Menu 2

Chile: arrestato il candidato umanista e familiari dei desaparecidos

Il 14 settembre Tomas Hirsch, candidato dell’alleanza di sinistra Juntos Podemos alle prossime elezioni presidenziali cilene, ed al quale è attribuito circa il 10% dei voti, è stato arrestato insieme a militanti di organizzazioni dei diritti umani e familiari di desaparecidos, durante un pacifico sit-in di fronte al Ministero della Giustizia, a Santiago.

I manifestanti protestavano per la riduzione delle pene a militari condannati per violazione dei diritti umani durante la dittatura di Pinochet e per impedire l’approvazione di una “legge di punto finale”, che impedirebbe di fatto di processare chi ha commesso atrocità e torture.

I carabinieri hanno disperso i manifestanti portandoli via con brutalità e utilizzando i guanacos i violenti idranti tipici della dittatura pinochetista. Insieme a Tomas Hirsch sono stati arrestati e portati in commissariato la presidente del Gruppo di familiari di detenuti scomparsi Lorena Pizarro, gli avvocati  Julia Urquieta e Hugo Gutiérrez, l’attore  di telenovelas Óscar Hernández e José Manuel Guerrero, figlio del professor Manuel Guerriero Ceballos, il cui assassino è stato graziato qualche settimana fa dal presidente Lagos.

Mentre veniva caricato su un cellulare, Hirsch ha protestato con i giornalisti presenti per il brutale trattamento subito: “Così viene trattata in Cile la gente che lotta per il rispetto dei diritti umani! Questa è l’impunità promossa dal presidente Lagos, questa è la democrazia bugiarda, che nessuno vuole, in cui chi viola i diritti umani viene protetto! Così si reprimono i familiari! Se io, che sono candidato a presidente, vengo trattato in questo modo, se i dirigenti di organizzazioni dei diritti umani vengono trattati in questo modo, non rimane speranza per il nostro popolo. Eppure noi continueremo a lottare perché in Cile ci sia democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani!”

Più tardi, dopo essere stato liberato insieme agli altri arrestati, Hirsch è tornato al monumento a Salvador Allende, davanti al palazzo presidenziale della Moneda. I carabinieri hanno tentato un’altra volta di disperdere i manifestanti e alla fine di lunghe trattative il candidato di Juntos Podemos ha letto un comunicato in cui accusava il Ministro dell’Interno di aver ordinato il suo arresto. Il ministro ha risposto difendendo l’operato dei carabinieri, ma al tempo stesso ordinando un’inchiesta per “determinare se ci sia stato un uso sproporzionato della forza” da parte loro. Tomas Hirsch si è impegnato a continuare gli sforzi, insieme alle organizzazioni di diritti umani, per evitare l’approvazione di una “ley de punto final”.    

, , , , , , , , ,