Friday 25 May 2012, 04:36

Gli articoli con tag: " Bettino Craxi "

Gianfranco Fini a Giannutri: il fascino proibito del potere

finigiannutri

La penultima volta Gianfranco Fini, il politico più stimato dagli italiani, era stato avvistato nella Questura di Genova nel 2001 durante il G8. Non poteva essere lì eppure da lì si dilettava a seguire, dirigere, il massacro. L’ultima volta si è fatto mettere incinto da una velina ex-fidanzatina di Luciano Gaucci, il che per un cinquantaseienne ultracattolico sposatissimo, è… una gran botta di vita. Ma adesso c’è dell’altro e ci sarebbe da fare un bel plastico per una puntata di Porta a Porta.

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Maurizio Chierici: La Chiesa che dà fastidio

Famiglia Cristiana non è il solo giornale ad inquietare le gerarchie della Chiesa. E’ già successo; risuccederà. Con l’assenso silenzioso del Vaticano il fascismo aveva scremato ogni testata considerata inopportune. Fogli diocesani < non patriottici > nel mettere in dubbio le opere del regime. Anche la democrazia non è stata di meno. Lontano dai veleni del dopoguerra, negli anni ottanta Padre Alex Zanotelli è stato rimosso dalla direzione di Nigrizia per aver pubblicato l’elenco delle industrie italiane che fabbricavano armi proibite: mine antiuomo, per esempio.

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Sequestri di serie A e sequestri di serie B

I due guerriglieri delle FARC catturati nell’ambito dell’operazione che ha portato alla liberazione di Ingrid Betancourt, di tre mercenari statunitensi e di un’altra decina di ostaggi colombiani senza nome, sono sul punto di essere estradati negli Stati Uniti d’America dove saranno giudicati e presumibilmente condannati per sequestro di persona dei tre cittadini del paese nordamericano. … Leggi tutto

La morte di Antonio Gava di Marco d’Eramo su Il Manifesto

DEMOCRAZIA CRISTIANA: Antonio Gava, «boss figlio di boss»
Marco d’Eramo – Il Manifesto

Per chi, persino a sinistra, rimpiange i bei tempi andati della Democrazia cristiana di una volta, la figura di Antonio Gava, spentosi ieri a 78 anni, ci ricorda che non si stava affatto meglio quando si stava peggio. Come tanti altri big vicini alla criminalità meridionale, «il viceré di Napoli», proveniva dal Nord: suo padre, e mentore, Silvio Gava, era nato nel 1900 a Vittorio Veneto e solo poi era calato in Campania per diventare senatore per il collegio di Castellamare di Stabia ed essere 13 volte ministro, tanto che l’ex presidente Francesco Cossiga definì Antonio: «boss figlio di boss». … Leggi tutto

Involución en Italia. Y nos morimos democristianos…

silviopapa Tres noticias nos dan la medida del desplazamiento simbólico del cuadro político/cultural entero del país, al que corresponde un triste proceso de involución de la sociedad italiana. La primera ha dado la vuelta al mundo y es la postración literal ante el Papa de Silvio Berlusconi. El jefe de gobierno exhibió un gesto que ni Alcide de Gasperi, Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti, los mayores líderes de la historia de la Democracia Cristiana, que gobernó Italia entre 1943 y 1992, habían hecho antes que él, demostrando un vasallaje incluso plástico hacia la otra orilla del Tíber.

Gennaro Carotenuto (traducido por Gorka Larrabeiti)

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Vincenzo Scotti: il ritorno di Tarzan alla Farnesina

200px-Scotti Cosa non è stato nella vita Vincenzo Scotti (nella foto com’era quando fu eletto deputato per la prima volta, nel fatidico 1968) neo sottosegretario agli esteri di belle speranze? Classe 1933, e quindi 75 anni suonati (solo quattro più di Berlusca si dirà), manco a dirlo democristiano, è stato tra l’altro sindaco di Napoli, la Napoli del secondo sacco della città post-terremoto, quella di Antonio Gava, Giulio Di Donato, Francesco De Lorenzo, e del giovane Elio Vito (proprio lui).

Soprattutto però il compare Scotti è stato Ministro di tutto. Carlo Donat Cattin (e pure lui non scherzava) lo chiamava Tarzan per quella sua capacità di saltare da un ministero all’altro come se interni e lavoro, esteri e ambiente, richiedessero sempre le stesse competenze e lui le avesse tutte.

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Il promotore del potere a divinis

di Stella Martinez – Megachip

A divinis, letteralmente significa dai ministeri divini. Veniamo al promotore: parlo di Gianni Baget Bozzo. Questo acutissimo, e non ironizzo affatto, servitore di Cristo, fu da sempre animato da forte repulsione per qualsiasi movimento che si configurasse con il Comunismo, teoria politico-economica in effetti non compatibile con il potere della Chiesa.
Quindi nel momento in cui ritenne il pericolo più vicino, favorito dall’appoggio di Bettino Craxi, si candidò al Parlamento Europeo per il Partito Socialista Italiano, ritenendo – non ingiustamente – lo stesso partito uniformarsi a valori e pratiche che avrebbero fatto da baluardo all’avvento del Comunismo. Giovanni Paolo II si vide costretto sospenderlo a divinis, perché aveva assunto una carica politica che se fosse stata istituzionale, sarebbe stato lo stesso. Rimase seduto in poltrona fino al 1994, diciamo un decennio…

Ma scadde anche il suo mandato e venne “ovviamente” riammesso all’esercizio di tutte le funzioni sacerdotali, quali quella di essere il collaboratore, co-fondatore e consulente di Silvio Berlusconi e l’opinionista di tante trasmissioni televisive private e di Stato e il collaboratore di giornali quali “Il Giornale”, La Stampa , Il Secolo XIX, Panorama… alla pari di altri illustri Don come Mazzi, in sintonia con altri schieramenti…

Oggi Gianni Baget Bozzo è assai più soddisfatto del Papa che attualmente governa, sentendosi ampiamente sintonizzato con Joseph Ratzinger.Quanto ha interessato alla sinistra, varare una riforma elettorale dove il popolo italiano potesse scegliere i suoi rappresentanti? Senza turbative a divinis? Senza gestioni a divinis? Le risposte ce le dà Gianni Baget Bozzo, sostanza divina, che non è una creatura della Gianna Nannini.

Pochi avrebbero scommesso, diciamo due decenni fà, che personaggi del genere avrebbero potuto avere la meglio, figurando sul palcoscenico italiano a braccetto con personaggi della Lega e della Destra italiana: invece eccoli lì. Pronti a ri-promuovere con tutta la violenza di cui sono capaci le masse, non solo a camminare alla presa di Porta Pia e San Giovanni, ma a votare, dando la delega a coloro che sono indicati dai promotori del Paese di Bengodi, dove si promette di tutto: non pagare le tasse come si fa in Vaticano, non pagare l’Ici, come si fa in Vaticano, mantenere una famiglia senza lavorare, come si fa in Vaticano, sfruttare i lavoratori come si fa in Vaticano, fottere e non prendersi le responsabilità del caso, come si fa in Vaticano, investire i risparmi che si riescono a risparmiare per tutti gli affari esposti poc’anzi, come si fa in Vaticano grazie allo Ior.

Ma ritorniamo al Bozzo, a marzo del 2006 scriveva: “Berlusconi ha per sé il senso comune della gente comune, Prodi è l’investito del partito intellettuale”. Non servirono i suoi strali, Prodi ce la fece con la sua risicata maggioranza e il pericolo Berlusconi sembrò finito, sembrò aprirsi l’era del cittadino e dei suoi diritti civili, che i doveri li sapeva bene da un pezzo…Ma invece grazie alla voluta inutile parentesi politica, eccoLo di nuovo, colui che in effetti non aveva abbandonato mai l’avamposto.

Il 25 gennaio del 2007 con l’acutezza di cui è armato, scrisse: “Non c’è alcun vuoto politico analogo nella storia italiana, se non quello rappresentato dalla caduta del fascismo. Un vuoto politico che fu coperto da Silvio Berlusconi e dalla nascita di Forza Italia… Bisognava creare qualcosa che non esisteva prima e che non aveva alcun fondamento precedente… Si trattava di un cattolico della Brianza che esprimeva il cattolicesimo popolare della Lombardia e di un grande imprenditore, ma nulla faceva presagire che egli avrebbe potuto aggregare gli italiani dopo la fine del partito dell’unità dei cattolici e del socialismo riformista…Non è un caso che Berlusconi sia partito dal pallone e che l’unico titolo precedente all’ingresso in politica fosse la presidenza del Milan. Ciò perché il calcio è l’unico spazio legittimo in cui, nel tempo di Yalta, era rimasto qualcosa come sentimento dell’Italia. Quando, nell’82, l’Italia vinse i Mondiali di Spagna, il tricolore si levò spontaneo in molte case e apparve da molti balconi, segno che qualcosa era rimasto di un sentimento che non si riduceva all’ideologia e ai partiti, ma che aveva carne e sangue”.

Il 22 gennaio di quest’anno ritorna a farsi militante: “Questo è il primo testo programmatico del nuovo presidente della Cei. Colpisce il tono molto chiaro del discorso che parte dal mancato intervento del Papa alla Sapienza e fa di esso la base del cambiamento di approccio della Conferenza Episcopale del nostro Paese…. La Chiesa è in dialogo con la modernità per principio e vuole salvarne il legato: ma sa che esso non potrà essere fatto se non in collaborazione con la Chiesa.Le questioni perciò assumono uno stile di confronto diretto che riguardano anche la sfera politica. E sono proprio i temi dell’omosessualità e dell’aborto che divengono centrali in un conflitto che non è più di politiche, ma che riguarda l’essenza della civiltà. Bagnasco non considera più i temi che la Chiesa propone nella politica italiana come questioni ecclesiastiche, ma come problemi che riguardano la sua missione nel mondo come difesa di ciò che il Cristianesimo vi ha apportato…Con Bagnasco la Chiesa cattolica italiana diviene militante in forma molto più netta di quello che era avvenuto con il cardinale Ruini. Bagnasco indica la sua adesione alla posizione del Papa sulla connessione essenziale tra Chiesa e Cristianità, tra Chiesa e civiltà cristiana. Il tema delle radici cristiane non diviene oggetto di desiderio e di supplica, ma bandiera di combattimento.Evidentemente la condizione dei cattolici in politica muta. Non sono più i tempi in cui le condizioni della collaborazione tra cattolici e laici possano essere lasciate alle scelte dei partiti anche se di cattolici. Ma le posizioni dei cattolici in politica devono essere parte dell’impegno della Chiesa per la salvezza della Cristianità, quindi del ruolo sociale e politico del Cristianesimo nella storia del mondo occidentale e orientale. Che cosa sarà dei teodem non sappiamo. I tempi dei cattolici democratici sono finiti quando è tramontato il comunismo nella storia. Oggi contro la visione laicista e scientista del mondo vi è una Chiesa italiana che fa della Cristianità non dimenticata il segno della sua battaglia e apre una prospettiva verso il futuro”.

E siccome Zapatero è sempre stato visto dalla sinistra italiana come un’odioso amministratore da non copiare (che è meglio ispirarsi ad altri campioni della convivenza civile cari alla liberalmemoria prodiana e della sinistra tutta) è buon gioco già dal 2004, all’indomani delle elezioni in cui gli spagnoli si ritrovarono in piazza con un tamtam personalissimo, dire al Bozzo ciò che segue: ” … Zapatero ha vinto le elezioni con un attacco calunnioso in tempi così stretti che il governo non aveva possibilità di difesa. Il suo contributo proprio alla vittoria elettorale del Psoe è stato un’accusa mai provata: la volontà del governo di nascondere la pista islamica. Sono democratiche le elezioni spagnole? Il governo uscente ha scelto di non contestare la legittimità del suffragio e di non sottolineare le condizioni abnormi in cui esso era avvenuto…Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e quando diciamo diavolo non intendiamo parlare metaforicamente, ma intendiamo proprio lui, il signore della menzogna e della violenza. Zapatero ha costruito il suo potere sulla sofferenza, sul dolore e sulla morte. E un dramma per la Spagna avere un governo eletto in questa maniera. Poiché abbiamo ricordato Satana, concludiamo con la preghiera: Dio benedica la Spagna “.

E mettendo in pratica le piste indicate dal Vangelo, laddove si dice : “dov’è il tuo tesoro là sarà anche il tuo cuore” (Mt. 6,21), Bozzo si rifà promotore, senza ad onor del vero smesso mai, dei tesori della sua famiglia nella città del Vaticano che siede alla Destra del Padre. Sa bene qual è il tesoro di ciascuno dei potenti e come solleticare il cuore di ciascuno di loro e il voto di coloro che sono Fedeli.

Come dicono i Giovani Padani a nome di don Ugo Carandino:” Non ci resta che invocare San Pio X per perseverare nell’autentica Fede cattolica, ricordando le parole dello stesso Papa: … i veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né innovatori, ma tradizionalisti”.

Avviandomi infine alla spiegazione di quel ” a divinis” , San Bonaventura risolve queste difficoltà di ordine teologico-concettuale introducendo la nozione di «sostanza in divinis», quella ben presente nel pensiero ratzingeriano e del bozzo pensiero, laddove si dice che il predicato «sostanza» attribuito alle creature non è la stessa cosa del predicato «sostanza» attribuito a Dio: infatti Dio esiste di per sé, senza bisogno di nessuno, le creature invece hanno bisogno di Dio per esistere e le creature soprannominate non sono volontà di Cristo? Sostanza in divinis?

I media di regime hanno ben chiaro quale messaggio deve passare dal balcone, scusate volevo dire dalla finestra. L’11 gennaio 2008 sul Riformista, Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio “legge” come parole appassionate quelle del pontefice, laddove rivolge a Veltroni speranze di risoluzione per le emergenze educative di degrado, di sicurezza, di povertà per, alla fine, le strutture sanitarie “cattoliche” che non siano penalizzate nella distribuzione delle risorse.

Ci aspetta quindi una via Crucis da percorrere: “Gesù vuole che vivi la passione”, come dice S. E. Mons. Claudio Gatti .
Se per caso tra chi legge ci fosse qualche bibliofilo, il titolo di uno dei libri di Gianni Baget Bozzo è “Il futuro del cattolicesimo”, risparmiatevelo dal comprare. Il futuro è divenuto presente.

Stanno lavorando per noi, è certo.

Voglio un aereo per la nuova zelanda

Ci sono notizie talmente disperanti che non meritano commento e fanno solo venir voglia di non guardare più l’Italia nemmeno per sbaglio. Quella che segue è una di quelle. Esagero ? Giudicate voi, la chicca che segue è presa pari pari nientemeno che dal sito del nuovo PSI

Veltroni e Berlusconi insieme rendono omaggio a Craxi

Il 24 gennaio presso il cinema Embassy via Stoppani 7 – Roma ore 21,30 ci sarà la presentazione del Film su Bettino Craxi LA MIA VITA E’ STATA UNA CORSA ,organizzato dalla Fondazione Craxi; si entra mediante prenotazione .
E’ prevista la partecipazione di Silvio Berlusconi e di Walter Veltroni. Un anno fa sarebbe stato inimmaginabile che i leaders dei due più importanti Partiti si sarebbero trovati a rendere insieme omaggio al più grande uomo politico italiano del dopoguerra.
Ed è sintomatico che ,proprio nel nome di Bettino, Veltroni e Berlusconi si stiano adoperando di superare gli odi ed i rancori di tangentopoli e di creare le condizioni per svelenire finalmente un rapporto dialettico fra forze avversarie che è stato sino ad ora basato sulla infausta ,reciproca delegittimazione politica .L’Italia nata con tangentopoli,come ormai è evidente a tutti , va a pezzi ed affonda negli scandali , nell’immondizia e nel disonore .
Veltroni e Berluscono (ma anche Bertinotti e Casini) cercano di mutare il quadro politico . Si sta positivamente modificando il rapporto fra forze , che devono essere avversarie ma non nemiche , e che è ancora in parte basato sulla reciproca ,perniciosa esecrazione politica.
Nello scontro frontale fra schieramenti contrapposti trova spazio il potere di interdizione e di ricatto di inutili groppuscoli politici che ,sia con il precedente governo che con l’attuale , hanno bloccato ogni possibilità di riforme , impegnandosi a sabotare , per criminale opportunistico interesse o per demenziale pregiudizio ideologico , ogni iniziativa positiva ; e questo unicamente in nome della loro sopravvivenza.

E’ ormai convinzione della stragrande maggioranza degli italiani ,che sono stanchi degli inconcludenti rituali politici e degli insopportabili giochi di potere , che sia necessario un governo forte politicamente ed elettoralmente, in grado di affrontare in maniera decisa i problemi del Paese e quiondi di resistere alle pressioni dei centri di potere finanziario ,delle corporazioni e dei sindacati cileni che trovano facile sponda sopratutto nei partitucoliCome sostengono Veltroni e Berlusconi , è diventato prioritario varare una riforma elettorale che sgombri anzitutto il terreno dai partitucoli parassitari e ricattatori,sia a destra che a sinistra , gestiti da voraci nomenclature che cercano di ingannare gli elettori agitando simboli che non appartengono loro (compreso la gloriosa bandiera del PSI ed il garofano).
Deve essere questo,come afferma Franceschini, il primo passo per arrivare alla costituzione di una REPUBBLICA PRESIDENZIALE alla francese .

Brecha – Italia: la provocación

En Italia, después de la moratoria sobre la pena de muerte, sectores neoconservadores reclaman una moratoria sobre el aborto. Provocación política que da pie a quienes piden revisar una ley aprobada en 1978. La Iglesia juega la carta paradójica de una supuesta “objetividad” científica contra la subjetividad de la mujer, y el naciente Partido Democrático no sabe qué hacer.

Gennaro Carotenuto, desde Roma
Giuliano Ferrara es un personaje peculiar en el panorama político y mediático italiano. Con barba roja y de unos 200 quilos de peso, fue comunista cuando éstos arrasaban en los setenta, socialista con Bettino Craxi en los ochenta, y berlusconiano en los noventa, cuando llegó a ser ministro. En esta década encarna la cara italiana del neoconservadurismo, cada vez más cercano a la ideología ratzingeriana. Polemista culto, inteligente, pero más que nada agresivo, dirige un diario, Il Foglio, y conduce una trasmisión televisiva de lunes a viernes en uno de los mayores canales del país.

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Piazza Bettino Craxi

Piero De Luca: Abbiate pazienza. Ancora un piccolo (?) fatto di cronaca utilizzabile come paradigma del mondo in cui viviamo. Venerdì 23 il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato (prima grande città italiana a farlo) a larghissima maggioranza un ordine del giorno in cui viene decisa l’intitolazione di una piazza cittadina al "grande statista scomparso Bettino Craxi". Unici voti contrari: Rifondazione e … Leggi tutto

Le “alchine”, Alan García, Hugo Chávez ed il commercio con il grande fratello statunitense

Alan García, il candidato alla presidenza peruviana, già corrottissimo capo dello stato dall’85 al ’90 e molto molto amico di Bettino Craxi, ha attaccato frontalmente Hugo Chávez: “è uno svergognato. Pretende che gli altri paesi latinoamericani non facciano affari con gli Stati Uniti mentre lui gli vende petrolio per 50 miliardi di dollari l’anno”. Lo ha fatto in risposta alla decisione di Hugo Chávez di fare uscire il Venezuela dalla Comunità Andina (CAN) per protesta contro gli accordi bilaterali di libero commercio firmati dai singoli stati invece di trattare come blocco da una posizione più forte. Secondo Chávez, le “alchine” rendono oggettivemente inutile la Comunità Andina.

Rispondere a García è come sparare sulla croce rossa. Le “alchine”, le piccole ALCA … Leggi tutto

Silenzi ed omissioni sul massacro di Gheddafi a Bengasi

La polizia della dittatura libica di Muhammar Gheddafi ha massacrato dieci persone ieri a Bengasi. Sì, vabbene quella merda di Calderoli, ma è possibile che nessuno critichi più Gheddafi e la sua polizia?

Stiamo vivendo un momento allucinante per la stampa, l’informazione e la libertà di stampa. Ogni notizia è trattata come una scatola cinese nella quale sembrano occultarsi le cose veramente importanti, come la notizia su … Leggi tutto