Friday 25 May 2012, 05:31

Gli articoli con tag: " giustizia "

Catedral Metropolitana e Templo Mayor di Città del Messico

(Dal momento che la Cattedrale Metropolitana è il monumento più importante del Centro Storico, è proibita la vendita ambulante all’interno dell’atrio) Foto Annalisa Melandri

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Sei mesi d’impunità per i quattro studenti messicani della UNAM fatti assassinare dal presidente colombiano Álvaro Uribe

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Davanti all’Ambasciata colombiana a Città del Messico si è manifestato chiedendo giustizia per i quattro studenti della UNAM fatti assassinare dal presidente colombiano Álvaro Uribe lo scorso primo marzo in un’azione illegale di guerra in territorio ecuadoriano.

A questo link più foto della manifestazione, qui il sito della Lega messicana per la difesa dei diritti umani, qui l’articolo in italiano di Annalisa Melandri di ritorno dal Messico.

Autoritario, maschilista, corrotto e razzista. Questo il giudizio degli spagnoli su Silvio Berlusconi

image011 Non è che gli spagnoli ci azzecchino sempre, vittime di disinformazione di massa più o meno come gli italiani. Stanno tra l’incudine e il martello della stampa di destra, come i monarchici dell’ABC e i solo teoricamente progressisti, ma realmente manipolatori, del Grupo Prisa, quello di El País.

Non ci azzeccano eppure registriamo i risultati di un recente sondaggio su Silvio Berlusconi realizzato dal Real Instituto El Cano. Silvio Berlusconi (tabella a destra) è il dirigente politico europeo peggio giudicato alla pari o quasi con Vladimir Putin e meglio solo del cinese Hu Jintao e del caso umano di George Bush.

Il comandante in capo, nonostante abbia potuto godere di infinitamente buona stampa, è vittima dell’invidia e dell’antiamericanismo ingiustificato e malevolo dell’opinione pubblica non solo spagnola, po’rello.

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Messico: la legge sull’aborto non è incostituzionale

aborto Con una decisione storica la corte suprema messicana di giustizia ha stabilito che il parlamento ha diritto di legiferare in materia di interruzione della gravidanza. E’ una sentenza storica che fa giurisprudenza non solo per il Messico.

Dopo un dibattito tesissimo la Corte Suprema messicana (SCJN) ha stabilito con una maggioranza di otto voti contro tre che la Riforma della Salute e del Codice Penale della Città del Messico del passato aprile del 2007, che depenalizzavano l’aborto nelle prime 12 settimane di gestazione, non sono incostituzionali né violano alcun principio, né costituzionale né legislativo né, soprattutto, violano il diritto alla vita.

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Maurizio Chierici: Terrore in Venezuela

Beh, magistrale Maurizio, non c’è altro commento.
gc                              

chierici Anni fa in Guatemala le truppe speciali hanno organizzato un massacro lasciando segni di guerriglia in un villaggio indigeno. Franco Cantucci, inviato del Tg1, si è accorto della messinscena e l’ ha denunciata. Nei paesi inquieti, affidarsi alle polizie per documentare un’inchiesta a volte é necessario ma può inquinare la testimonianza. Diventare, senza volerlo, giornalisti embedded è il rischio da calcolare con attenzione. Sfogliando il Corriere della Sera di ieri la bella foto di Luigi Balzelli mostra un po’ di gente in fila, braccia alzate contro un muro mentre qualcuno sta perquisendo. Malfattori sorpresi nel rancho ( favela ) Petare, < il più pericoloso di Caracas >. La polizia non deve aver spiegato quale sospetto ha fatto scattare l’azione e cosa è successo dopo.

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A un quarto di secolo dalla fine della dittatura militare in Argentina, è stata fatta giustizia?

La responsabilità penale italiana del genocidio

Le ultime sentenze: le condanne per il “massacro di Fatima” e quella dell’ex-generale Menendez

«L’11 ottobre 1976, quando avevo 17 anni, ci hanno bloccato per la strada, ci hanno infilato una busta in testa e ci hanno sequestrato – racconta Fatima Cabrera con la voce tremante – hanno messo Patricio nel portabagagli della macchina, a me hanno piazzato sul sedile di dietro fra due dei sequestratori. Ci hanno portato al commissariato di zona, ci hanno picchiato a sangue e poi sempre con gli occhi bendati ci hanno condotto alla Centrale della polizia di Buenos Aires (oggi Sovrintendenza degli interni). Lì sono stata torturata tutta la notte e mentre soffrivo… potevo ascoltare le grida di tante altre persone che stavano subendo i miei stessi supplizi». Così ricorda ancora oggi una delle poche persone sopravvissute alle torture inflitte nei circa 520 campi di detenzione clandestina sparsi in tutta l’Argentina a partire dai primi anni ’70 e fino alla fine della dittatura militare. … Leggi tutto