Angelo Panebianco 2, promosso summa cum laude!
Lo aspetto con ansia. L’editoriale del professor Angelo Panebianco sullo scudo fiscale. … Leggi tutto
Paolo Moiola su http://www.gennarocarotenuto.it
Lo aspetto con ansia. L’editoriale del professor Angelo Panebianco sullo scudo fiscale. … Leggi tutto
Paolo Moiola su http://www.gennarocarotenuto.it
Questo post non serve a niente, e molto probabilmente resterà lettera morta anche la ben più prestigiosa missiva inviata da Kofi Annan a Silvio Berlusconi in occasione del G8, ma vorrei far presente al governo e in particolare al ministro degli Esteri Frattini, il quale ha affermato (non ritrovo la notizia che avevo letto su Televideo) che nella cooperazione allo sviluppo “non siamo né ultimi né penultimi”, che l’Italia è precisamente all’ultimo posto nella classifica dei donatori europei insieme alla Grecia.
Il che si può evincere dalla seguente tabella, ricavata dal sito del Comitato di Aiuto allo Sviluppo dell’Ocse (Dac). La tabella che segue riporta la percentuale Aiuti pubblici allo sviluppo / Reddito nazionale lordo (%ODA/GNI): tutti i principali paesi sono in ritardo rispetto agli obiettivi chiesti dall’ONU (0,7%), ma l’Italia è proprio in coda. Aldilà delle promesse roboanti provenienti dall’Aquila nei giorni scorsi, la realtà nuda e cruda è questa, e non ci si venda l’alibi della crisi economica (i dati sono del 2008, e in linea con quelli del 2007). … Leggi tutto
Davide Galati su http://www.gennarocarotenuto.it
di Natalia Lombardo
Adesso Silvio Berlusconi dovrà confrontarsi, da una parte, con l’invito del presidente Napolitano a costruire quel clima «corretto e costruttivo» fra governo e opposizione (e a L’Aquila il premier è già partito male); dall’altra parte, il gaudente cavaliere delle notti bianche a Palazzo Grazioli, ha il problema di farsi benedire dalla Chiesa, far rimangiare alla Cei quelle parole sul «libertinaggio» privato che è affar pubblico.
Carla Grillo su http://www.gennarocarotenuto.it

“L’essenziale è invisibile agli occhi”? è una celebre frase pronunciata nel Piccolo Principe, dopo un discorsetto tra lui e una volpe e chissà se ripreso da lì, anche il nome di un magnifico video che altro non è che il saggio di fine anno degli studenti del III anno dell’Accademia dell’Immagine de L’Aquila dedicato al terremoto e per la quale il 21 aprile di quest’ anno l’Auditorium della Conciliazione di Roma creò un live show : Adottiamo l’Accademia dell’Immagine di L’Aquila. La partecipazione fu straordinaria di artisti e amanti del cinema e dell’audiovisivo, perchè l’Accademia abruzzese si occupa da anni di insegnarlo, a livello nazionale, all’Aquila. Ma fu colpita duramente anche quella scuola.
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
CARLA (senza accento sulla A) Bruni in Sarkozy.
AldoVincent su http://www.gennarocarotenuto.it

Alla questura di roma gongolano. L’abbiamo preso, dissero in tivu’. E l’hanno preso facendo il “porta a porta” – continuano – e sfido chiunque a non aver pensato al plastico di bruno vespa e alle analisi psichiatriche di mister ciuffo.
Gli ingredienti ci sono tutti. E’ il mostro d’estate romana. Lo esibiranno presto in quel grande circo che è diventata la capitale. Zanne, corna, messe sataniche, occhi rovesciati, vomito verde e aramaico antico per il più grande esorcismo del mondo. … Leggi tutto
Enza Panebianco su http://www.gennarocarotenuto.it
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Chiunque abbia vissuto con passione, nel bene e nel male, le giornate del G8 di Genova di otto anni fa, non potrà fare a meno di guardare con un velo di malinconia agli eventi di questo nuovo summit targato Berlusconi.
L’inutilità di questo vertice è ancora più lampante di quanto già lo fosse otto anni fa, quando i movimenti no-global denunciavano le pericolose contraddizioni del capitalismo, esplose con la crisi economica che tutti ben conosciamo. I “grandi” rispondono con dichiarazioni poco convincenti, dimostrandosi, nonostante i clamorosi fallimenti registrati in questi anni, ancora totalmente incapaci di guardare ad “un altro mondo possibile”, come dimostrano le debolissime prese di posizioni sull’economia mondiale, sull’ambiente, sulle problematiche legate alla povertà, all’acqua, alla guerra.
Mattia Nesti su http://www.gennarocarotenuto.it
Devo dire che l’Appello-proposta lanciato da Micromega alle first ladies di boicottare il G8, ha dato come pensavo degli straordinari risultati, di firme e di adesioni, citato figurarsi anche dal Daily Telegraph e poi che cribbio aveva in calce la firma di quattro accademiche italiane. ..detto anche nel gergo web, Action, roba da Attiviste…Invece come da foto che “gentilmente” è stata scattata da il Centro possiamo vedere tutte e tutti che c’erano 5 sgallettate italiane, di sesso femminile che vivono nelle tendopoli, radunate davanti a Palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, esponendo cartelli con su scritto “the last lady”, oggi 9 giugno, quando le Altre, le Prime sono arrivate, noncuranti dell’ Indignazione Femminile-Femminista Italiana.
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Mentre al G8 dell’Aquila i grandi della terra raggiungono un accordo sul clima per il 2050, quando saremo tutti morti, un piccolo paese impoverito del Sud America, inverte il teorema per il quale i paesi poveri possono solo vendere materie prime sfruttando allo stremo il loro territorio. Per la nuova Costituzione dell’Ecuador che per la prima volta nella storia riconosce che anche la natura ha dei diritti, il posto migliore dove mettere il petrolio è lasciarlo sottoterra.
In Ecuador la conca amazzonica dello Yasuní è una delle più ricche di petrolio in prospettiva al mondo con quasi un miliardo di barili di petrolio di riserva. Ma è anche uno degli ecosistemi più delicati e importanti del pianeta e inoltre è popolato da indigeni che vedrebbero distrutta per sempre la loro maniera di vivere e le loro terre ancestrali. E allora si stanno domandando se i limitati guadagni dovuti allo sfruttamento di una materia prima non rinnovabile valgono la candela dell’impatto sociale, economico e ambientale di trivellare un’intera regione.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

“E mo’ cantammo sta nova canzone,
tutta la ggente se l’à dda ‘mparà”.
Al grido di: “Terremotate il G8! La vostra crisi siamo noi!” si chiedeva a Berlino per il 4 Luglio, “sostegno per la mobilitazione in Italia, facendo appello alla costruzione, attraverso mobilitazioni internazionali, di una lotta transnazionale alle “architetture securitarie”, non importa se queste vengano ordite dalla Nato, dal G8 o dall’ UE”.
Dieci anni dopo Seattle, il gruppo “Diggers 2.0” invita alla “solidarietá dalle macerie del capitalismo”.
Cinzia Bottene, leader del Comitato ‘No Dal Molin’, ha sottolineato la “grande pazienza che il popolo dei No-base ha mantenuto nel corso della lunga attesa. C’erano persone anziane disponibili a marciare loro stesse contro i reparti del Tuscania”.
Si, avete letto bene, gli stessi reparti usati in Afghanistan. Credo sia il caso di rinfrescare la memoria, la storia di questo Reparto, perchè “SOLDATO SI NASCE SI DIVENTA,VIVE NELLA PAURA PERCHE’ L’AFFRONTA“.
Dunque il 10 luglio 1940, viene ufficialmente creata la Repubblica di Vichy sotto la guida del maresciallo Philippe Petain: il nuovo regime proclamò il ritorno ai valori tradizionali: famiglia, patria e lavoro. La società fu riorganizzata. I francesi considerati ostili al potere, cioè i comunisti, i sindacalisti e gli ebrei, furono internati.
Il 10 luglio del 1940 ” furono concentrati in Roma, presso la Caserma Podgora, ventidue Ufficiali, cinquanta Sottufficiali e trecentoventi tra Appuntati e Carabinieri volontari: nasceva così il leggendario Battaglione Carabinieri Paracadutisti, i “parà del Tuscania, esperti contro il terrorismo e in operazioni umanitarie”.

Era il 30 dicembre 2001 e la cronaca registrava con disappunto che venivano messi a disposizione solo “Duecentottanta militari impiegati a Kabul e dintorni con compiti di sicurezza, umanitari e logistici, ed un aereo da trasporto C-130: ormai raggiunto l’ accordo sulla composizione della Forza di pace Onu in Afghanistan si delinea, in modo piu’ o meno chiaro, il contributo delle forze armate italiane”.
Si sono visti sfilare quelli del Reparto Tuscania, per il 2 giugno 2009, Festa della Repubblica: presenti all’estero in Kosovo, Libano, Afghanistan, Cisgiordania, e nelle sedi diplomatiche di Baghdad (Iraq), Kabul (Afghanistan), Abidjan (Costa D’Avorio), Riad e Gedda (Arabia Saudita), Beirut (Libano).
Oggi erano presenti a Vicenza, perchè come dice il Ministero della Difesa, ” il Reparto svolge occupazione preventiva e difesa di posizioni, interdizione e controinterdizione d’area, guerriglia e controguerriglia etc, supporto alle azioni delle Forze Speciali ed ai contingenti di Forza Armata in operazioni “fuori area”..compiti di polizia, supportando l’Arma territoriale in particolari attività a tutela della sicurezza pubblica, ed addestrativi a favore sia di militari dell’Arma destinati a Reparti speciali, sia di unità appartenenti a FF.AA. estere“.
Scendono le Forze Armate in difesa dei potenti del mondo, contro il popolo che vive e risiede in Italia. L’ hanno fatto e lo faranno domani, Vicenza, l’Aquila…Ero a Genova nel 2001 e poi dopo…non scordo.
La cronaca di questa giornata, il 4 luglio 2009, la potete trovare sulla stampa, cartacea e on line e in questo video: “Dal 6 luglio L’Aquila sarà attraversata dal più cinico Summit G8 che la storia ricordi” si legge il 1 luglio su Indymedia Abruzzo.
Dunque andando un po’ indietro nella storia dell’Arma, apprendiamo che nascono il 13 luglio del 1814 i Carabinieri Reali, per assicurare il controllo del territorio contro le influenze interne, per la sicurezza pubblica, la lotta al brigantaggio… Niente di nuovo: Brigante se more , era il 1920 quando Antonio Gramsci scrisse sull’esercito e la repressione che « Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e? fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti. »
Doriana Goracci
“E mo’ cantammo sta nova canzone,
tutta la ggente se l’à dda ‘mparà”.
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Maryam ha 5 anni.
E’ nata a Taywara, nella provincia centrale di Ghowr. Ma poi la sua famiglia, nella speranza di fuggire dalla miseria, è emigrata nella provincia meridionale di Helmand, finendo a vivere nel campo profughi di Mahajor, alle porte di Lashkargah. La casa di Maryam è una baracca, dove abita assieme ai suoi genitori, Mohammed Tahir e Qamar Gull, al nonno, allo zio, ai suoi quattro fratelli e alle sue due sorelle. Alle tre di mattina del 27 giugno, tutti sono stati svegliati dalle urla della piccola Maryam, schiacciata sotto uno scatolone da venti chili pieno di volantini informativi delle forze di occupazione Nato, lanciato da tremila piedi di altezza. Normalmente questi contenitori si aprono durante la caduta lasciando piovere il loro contenuto. Ma questa scatola, evidentemente, era difettosa. Verso le cinque di mattina, Maryam, accompagnata dal padre, è arrivata nell’ ospedale di Emergency, a Lashkargah. 
“Era in stato di shock, con un trauma da schiacciamento della regione addominale e una vastissima ferita dei tessuti molli di tutta l’area genitale”, riferiscono fonti mediche dell’ospedale di Emergency. Immediatamente assistita e operata, le hanno trovato una grave frattura pelvica, vagina, retto e ano distrutti e danni all’uretra. “Viene operata di laparotomia, le viene fatta una colostomia (per defecare dalla pancia, ndr) e diverse trasfusioni visto che aveva perso moltissimo sangue. Oggi, tre giorni dopo, è stata riportata in sala operatoria per un’ulteriore pulizia delle ferite. Il 3 luglio dovrebbe subire un ulteriore intervento, e la storia credo si ripeterà per parecchi giorni a venire”, aggiunge la fonte medica. Maryam ha ripreso conoscenza il secondo giorno di degenza. Da allora brontola continuamente perché vuole l’acqua da bere. Il suo viso è perennemente crucciato in una smorfia di rabbia. In effetti non è piacevole svegliarsi di botto alle 3 di mattina con un pacco da venti chili che ti piomba addosso e ti apre l’addome spaccandoti le ossa… Quale futuro avrà questa bimba senza più organi genitali in un Paese come l’Afghanistan?
Enrico Piovesana , inviato di Peacereporter

Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Non mi interesso molto e non scriverò del G8 dell’Aquila, tra l’altro sono all’estero. Al massimo qualche rimembranza genovese… tuttavia mi si stringe il cuore alla notizia che il primo ministro inglese (non un santo di mia devozione come nessuno dei convenuti) Gordon Brown ha sostenuto, con tanto di occhio di vetro, un corso di sopravvivenza antiterremoti. Immagino che i giornali britannici abbiano dato più risalto alla cosa.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Torna Luigia a scrivere: dove dovrebbe andare, lei in una tenda in Abruzzo, aspettando l’Evento G8 ?
Cosa non dovrebbe fare?
Mi chiedo se serve scrivere, inoltrare, arrivare a poche centinaia di persone, che quando aprono il pc, sempre che ce l’abbiano, ne hanno piene le tasche di lamentele, appelli e lettere. Che senso ha continuare a farlo, quasi fosse un lavoro e neanche pagato per giunta?
Che senso ha comunicare, a chi e che cosa se tutto è già sotto ai nostri occhi, a portata di mano e di fiato?
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
A questo link la registrazione della puntata di Radio3Mondo, Radio3 RAI, con l’intervista di Emanuele Giordana a Gennaro Carotenuto sul golpe in Honduras subito dopo quella a Sergio Romano sul G8.
Redazione su http://www.gennarocarotenuto.it
A notte fonda (l’alba in Italia) finalmente risentiamo P.T. la cooperante di un paese europeo con la quale da tre giorni non riuscivamo a comunicare. E’ ancora in clandestinità e ha cambiato ricovero ogni due notti ma sta bene e torna dall’aeroporto. “Ero dove hanno sparato, ho visto portar via il ragazzo. Prima era stata una marcia incredibile, una festa. mi ricordava un po’ Genova [il G8 del 2001] e mi pento di averlo pensato. Non c’era nessun tipo di tensione perché la polizia (e non l’esercito!) aveva dichiarato che non avrebbe mosso un dito”.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it