lunedì 22 marzo 2010, 05:11

Gli articoli con tag: " Gianni Minà "

Gianni Minà, due ore in podcast a parlare di giornalismo

La lezione di Gianni Minà per il “Master in Giornalismo partecipativo” del Dipartimento e Facoltà di Scienze della Comunicazione è stata una stupenda occasione per parlare tanto di Giornalismo mainstream come di Giornalismo partecipativo.

Dopo essere andata in diretta streaming adesso la lezione stessa, introdotta da Gennaro Carotenuto, è visibile a questo link:

http://www.unimc.it/multimedia/conferenze-e-convegni/2009/giornalismo-partecipativo

Gianni Minà in diretta audiovideo in streaming dal Master in Giornalismo partecipativo

gianni_mina_ggyyhuj Il “Master in Giornalismo partecipativo” e la redazione della Radio Università di Macerata annunciano che la lezione aperta di Gianni Minà, prevista nell’ambito del Master venerdì 16 ottobre alle ore 17 (Aula 1, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Via Don Minzoni, Macerata), sarà trasmessa integralmente in diretta streaming audio e video all’indirizzo http://flash1-bo1.unimc.it/streamings/unimclive/
Gennaro Carotenuto

Cuba dopo cinquant’anni di Rivoluzione, il contributo di Gianni Minà

che_guevara_fidel_castro Quella notte del 1° gennaio 1959 in cui Fulgencio Batista, il dittatore che governava Cuba con la complicità della mafia italo-americana, fuggì a Santo Domingo con un aereo carico di dollari nessun politologo o editorialista Usa si azzardò a presagire che il movimento di liberazione di Fidel Castro, Che Guevara, Camilo Cienfuegos che era riuscito a cacciare quell’ex sergente sadico e torturatore, avrebbe guidato per decenni l’isola dei Caraibi, da sempre la più ambita dagli Stati uniti.

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Festival di Internazionale a Ferrara: niente di nuovo sull’America Latina

I giorni 3, 4 e 5 ottobre si è tenuto a Ferrara il festival del Settimanale “Internazionale” ed io, lettrice assidua fino a qualche tempo fa, ci sono andata. … Leggi tutto

I numeri di settembre di Giornalismo partecipativo

feedburner Settembre 2008 è stato un mese record su Giornalismo partecipativo. Con 52.521 visite (esattamente 1.750 al giorno) viene rotto per la prima volta il tetto dei centomila articoli letti al mese. Sono infatti 109.688 (3.656 al giorno). Un anno fa, settembre 2007, erano 950 lettori al giorno (+84%) e 1.950 articoli letti (+87.5%).

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Nasce il Master in Giornalismo partecipativo

banner_a E’ proprio vero, le notizie in Rete si bruciano con una rapidità impressionante. Basta un trackback partito per sbaglio e cominciano ad arrivare immediatamente le visite, i link, le telefonate via Skype o via rame degli amici perfino offesi di non saperne ancora niente. E allora va bene, tiriamo giù il lenzuolo con qualche giorno di anticipo, tagliamo il nastro e sveliamo quello che chi scrive è orgoglioso di considerare uno dei progetti più importanti in Italia (e non solo) nel campo della Comunicazione del XXI secolo.

Nasce infatti, presso il Dipartimento e la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata, il Master universitario di II livello in Giornalismo partecipativo. E’ un anno che ci pensiamo, ci ragioniamo, ci giriamo intorno, con la direttrice, Prof. Paola Magnarelli, con gli altri docenti della Facoltà e con una serie di autorevoli amici, alcuni dei quali sono stati cooptati come docenti in questa esperienza.

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Gli "esperti" di America latina, ovvero l’arte di arrangiarsi a spese di chi ascolta o legge

Per parlare del Paraguay e di Fernando Lugo, il GR1 delle 13 ha intervistato tale Aldo Pigoli, vicedirettore di Equilibri. Il nostro ha detto una serie di cose che mi sembrava di aver già letto stamane da Pierino, il bar all’angolo del mio Dipartimento, sulla Gazzetta dello Sport o sul Resto del Carlino. Pazienza, del resto apprezzo lo spazio dedicato dai vari GR alle elezioni in Paraguay. Insomma era accettabile fino a che Pigoli non ha calato l’asso, proprio alla fine, quando ha nominato il “Venezuela di Sciavèzzz“. E qui casca l’asino nel senso letterale del termine.

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Giornalismo partecipativo, ma partecipativo davvero!

Ogni tanto è utile parlare di noi. A quasi tre mesi dal cambio di piattaforma del sito è possibile fare un primissimo rapido bilancio su quest’avventura: 17° blog in Italia, 500 utenti iscritti, migliaia di lettori al giorno. Il dato, che mi riempie di felicità, è che stiamo vincendo insieme la scommessa di un sito davvero partecipativo.

Sono già oltre 400 i “dialoghi” pubblicati, ovvero i vostri contributi, a volte originali, a volte con il prezioso suggerimento di letture da altri media, a volte veicolando qui articoli scritti per altri siti e blog. Non posso ringraziare sempre tutti, ma lo faccio cumulativamente: grazie. Sono orgoglioso della qualità di tutti i contributi e ancor di più quando si possono offrire articoli come quelli pubblicati negli ultimi giorni come (ne cito due tra tanti) il reportage da Haiti inviato da Barbara Meo Evoli o il lavoro di Andrea d’Orazio dal ghetto di San Nicola Varco. Ogni articolo inserito nei dialoghi ha già una media di lettori altissima e con Dario Caregnato, il webmaster di Giornalismo partecipativo, stiamo studiando forme di ulteriore maggiore visibilità per i vostri articoli.

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Decalogo velinaro per trattare il successo di Hugo Chávez in Colombia

Chavez-5HTavole della legge per i giornalisti che devono occuparsi della liberazione in Colombia di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo. Attenersi scrupolosamente, altrimenti finite agli annunci mortuari.

Primo comandamento: mai riconoscere i meriti di Hugo Chávez. Evitare perfino di citarlo, si farebbe il suo gioco.

Secondo comandamento: è severamente proibito ricordare che perfino Uribe e il governo statunitense hanno ringraziato Chávez e riconosciuto i suoi meriti. Ricordare poi che Uribe ha ringraziato perfino il governo cubano e il comandante Fidel Castro comporta l’immediata interruzione del rapporto di lavoro.

Terzo comandamento: visto che a Uribe proprio è impossibile dare il merito (ma magari qualcuno ci è riuscito, chissà, si potrebbe provare) dare il merito alla Croce rossa internazionale.

Quarto comandamento: se si è europei, tipo il TG1, dare il merito a Nicolas Sarkozy, che è europeo, di destra e pure fidanzato di Carla Bruni. Del resto si sa che tutte le idee buone nascono in Europa.

Quinto comandamento: sminuire l’importanza della liberazione di Clara Rojas e Consuelo González de Perdomo. Privarle del loro nome e della loro storia, e retrocederle alla categoria di “due donne” e specificare chiaramente “due su centinaia di ostaggi ancora in mano alle FARC”

Sesto comandamento: ricordare che nel ginepraio colombiano Hugo Chávez resta persona non grata, non importa di chi. E che comunque la pace in Colombia è più lontana che mai.

Settimo comandamento: fare notare che Chávez sfrutta il successo gigioneggiando davanti

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In difesa della nuova Costituzione boliviana. Con Adolfo Pérez Esquivel, Eduardo Galeano, Luís Sepúlveda

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La situazione in Bolivia si aggrava giorno per giorno. Bande neofasciste che agiscono in sinergia con le amministrazioni locali e che spacciano per autonomismo il loro razzismo secessionista, terrorizzano le città dell’oriente del paese e stanno preparando il colpo di mano per impedire con la forza quello che non possono fermare con il voto e la democrazia. Pertanto ho ritenuto mio dovere essere tra i primi firmatari di questo appello.

Domenica 9 dicembre, 164 componenti dell’Assemblea Costituente su 255 aventi diritto, e rappresentanti delle diverse forze politiche, hanno varato il testo della nuova Costituzione che, venerdì 14, è stato consegnato al legittimo governo boliviano e sarà poi sottoposto, per alcuni articoli, a referendum popolare.

Per la prima volta nella sua storia, il popolo della Bolivia, rappresentato da un’assemblea democraticamente eletta, ha proposto un

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Le “cazzate” di Rutelli, di Gianni Minà

Se dovessimo fare una rubrica giornaliera sulle “cazzate” che i politici italiani dicono ogni giorno a beneficio del teatrino mediatico della politica, dovremmo stare al computer 24 ore su 24. Ma ci sono alcune di queste esternazioni che proprio ti obbligano a rispondere per un elementare senso di giustizia.
Oggetto di questi interventi solitamente di ex comunisti o radicali pentiti, sono sempre più spesso nazioni come Cuba, il Venezuela e ora anche la Bolivia e l’Ecuador, colpevoli solo di aver scelto, ultimamente, un destino e un futuro diverso da quello loro concesso dagli Stati Uniti o dalle multinazionali occidentali. Una linea uguale a quella adottata anche dal Brasile, dall’Argentina, dall’Uruguay, ma messa in atto in modo più drastico e definitivo.
L’ultima di queste “cazzate” l’ha sparata il ministro dei Beni culturali del nostro paese, Francesco Rutelli che, in maturità, dopo una scapigliata gioventù con il radicale Pannella, si è scoperto in linea con la parte più intransigente della Chiesa, accanto alla radicale cattolica Binetti.
Lunedì 10 dicembre, in una intervista a “Repubblica”, Rutelli, difendendo la decisione della Binetti stessa di sfiduciare il governo della coalizione di cui fa parte, non approvando un articolo del pacchetto sicurezza che stigmatizzava l’omofobia, ha dichiarato con supponenza: “Mobilitiamoci invece contro le condanne a morte di omosessuali nel mondo, da Cuba all’Iran”.
Ora, per quanto riguarda l’Iran, la notizia è drammaticamente vera, ma per quanto riguarda Cuba, assolutamente falsa. E l’aver associato Cuba all’Iran fa solo capire quanto il desiderio di essere proni verso le politiche degli Stati Uniti, sconfini nel ridicolo per molti dei nostri disinvolti politici. Come nell’Italia degli anni ‘70 dove il professor Braibanti veniva condannato per plagio (un reato che non esiste) da un tribunale italiano perché aveva un rapporto omosessuale con un suo allievo, anche Cuba ha vissuto in quella stagione contraddittoria della sua storia un periodo di pregiudizio verso il problema. Ma se Rutelli avesse l’abitudine di informarsi quando pontifica, saprebbe che non solo quell’epoca è superata da tempo (come dieci anni fa dimostrò il film “Fragola e cioccolato” vincitore anche del festival dell’Avana) ma che addirittura, rispetto all’omosessualità e alla libertà di praticarla, a Cuba c’è un approccio molto più liberale rispetto alla società italiana.
Il Parlamento cubano ha recentemente varato una legge che consentirà ai transessuali di cambiare sesso. E come tutta la sanità, anche l’operazione chirurgica e l’assistenza psicologica sono gratuite. Si sta inoltre cominciando a discutere sull’opportunità di legalizzare i matrimoni gay, ma soprattutto le unioni consensuali che, anche fra le coppie eterosessuali, considerate le tradizioni e le abitudini della gente, sono molto più frequenti. Il cambio d’identità sui documenti, inoltre, è da tempo possibile.
Infine, sempre perchè il nostro ministro della Cultura non ne “spari” un’altra a breve, gli ricordiamo che Cuba, per anni, ha rispettato la moratoria sulla pena di morte, mentre il boia, negli Stati Uniti, non si fermava. Purtroppo la Rivoluzione ha interrotto questa meritoria scelta una volta, quando nel 2003, tre dirottamenti aerei e l’assalto ai turisti di un ferry boat della baia dell’Avana da parte di un gruppo che voleva sequestrare l’imbarcazione per andare a Miami, fece intendere al governo che era in atto l’ennesimo tentativo degli Stati Uniti di farla finita con la Rivoluzione. Tre del gruppo dei sequestratori furono fucilati. Da allora, però, la moratoria sulla pena di morte è stata nuovamente rispettata fino ai giorni nostri.
E’ sufficiente che Rutelli, prima di parlare su questi argomenti, chieda informazioni a Amnesty International che nell’ultimo rapporto sui diritti umani, dedica nove pagine agli Stati Uniti e tre a Cuba.

dal sito di Latinoamerica

Multimedia

Un percorso iniziale per il sito può iniziare da questa trasmissione televisiva di RAI Utile, America Latina, ieri e oggi condotta da Flavia MCondotta da Flavia Marimpietri con Gianni Minà e Gennaro Carotenuto o quest’altra trasmissione sempre della RAITV, su donne e potere LINKARE. Oppure puoi ascoltare il dibattito su Radio3Mondo – RAI: “il Venezuela e l’America Latina“, condotto da Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, con Gennaro Carotenuto, Lucio Caracciolo, direttore di Limes e Maurizio Stefanini de Il Foglio, oppure ascoltare la puntata monografica di Pianeta Dimenticato, programma di Radio1 Rai basata su di un’intervista a Gennaro Carotenuto sui processi per violazioni dei diritti umani. La puntata si può ascoltare a questo indirizzo. Se vuoi leggere dei testi scritti, puoi iniziare con le interviste ai presidenti della repubblica venezuelana, Hugo Chávez e boliviana, Evo Morales oppure leggi gli articoli più importanti.

Quien es Gennaro Carotenuto

In breve:

Gennaro CarotenutoGennaro Carotenuto, es profesor de Historia del Periodismo e Historia Contemporánea en la Facultad de Ciencias de la Comunicación de la Universidad de Macerata, en Italia. Estudioso de política internacional, regímenes dictatoriales e Historia Contemporánea de América Latina es también docente de Geopolítica e Historia Oral además de haber sido, desde el año 2000, Profesor invitado en la Facultad de Humanidades de la Universidad de la República en Montevideo. Se licenció en la Universidad de Pisa y es doctor en Historia en Valencia, España.
Periodista, desde 1997 es corresponsal desde Europa y Oriente Medio para el semanario uruguayo Brecha y escribe como analista internacional en varios periódicos entre los cuales La Jornada de Ciudad de México y La Stampade Turín y desde 1998 con programas periodisticos y culturales de la Radio nacional, RAI. En el año 2005 pubblicó Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano y en el 2007 Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM.


Con más tiempo:Me llamo Gennaro Carotenuto y nací en Nápoles, Italia, el 5 de febrero de 1966. Me licencié en Historia de las Relaciones Internacionales en Pisa, 1992, y obtuve el título de doctor -cum laude- en Historia Contemporánea (Valencia, España, 1997). Desde cuando cayó el muro de Berlín -quizás es una casualidad- me he dividido entre Italia y varios lugares del mundo donde la vida, mis sueños y mis intereses de trabajo me han conducido. Entre estos la Gran Bretaña, Malta y especialmente España en Europa y casi toda la América Latina, donde he vivido muchos años y dónde, para bien y para mal, he terminado siendo lo que soy ahora. Amo mil lugares y rostros que son míos, y de los cuales soy hijo en el alma, en Santiago de Chile, en Buenos Aires, pero también en Caracas y en La Habana pero si te tuviera que invitar a almorzar en un solo lugar para que te diga mucho de mi y de lo que amo, te invitaría a la Pasiva de Plaza del Entrevero en Montevideo. Montevideo es mi ciudad, no menos que Nápoles. Pino Daniele pero también Alfredo Zitarrosa.Hago investigación historiográfica y periodismo. En la historiografía mis intereses conciernen la política internacional, fascismos y dictaduras de derechas, historia de América Latina Contemporánea y Historia Oral. Soy un topo de archivo, amo los papeles tecleados con las viejas máquinas de escribir, el papel de seda de los informes de embajada. Sin embargo amo, amo con locura, la entrevista, el relato de vida, la historia oral. Desde 1998 trabajo en la Facultad de Ciencias de la Comunicación de la Universidad de Macerata, donde soy Profesor de Historia Contemporánea, e Historia del Periodismo. Desde el año 2000 soy Profesor invitado en la Facultad de Humanidades de la Universidad de la República en Montevideo, Uruguay.

Mi libro titulado Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, estará a la venta el próximo 16 de octubre para el editor Sperling&Kupfer de Milán. Para leer más puedes hacer clic aquí. Estoy trabajando a otro ensayo, una monografía sobre la memoria de las víctimas de la represión de las dictaduras en Argentina, Chile y Uruguay, basado en el análisis de más de 160 entrevistas y más de 400 horas de grabación realizadas personalmente, a través de la metodología de la Historia oral. Es el compromiso intelectual y político más importante de mi vida y el desafío más difícil. He conocido algunas de las personas más maravillosas del mundo, los que pelearon con Don Salvador Allende el 11 de septiembre en La Moneda, militantes, luchadores sociales y de los derechos humanos, gente que ha desafiado uno de los monstruos más oprobiosos de la historia, el terrorismo de estado. Ellos me dieron tanto a mi y ahora yo tengo que estar a la altura.

Como periodista he escrito a partir de 1983 para innumerables periódicos, tanto en Italia como en otros países. Desde 1992 escribo para el trimestral italiano Latinoamerica, hoy dirigido por Gianni Minà. En 1996 he trabajado en la redacción central del diario El País de Madrid. Desde 1997 tengo una intensa corresponsalía para el semanario uruguayo Brecha donde escribo entre otros temas de Unión Europea, conflicto israelo-palestino, Iraq. Mis artículos son publicados tanto en la prensa escrita latinoamericana (entre la cual Questión de Caracas, dirigido por Aram Aharonian, y la Jornada de Ciudad de México) como en las mayores páginas Internet en castellano y en italiano: Rebelion, Rodelú, Alia2, Redvoltaire, Peacelink,. Desde 1990 he trabajado en radiofonía y he realizado más de 600 horas de crónicas de béisbol. A partir de 1998 con la Radio3 de la RAI, Radio televisión italiana, he colaborado en programas culturales y de política internacional y geopolítica.

A partir del año 2000 he dado más de cien charlas tanto en Europa como en América Latina sobre temas como la globalización neoliberal, la política latinoamericana contemporánea, los fenómenos migratorios, las guerras, la historia oral. He participado a congresos y eventos mundiales entre los cuales recuerdo las ponencias en el Génoa Social Forum durante el G8 2001, al Foro Social Mundial de Porto Alegre 2002, Encuentro mundial contra el Terrorismo, Habana, 2005 y las participaciones al Encuentro mundial de Intelectuales y Artistas en defensa de la Humanidad, Caracas 2004 y Roma 2006, y Cochabamba 2007.

Incontri pubblici con Gennaro Carotenuto

Accetto volentieri inviti presso istituzioni e associazioni per incontri pubblici, conferenze, seminari o partecipazioni a tavole rotonde sui temi che mi sono cari e dei quali mi occupo.

Negli ultimi anni ho realizzato oltre un centinaio di incontri pubblici di diversa natura in Italia, Brasile, Cile, Uruguay, Venezuela, Cuba e tenuto relazioni in molteplici incontri internazionali.

I temi e le condizioni possono essere concordati direttamente. Vanno dalla globalizzazione neoliberale, all’America Latina in generale a realtà specifiche di questa (es. il Venezuela, l’Argentina…). Altri temi sono quelli del mondo della comunicazione, delle guerre, la Spagna e il franchismo.

Due ambiti specifici sono:

a) quello concernente l’America Latina, per il quale gli incontri possono essere realizzati contattandomi direttamente oppure contattandomi tramite la rivista Latinoamerica, diretta da Gianni Minà ed Alessandra Riccio, che ho spesso l’onore di rappresentare in iniziative pubbliche.

b) le presentazioni del mio saggio Franco e Mussolini, pubblicato da Sperling&Kupfer nel novembre 2005 ed incontri, seminari, lezioni, sul tema del fascismo e/o del franchismo e dell’antifascismo.

Gennaro Carotenuto

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Chi è Gennaro Carotenuto

In breve:

Gennaro CarotenutoGennaro Carotenuto insegna Storia del Giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata. Laureato in Storia presso l’Università di Pisa e dottore di ricerca a Valencia, Spagna, è stato prof. invitato in università in Uruguay, Cile, Tunisia.

Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3Rai e il trimestrale Latinoamerica dove scrive dal 1992. Ha lavorato o collaborato con quotidiani come El País di Madrid, La Stampa di Torino, La Jornada di Città del Messico. Dal ‘97 è analista di politica internazionale ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha.

Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano. Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM. Nel 2009 Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Leggi anche: Come organizzare incontri con Gennaro Carotenuto

Scheda del saggio  Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.

Scheda del saggio Franco e Mussolini

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