Purtroppo il garantismo in Italia è diventata una cosa di destra, da usare a comando e secondo convenienza. E questo è un altro portato negativo dei luridi anni che stiamo vivendo.

  14. Riccardo Gambuti 23 ott 2010 at 19:01 #

    A mio avviso, pensare che chi è andato ad applaudire l’omicida lo abbia fatto per garantismo è una stupidaggine che per fortuna qui nessuno ha scritto.
    Scusate, mi pareva di aver capito che l’argomento del post trattasse il perché l’assassino di Maricica Hahaianu non sta(va) in carcere ma evidentemente ho frainteso. Pazienza.

  15. Roberto Burtone 5 nov 2010 at 13:34 #

    Che pena vedere un “giornalista” scrivere falsità su mio figlio semplicemente per averle lette o sentite da qualche parte (alla faccia del giornalismo partecipativo). Caro “giornalista” la diffido formalmente dallo scrivere cose non vere su mio figlio il quale non ha nessun precedente specifico (si documenti la prossima volta) altrimenti la denuncio. Potrei ribattere a quello che ha scritto punto per punto dimostrandole come il suo articolo è frutto esclusivamente delle sue opinioni e/o quelle di altri ma le dedicherei del tempo che francamente trovo sprecato.

    • Gennaro Carotenuto 5 nov 2010 at 14:15 #

      Gentile Burtone,
      il mio è un commento che si basa, come lei giustamente rileva, su notizie di stampa largamente diffuse nelle scorse settimane da giornalisti chiamati, loro sì, a fare delle verifiche.

      Tale differenza, che capisco che possa non soddisfarla, è fondamentale e il mio commento è su quelle notizie a stampa che si basa. In ogni caso, come vede, le è immediatamente garantito il diritto a replicare.
      cordialmente
      Gennaro Carotenuto

  16. leonello carlo boggero 6 nov 2010 at 21:15 #

    Innanzitutto esprimo la mia solidarieta’ alle famiglie Hahaianu e Burtone,entrambe vittime della tragica conclusione di una banale lite.
    Sento il bisogno di intervenire poiche’ stanco di leggere o “televedere” commenti oppostamente divisi da ideologie piu’ o meno mascherate, sia su questo od su altri casi analoghi.
    Io antirazzista, io antibullismo,io antiberlusconismo, io antiqualunquismo,io antibeceroleghismo provo molta tenerezza per la Famiglia Burtone.Provate a chiedere(io l’ho fatto) ad un vostro impeccabile,dolce ed educato amatissimo giovanissimo figlio come reagirebbe di fronte ad una donna che aggressivamente non demorde e continua a sputargli ed ad insultarlo.
    La piu’ grande colpa di questo giovane e’di non essersi accertato delle condizioni post caduta, ma da qua a criminalizzarlo ce ne passa.
    So dell’impopolarita’ di quanto scrivo,sopratutto autospecchiandomi nei miei sessantanni di “Donchisciottismo”,ma lo faccio per onesta’ intellettuale immaginandomi al posto del padre Burtone.

  17. merico 26 ott 2011 at 16:28 #

    Il “bravo ragazzo” qualche mese prima dello “scontro” con la sig. Hahaianu pare che avesse avuto un altro “scontro” con un altra signora. E anche questa volta, si trattava di straniera. E di nuovo c’è un processo di mezzo.
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/10/26/news/maricica_botte_alla_madre_di_un_amica_nuovo_processo_per_burtone-23911923/

    Ma è sempre un “bravo ragazzo” e i giornalisti sono cattivoni.

  18. ionel 17 nov 2013 at 11:31 #

    A fatto bene che la ammazzata.lui e un ragazzo bravo ed lei una schiffosa di merda.vergogna rumeni di merda!!!maledetti ed violenti penosi!!!complimenti per alessio burtone!!!!alessio libero!!!

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  2. Sorridi, sei in carcere. - 19 ott 2010

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    [...] Alessio Burtone, Maricica Hahaianu e la violenza tra noi Non ci sono commenti di Gennaro Carotenuto, mercoledì 20 ottobre 2010, 07:29 Archiviato in: Italia, Politica italiana, Primo piano, Razzismo, Società Come tutti sono un po’ spaventato dalla violenza sociale e urbana che dietro un male di vivere che non trova espressione politica si trasforma in rancore sordo che si abbatte su chi è più disgraziato. Inoltre sono un vecchio signore educato a che le donne non dovessero essere toccate neanche con un fiore. E perciò sono, con tutta la Romania, orripilato nel seguire la solidarietà che genera l’omicida di Maricica Hahaianu. [...]

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