di Gennaro Carotenuto, domenica 26 ottobre 2008, 12:37
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Italia
Chi può negare che al Circo Massimo ci fosse la parte migliore di questo paese, adeguatamente rappresentata dalla frase di Vittorio Foa che campeggiava sul palco?
«Pensare agli altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che al presente» è il minimo comune denominatore di quello che si considera sinistra. Solo il minimo comune denominatore purtroppo, e vent’anni fa quella frase sarebbe stata banale, mentre oggi ci appare altissima. Di questi tempi di fango qualunque cosa di elevato è meglio di niente.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 11 ottobre 2008, 11:27
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Italia
La legge elettorale per le europee, che il PdL sta varando con il silenzio-assenso del PD, fa schifo. Ma non è, come invece sbraita la cosiddetta sinistra radicale, un golpe. Per più motivi; innanzitutto perché se tutto è un golpe nulla è un golpe. Poi perché lo sbarramento al 5% non è un golpe, l’eliminazione del voto di preferenza non è un golpe e la riduzione delle dimensioni dei collegi (saranno una decina) non è un golpe. Anche se fanno schifo. Il modello della nuova legge è quello cileno, ma non nel senso pinochetista, nel senso bacheletiano, con un paletto così alto che ci vorrebbe Javier Sotomayor per saltarlo.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 7 settembre 2008, 14:37
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Italia
Walter Veltroni ha chiuso ieri la festa del Partito Democratico a Firenze. Per Veltroni l’ex-ministro Arturo Parisi ha offeso gli elettori, Antonio di Pietro “ha tradito” e Rifondazione (con un salto logico degno di George Bush) è terrorista.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 1 agosto 2008, 10:28
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Italia, Pianeta Terra
Governa regioni, ha centinaia di deputati in parlamento, offre decine di migliaia di strapuntini di potere, di impieghi e impiegucci a uomini, ominicchi e a tanti quaquaraqua (ed equivalenti femminili) ma il Partito Democratico non esiste.
Nello specifico mi riferisco al caso drammatico di Eluana Englaro, sul mantenimento in stato vegetativo del povero corpo della quale la classe politica (per compiacere il Vaticano, ovvio) sta tenendo un comportamento analogo allo squadrismo.
Chi scrive non prende alla leggera il problema, e come per Piergiorgio Welby, non pensa che ci siano soluzioni facili né ovvie a questioni così drammatiche concernenti l’essenza della nostra modernità.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 28 luglio 2008, 08:54
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Italia
Personalmente quello che ho capito di tutto lo psicodramma del congresso del PRC è che i bertinottiani vogliono fare opposizione insieme al PD ma mai con Di Pietro, mentre invece i ferreriani vogliono fare opposizione insieme ad Antonio di Pietro ma mai col PD. Ma… gli uni e gli altri, sono stati interpellati?
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 25 luglio 2008, 19:45
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Italia
Invece di preoccuparsi degli operai che votano per la Lega, l’ex-segretario del Partito della Rifondazione Comunista Franco Giordano, che ha perso tre voti su quattro ad aprile, è preoccupatissimo di contrastare Antonio di Pietro e la cultura giustizialista.
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di Aldo Garuti, martedì 22 luglio 2008, 08:37
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Dialoghi
Nell’articolo “Agcom-Robin Hood contro Tar-sceriffo di Nottingham? Un quadro poco convincente”, di Domenico Murrone, pubblicato sul sito dell’associazione di tutela dei consumatori “ADUC” nel forum “Dì la tua” in data 08/072008, si osserva come il quadro istituzionale che regola tutto il settore delle telecomunicazioni (TLC), in effetti, non sia molto convincente (http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=226163&tabella=TOTDocs). … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 10 luglio 2008, 09:15
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Italia, Media
Ribadisco che tra Mara e Silvio e chi fa lo scandalizzato, preferisco Mara e Silvio. E che il fatto che per la mia generazione i fratelli Guzzanti e la loro compagnia di finti saltimbanchi pariolini fossero degli idoli mi ha sempre preoccupato. Sui berci di Beppe Grillo poi (un tipo che, come è stato ricordato da più d’uno in questa sede, si è trovato d’accordo con Walter Veltroni solo quando si trattava di pensare come Calderoli in materia Rom) ho annoiato fin troppo i lettori/autori di Giornalismo partecipativo.
Ma in queste ore un bombardamento a tappeto sta coventrizzando l’Italia a reti e partiti unificati: vietato disturbare, si vergogni chi critica gli intoccabili, a partire dal papa. Si rafforza così l’Union Sacrée tra PDL E PD contro il vero unico problema del paese: il giustizialismo, Antonio di Pietro, Marco Travaglio.
Non si può demonizzare Berlusconi e pertanto si deve demonizzare un giornalista troppo documentato. E il legittimo sospetto che l’Italia sia governata da personaggi che sono lì per prestazioni di vario tipo (quelle a Cosa nostra o agli speculatori e inquinatori sono francamente più preoccupanti di quelle sessuali), non deve neanche sfiorarci.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 8 luglio 2008, 22:51
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Italia

Aggiornato mercoledì 9, alle 8.20
Già a metà aprile un signore di destra che conosco fece una previsione: alle prossime elezioni il Partito Democratico avrà i voti di Italia dei Valori e Italia dei Valori avrà quelli del Partito Democratico. Temo che c’azzecchi.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 8 luglio 2008, 13:16
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Italia
Ma a voi pare possibile che per il PD la cosa più importante al momento sia differenziarsi da IDV? Magari la compagnia di Antonio di Pietro o di Beppe Grillo farebbe sobbalzare Monsignor Giovanni della Casa, ma vuoi mettere col corrotto Lorenzo Cesa o col colluso Totò Cuffaro? Con quelli sì che si può fare un’opposizione responsabile… Insomma la riflessione più profonda che sovviene al PD sulla corruzione è una questione di stile?
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di Paolo Maccioni, martedì 1 luglio 2008, 12:41
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Dialoghi
Traduzione dell’articolo “Berlusconi is back and more brash than ever ” apparso domenica 29 giugno su The Observer (edizione domenicale di The Guardian). Leggi qui l’originale
Berlusconi è tornato, più sfacciato che mai
L’abbronzato leader italiano è accusato di perseguitare i nomadi e di sottrarsi alle accuse di corruzione assegnandosi l’immunità dalle inchieste. Tuttavia trova il tempo di sollecitare parti per le sue attrici favorite. Ed Vulliamy da Roma. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 29 giugno 2008, 09:45
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Forse ha ragione Antonello Soro a dire che la parola “magnaccia” non appartiene al linguaggio del PD e forse ha ragione perfino l’attendente di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, a sostenere che quello di Antonio di Pietro sia un linguaggio “rozzo e volgare”. Ma alzi la mano chiunque abbia letto le intercettazioni in questione, pubblicate dal settimanale L’Espresso, e non abbia pensato che il capo del governo con quelle chiamate non stesse proprio piazzando le sue donnine allegre al miglior offerente.
La ricchezza della lingua italiana per l’opera di Berlusconi, così come emerge da quelle telefonate, dà ampia scelta: oltre che magnaccia, c’è lenone (bel termine classico oltretutto), mezzano, ruffiano, pappone, sfruttatore, protettore… Immaginiamo per un istante Bonaiuti e Soro, con la penna rossa in mano, correggere “magnaccia” con “lenone”: Berlusconi è un lenone. Che bel paese sarebbe.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 15 maggio 2008, 00:00
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Italia
Antonio di Pietro, si è capito, è l’unico oppositore in Parlamento. E’ anche l’unico che ha difeso Marco Travaglio, reo di aver osato svelare retroscena sul neopresidente del Senato Renato Schifani e vedremo in Tribunale se si tratta di calunnie.
Ma quando Antonio di Pietro, ieri in aula, ha fatto notare al presidente della Camera la gazzarra di fischi e insulti dai banchi della maggioranza che gli impediva di parlare, Gianfranco Fini ha risposto serafico: “…dipende da cosa si dice…” … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 18 aprile 2008, 10:03
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Lo notable de las elecciones políticas italianas se puede reducir a dos puntos: el primero es que los ciudadanos no están hartos de Silvio Berlusconi, y el segundo es el inesperado y total fracaso de la izquierda de matriz marxista, que desaparece del mapa político.
Gennaro Carotenuto desde Roma
Los italianos no sólo no están hartos del show de Silvio Berlusconi sino que lo quieren en el poder por bastante tiempo más, ya que ahora tendrá cinco años tranquilos de gobierno y luego se le abrirán las puertas para ascender al cielo santificado como presidente de la República, cargo en el que permanecerá hasta el lejanísimo 2020. No son pocos los analistas políticos italianos que están preocupados por las reelecciones de presidentes en América Latina (y arremeten todos los días contra Hugo Chávez), pero acaso es tiempo de que alguien desde afuera analizara el caso Berlusconi y propusiera sanciones a algún organismo internacional, ya que los italianos resultaron incapaces de liberarse del flautista de Hamelin y sus chistes groseros, su plata sin límites, sus bailarinas, sus corruptos y sus corruptores. En total, Berlusconi habrá dominado por un total de 26 años la escena política del país, cuatro más que Benito Mussolini.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 13 aprile 2008, 12:48
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chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni
Giorgio Gaber
Ho votato alle 7.57 di stamane nel Liceo Classico due portoni più in là del mio. Non apprezzo gli endorsement aperti, per il semplice motivo che riducono tutto a “tizio vota per”. Marco Travaglio vota per Antonio Di Pietro, Bernardo Bertolucci (da comunista) vota Walter Veltroni, Claudio Abbado vota per Fausto Bertinotti, Ken Loach voterebbe per Franco Turigliatto. Detto questo non abbiamo detto nulla.
Il punto più importante e più dimenticato è quello che concerne i tre milioni di nostri concittadini interdetti dal voto, amministrativo e anche politico, e perciò interdetti dall’unica integrazione possibile, quella della piena cittadinanza. Anche oggi stiamo andando a votare in privazione del suffragio universale, ovvero dell’essenza stessa della democrazia.
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