All’articolo 1 (principi di democrazia interna), comma 3, dello statuto del Partito Democratico si legge:
Il Partito Democratico si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia. Favorisce la parità fra i generi nelle candidature per le assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e interne. Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica.
Qualcuno può spiegare come è stato possibile conciliare tale nobile enunciazione col fatto inconfutabile che nella regione Molise nessuna donna è stata candidata, neanche come specchietto per le allodole?
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di Gennaro Carotenuto, martedì 13 aprile 2010, 22:33
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Diritti civili, Italia, Laicità, Primo piano
Dopo il vescovo di Grosseto e vari prelati messicani che se la prendono con gli ebrei che avrebbero fomentato lo sdegno mondiale per i casi di pedofilia, ecco Bertone che se la prende con gli omosessuali. Mancano gli zingari e i comunisti e i vescovoni hanno rifatto Auschwitz.
PEDOFILIA: CONCIA (PD), INDIGNAZIONE PER PAROLE BERTONE
OMOSESSUALITA’ RADICE PEDOFILIA? TESI GROSSOLANA E SBAGLIATA (ANSA) – ROMA, 13 APR – ‘Le parole del Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, che pretendono di individuare nell’omosessualita’ la radice della PEDOFILIA, suscitano una irreparabile indignazione. E’ davvero sconfortante che ancora oggi eminenti rappresentanti della Chiesa cattolica si lascino andare ad analisi cosi’ grossolane, proponendo tesi sbagliate, dannose, smentite dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ e non condivise dalla maggioranza dei cattolici’. Lo ha dichiarato Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico, commentando le parole di ieri del segretario di Stato vaticano, secondo cui molti studiosi hanno dimostrato un legame ‘tra omosessualita’ e PEDOFILIA’.
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di Fabrizio Lorusso Mex, giovedì 11 marzo 2010, 07:54
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Dialoghi
Di Fabrizio Lorusso
Questo reportage nasce dall’esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l’amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l’Aumohd (Associazione di Unità Motivate da un’Haiti dei Diritti) che è un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone più povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cité Soleil e Gran Ravine. Visto l’alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l’associazione si occupa dall’anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l’Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilità. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d’informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realtà haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che può consultarsi qui: http://prohaiti2010.blogspot.com/
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di Gaspare Serra, giovedì 11 marzo 2010, 07:19
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Dialoghi
Cosa prevede la legge?
A seguito della legge costituzionale n.1 del 1999 (che introdusse, per le regioni ordinarie, l’elezione diretta dei presidenti di regione), la legge quadro dello Stato n. 165 del 2004 ha fissato alcuni “principi generali” cui le regioni sarebbero state vincolate nel rinnovare la propria legislazione elettorale.
Tra questi, vi è il principio della “non immediata rieleggibilità”, allo scadere del secondo mandato, del presidente della giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto (in pratica, un “divieto di terzo mandato” consecutivo per i governatori).
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di Gennaro Carotenuto, domenica 27 dicembre 2009, 18:07
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Fortunati i pugliesi che hanno due ottimi candidati di centrosinistra alle imminenti Regionali.
Sono il sindaco di Bari Michele Emiliano (Partito democratico) e l’attuale presidente della Regione Nichi Vendola (Sinistra e Libertà, o come diavolo si chiama).
Sfortunati i pugliesi che vedranno i nostri baldi candidati scannarsi quasi certamente tra loro nel primo turno e magari facendo vincere le destre senza ballottaggio.
Così lasceranno campo libero alle destre del ministro Raffaele Fitto appena rinviato a giudizio per peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d’ufficio e illecito finanziamento ai partiti ma non (e quando lo ha saputo ha festeggiato come Totò Cuffaro come fosse stato prosciolto) per associazione per delinquere.
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di fmmasala, giovedì 22 ottobre 2009, 23:20
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Dialoghi
L’interpretazione dell’uscita del commercialista di evasori, come dice D’Alema (ogni mille una l’azzecca anche lui), sul posto fisso, è difficilmente interpretabile, e infatti tutti sono spiazzati. Ma diventa chiara con gli occhiali del ciclismo, un nuovo strumento interpretativo.
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Paola Binetti vuole la libertà di coscienza di essere omofoba. ESPELLETELA DAL PARTITO DEMOCRATICO ORA!
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 12 ottobre 2009, 16:27
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Ieri, con la cosiddetta Convenzione, è cominciato il definitivo spiaggiamento dell’ex-aspirante nuova balena bianca che voleva essere il Partito Democratico. Parallelamente, con l’elezione di Angelo Bonelli come Presidente (autonomista come Craxi) dei Verdi, si va spiaggiando anche il balenottero di Sinistra e Libertà, che proprio non riesce a superare il suicida frazionismo pro-poltroncina del personale politico. Alla sinistra di questi lo spazio identitario del PRC sembra intanto poter congelare i propri voti meglio di quelli missini al tempo di Almirante. Se contiamo anche gli irriducibili dipietristi e la palude casinista dell’UDC, quei sei italiani su dieci che non hanno votato per Berlusconi sono per l’ennesima volta all’anno zero.
Concentriamoci sullo spiaggiamento del Partito Democratico. Concentriamoci sulla meccanica e non sulla politica ché questa resta ben poca. Ieri al PD non è bastato mostrarsi unito per non farsi rubare la scena da un Berlusconi che sembra sempre più Alvaro Vitali. Gli bastano tette e linguaggio triviale per dominare la scena. Ieri gli è stata sufficiente una parolaccia (“sputtanare” resta una parolaccia che continua legittimamente ad infastidire qualcuno) per mandare in visibilio i giornalisti che su tutte le reti godevano a ripeterla come i bambini. Così avvilivano con Berlusconi il linguaggio settoriale della politica e la stessa lingua italiana abbassandola a un malinteso linguaggio popolaresco. E dire che Dario Franceschini aveva studiato a lungo quello sciasciano “ominicchio” per far propri con ben altra eleganza i titoli dei giornali.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 10 ottobre 2009, 00:00
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Italia, Legalità, Politica italiana
Uno dei corollari (positivi?) del Nobel a Obama è che chiodo scaccia chiodo e il Partito Democratico ha la gran fortuna che non si parli più della bocciatura del Lodo Alfano. Sì, il PD perché mentre Silvio ci sguazza a far la voce grossa sono loro quelli che si sfrocoleano dalla paura di nuove elezioni. Li vedi con due piedi in una scarpa “non chiediamo le dimissioni” poi, per non offendere i loro elettori che le vorrebbero vedere chieste eccome, sospirano arrampicandosi sugli specchi “per rispetto alla Corte”.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 8 ottobre 2009, 10:47
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Italia, Politica italiana, Primo piano
La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.
Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in ogni altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritto il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.
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di Mattia Nesti, mercoledì 7 ottobre 2009, 20:55
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Dialoghi
In vista dell’appuntamento di domani, 3 Ottobre, per la libertà d’informazione, con la manifestazione indetta dalla FNSI (alle 16.00 in Piazza del Popolo a Roma; per chi volesse conviene arrivare un’ora prima, a Piazza della Repubblica, per partecipare anche al corteo dei precari, che hanno sicuramente bisogno d’aiuto più di "Repubblica), potrebbe essere utile riflettere non solo sulla "libertà" ma anche sulla "verità" dell’informazione.
Lungi da me l’intenzione di usare questo spazio per autoeleggermi a "censor maximus" sulla veridicità o meno delle notizie e delle opinioni (cosa peraltro molto alla moda, soprattutto per Berlusconi, Scajola, la Gelmini e gli altri compagni di merende), vorrei solo riportare alcuni dati sui temi all’ordine del giorno nelle ultime settimane.
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di Giuseppe Aragno, lunedì 14 settembre 2009, 22:23
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Dialoghi
Spesso, nell’imbarbarimento di quest’anno terribile per la democrazia, mi sono tornati in mente Arfè e le nostre ultime conversazioni nel suo studio.
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di Mattia Nesti, venerdì 11 settembre 2009, 15:43
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Dialoghi
E’ assolutamente fuori discussione che nel nostro Paese esistano grandi problematiche legate all’informazione o, per essere più precisi, alla disinformazione e all’omologazione del ventennio berlusconiano.
Prendendo in considerazione questo primo e fondamentale elemento, scendere in piazza domenica 19 Settembre (Piazza del Popolo a Roma, dalle ore 16), per partecipare alla manifestazione lancia dalla FNSI in difesa della "libertà di stampa", dovrebbe essere una conseguenza logica e naturale.
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Mattia Nesti su http://www.gennarocarotenuto.it
Sono molto curioso per il fatto che sia Dario Franceschini che Pierluigi Bersani rifiutino un dibattito pubblico con Ignazio Marino.
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di Vincenza Perilli, martedì 8 settembre 2009, 07:16
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Dialoghi
Avevo già commentato l’episodio della donna di religione musulmana cacciata da una piscina veronese perché in burkini. In questi mesi di caldo torrido, gossip su Berlusconi&Co, allarme influenza suina e divieti vari (insomma si è parlato tanto di tutto tranne che dell’essenziale) anche quanto avvenuto nella Verona del leghista Tosi non è stato un caso isolato. Il sindaco di Varallo Sesia, Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega Nord, non è stato infatti da meno, varando un’ordinanza che vieta l’uso del burkini (anzi "burquini" probabilmente per sottolineare l’assonanza del costume più con il burqa che con il bikini), con sanzione di 500 euro. La dichiarazione di Buonanno segue il solito schema e stile leghista: "Non ci inchiniamo rispettosi verso usanze e atteggiamenti che non sono proprie della nostra civiltà, non dobbiamo per forza essere sempre tolleranti! Proviamo ad immaginare il bagno di una donna occidentale in bikini in un paese musulmano: la conseguenza potrebbe essere la decapitazione, il carcere, l’espulsione. Noi ci limitiamo a vietarne l’uso e se questa decisione creerà qualche malumore, potranno scegliere di immergersi con il burkini nella loro vasca da bagno".
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Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it