venerdì 10 settembre 2010, 03:28

Gli articoli con tag: " Gianni Alemanno "

Fabrizio Corona da Giovane Fiamma Italiana a Martire in Croce e gli Oratori in ascolto a Salemi


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Non ho le Visioni di   Vittorio Sgarbi, che lega artisti vivi e morti  alla sensibilità religiosa e alla fede, ma così è, oggi 5 ottobre 2009:  “a Salemi nell’ambito del “Festival Internazionale del Cinema Religioso” arriva, tra gli ospiti, Fabrizio Corona, il celebre “paparazzo” protagonista di cronache mondane e giudiziarie. La sua presenza è l’alternativa individuata da Vittorio Sgarbi dopo che “L’Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, in un articolo sul Festival, commentando l’annunciata presenza, tra gli ospiti, di Lele Mora, ha così  scritto: “Sgarbi ne parla come se fosse una specie di profeta o di santone, invece che un’ ex potente manager di vip tv e starlette di incerto valore, con sulle spalle più  di un guaio giudiziario”. Il critico d’arte e sindaco di Salemi ha così  ribattuto: “Sono sinceramente pentito, dopo le critiche de “L’Avvenire”, per la presenza di Lele Mora. Pertanto, convinto della bontà delle osservazioni del quotidiano dei vescovi, rinuncio alla presenza di Mora e, al suo posto, invito Fabrizio Corona come martire della giustizia”. Fabrizio Corona interverrà  come ospite al festival prima e dopo la proiezione, alle 22 al Cine Teatro Nuovo di via Chinnici, del film “Videocracy” di Erik Gandini”.

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Il miglior amico dell’uomo

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A Parigi queste campagne le fa il sindaco. A Roma, altro che Gianni Alemanno, manco l’Arcigay.

Quell’esempio di stampa di sinistra che dialoga "oltre i vecchi steccati"

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Su Liberazione è stata pubblicata una lettera di Maldestra e Madri per Roma Città Aperta. Si riferisce ad una questione che riguarda la stampa cosiddetta di sinistra e la pubblicazione di pagine nelle quali si sdoganano culture fasciste. Una discussione del genere tempo fa vi fu anche per un articolo pubblicato su Il Manifesto nel quale la cronaca descrittiva del fenomeno neofascista veniva stilata con pericolosi scivoloni acritici. Poi ci fu la giornalista Alessandra Di Pietro che sul settimanale Gioia proponeva una intervista alle donne di Casapound come si trattasse di una chiacchierata tra vecchie amiche i cui mariti usano chiamarsi tra loro "camerati". Belle signore, per carità, neppure un filo di cellulite. La Di Pietro ha scordato di chiedere qual è il segreto della loro bellezza. Deve essere dura liposungere anni e anni di culto della perfetta giovane fascista del terzo millennio. (Se interessa, nei "nostri" spazi c’è ampia licenza di naturale e rilassato sbracamento corporeo. Sai mai voleste farvi un morso di meravigliosa cioccolata fondente…)

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L’ATAC di Roma censura Current TV

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Current Tv è uno dei canali interessanti, di quelli che fanno profilare una televisione un po’ migliore del mainstream e si vede sul canale 130 di SKY.

Adesso Current, vista anche la povertà del genere in Italia, vuole lanciare Vanguard, un nuovo programma dedicato al giornalismo d’inchiesta che dovrebbe andare in onda da marzo.

Ci vuol poco però per finire nelle liste nere. Basta che parli male (o fai credere di voler parlar male) del Vaticano e della Casa Bianca.

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Qualche centinaio nessuna paura…

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Parto da dove c’ero, il 14 febbraio 2009, a Roma per il NO VAT: con un video che attesta che eravamo un migliaio e un altro video che parla di qualche centinaio. Contro chi e cosa?

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Poco prima della riunione settimanale del gabinetto, Olmert conferma la visita del Papa a maggio in Israele ma a Viterbo verrà il 6 Settembre e da TusciaWeb ho un’occasione imperdibile: “Dì la tua sulla nuova macchina di Santa Rosa di Vittori”. Dico la mia allora in altro spazio…

Nel primo articolo si dice che “E’ partita alle 16 la la quarta edizione della manifestazione “no Vat” per dire “no” all’ingerenza del Vaticano nella politica e nella società italiana. La protesta, nata per volontà di varie associazioni e collettivi che si sono unite nel coordinamento “FacciamoBreccia”, è partita da piazza della Repubblica ed è proseguita per via Cavour, Fori Imperiali, via delle Botteghe Oscure per poi concludersi con l’arrivo in piazza Campo de’ Fiori. Il coordinamento di associazioni ha deciso di scendere in piazza per ribadire la richiesta di cancellazione dei Patti Lateranensi -il cui anniversario ricorre l’11 febbraio- e per esprimere la volontà di autodeterminarsi nella propria quotidianità e nelle proprie scelte di vita. Gli organizzatori della manifestazione accusano infatti «l’alleanza fra politica istituzionale e Vaticano» di aver consentito il rafforzamento di «politiche familiste, securitarie e proibizioniste» e chiedono più spazio alla laicità…. Nonostante il freddo intenso circa un migliaio di persone hanno aderito alla manifestazione, esibendo scritte e striscioni anticlericali”.

Nel secondo, fornito da “Repubblica“: “Corteo No Vat Centinaia di appartenenti alla rete ‘Facciamo Breccia’, sigla che racchiude organizzazioni gay, omosessuali e partiti politici come quello Radicale, hanno aderito al quarto corteo nazionale No-Vat. Alcuni manifestanti, scandendo slogan contro il Vaticano, hanno issato un cartello con riprodotta una svastica con accanto il volto di papa Ratzinger con i baffi di Hitler… Secondo le forze dell’ordine i partecipanti al corteo sono stati poco più di un migliaio “.

A Vicenza, settemila in corteo: «Non siamo un’associazione a delinquere» Paola Zanca scrive: ” Già, perché a Vicenza, nel cuore del produttivo nordest, c’è un’emergenza democratica. Senza esagerare. C’è una città che da due anni lotta per il diritto a decidere che fare del suo territorio. C’è da perdersi nella catena infinita di sentenze, ricorsi, referendum. Ai vicentini resta un’unica certezza: gli americani possono decidere per loro. O almeno, c’è chi glielo lascia fare. Nomi e cognomi: Paolo Costa, il commissario governativo che segue l’iter per la realizzazione della nuova base americana, ma anche presidente della commissione Ue ai Trasporti, e presidente dell’Autorità portuale di Venezia. A Vicenza, nominarlo, è soffiare fumo negli occhi: in consiglio comunale lo aspettano da mesi, anni oramai. Ma lui non si è mai presentato. Viene, va in prefettura, rilascia qualche dichiarazione alla stampa e se ne va. Per l’ennesima volta, una settimana fa, tre capogruppo della maggioranza e due della minoranza, gli hanno formalmente chiesto di poter visitare il cantiere. Lui ha risposto che dal luglio 2008 sono le autorità americane a dare l’autorizzazione. Non un nome a cui rivolgersi, sull’area del Dal Molin la democrazia è sospesa. La chiamano ormai un’«illegalità legalizzata». Perché lì non c’è una Valutazione di Impatto Ambientale: quasi quasi te la chiedono per aprire una finestra, esageriamo, figuriamoci per un’opera mastodontica, le cui fondamenta affonderanno nel terreno per venticinque metri. L’ultimo episodio di tensione si è verificato martedì, quando gli attivisti del No Dal Molin hanno deciso di provare a bloccare lo stesso la strada verso l’area della base, nonostante la questura non avesse autorizzato la manifestazione. La polizia li ha accolti in assetto antisommossa. E sedici di loro hanno dovuto lasciare i documenti in questura. Tra le ipotesi di reato, c’è quella di associazione a delinquere. Chi si oppone alla base, insomma, farebbe parte di una vera e propria attività di criminalità organizzata. Facinorosi, direbbe qualcuno”.

Poi un breve resoconto della Rete Antifascista Perugina: NO PASARAN Perugia 14 febbraio 2009 Circa un centinaio di compagne e compagni hanno resistito un minuto in più dei fascisti di forza nuova, che si erano dati appuntamento per un comizio super blindato in uno dei quartieri di Perugia più popolato da immigrati. I manifesti con cui forza nuova pubblicizzava il comizio, comunque strappati nottetempo, usavano lo stupro e la crisi per criminalizzare i migranti. Il titolo era: ” E se accadesse a tua figlia?”, sotto la foto di una donna bianca stuprata e alla fine: “comizio-presidio contro l’immigrazione selvaggia che sta portando ad una crisi che minaccia di distruggere ciò che resta del tessuto comunitario di questa nazione”. Un centinaio di compagne e compagni, le donne in prima fila con gli striscioni, si sono diretti verso il presidio di quelle carogne. Lo spiegamento di forze ovviamente era sproporzionato e non per la presenza dei fascisti in borghese (per lo più una decina), quanto per quelli in divisa che li hanno coperti e protetti (il loro presidio era autorizzato, la nostra manifestazione no, ma è stata una nostra scelta politica quella di non farsi imbrigliare nelle maglie della burocrazia di uno Stato di polizia). C’erano la guardia di finanza e i carabinieri in assetto antisommossa più i famigerati G.O.M di Bolzaneto, oltre, naturalmente, alla digos. Nonostante lo sproporzionato schieramento delle forze dell’ordine (che ci hanno praticamente circondato in una piazzetta bloccando il traffico ed impedendoci di essere visibili se non a costo delle botte) abbiamo urlato a squarciagola: “siamo tutti antifascisti”, “lo stupratore non è l’immigrato, ma è il figlio sano del patriarcato” ecc. Dopodiché abbiamo deciso di aggirare l’ostacolo, facendo finta di sciogliere l’adunata e di burlarci di quei mastini con casco e scudo. Dopo un divertente giro per i vicoli senza scagnozzo digossino al seguito, ci siamo avvicinati al presidio-comizio di forza nuova, sorprendendolo da sotto, dall’altra parte della strada e abbiamo scandito ininterrottamente slogan contro quelle merde. Naturalmente i fascisti in divisa (carabinieri e polizia in assetto antisommossa) ci hanno impedito di fare di più, ma la nostra manifestazione era pressoché spontanea e non eravamo preparati qui a Perugia ad affrontare le cariche di quelle bestie. Comunque abbiamo resistito con dignità e combattività, bloccando il traffico con i nostri corpi e i nostri striscioni. Le donne in prima fila hanno sfidato l’ordine di uno Stato che ha assunto il fascismo, il razzismo e lo stupro come perni della sua “sicurezza”, della sua ragione d’essere, della sua “costituzione”. Abbiamo urlato: “preti, militari, fascisti e polizia dalle nostre mutande vi scacceremo via”, “macchè democrazia, ma quale sicurezza, l’antifascismo è l’unica certezza”, “ma quale sicurezza, macchè democrazia, questo è uno Stato di polizia”, “Piazzale Loreto ce lo ha insegnato uccidere un fascista….” ecc. ecc. Finalmente ci siamo riappropriati del nostro territorio, le/i migranti hanno potuto ascoltarci e vederci. Ora sanno che non sono più soli (su uno striscione c’era scritto: ” immigrati, non lasciateci soli con gli italiani!”). Al termine del comizio (in lontananza, ma coperto dalle nostre voci che li hanno salutati al grido di “forza nuova merda vecchia” , “buffoni, buffoni” ecc.) abbiamo cercato di raggiungere la fermata dell’autobus più vicina per andare via insieme, ma le forze dell’ordine ce lo hanno impedito. Quindi abbiamo bloccato un autobus, lo abbiamo occupato e con esso siamo andati via al grido di “tutto il pullman è antifascista”. Questa è soltanto una prima, piccola vittoria, che ci può solo dare il coraggio per proseguire insieme un percorso di liberazione e di rivoluzione antifascista, recuperando gli spazi dell’agire politico dentro questa città, governata dal centro-sinistra, che persegue le stesse politiche securitarie e classiste del centro-destra. Questa è soltanto una piccola vittoria, ma per noi è importante e vogliamo renderne tutte e tutti partecipi. Rete Antifascista Perugina ”

Segue: “Il Movimento Semprecontrolaguerra esprime la sua piena solidarietà all’attivista antirazzista Antonio Pedace, ingiustamente arrestato e accusato di resistenza a pubblico ufficiale nel corso di un operazione di polizia alla stazione dei treni di Siracusa il 24 agosto scorso, volta ad identificare gli immigrati presenti. La “colpa” di Antonio è stata quella di aver chiesto agli agenti di polizia, che stavano facendo un uso sproporzionato della forza (Antonio ha addirittura parlato di spari in aria per intimare gli immigrati presenti ad obbedire ai loro ordini), di trattare gli immigrati in maniera umana. Pertanto, esprimiamo ad Antonio la nostra piena solidarietà di persone che, come lui, odiano il razzismo, in tutte le sue forme, e cercano di combatterlo.”

Nel mentre:

Fiamme in una baracca a Roma, un morto (AGI) – Roma, 14 feb. – Un incendio in una baracca in Via Tommaso Marinetti, nel quartiere Laurentino a Roma, ha causato la morte di un immigrato. Le fiamme sono divampate in serata ed hanno completamente distrutto la baracca dove viveva l’uomo, probabilmente di origine ucraina. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con due squadre e dopo aver spento l’incendio hanno rinvenuto il cadavere dell’uomo completamente carbonizzato. Sono ora in corso accertamenti per chiarire le cause del rogo.

Aggrediti due fidanzati nel parco violentata la ragazza di 14 anni Una coppia di ragazzi, lei 14 anni e lui 16, sono stati aggrediti nel tardo pomeriggio da due uomini, probabilmente dell’Est europeo. La ragazza è stata violentata da almeno uno dei due uomini che hanno trascinato la coppia nel parco della Caffarella, sulla via Appia. Il sindaco Gianni Alemanno: “Il questore mi ha confermato lo stupro. Gli aggressori potrebbero essere rom”

S.VALENTINO, 14MILA NONNI INNAMORATI AL PALAEUR CON LA PROVINCIA Balletti, coreografie e soprattutto le canzoni di uno dei simboli della musica italiana, Massimo Ranieri, per festeggiare il San Valentino, la festa degli innamorati che anche quest’anno la Provincia di Roma ha dedicato agli anziani del territorio. E in tanti oggi hanno accolto l’invito del presidente Nicola Zingaretti: oltre 14 mila nonni e nonne che tra oggi pomeriggio e stasera animeranno il Palalottomatica dell’Eur. 240 i centri anziani di Roma e Provincia che hanno aderito all’iniziativa.(omniroma.it)

Morto l’uomo trovato bruciato a Roma. Antonio Landolfi aveva ustioni sul 96% del corpo: ha passato tre giorni di agonia al Caldarelli di Napoli.

Si spera che ce la faccia l’indiano messo al rogo a Nettuno:«Gli abbiamo dato fuoco, marescia’, è vero. Ma era una cosa tanto per fare, uno scherzo… A quello volevamo spegnerlo noi stessi. Sul serio. Solo che il barbone si è spento da solo con le mani. E allora siamo scappati».

“Contaminate 135 persone che abitano vicino fiume Sacco. L’articolo conclude: “sulla vicenda dell’inquinamento della Valle del Sacco, la Regione Lazio è stata presente e proprio grazie al monitoraggio e alle ricerche finanziate dall’Assessorato all’Ambiente è stato possibile verificare l’entità e la gravità delle conseguenze dell’inquinamento. Sbaglia dunque gravemente chi attacca la Regione accusandola di non avere messo in campo strategie efficaci, oppure di avere ritardato le azioni”.

E’ vero abbiamo sotto gli occhi l’entita e la gravità delle conseguenze dell’inquinamento totale, e allora…

Lega: contro la violenza sessuale castrazione chimica: “intervenendo farmacologicamente agli stupratori potrebbe essere definitivamente impedito di ripetere le loro bestialità. In effetti notizie recenti ma anche vecchiotte, testimoniano che gli umani abusano sessualmente delle bestie:Commercio sempre più vasto dedicato alla sessualità con animali”.

La mia l’ho detta quì, siamo come gli Appesi in attesa degli Accordi delle Chiare Botteghe. Le finestre aperte ci sono, non c’è nulla di oscuro ed eversivo, possiamo rimanere “utenti fiduciosi” nella giustizia democratica e nella sicurezza partecipata.

In nome della Dottrina della Fede o del Segreto di Stato che fà lo stesso: “Nello svolgere questi processi si deve avere maggior cura e attenzione che si svolgano con la massima riservatezza e, una volta giunti a sentenza e poste in esecuzione le decisioni del tribunale, su di essi si mantenga perpetuo riserbo”.

Si agitano solo in qualche centinaio: nessuna paura e sopratutto alcun rumore per Nulla.

Doriana Goracci

http://www.corriere.it/Media/Foto/2007/05/05/SUICID_332x500_.jpg

Ma non potevano prendere un autobus?

Uno pensa che il capo dell’ATAC dovrebbe dare il buon esempio e girare per Roma in autobus.

Forse prima di essere nominato andava in giro coi mezzi pubblici… ma ora Massimo Tabacchiera, uomo di Gianni Alemanno piazzato alla presidenza dell’ATAC, nominato il 5 novembre scorso, non solo si è fatto dare subito la sua bella auto blu (mi sfugge il motivo del perché non possa andare a lavorare con la sua, come tutti) ma ha subito capito come usarla.

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XX settembre: la fu "festa della ragione"

portapia_fm In Uruguay, il paese che ha dato all’Italia la camicia rossa dei garibaldini e molti martiri alla Repubblica Romana, per circa un secolo il XX settembre è stato una sentita Festa nazionale: la “Festa della ragione”.

Con quella giornata gli illuminati, positivisti e laicissimi dirigenti politici di quel lontano paese celebravano la nostra Breccia di Porta Pia che elevavano a simbolo mondiale, un po’ come il 14 luglio francese è simbolo della fine dell’assolutismo.

Per l’Uruguay il XX settembre simboleggiava il trionfo della ragione dato dalla fine dell’oscurantismo papalino.

Nella legge istitutiva della festa della ragione si commetteva anche un curioso ma significativo errore: erano infatti i garibaldini e non i bersaglieri ad entrare in Roma dalla Breccia di Porta Pia. Un peccato veniale visto il ruolo avuto da Giuseppe Garibaldi nella storia della Repubblica Orientale dell’Uruguay.

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Fischiano Mariastella Gelmini, la polizia gli chiede i documenti

 Maria Stella Gelmini scuola ministro istruzione

Noto che se chi fischia o contesta oramai viene trattato come un pericolo pubblico un po’ di colpa è anche del centrosinistra (siamo alla sacralizzazione dei politici, impuniti e infallibili come il papa). Non sorprendiamoci se adesso, come Silvio Berlusconi con Piero Ricca, arrivino i carabinieri a identificare chi osa fischiare la Gelmini. 87.000 insegnanti in mezzo alla strada e non possono neanche mugugnare? Devono uscire dalla scuola in fila per quattro a passo dell’oca cantando Giovinezza in coro con Ignazio La Russa, Gianni Alemanno e Giuseppe Ciarrapico? Perché la Gelmini è gggiovane

Fonte: L’Unità. Eccolo lo stile della nuova destra: è punito anche il dissenso. Così chi fischia un rappresentante del governo viene identificato dalla polizia. Il governo Berlusconi, il più a destra che l’Italia abbia mai avuto, mostra così in ogni occasione l’idea di società che vuole imporre. Stavolta tocca a Mariastella Gelmini, che per far approvare la sua “riforma Moratti” (non la chiamano così anche se è uguale), fa la spola per le scuole italiane a cercare di spiegarla.

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Vauro, Gianni Alemanno e le aggressioni ai gay

Propaganda e realtà sono due cose ben distinte

Con la propaganda ed il martellamento “pubblicitario” a colpi di slogan sulla sicurezza il centrodestra ha vinto le elezioni. Ricordo la volgare strumentalizzazione, durante la campagna elettorale per il sindaco di Roma, del caso della stazione “la storta”: un vergognoso linciaggio mediatico contro la giunta del centro-sinistra, dalla pdl ritenuta in qualche modo corresponsabile del brutale episodio. … Leggi tutto

Involución en Italia. Y nos morimos democristianos…

silviopapa Tres noticias nos dan la medida del desplazamiento simbólico del cuadro político/cultural entero del país, al que corresponde un triste proceso de involución de la sociedad italiana. La primera ha dado la vuelta al mundo y es la postración literal ante el Papa de Silvio Berlusconi. El jefe de gobierno exhibió un gesto que ni Alcide de Gasperi, Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti, los mayores líderes de la historia de la Democracia Cristiana, que gobernó Italia entre 1943 y 1992, habían hecho antes que él, demostrando un vasallaje incluso plástico hacia la otra orilla del Tíber.

Gennaro Carotenuto (traducido por Gorka Larrabeiti)

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Siamo morti democristiani

silviopapa Tre notizie ci danno la misura dello slittamento anche simbolico dell’intero quadro politico/culturale del paese, al quale corrisponde un triste processo involutivo della società italiana. La prima notizia ha fatto il giro del mondo ed è il letterale prostrarsi davanti al papa di Silvio Berlusconi. Il capo del governo ha compiuto un gesto che né Alcide De Gasperi, né Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti avevano compiuto prima di lui in una dimostrazione di sudditanza anche plastica all’altra riva del Tevere.

Al laico, plurinquisito, puttaniere e divorziato Berlusconi, non è bastato garantire a Joseph Ratzinger soldi, molti soldi, in un ribaltamento concettuale dell’evangelico “date a Cesare quel ch’è di Cesare”. Ha avuto bisogno di marcare l’accettazione di una verticalità di rapporti che né con le guarentigie savoiarde, né con il patto Gentiloni, né con la conciliazione mussoliniana, l’articolo 7 togliattiano o il concordato craxiano, nessun dirigente politico dello Stato italiano, quasi tutti cattolici di ben più specchiata fede e moralità rispetto al padrone di Canale5, aveva mai ritenuto né opportuno né utile accettare. Al papa tedesco non si può dar colpa, è passato all’incasso di un successo facile facile che porterà frutti per tutta la legislatura e ben oltre.

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Alemanno: «Strada ad Almirante?Serve consenso comunità ebraica”

Gianni Alemanno a colloquio con la moglie di Giorgio Almirante, Donna Assunta in occasione della cerimonio a Montecitorio
Così il sindaco della capitale sulla controversa questione sollevata dal deputato del Pd Emanuele Fiano

ROMA
Sala gremita a Montecitorio, per la cerimonia di presentazione dei discorsi parlamentari di Giorgio Almirante. Nelle prime file, accanto alla moglie del leader missino, Donna Assunta, è schierato tutto lo stato maggiore di An, a partire dal reggente Ignazio La Russa, oltre ad Andrea Ronchi, Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Italo Bocchino e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Ma in seconda fila, accanto a parlamentari (e non, come Teodoro Buontempo) eredi dell’Msi, siede anche Emanuele Fiano, il deputato del Pd che in mattinata, in Aula, aveva letto le frasi che il leader missino aveva scritto sulla rivista “La Difesa della Razza” in epoca fascista. Parole razziste poi definite «vergognose» da Gianfranco Fini. Fiano è uno dei pochi esponenti delle opposizioni che hanno partecipato alla commemorazione, oltre ad Arturo Parisi e Pier Ferdinando Casini, accompagnato da Angelo Sanza.

A rappresentare la maggioranza, oltre agli esponenti di An, anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, e l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, oltre a Giuseppe Ciarrapico, senatore azzurro. Presenti anche gli ex presidenti della Camera Fausto Bertinotti, ora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, e Luciano Violante, e i senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga.

Alemanno: “Auspico confronto con la comunità ebraica”
Una strada romana sarà intitolata a Giorgio Almirante ma attraverso «il consenso della comunità ebraica» dopo un «approfondimento storico» con la stessa. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della presentazione nella sala della Lupa del volume dei discorsi parlamentari dell’ex segretario missino.

Alemanno ricorda che Almirante ripudiò «con chiarezza» quanto scritto su “La difesa della razza” e che l’approfondimento storico con la comunità ebraica potrà dimostrare che «è sempre stato amico di Israele» e che «dentro e fuori dal partito ha sempre combattuto il razzismo e l’antisemitismo».

Da Il Manifesto: Alessandro Portelli – Il fascismo del senso comune

Vorrei postare questo articolo apparso ieri su Il Manifesto, a firma di Alessandro Portelli. Nella lista inseriamoci anche le aggressioni di ieri all’Università di Roma. Anche quelle non hanno matrice politica se

“Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha esortato a non strumentalizzare politicamente le violenze. “Scontri tra imbecilli fuori dalla storia e dal tempo”" (Repubblica online di oggi)…

Il fascismo del senso comune
Alessandro Portelli
Il raid squadristico al Pigneto «non ha matrice politica». Non hanno matrice politica l’assassinio di Verona, il rogo di Ponticelli, la morte dei due ragazzi ammazzati in motorino a via Nomentana, la morte di Hasan Nejl, non-persona abbandonata e ignorata nel centro chiamato di «accoglienza», l’aggressione a Christian Floris di Radio DeeGay. Non è una consolazione: è peggio. Non c’è più bisogno di ideologia e militanza fascista per praticare la prepotenza, l’aggressione dei tanti contro i soli, degli armati contro i disarmati, dei forti contro i deboli. Il fascismo non è più politica, è senso comune. … Leggi tutto

Via Giorgio Almirante, terrorista

giorgio_almirante In molti hanno scritto dell’Almirante antisemita e dell’Almirante massacratore repubblichino e ci vuole un tir di Maalox (o lo stomaco di Veltroni, “nulla fermerà il dialogo con il PDL”) per mandarlo giù.

Ben pochi invece si sono soffermati sul fatto che Giorgio Almirante fu amnistiato solo perché ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria.

Giorgio Almirante, il grande statista al quale Gianfranco Fini rende omaggio e Gianni Alemanno vuol dedicare una strada romana, per la legge italiana è dunque un terrorista complice dell’assassinio di tre carabinieri. Ecco tutta la storia.

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