Wednesday 08 February 2012, 21:23

Gli articoli con tag: " petrolio "

Nazionalizzazione Exxon, stravince Hugo Chávez

ExxonLa Camera di Commercio Internazionale (ICC) ha stabilito che il governo venezuelano dovrà versare alla compagnia petrolifera Exxon 908 milioni di dollari a titolo di indennizzazione per la nazionalizzazione della stessa in Venezuela. La cifra rappresenta una sconfitta totale per la multinazionale che pretendeva 10 miliardi di dollari ed è inferiore al miliardo offerto dallo stesso governo di Hugo Chávez. Resta da definire il conflitto con la ConocoPhillips che pretende dal governo bolivariano 31 miliardi di dollari per operare come socio di minoranza nella zona dell’Orinoco, la più grande riserva al mondo di greggio.

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico

14,5 milioni di italiani poveri sono senza un rappresentante politico che curi i loro interessi e sembrano non saperlo.
Tutti gli altri rappresentanti politici sono interessati solo a mantenere il potere d’acquisto dei salari dei “pochi” indispensabili al funzionamento della macchina dello Stato e ditte o studi necessari al suo mantenimento.

Riassumo cose che già si sanno:

Il problema è che i poveri non possono avere un rappresentante politico perché le elezioni hanno un costo enorme ed i poveri non possono pagare la propaganda per un loro rappresentante come loro.

Il trucco della democrazia moderna: la campagna elettorale costa troppo ed i poveri non possono finanziare un loro rappresentante che dia garanzie di occuparsi dei loro interessi.

A me, fuori dalla mia famiglia ristretta, nessuno ha mai regalato nulla. I ricchi danno i soldi ma chiedono sempre qualcosa in cambio fosse anche solo il silenzio dell’eletto e il trascurare i diritti costituzionali dei poveri (per non dividere nulla). Altrimenti, magari, fanno scoppiare uno scandalo (molti hanno qualcosa da nascondere) e la volta dopo non danno un centesimo passandosi la notizia che se qualcuno gli dà i soldi glieli ritorce contro e lo rovina. Quindi nessun ricco glieli dia. Ed il politico non viene mai più rieletto.

In caso di mancata rielezione per aver voluto sostenere i diritti dei poveri, in casa del “trombato” direbbero:
la moglie: “Sei un cretino incapace! Ti sei fatto licenziare per il POPOLO che non ti mantiene se ne frega di te e non ti dirà nemmeno grazie! Hai rovinato la tua famiglia! I tuoi figli non avranno più quel futuro luminoso che potevano avere se tu avessi obbedito! Dovranno sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! In fondo si trattava solo di tacere su alcune cose! Sei un MOSTRO! Un ingrato! Odi la tua famiglia che ti ha tanto amato! Odi i tuoi figli! MOSTRO!” e chiede il divorzio per crudeltà mentale. ; )

Ed i figli: “Papà! Volevamo andare ad Oxford! E poi adesso non potremo più fare colazione a Parigi e pranzo a New York con i nostri amici! Li perderemo tutti! Ci prenderanno in giro e ci lasceranno indietro! Ci sostituiranno nella nostra rock band! Non potremo più diventare famosi! Dovremo sposare una ragazza/ragazzo qualsiasi! Ci hai rovinati! Hai preferito il Popolo Bue a noi! Ci ODI!”. ; ))

I ricchi e potenti hanno dimostrato in 64 anni di burattinare l’intero parlamento ma il fatto è che oggi, con la fine dell’espansione dei mercati e la globalizzazione, il ricco italiano o capitano di industria non è più necessario. Va tutto in automatico e, con la convenienza all’importazione secca data dall’euro, non c’e neanche più bisogno di produrre sul territorio nazionale. C’ è da considerare che la globalizzazione ed i ricchissimi esistevano anche all’epoca dell’antico Impero Romano quando non esistevano teorie economiche, studi particolari o la Bocconi.

La soluzione starebbe, se volessero, in una campagna elettorale svolta prevalentemente (meglio fosse del tutto) in Internet ed il modo c’era già da quattro anni fa almeno.

I passi principali potrebbero essere circa 5:

1) Obbligare per legge le compagnie fornitrici di banda larga ad offrire anche una connessione flat a 256k per € 1,48 al mese; avrebbero comunque un guadagno enorme. Tutti potrebbero permetterselo. Riguardo il computer esistono molti computer “cascati dal camion e trovati” venduti a prezzi veramente bassi. Per i programmi la pirateria a prezzi stracciati (se non gratuita) esiste da un pezzo. E poi c’è anche Linux e programmi relativi che sono gratis.
2) Obbligare per legge chiunque abbia un collegamento internet a fornire al Comune un indirizzo e-mail sempre valido (non cambiabile) a cui inviare la propaganda elettorale dei candidati in competizione.
3) Obbligare per legge i Comuni ad avere un database di dette e-mai da fornire ai cittadini che vogliono candidarsi per le elezioni (naturalmente il candidato dovrebbe avere dei prerequisiti minimi).
4) Obbligo di posta certificata per il candidato per attestare l’identità di chi risponde alle e-mail.
5) Avere un sito internet anche semplicissimo per fornire le informazioni di base su di se.

Avendo i prerequisiti minimi chiunque potrebbe provare a candidarsi. Finalmente la politica e la partitica potrebbero essere indipendenti dal potere economico e dai “Maestri” che non ti fanno passare se non sei come loro.

Spostando totalmente in internet la propaganda elettorale (che tanto è “al vuoto, al vuoto”) si toglierebbero le rendite clientelari, parassitarie ed ormai inutili a tipografie, pubblicitari etc. che si arricchiscono senza utilità reale ad ogni campagna elettorale. Perché non disoccupare un po’ anche i ricchi come Berlusconi &C.?

Naturalmente il candidato dovrebbe lavorare moltissimo, qualora avesse successo, a rispondere a telefonate ed e-mail ma, in teoria, potrebbe fare anche tutto da se (a costo di orari di lavoro mostruosi ma possibili per un breve periodo).

Naturalmente sono bei sogni (il sogno è ciò che ha una base per la realizzazione mentre l’illusione è ciò che è impossibile). Figuriamoci se la classe dominante ed i suoi servi permetteranno a qualcuno di sfuggire al loro controllo!

Il problema è che troppa gente povera ormai non crede più di poter ottenere i propri diritti scritti costituzionali.
Quanta gente dice: “Tanto noi non ci possiamo fare niente” e si rassegna. È che non hanno ancora fame. È che credono che i dominanti siano buoni.
Il problema è che la classe dominante non ha pietà e la mia storia lo dimostra. Non capiscono che la crisi vera è appena all’inizio e che la classe dominante gli toglierà tutto. Anche la dignità:

1) Dove prima lavoravano dieci operai ora c’è un robot che viene rifornito dei pezzi scaricati in una tramoggia solo ogni tanto, quindi l’unico operaio non è neanche impegnato continuamente ma ogni tanto.
2) Dove prima lavoravano nove figure professionali diverse (impiegati) ora basta un laureato con un computer.
3) la produttività aumenta molto con il computer ed un impiegato produce anche per due.
4) Come se non bastasse dagli inizi degli anni ’80 è iniziata la delocalizzazione (chiusura delle industrie in Italia ed apertura all’estero dove costa molto di meno).
5) Poi, ora, con l’euro fortissimo, non conviene neanche più produrre ma solo importare già fatto, anche dagli USA.
Già la “menano” da tempo con il petrolio che si va esaurendo anche per l’enorme aumento dei consumi dei paesi in via di sviluppo che abbrevieranno i tempi di esaurimento. Tra cinque o massimo dieci anni, anche per merito della speculazione, il costo del petrolio raggiungerà livelli proibitivi con ricadute disastrose sui prezzi al consumo.
6) Le energie rinnovabili mancano dell’esuberanza del petrolio e sono sempre sul filo del rasoio della convenienza.
7) Per la fusione fredda pare che non diano neanche una lira per sapere se, con la cifra rivalutata ad oggi impiegata per fabbricare la prima pila di Fermi, si ha una resa paragonabile o inferiore e di quanto alla pila di Fermi stessa o alle energie rinnovabili.

Con la mia esperienza posso dire che intendono sfruttare la speculazione futura sulla carenza di petrolio per “spennare”, mangiarsi e ridurre in miseria chi è sotto un certo livello economico.

Dai dati ISTAT del 2001In pratica su 56 547 710 milioni di italiani, 18 157 706 non sono in età lavorativa (da 0 a 19 e dai 70 in poi). Restano 38 390 004 in età lavorativa. Siccome basta un impiegato per coprire nove posti di lavoro (come risulta da un offerta di lavoro in cui assumevano un ingegnere per 1500 euro al mese e gli facevano fare col computer nove lavori) basteranno (o ci sarà lavoro) solo per 4 265 556 Milioni di italiani:

56 547 710 – (milioni di italiani riferiti al 2001)
18 157 706 = (età da 0 a 19 + da 70 in su riferiti al 2001)
—————-
38 390 004 (Milioni di italiani in età lavorativa riferiti al 2001)

38 390 004 : (Milioni di italiani in età lavorativa)
9 = (un impiegato fa per 9 impiegati con figure professionali diverse)
—————–
4 265 556 (“lavoratori” necessari a tutti i livelli in Italia per mandare avanti TUTTA l’Italia)

Non pensiamo al fatto che con l’informatica un impiegato può produrre per due.

Se poi pensiamo alla perdita di posti di lavoro della delocalizzazione ed importazione secca di merci capiamo il disastro del prossimo futuro.

Considerato che le macchine tagliano posti di lavoro da 1 su 9 a 1 su 10 dicendo 38 390 004 in età lavorativa diviso 9 si hanno 4 265 556 di indispensabili su 56 547 710.

Con 5 000 000 mandano avanti l’Italia con le macchine, gli altri 51 547 710 sono in più. Possono morire (tanto poi ci sono gli stranieri del 3° mondo che sono così tanti).
A quando un neo-malthusianesimo o campi di concentramento?

Eventuali rivolte popolari verranno controllate con le “armi” antisommossa contemporanee.
Tutto si risolverà in una rivolta come quella di Los Angeles del 1992. All’ultimo minuto, troppo tardi per poter rimediare qualcosa legalmente, cassonetti dati alle fiamme, vetrine sfondate, automobili rovesciate e poi tutti zuppi, intossicati e bastonati, in galera, da cui usciranno schedati e sottomessi alla miseria (o la borsa o la vita).

Loro sono già pronti. Noi no.

La vera crisi sta arrivando come un leone.
E lo dicono da un pezzo anche se a “mezza bocca”.

Un generale della NATO in pensione, se ha voluto salvare la sua vita e quella di sua moglie minacciati da un cancro, ha dovuto spendere per interventi e cure d’urgenza in cliniche private ben un miliardo di vecchie lire gli ultimi tempi della lira in soli quattro anni. Qualcosa come, oggi, 800 000 euro circa. Altrimenti erano morti.

Sveglia! Belle addormentate benestanti ma ancora per poco!

Perù: Anniversario Bagua- Comunicato stampa e dossier informativo della Piattaforma Europa Perù- PEP

Comunicato stampa

PEP- PLATAFORMA EUROPA PERU’

I Popoli indigeni rispettati però l’Amazzonia a rischio?

Un anno fa, il 5 giugno del 2009, il Perù e il mondo intero si sono inorriditi per il peggiore episodio di violenza che il paese ha conosciuto dalla fine del conflitto armato. Morirono 33 persone tra poliziotti e civili e altre 82 persone risultarono ferite durante lo sgombero forzato di migliaia di indigeni che avevano bloccato per quasi due mesi una delle principali strade dell’Amazzonia nei pressi di Bagua. I popoli indigeni peruviani avevano ricorso a questa protesta perché minacciati da un pacchetto di decreti legislativi emesso dal governo e per la crescente presenza di imprese petrolifere che attentano ai loro territori e vite. A partire da quella data il governo peruviano non poteva continuare ad adottare decisioni sulle politiche economiche che hanno un impatto sulla vita della popolazione indigena senza che questa sia consultata.

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REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo (ultima parte)

Juarez5 Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Terza e ultima parte, la prima parte può essere letta qui, la seconda qui.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

STATO D’ASSEDIO Da quando è stato eletto, il presidente Felipe Calderón ha dichiarato guerra al narcotraffico. La sua strategia non consiste nell’investire nella società civile e nella legalità ma nella militarizzazione del territorio attraverso il controverso esercito messicano. Questo è costruito per occuparsi dell’ordine interno e in molteplici contesti si è dimostrato essere pienamente coinvolto nel narcotraffico che dovrebbe combattere. Lo dimostra il fatto che il 16 dicembre 2009, a Cuernavaca (centinaia di km dal mare nello stato di Morelos), la DEA statunitense sia ricorsa alla Marina, nell’operazione per detenere e uccidere Arturo Beltrán Leyva, alias “il capo dei capi”. Questo, quella sera stessa, aspettava a cena il generale Leopoldo Díaz Pérez, responsabile militare dell’intera regione.

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Il dato politico è… che fare?

A me pare che occorre ora , che la frittata è stata fatta, analizzare l’avvenuto e pensare a come procedere. Io credo che si era creata una situazione quasi farsesca, che aveva superato, di molto, ogni fantasia romanzesca. Il partito di maggioranza, accreditato da tutti , specialmente il Lombardia a surclassare le coalizioni avverse, fa degli errori madornali, o per sciatteria, come credo in Lombardia, e per arroganza o per diatribe interne ( l’allontanamento dall’ufficio elettorale dovuto ad un cambio di candidati dell’ultimo minuto).

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Belkys e la Rivoluzione Bolivariana di Venezuela

Intervista a Belkys Guilarte

Belkys Guilarte è una giovane donna e madre venzuelana impegnata attivamente nel processo rivoluzionario bolivariano in corso in Venezuela. È una militante e componente di un gruppo sociale che si batte per i diritti delle donne in Venezuela. Un gruppo nato negli ultimi anni e che lavora nei quartieri popolari di Caracas. Belkys ha partecipato, in compagnia di altri compagni e compagne venezuelani/e, al I incontro latinoamericano dei popoli originari delle due americhe tenutosi a Quito lo scorso gennaio. Incontro organizzato dalla Fondazione del Pueblo Indio dell’Ecuador. Ho avuto il piacere di conversare con lei e di conoscere ancor di più cosa accade oggi in Venezuela. Mi ha rilasciato la seguente intervista:

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Londra provoca l’America latina: prospezioni petrolifere armate alle Malvinas

malvinas Nel mare tra le isole Malvinas (Falkland secondo la dizione coloniale) e l’Argentina vi sono almeno 3 miliardi di barili di petrolio che Londra vuole a tutti i costi per sé in violazione alle risoluzioni 2065 e 3149 dell’ONU e agli stessi accordi con l’Argentina del 1989 che la Gran Bretagna firmò senza mai pensare di rispettare.

Se Buenos Aires esige il rispetto degli accordi e della propria sovranità e tutta l’America latina solidarizza con Cristina Fernández, l’ONU resta muta e la marina inglese provoca cercando l’incidente.

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I buoni vacanze

20gen10
Anche oggi una brutta notizia.
Da una legge del 2001 sono riusciti a erogare i buoni vacanze (http://www2.buonivacanze.it/ ) per chi non ha abbastanza denaro per andare in vacanza e addirittura all’estero.

Zitti zitti ci stanno provando da chissà quanto ma di nascosto.

In pratica è l’ennesimo giro d’affari forzato per legge a beneficio di una categoria ed a danno di chi dovrebbe invece risparmiare perché troppo povero per andare in vacanza.

Invece di dire ai poveri di risparmiare perché il futuro è incerto (Crisi, debito pubblico che si è mangiato il valore del Demanio causando in pratica il fallimento sostanziale dell’Italia e prezzo del petrolio che nei prossimi dieci anni schizzerà verso l’alto nell’ultima corsa prima della sua fine tra massimo cinquant’anni) invitano i poveri italiani a buttar via tutti i loro pochi risparmi nei viaggi di cui rimarranno solo una manciata di fotografie e per assicurarsi che spendano proprio tutto, lo Stato, a spese dei senza reddito come me divorati dalle tasse indirette, gli dà quello che gli manca per “bruciarli” tutti.

Incredibile!
Una volta cercavano di attirare i turisti stranieri a spendere in Italia come tutt’ora fanno gli intelligentissimi napoletani della Camera di commercio di Salerno che danno un contributo a fondo perduto per portare stranieri e forestieri a Salerno e non per portare i salernitani all’estero: http://www.eolopress.it/eolo/index.php?option=com_content&view=article&id=1630:contributi-per-i-soggiorni-turistici&catid=66:turismo&Itemid=111 e http://www.sa.camcom.it/images/articoli/files/391.pdf oggi invece danno i soldi gratis alla categoria turistica con aggiunta di tutti i risparmi di quelli che non dovrebbero spendere.

In fondo è la solita legge salva categoria, in questo caso turistica.

Per anni la hanno “menata” con il fatto che lo Stato non doveva più influire: viva la libera concorrenza tra libere imprese, ed ora si è tornati al giro d’affari per legge e sostegno delle imprese con i soldi pubblici.

Ormai siamo al cannibalismo.
Invece di dare piccoli contributi agli stranieri per favorire il turismo dall’estero, portando dollari e yen in Italia, tentano i poveri italiani a spendere tutti i risparmi dell’anno per portare i soldi all’estero.

Sono decenni che sento che bisogna portare turismo straniero in Italia e che purtroppo ci sono altri paesi europei che sono più concorrenziali.
Si vede che ormai l’Italia ha fallito anche in questo e siamo al cannibalismo dei poveri che non sono abbastanza intelligenti da pensare al domani.

Uno che conosco, se ha voluto salvare la sua vita e quella della moglie, ha dovuto spendere quasi un miliardo di trattamenti medici gli ultimi tempi della lira.

Mia nonna, nata nel 1897, diceva che quando i soldi mancano bisogna stare buoni: non muoversi e non fare nulla.
Invece invitano menefreghisticamente di Stato, a spendere tutto. Oltretutto per il loro bene!
Che solidarietà costituzionale!

Inoltre l’Italia è uno dei paesi più belli del mondo e con una altissima densità di attrazioni, in cui trovi la vacanza anche poco fuori della tua città. Anche facendo l’avanti e indietro ogni giorno da casa tua con grande convenienza.

Come è mai che vogliono garantire un reddito alla categoria turistica o ripianare i loro debiti? Chi sono i proprietari delle aziende? I loro bambini che hanno bighellonato tutta l’”infanzia” a zonzo per il mondo ed ora vogliono pure recuperare i soldi di papà?
Comunque mi è capitato per caso di imbattermi in una vecchia notizia in cui si parlava di un celebre uomo politico (definitosi consulente) proprietario di un’ottantina di agenzie viaggi che stavano affogando nei debiti: (http://it.wikipedia.org/wiki/Crac_Parmalat).

Ma dessero quei contributi direttamente, senza condizioni ai poveri che ne faranno quel che vogliono!

Chissà perché mi viene in mente una celebre frase attribuita ad una signora che per il popolo perdeva la testa: “se il popolo non ha pane mangiasse brioches”.
Ed anche: “i poveri sono il pascolo dei ricchi” (Bibbia).

Insomma, poveracci come me: ci vogliono proprio mangiare, si salvi chi può!

Dalla Colombia alla Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Santa Ana de Coro.

Arriviamo da Santa Marta(Colombia) a Maracaibo alle dieci del mattino dopo 12 ore di pulmino anziché 7 a causa del bus che prima si ferma con la batteria scarica e che poi buca una ruota.
Alla frontiera di Maicao non abbiamo nessun problema nonostante in precedenza ci avessero detto il contrario a causa delle tensioni Colombia-Venezuela.

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Colombia e Venezuela: amore e odio

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Quando l’ambientalista si finge milionario: verso nuove forme di disobbedienza civile?

Tim De Cristopher è un ragazzo di Pittsburgh di 27 anni, laureando in Economia all’Università dello Utah e convinto ambientalista.

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Ehsan Fattahian Impiccato

http://www.amnesty.org.nz/files/18824_web_2.jpg

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Poder Obrero con Alvaro y Evo

Alvaro Garcia La Paz, 9 Ottobre 2009

A quattro giorni dall’inizio ufficiale della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 6 Dicembre una folla oceanica ha accolto in festa il comizio di  Alvaro Garcia Linera (nella foto) che inaugurava la campagna del Movimento Al Socialismo.

Nonostante l’assenza del Presidente  Evo Morales, riunito a Cochabamba con i rappresentati degli imprenditori, decine di migliaia di persone, in rappresentanza delle varie sigle sindacali che costituiscono la base sociale del MAS, hanno riempito plaza Villarroel intonando slogan, sventolando bandiere e scoppiando gli immancabili petardi  mentre il  Vicepresidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia elencava e spiegava i risultati conseguiti dal binomio governativo che si appresta alla ricandidatura.

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Messina Viareggio… una stagione italiana di catastrofi e stragi non accidentali



http://pisainformaflash.comune.pisa.it/media/img/images/1858_Lavori%20in%20corso.jpg

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Sta nascendo il Brasile saudita?

lula0409 Il Brasile sta scoprendo immensi giacimenti di petrolio. Sono così importanti che potrebbero portare il paese al quinto posto al mondo per riserve e da far slittare in secondo piano i biocombustibili che solo fino a un paio d’anni fa erano una priorità per la politica energetica nazionale. Nasce così il Brasile saudita, una nuova grande potenza petrolifera tanto che per il presidente Lula, che ne ha parlato ieri alla nazione, i risultati delle introspezioni petrolifere sono così importanti da rappresentare “un nuovo giorno dell’indipendenza nazionale” dove dovrà essere lo Stato a controllare queste risorse.

Da due anni il mare brasiliano non smette di rivelare sorprese. Al sud del paese, sotto uno spesso strato di sale che in qualche punto arriva a 2.000 metri e a 7.000 metri di profondità sotto l’Oceano, in una fascia di 800 km quadrati al largo degli stati di Espíritu Santo e Santa Catarina, si trovano giacimenti immensi. Così grandi da moltiplicare fino a sette volte le riserve brasiliane facendole passare da 14 a oltre 90 miliardi di barili trasformando il paese in una potenza petrolifera di prim’ordine, forse la quinta per riserve dopo Arabia Saudita, Iran, Iraq e Kuwait, e su livelli paragonabili a Emirati Arabi, Russia e Venezuela.

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