Saturday 04 February 2012, 02:21

Honduras: il pericolo del golpe sta scemando, il referendum si farà

papeletas La reazione dei movimenti sociali che appoggia il presidente Manuel “Mel” Zelaya ha fatto retrocedere i militari e la parola torna alla politica anche se il fuoco continua a covare sotto la cenere in Honduras.

Il passaggio decisivo che ha fatto almeno finora evolvere in positivo la crisi è stato quando i movimenti sociali del paese hanno occupato la sede della Forza Aerea, hanno preso sotto il loro controllo le schede elettorali (nella foto) che l’esercito rifiutava di distribuire per far saltare il referendum di domani domenica che deciderà se eleggere o meno il prossimo novembre un’Assemblea Costituente. Quindi, con l’aiuto della Polizia, hanno iniziato la distribuzione delle schede nei seggi che continua ad avvenire in queste ore regolarmente.

Intanto oltre all’ONU anche l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA, OEA in spagnolo) ha espresso il proprio fermo appoggio al governo legittimo honduregno del presidente Zelaya. A questo punto, nella nuova America latina, ai militari che avevano tentato il golpe non resta che tornare nelle caserme. L’opposizione politica intanto in queste ore, lungi dall’accettare l’ipotesi della Costituente, sta cercando la via cavillosa dell’interdizione per motivi di salute: vorrebbero infatti dichiarare Zelaya decaduto perché pazzo.

E forse Zelaya un po’ pazzo lo è davvero. In un paese dove non è mai cambiato nulla bisogna essere un po’ pazzi per farsi motori di una rivoluzione che per la prima volta porti otto milioni di honduregni ad essere finalmente cittadini.



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  1. Luca Romeo | 27 giugno 2009 15:50 | Rispondi

    E qui si che ci sta un bel: El pueblo unido jamàs serà vencido!!

  2. Lorenzo Mortara | 27 giugno 2009 16:05 | Rispondi

    Ottimo, Viva il popolo honduregno! Solo continuo a non capire perché “ai militari che avevano tentato il golpe non resta che tornare nelle caserme”. No! Bisogna arrestarli e sostituirli, e se non basta fucilarli. L’America latina, più di ogni altro, vive un momento particolare, il passaggio epocale dal capitalismo al possibile socialismo. E questo i borghesi l’hanno capito bene, noi non ancora. Loro non si faranno scrupoli per sterminare il popolo, non appena riusciranno a rimettere le grinfie sulla macchina statale. Non lo dico io, ma la Storia e più d’una volta. Questa mobilitazione non deve servire per ripristinare semplicemente la legalità, ma per dare il coraggio al popolo per spingersi ancora più a sinistra, perché dall’assemblea costituente non esca un semplice pezzo di carta, ma l’autorizzazione a procedere, più alla svelta possibile, con gli espropri proletari. La rivoluzione bolivariana ha bisogno della rivoluzione permanente negli altri paesi per consolidarsi meglio. Il popolo honduregno ha una grande occasione, non la sprechi, accontentandosi di un semplice referendum, comunque da sostenere e soprattutto da vincere, ma la sfrutti fino in fondo per levarsi dalle balle l’oligarchia che lo strangola! Coraggio!

  3. Raffaele Della Rosa | 27 giugno 2009 19:49 | Rispondi

    Si può anche utilizzare questo link ad Al Jazeera

    http://english.aljazeera.net/news/americas/2009/06/200962617916984792.html

    Invece Corriere Repubblica Ansa, e molti altri, poi ho perso la pazienza…ma potrei dire anche AGI, ASCA…tacciono, come quelli di ”
    Usi a obbedir tacendo e a, tacendo, morir”….

  4. Paolo Rossignoli | 28 giugno 2009 14:31 | Rispondi

    In questo momento Telesur, in diretta da Tegicigalpa dice che ci sono uomini armati nel parlamento e la casa del presidente Zelaya…
    sembra che sia stato trasportato in una base aerea.

  5. Paolo Rossignoli | 28 giugno 2009 14:47 | Rispondi

    Chiuse le trasmissioni anche di Canal 8.

  6. Paolo Rossignoli | 28 giugno 2009 14:49 | Rispondi

    La ministra degli esteri Rodas denuncia che il Presidente è sequestrato, e che ci sono francotiratori per le vie,

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  1. Da Honduras, Uruguay, Argentina, domenica di democrazia in America latina : Giornalismo partecipativo | giu 28, 2009

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