Thursday 09 February 2012, 09:14

Gli articoli con tag: " Ignazio Marino "

“Non processate Bob Marley”: la persecuzione del Reggae ai tempi di Giovanardi

bob_marley66 Anche a voler restare al di sopra delle parti, volontariamente impassibili davanti all’irresistibile fascino dei ritmi “in levare” del reggae giamaicano, è difficile non intuire un accanimento persecutorio ed ideologico nella vicenda che riguarda l’indagine penale aperta dalla Procura di Tolmezzo sul Rototom Sunsplash Festival, il festival reggae più grande d’Europa che da 16 anni, ogni estate, attrae a Osoppo, in provincia di Udine, centinaia di migliaia di giovani e di donne (160 000 quest’anno, di cui la metà stranieri) affamati di musica, di discussione e di esperienze collettive. L’accusa è di favoreggiamento all’uso di sostanze stupefacenti, e individua in Filippo Giunta, presidente dell’associazione Rototom, il capro espiatorio di quella che si candida a diventare, con probabile premeditazione, una lezione esemplarmente punitiva per tutti i festival, i meeting e gli eventi musicali che ogni anno accolgono fiumi di ragazzi e ragazze.

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Lo spiaggiamento del Partito democratico (e della sinistra)

AndThenThereWereNone1945 Ieri, con la cosiddetta Convenzione, è cominciato il definitivo spiaggiamento dell’ex-aspirante nuova balena bianca che voleva essere il Partito Democratico. Parallelamente, con l’elezione di Angelo Bonelli come Presidente (autonomista come Craxi) dei Verdi, si va spiaggiando anche il balenottero di Sinistra e Libertà, che proprio non riesce a superare il suicida frazionismo pro-poltroncina del personale politico. Alla sinistra di questi lo spazio identitario del PRC sembra intanto poter congelare i propri voti meglio di quelli missini al tempo di Almirante. Se contiamo anche gli irriducibili dipietristi e la palude casinista dell’UDC, quei sei italiani su dieci che non hanno votato per Berlusconi sono per l’ennesima volta all’anno zero.

Concentriamoci sullo spiaggiamento del Partito Democratico. Concentriamoci sulla meccanica e non sulla politica ché questa resta ben poca. Ieri al PD non è bastato mostrarsi unito per non farsi rubare la scena da un Berlusconi che sembra sempre più Alvaro Vitali. Gli bastano tette e linguaggio triviale per dominare la scena. Ieri gli è stata sufficiente una parolaccia (“sputtanare” resta una parolaccia che continua legittimamente ad infastidire qualcuno) per mandare in visibilio i giornalisti che su tutte le reti godevano a ripeterla come i bambini. Così avvilivano con Berlusconi il linguaggio settoriale della politica e la stessa lingua italiana abbassandola a un malinteso linguaggio popolaresco. E dire che Dario Franceschini aveva studiato a lungo quello sciasciano “ominicchio” per far propri con ben altra eleganza i titoli dei giornali.

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Ignazio Marino: perché il dibattito no?

ignazio_marino_pic Sono molto curioso per il fatto che sia Dario Franceschini che Pierluigi Bersani rifiutino un dibattito pubblico con Ignazio Marino.

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Rutelli trama, la Bindi lo tana

"Rutelli sia leale, basta ambiguità"

Bindi all’attacco: se il Pd non lo convince tragga le conseguenze

FEDERICO GEREMICCA

L’idea del punto al quale potrebbe giungere la situazione, Rosy Bindi prova a darla con una battuta: «Ma sì, forse quel soprannome si può rispolverare. Aveva cominciato a darmi un po’ fastidio, ma dati i tempi…». Il soprannome è quello che la rese famosa durante la battaglia per il rinnovamento della Dc: la pasionaria. E dunque, rieccola sulle barricate. Con messaggi netti e chiari, come al tempo che fu.
Per Franceschini, al quale dice che «con certe polemiche distruttive e false, su faccende tipo i vecchi, il ritorno al passato e il tesseramento, si scivola nel dipietrismo, nel grillismo»; per Ignazio Marino e le sue misteriose dimissioni dall’Università di Pittsburgh e dall’Ismett di Palermo per le quali «spero che chiarisca e che chiarisca anche a me, visto che da ministro della Sanità accompagnai la nascita dell’Istituto»; e per Rutelli, che dice di non essere contento e di temere un Pd «partito di sinistra»: «Deve mettersi in testa che il Pd non può che essere un partito nel quale si riconosca anche la sinistra. Altrimenti…».

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Cupola del PD: terrorizzati dalla propria ombra

ombraC’è qualcosa da stato terminale nella ritualità autoreferenziale con la quale i dirigenti del Partito Democratico si stanno arroccando.

Ignazio Marino aveva chiesto non sei mesi ma una settimana in più di tesseramento per rimpinguare un po’ i numeri del partito e dei suoi (pensarci prima no, dottore?) e gli hanno detto di no: non sia mai, si ritarderebbe il congresso! 

Non sia mai, in realtà, che la sua candidatura (interessante ma non propriamente rivoluzionaria) prosperi e rompa col manuale Cencelli tra DS e Margherita e la corrività col governo del puttaniere.

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PD, come la settimana enigmistica: trovate le differenze

Al Foglio hanno fatto una cosa interessante.

Hanno trasformato in Tag Cloud tre discorsi di Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino. Si tratta di quelle nuvole di parole nelle quali quella con la maggior frequenza è scritta più grande che una volta si usava nei blog (oramai è desueta) per capire con un colpo d’occhio di cosa si occupassero.

lutker-mans_mindAdattare questo algoritmo al discorso di un politico non dev’essere un’invenzione di Giuliano Ferrara ma è abbastanza originale.

Se vi fa piacere entrate nel post per studiarli e commentarli.

PS: Chi prova a fare il Tag Cloud dei discorsi del Presidente del Consiglio? —>

PS2: Avviso, questi non dicono “sinistra” neanche se gli chiedete dov’è il bagno.

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Partito Democratico, Luca Bianchini sì e Beppe Grillo no?

Chi segue da tempo questo sito sa che non sono mai stato tenero con Beppe Grillo (qui e qui per esempio) ma mi sta un po’ infastidendo l’ipocrisia con la quale la cupola del Partito Democratico vuole impedire la candidatura di Beppe Grillo alla segreteria.

Butto lì un po’ di punti sapendo che molti amici, essendo ben più grillini o più piddini di me, sapranno completare.

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L’abbiamo preso… il babau

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Alla questura di roma gongolano. L’abbiamo preso, dissero in tivu’. E l’hanno preso facendo il “porta a porta” – continuano – e sfido chiunque a non aver pensato al plastico di bruno vespa e alle analisi psichiatriche di mister ciuffo.

Gli ingredienti ci sono tutti. E’ il mostro d’estate romana. Lo esibiranno presto in quel grande circo che è diventata la capitale.  Zanne, corna, messe sataniche, occhi rovesciati, vomito verde e aramaico antico per il più grande esorcismo del mondo. … Leggi tutto

Ignazio Marino e la questione morale nel Partito Democratico

ansa_16236913_06520 Forse è vero che Ignazio Marino è partito con il piede sbagliato usando il caso del maniaco coordinatore di un circolo PD per sollevare la questione morale.

Forse è vero perché uno stupratore (presunto) come il rutelliano Luigi Bianchini è ben più difficile da individuare di un corrotto, un mafioso, un clientelare, un dirigente che concepisce la politica solo come “una certa reciprocità di favori” per usare il titolo di un bel libro di Paolo Pezzino sulla storia della mafia.

Forse è vero ma la reazione squadrista con la quale Marino è stato aggredito dal resto del suo partito ha testimoniato che il dottore, pur sbagliando bersaglio, aveva comunque colto nel segno di uno dei limiti fondativi del PD, quello di avere archiviato qualunque tensione etica e morale e aspirazione al cambiamento della società in favore di una più generica governabilità che porta a chiudere spesso non uno ma entrambi gli occhi.

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Ignazio Marino: «Io ci sono»

È arrivato il momento. Siamo in molti, moltissimi. Sogniamo un’Italia diversa, crediamo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole, nei diritti uguali per tutti, vogliamo liberare le energie migliori di questo Paese e creare una squadra di persone che diano voce, forza, concretezza alle nostre idee.

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Ignazio Marino, qualcosa di nuovo nel Partito democratico?

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