domenica 01 agosto 2010, 05:26

Gli articoli con tag: " Porto Alegre "

20-26 marzo: Giochi mondiali militari in Valle d’Aosta

Aosta. Viale innevato.
Quello che segue è un comunicato stampa di Arci Valle d’Aosta sui primi Giochi mondiali militari di sport invernali che si terranno in Valle d’Aosta a partire da questo sabato (20 marzo).
Per quanto mi riguarda, trovo disgustoso il tentativo di "imbellettare" gli eserciti mettendone in mostra gli atleti, poiché non mi risulta che oggi le forze armate – italiane o estere – si distinguano per il proprio rifiuto della guerra se non come estrema risorsa difensiva (così vorrebbe l’articolo 11 della nostra Costituzione). Non mi risulta che le famose «missioni di pace» (che probabilmente hanno valso il nobel per la medesima al Presidente Obama) siano volte a stabilizzare altro se non gli interessi internazionali delle nazioni economicamente e militarmente più potenti e, in ogni caso, ho sotto gli occhi quasi ogni giorno le vittime innocenti di conflitti che sono quantomeno fallimentari rispetto agli obiettivi dichiarati.

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Nel Sud del mondo rinasce l’infodiversità

Foto di: Sanja GjeneroIntervista di Bernardo Parrella a Gennaro Carotenuto per Apogeonline

Il citizen journalism intacca il latifondo mediatico nelle democrazie occidentali e fa emergere la vivacità dei paesi all’ombra dei mainstream media. Intervista a Gennaro Carotenuto

Il giornalismo partecipativo nelle sue varie incarnazioni è una delle pratiche simbolo del nuovo modo di fare informazione nell’era delle tecnologie mobili e digitali. Un trend che acquisterà sempre più centralità nel futuro di redazioni e cittadini, in modo particolarmente marcato nel mondo non occidentale. Nella nebulosa informativa odierna, i grandi gruppi editoriali restano tali pur se scricchiolanti, ma la speranza corre via internet, dove milioni di liberi cittadini rilanciano e commentano fatti (o almeno provano a farlo) e dove libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa. Di questo abbiamo parlato con Gennaro Carotenuto, autore del recente volume Giornalismo partecipativo: Storia critica dell’informazione al tempo di Internet (Nuovi Mondi) e docente di Storia del giornalismo e dei nuovi media all’Università di Macerata.

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Honduras, liberato dopo sei ore di sequestro il dirigente di Via Campesina Rafael Alegría

Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sulla Resistenza al golpe in Centroamerica!

Rafael Alegria e altri 50 militanti democratici honduregni, sequestrati dall’esercito golpista durante la giornata di ieri per violazione dello stato d’assedio proclamato illegalmente dalla giunta golpista è stato liberato. Tra gli altri sequestrati si trovavano donne e bambini.

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ULTIMORA si conferma il sequestro del dirigente di Via Campesina, Rafael Alegría in Honduras

rafael-alegria Dopo ore di rumori sarebbe confermato il sequestro da parte dell’esercito golpista in Honduras del dirigente del movimento contadino Via Campesina Rafael Alegría.

Il dirigente di Vía Campesina, una delle organizzazioni contadine più importanti al mondo, è protagonista da anni delle lotte contro il neoliberismo e per un’agricoltura biologica e a dimensione umana e contro l’agroindustria, è stato sequestrato mentre cercava di raggiungere la frontiera col Nicaragua e riunirsi col presidente legittimo Mel Zelaya.

Alegría è ben conosciuto ai movimenti sociali di tutto il mondo per essere stato tra i principali animatori del movimento dei Fori Sociali Mondiali (nella foto a Porto Alegre).

Foro Sociale Mondiale: Belém batte Davos 6-2

_45419534_090128_fsm416 Il Foro Sociale Mondiale era considerato dai grandi media il contro vertice rispetto al Foro Economico Mondiale di Davos in Svizzera. Era il momento di quando ancora si credeva che tutto fosse cominciato a Seattle.

Poi quando fu chiaro che tutto (il movimento critico al neoliberismo allora imperante) era cominciato tra il Chiapas, il Caracazo, Porto Alegre e il V Centenario della conquista dell’America, tra i movimenti sociali europei, presto in franco riflusso, i più se ne disinteressarono.

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“Con questi dirigenti non vinceremo mai”

stor_3173737_04200 Ripropongo nel videoblog le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.

I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E’ il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c’è mai una parola chiara su nulla.

E non c’è perché l’unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono “un sodalizio”. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l’incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l’unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto.

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Amministrative in Brasile e Cile, avanzano le destre

Lula_izquierda_Bachelet_ayer_durante_reunion_Moneda Domenica due importanti tornate amministrative si sono svolte in Brasile e in Cile. In Brasile l’opposizione vince a San Paolo, Porto Alegre e Salvador mentre in Cile, dove cresce anche la sinistra radicale, la destra vince a Santiago, Valparaíso e Temuco.

Pablo Zalaquett, del partito post-pinochetista della Unión Demócrata Independiente (UDI), è il nuovo sindaco di Santiago con il 47% dei voti. Ha sconfitto il candidato della maggioranza, il democristiano Jaime Ravinet, che si è fermato al 36%. Nelle amministrative cilene, alle quali hanno partecipato sei milioni di elettori, la “Alianza por Chile”, la coalizione delle destre, ha ottenuto il 40% dei voti mentre la Concertación, i partiti di centro-sinistra al governo dalla fine della dittatura si sono fermati al 38%.

E’ un campanello d’allarme da analizzare seriamente per Michelle Bachelet e Lula da Silva.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Olimpiadi in Cina, dagli al tedoforo!

W300px_0704-mid-protestQuanto è facile farsi pubblicità mondiale e passare per difensore dei diritti umani lavorando un quarto d’ora per intimidire vigliaccamente (ebbene sì, può aver ragione perfino il regime cinese) un ragazzino, una signora, un ginnasta che porta in giro la fiaccola olimpica.

E’ facile e ben pagato, ma l’unico risultato che ottiene è far passare la Cina da vittima avendo cura di non danneggiarne minimamente gli interessi. Intanto le democrazie europee un po’ reprimono, un po’ no le aggressioni ai tedofori e l’opinione pubblica si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità.

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La carta che uccide

10_46_55Il nostro appello sulla Colombia arriva al Parlamento Europeo: 26 eurodeputati scrivono al presidente colombiano Uribe. Firma qui.

 

Ottocento donne di Via Campesina, una delle più importanti organizzazioni al mondo di piccoli coltivatori, ha occupato un bosco di eucalipti nell’estremo Sud del Brasile. Lo scopo era abbatterli per sostituirli con piante native compatibili con l’ecosistema. La repressione ordinata da Yeda Crusius, governatrice del Río Grande do Sul, lo stato di Porto Alegre, è stata durissima. Nessuno deve toccare l’albero vampiro.

Scritto in esclusiva per Latinoamerica.

Quien es Gennaro Carotenuto

In breve:

Gennaro CarotenutoGennaro Carotenuto, es profesor de Historia del Periodismo e Historia Contemporánea en la Facultad de Ciencias de la Comunicación de la Universidad de Macerata, en Italia. Estudioso de política internacional, regímenes dictatoriales e Historia Contemporánea de América Latina es también docente de Geopolítica e Historia Oral además de haber sido, desde el año 2000, Profesor invitado en la Facultad de Humanidades de la Universidad de la República en Montevideo. Se licenció en la Universidad de Pisa y es doctor en Historia en Valencia, España.
Periodista, desde 1997 es corresponsal desde Europa y Oriente Medio para el semanario uruguayo Brecha y escribe como analista internacional en varios periódicos entre los cuales La Jornada de Ciudad de México y La Stampade Turín y desde 1998 con programas periodisticos y culturales de la Radio nacional, RAI. En el año 2005 pubblicó Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano y en el 2007 Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM.


Con más tiempo:Me llamo Gennaro Carotenuto y nací en Nápoles, Italia, el 5 de febrero de 1966. Me licencié en Historia de las Relaciones Internacionales en Pisa, 1992, y obtuve el título de doctor -cum laude- en Historia Contemporánea (Valencia, España, 1997). Desde cuando cayó el muro de Berlín -quizás es una casualidad- me he dividido entre Italia y varios lugares del mundo donde la vida, mis sueños y mis intereses de trabajo me han conducido. Entre estos la Gran Bretaña, Malta y especialmente España en Europa y casi toda la América Latina, donde he vivido muchos años y dónde, para bien y para mal, he terminado siendo lo que soy ahora. Amo mil lugares y rostros que son míos, y de los cuales soy hijo en el alma, en Santiago de Chile, en Buenos Aires, pero también en Caracas y en La Habana pero si te tuviera que invitar a almorzar en un solo lugar para que te diga mucho de mi y de lo que amo, te invitaría a la Pasiva de Plaza del Entrevero en Montevideo. Montevideo es mi ciudad, no menos que Nápoles. Pino Daniele pero también Alfredo Zitarrosa.Hago investigación historiográfica y periodismo. En la historiografía mis intereses conciernen la política internacional, fascismos y dictaduras de derechas, historia de América Latina Contemporánea y Historia Oral. Soy un topo de archivo, amo los papeles tecleados con las viejas máquinas de escribir, el papel de seda de los informes de embajada. Sin embargo amo, amo con locura, la entrevista, el relato de vida, la historia oral. Desde 1998 trabajo en la Facultad de Ciencias de la Comunicación de la Universidad de Macerata, donde soy Profesor de Historia Contemporánea, e Historia del Periodismo. Desde el año 2000 soy Profesor invitado en la Facultad de Humanidades de la Universidad de la República en Montevideo, Uruguay.

Mi libro titulado Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, estará a la venta el próximo 16 de octubre para el editor Sperling&Kupfer de Milán. Para leer más puedes hacer clic aquí. Estoy trabajando a otro ensayo, una monografía sobre la memoria de las víctimas de la represión de las dictaduras en Argentina, Chile y Uruguay, basado en el análisis de más de 160 entrevistas y más de 400 horas de grabación realizadas personalmente, a través de la metodología de la Historia oral. Es el compromiso intelectual y político más importante de mi vida y el desafío más difícil. He conocido algunas de las personas más maravillosas del mundo, los que pelearon con Don Salvador Allende el 11 de septiembre en La Moneda, militantes, luchadores sociales y de los derechos humanos, gente que ha desafiado uno de los monstruos más oprobiosos de la historia, el terrorismo de estado. Ellos me dieron tanto a mi y ahora yo tengo que estar a la altura.

Como periodista he escrito a partir de 1983 para innumerables periódicos, tanto en Italia como en otros países. Desde 1992 escribo para el trimestral italiano Latinoamerica, hoy dirigido por Gianni Minà. En 1996 he trabajado en la redacción central del diario El País de Madrid. Desde 1997 tengo una intensa corresponsalía para el semanario uruguayo Brecha donde escribo entre otros temas de Unión Europea, conflicto israelo-palestino, Iraq. Mis artículos son publicados tanto en la prensa escrita latinoamericana (entre la cual Questión de Caracas, dirigido por Aram Aharonian, y la Jornada de Ciudad de México) como en las mayores páginas Internet en castellano y en italiano: Rebelion, Rodelú, Alia2, Redvoltaire, Peacelink,. Desde 1990 he trabajado en radiofonía y he realizado más de 600 horas de crónicas de béisbol. A partir de 1998 con la Radio3 de la RAI, Radio televisión italiana, he colaborado en programas culturales y de política internacional y geopolítica.

A partir del año 2000 he dado más de cien charlas tanto en Europa como en América Latina sobre temas como la globalización neoliberal, la política latinoamericana contemporánea, los fenómenos migratorios, las guerras, la historia oral. He participado a congresos y eventos mundiales entre los cuales recuerdo las ponencias en el Génoa Social Forum durante el G8 2001, al Foro Social Mundial de Porto Alegre 2002, Encuentro mundial contra el Terrorismo, Habana, 2005 y las participaciones al Encuentro mundial de Intelectuales y Artistas en defensa de la Humanidad, Caracas 2004 y Roma 2006, y Cochabamba 2007.

Chi è Gennaro Carotenuto

In breve:

Gennaro CarotenutoGennaro Carotenuto insegna Storia del Giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata. Laureato in Storia presso l’Università di Pisa e dottore di ricerca a Valencia, Spagna, è stato prof. invitato in università in Uruguay, Cile, Tunisia.

Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3Rai e il trimestrale Latinoamerica dove scrive dal 1992. Ha lavorato o collaborato con quotidiani come El País di Madrid, La Stampa di Torino, La Jornada di Città del Messico. Dal ‘97 è analista di politica internazionale ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha.

Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano. Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM. Nel 2009 Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Leggi anche: Come organizzare incontri con Gennaro Carotenuto

Scheda del saggio  Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Scheda del saggio Franco e Mussolini

Leggi le recensioni della stampa nazionale

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Da Salvador Allende a Hugo Chávez. A cinque anni dal golpe in Venezuela

A cinque anni dal colpo di stato a Caracas dell’11 d’aprile 2002, propongo un saggio da me scritto nel 2003, ma ancora oggi ritengo attualissimo, per uno studio comparato delle reazioni delle masse latinoamericane al golpismo contro governi popolari: dal caso di Juan Domingo Perón, a quello di Salvador Allende fino a Hugo Chávez. Questo saggio, tra il 2003 e il 2004, in diverse versioni fu pubblicato su Latinoamerica, Storia e problemi contemporanei e Zapruder. A quest’ultima si riferisce la versione pubblicata.

Sono passati 30 anni da quando, l’11 settembre del 1973, un colpo di stato mette fine alla Rivoluzione con empanadas[1] e vino rosso di Salvador Allende in Cile. Non è solo uno slogan: riafferma la pacificità di una transizione al socialismo che si spera tranquilla come una gita domenicale. Fa da contraltare alla Rivoluzione in libertà, onda Alleanza per il progresso kennediana, della presidenza del democristiano Eduardo Frei Montalva (1964-1970).

di Gennaro Carotenuto

In Venezuela, l’11 d’aprile del 2002, per la prima volta, un colpo di stato classico, contro un governo ascrivibile alla categoria dei “governi popolari”, viene sconfitto dalla mobilitazione di chi si riconosce nella Costituzione bolivariana e nel governo di Hugo Chávez.

Nel mezzo vi sono i tre decenni neoliberali, che trasformano le classi popolari – sempre meno operaie, sempre più lumpen – storia dei movimenti, immaginario, coscienza ed orgoglio di classe, forme di lotta. In società dove l’agenda politica è dettata e svilita dal modello economico, il dato guida è la radicale polarizzazione … Leggi tutto

Stupidi fascisti – campagna diffamatoria contro Gennaro Carotenuto

Ritorna d’attualità il caso di Alejandro Peña Esclusa, il neofascista e antisemita venezuelano, che propugna il ritorno di dittature militari in tutta l’America Latina, che alle elezioni prese appena 2.424 voti, ma che in Europa viene spacciato come leader dell’opposizione moderata contro Hugo Chávez.

L’organizzazione di Peña Esclusa, Fuerza Solidaria, collegata in Spagna con la Falange e in Italia con Forza Nuova, ha diffuso un farneticante comunicato stampa nel quale denigra e diffama il giornalista italiano Gennaro Carotenuto che per primo aveva sollevato il caso del neofascista venezuelano ricevuto in Italia, tra gli altri, dal segretario dell’UDC Lorenzo Cesa e dal Cardinale Renato Martino e, in Spagna, da … Leggi tutto

Estúpidos fascistas – campaña difamatoria contra Gennaro Carotenuto

Vuelve a la actualidad el caso de Alejandro Peña Esclusa, el neofascista y antisemita venezolano, que propugna el regreso de dictaduras militares en todo Latinoamérica, que en las elecciones sacó apenas 2.424 votos, pero que en Europa fue vendido como el jefe de la oposición moderada contra Hugo Chávez.

La organización de Peña Esclusa, Fuerza Solidaria, conectada en España con Falange y en Italia con los neofascistas de Forza Nuova, difundió un delirante comunicado de prensa en el cual denigra y difama al periodista italiano Gennaro Carotenuto, primero en haber expuesto el caso del … Leggi tutto

Blogosfera e FMI: sveglia!

Sono rimasto colpito dal fatto che, a guardare la blogosfera italiana (almeno alla luce di Technorati) sembra che l’argomento Fondo Monetario Internazionale non interessi a nessuno. In chiave FMI il post precedente al mio è di 75 giorni fa e ce ne sono solo altri quattro meno vecchi di un anno. Con la chiave estesa Fondo Monetario Internazionale le cose vanno ancora peggio. C’è un post solo, vecchio di esattamente un anno. Insomma, ma di tanti discorsi fatti tra Genova e Porto Alegre non rimane niente? Viviamo (almeno in Italia) in un momento così di riflusso da scordarci del monolito che affama il mondo? Allora sti nuovi media lo sostituiscono/pungolano o no il giornalismo tradizionale? O servono solo a rilanciare le notizie stantie che i media tradizionali hanno già ruminato?


Technorati
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