Gianni Minà: le dimenticanze della bloggera di moda, Yoani Sanchez
Non tanto per l’informazione a Cuba, ma per la disinformazione che regna in Italia, mi ha colpito il candore di un lettore del mio sito che giudica il lavoro di Yoani Sanchez, “la bloggera che sfida Castro”, scevro da ideologie o interessi poltici.
Basterebbe, infatti, la propaganda che le viene fatta nel nostro paese per capire la portata dell’operazione che è stata messa su.
C’è un intero continente con tutti i nuovi presidenti finalmente presentabili dell’America latina che non solo chiede agli Stati uniti la cancellazione dell’embargo, ma si sta battendo anche per il rientro di Cuba in tutti gli organismi dai quali l’isola era stata prepotentemente esclusa per volere proprio degli Stati uniti.
Questi presidenti, da Lula a Chavez, a Evo Morales, a Correa, ma anche dall’argentina Kirchner alla cilena Bachelet, o all’ex vescovo Lugo, sanno perfettamente che Cuba ha raggiunto in questi anni standard d’eccellenza nell’educazione, nella sanità, nella protezione sociale, nella cultura, nello sport, che questi premiers ancora sognano per i loro paesi, pur essendo più ricchi e non feriti da un blocco economico insensato e ingiusto.
I ragazzi cubani che Yoani Sanchez sostiene vivono solo privazioni sanno perfettamente, infatti, che queste conquiste sociali rendono Cuba, pur con tutti i suoi errori, diversa, più libera, dai paesi che invece, negli anni, sono stati prigionieri del neoliberismo e del mercato, come quelli delle villas miserias delle grandi città o come i trenta milioni di bambini randagi del continente.
Yoani Sanchez, nei suoi articoli, fa finta di non saperlo.
Forse è per ribattere questo tipo di dimenticanze che ho attraversato recentemente l’isola, da l’Avana a Guantanamo, con una mia troupe per realizzare un documentario non banale sulla Revolucion nell’era di Obama, ed ho scoperto che non solo la Sanchez è pressocchè sconosciuta, ma perfino i tanti ragazzi latinoamericani e non che studiano a Cuba (perchè nei loro paesi non potrebbero farlo) alla Scuola di medicina latinoamericana o alla Scuola d’arte di Bayamo, come alla Scuola di cinema, o nella stessa Università di Stato, non capiscono che cosa vorrebbe dimostrare questa bolggera di cui io spiegavo l’esistenza e la risonanza in Italia.
Per anni io ho sentito parlare, per esempio, da parte dei radicali italiani e di quella parte di “eredi” del nostro PC ora pentiti, di “dissidenti” come per esempio l’associazione delle “Donne in bianco”. Bene, recentemente si è saputo che la leader di questo gruppo di opposizione alla Rivoluzione, Martha Beatriz Roque, prendeva una ricca prebenda mensile da Santiago Alvarez, un terrorista al servizio della parte più retriva degli anticastristi di Miami, recentemente arrestato e condannato a quasi quattro anni (poi ridotti a due anni e mezzo) perchè scoperto con una macchina piena di esplosivo che, a suo dire, doveva servire per alcuni attentati nell’isola.
Poichè Santiago Alvarez era in carcere, nei mesi in cui era ancora presidente Bush Jr, i soldi si è offerto di anticiparli il capo dell’ufficio di interessi del governo degli Stati uniti a l’Avana, Michael Parmly.
Non mi sono sorpreso perchè ogni anno della sua presidenza Bush ha stanziato milioni di dollari per “un cambio rapido e drastico a Cuba” (140 milioni nel 2007, 45, data la crisi economica, nel 2008).
Molti di questi soldi venivano rubati dalle presunte organizzazioni per la democrazia a Cuba (come ha scoperto Barack Obama ordinando un’indagine), ma evidentemente buona parte è servita per “ungere” chi poteva creare malessere nella società cubana, certo non perfetta e ancora non libera da contraddizioni.
Non siamo più nell’epoca in cui veniva messa in piedi contro la Rivoluzione, come nel 2003, una vera e propria “strategia della tensione” con dirottamenti di aerei e sequestri del ferry boat di Regla, ma c’è ancora uno sforzo palese per controbbatere il vento di simpatia, nei riguardi di Cuba, che attualmente spira nel continente latinoamericano e anche nella parte progressista degli Stati uniti.
Dispiace che tutto questo non lo abbia considerato anche l’Unità che, avendo fra i collaboratori un grande conoscitore delle nazioni a Sud del Texas come Maurizio Chierici, questa realtà la avrebbe potuta approfondire facilmente anche se, erroneamente, il giornale cita spesso Freedom House, un’agenzia sovvenzionata dai governi di Washington, come riferimento indiscutibile per dare le pagelle sulla libertà di stampa. E lo fa perfino con paesi, in questo settore più che carenti, come il Messico e la Colombia.
Perchè se a Cuba c’è la bloggera, in Messico o in Colombia, nazioni allineate sulle vecchie poltiche degli Stati uniti e dei farisei europei, l’eliminazione dei giornalisti non graditi ai regimi di Uribe e di Calderon che li governano, è uno sport ancora molto praticato e che, ogni anno, fa registrare una trentina di cronisti ammazzati (record mondiale).
A loro mai nessuno, però, ha chiesto di tenere una rubrica su Internazionale.
Redazione su http://www.gennarocarotenuto.it
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Eliolibre | 6 maggio 2009 11:31 | Rispondi
Sul fenomeno Yoany Sanchez avevo messo in guardia in tempi non sospetti quando la Sanchèz iniziò la sua avventura ed intervenne sul mio blog cercando sostegno al suo progetto. Il sottoscritto, amico intimo di un suo amico d’infanzia, intervenne sul suo sito denunciandone l’ipocrisia e smascherando falsità incontrovertibili anche perchè testimoniate dal comune amico. La Sanchèz interruppe bruscamente qualsiasi tipo di dialogo. Mi resi subito conto delle sue intenzioni e, conscio che avrebbe trovato in occidente un fertile terreno per il suo progetto, non mi fu difficile prevedere quello che sarebbe diventata, il fenomeno mediatico che è. Fa bene Minà a denunciare tutto questo, ma è la solita goccia nell’oceano dell’informazione appiattita agli interessi dell’imperialismo. Insisto, SERVE BEN ALTRO se vogliamo uscire da questa tremenda situazione in cui i cialtroni che dominano il mondo ci hanno cacciato. Lasciamo perdere gli “errori di Cuba”, a che servono queste giustificazioni? Preoccupiamoci piuttosto dei crimini orrendi dell’imperialismo e non limitiamoci a denunciarli, contro il loro strapotere mediatico serve ben poco. Come si è visto ieri sera alla trasmissione dello zerbino Vespa, Al Tappone ha saputo trasformare la vergognosa vicenda che lo vede coinvolto, in un suo successo. Con conseguente aumento di consensi. Ripeto, grazie a te Gennaro e grazie a Minà, MA SERVE BEN ALTRO.
Fabio Bovi | 8 maggio 2009 11:35 | Rispondi
Ho appena scritto uan mail a Internazionale lamentandomi della grande considerazione che danno a Yoani Sanchez…
probabilmente servira’a poco ma costa anche poco inviar euna mail di protesta quidni invito anche voi a farlo
E-mail: ‘posta { chiocciolina } internazionale(.)it’
L’articolo e’ stato diffuso sulla lista AmericaLatina e Informazione di http://www.fabionews.info
Ciao
FAbiio
Gennaro Carotenuto | 10 maggio 2009 21:32 | Rispondi
Incredibile, la bloguera stellare Yoani Sánchez ha trovato il tempo di replicare a un piccolo giornalista italiano di nome Gianni Minà:
http://www.desdecuba.com/generaciony/?p=921
dangp | 11 maggio 2009 11:52 | Rispondi
Sarebbe interessante leggere le risposte di Minà a queste domande:
http://www.desdecuba.com/generaciony_it/?p=306#comment-44971
Eliolibre | 11 maggio 2009 14:24 | Rispondi
Gianni Minà ha già risposto infinite volte a queste domande, non serve che si sporchi le mani a dialogare con una misera furbetta che approfitta della notarietà che i padroni del mondo offrono a chi si fa portavoce delle loro porcate. Fare informazione vuol dire prima di tutto non venire meno alla propria dignità, cosa aliena alla Sancèz ed ai molti squallidi personaggi al servizio di chi intende dominare il mondo con la menzogna. Purtroppo la realtà è sotto gli occhi di tutte le persone oneste che la sanno guardare e non intendono vendersi ai criminali che tiranneggiano il paneta.
Sapete come viene chiamato dai cubani il blog di Yoany Sanchèz? Generazione YUMA….
fernando | 11 maggio 2009 16:04 | Rispondi
Parlare della Sanchez come ha fatto Minà a mio modesto parere è riduttivo e visto in un ottica di accanimento verso la giovane ragazza.
Quello che scrive la Yoani, è purtroppo la banale verità di come si vive a Cuba, nulla a che vedere con ideologie, pro o contro. Non capisco perchè deve dare fastidio,a chi dice di Amare Cuba. Mi piacerebbe una risposta di Minà, alle domande, forse banali della Sanchez, comunque meriterebbe una risposta.
Qui vedo in alcune risposte ideologiche, la presa in giro tipica del regime cubano, ad esempio la frase generazione yuma, la dicono quelli dl min int, non i cubani il popolo non la conoscono visto che è censurata nel suo paese.Forse il suo blog, è una prova di giornalismo partecipativo.
Eliolibre | 11 maggio 2009 23:46 | Rispondi
Eh no Fernando, la Sanchèz non è assolutamente censurata, questo è quello che vogliono far credere i nostri media. A Cuba la Sanchèz è conosciutissima, ma siccome i cubani non sono dei fessi, non sono così imbecilli di farsi abbindolare da una mediocre avventuriera in cerca di facili guadagni e notorietà. E per dirla con una frase poco elegante ma appropriatissima, la stragrande maggiranza dei cubani non se la cagano. Te lo dice uno che ha un carissimo amico in comune con la Sanchèz e che condivide questo giudizio.
Il tuo scritto poi denuncia un’assoluta non conoscenza del popolo cubano e della loro cultura e filosofia di vita, tu vedi la Cuba propagandata da chi vorrebbe distruggere la sua bellisima storia di indipendenza ed autonomia in quanto pericoloso esempio per tutti quei popoli che vivono sottomessi ai voleri dei padroni del mondo. Ma sembra che almeno in America Latina queste menzogne trovino sempre meno consenso. Noi purtroppo siamo ancora molto indietro, ci pensiamo liberi mentre il nostro territorio è pieno di “eroici” marines e di basi americane piene delle più atroci armi di distruzione di massa che dal nostro territorio partono per portare il terrore in ogni angolo del mondo.
Proviamo a guardare la realtà con un minimo di obiettività, altrimenti siamo irrimediabilmente spacciati.
dangp | 12 maggio 2009 13:23 | Rispondi
“A Cuba la Sanchèz è conosciutissima” Eliolibre
“ho scoperto che non solo la Sanchez è pressocchè sconosciuta” Gianni Minà
Nessuna persona al mondo è completamente libera, ma noi abbiamo diritti che un cubano si sogna.
fernando | 12 maggio 2009 15:54 | Rispondi
Signor Eliolibre, lei mi spiace ma è in malafade o forse non conosce la situazione che stiamo parlando. Anche Minà dice che la Sanchez, non è conosciuta a Cuba. Il suo blog non si apre a Cuba, quindi è censurato.Questo lo puo confermare anche il prof Carotenuto, e tutte le persone che sono di casa a Cuba.Vede Lei fa l’ errore, di ideologizzare una sempice protesta,dovuta dei cittadini cubani.Per la situazione di vita venutasi a creare negli ultimi anni, sotto gli ochi di tutti. Poi tutto il resto che scrive, si puo anche condividerlo in linea di massima. Però per favore non menta su cose lampanti. Molti noi conosciamo la Sanchez, e non è quello che dice, solo nei rapporti del min int, descrivono quello che dice Lei. Per sua conoscenza sono cubano, residente qui da 15 anni.
Eliolibre | 12 maggio 2009 19:25 | Rispondi
Ripeto, la questione della Sanchèz a Cuba è ben conosciuta, semplicemente alla stragrande maggioranza dei cubani non glie ne può fregare di meno delle stupidaggini che scrive una giovane arrivista che approfitta dei lauti finanziamenti, premi e notorietà che il sistema mediatico internazionale offre con abbondanza a tutti coloro che diffamano l’esperienza cubana. E non credo sia il caso di ripetere le motivazioni per cui questi signori non badano a spese per denigrare Cuba.
Signor Fernando, io non sono assolutamente in malafede,anche perchè contrariamente a lei sono un italiano residente a Cuba da alcuni decenni. Conosco benissimo le questioni e le problematiche del sistema cubano, che può e deve essere migliorato, però non conosco purtroppo nessun’altro sistema che sia tanto generoso verso il proprio popolo. E lei che vive in Italia dovrebbe sapere quante ingiustizie il sitema capitalista mette in atto per favorire sempre più i ricchi facendo pagare il prezzo a coloro che faticano a tirare avanti. Ora che sempre più paesi sono sempre meno disposti a farsi sfruttare da quelli più poderosi e prepotenti, temo che se non si prendono dei provvedimenti seri il futuro assomiglierà sempre più ad un inferno. Per questo non ho dubbi che il socialismo sia l’unica via che possa garantire un futuro accettabile. Poi si può discutere all’infinito su come realizzarlo, l’uomo nuovo auspicato dal Che è ben lontano da venire, ma sicuramente il capitalismo non ci salverà dal disastro.
Eliolibre | 12 maggio 2009 19:32 | Rispondi
Ah Fernando, dimenticavo, dopo aver scritto in perfetto italiano, commentare in mado da far credere di essere cubano è un trucco veramente puerile. Se per sostenere le proprie tesi si ricorre a simili stupidità, meglio lasciar perdere. Prendere in giro il prossimo presuppone almeno un minimo di intelligenza, altrimenti si rimediano solo brutte figure. Ma perchè si vuole a tutti i costi denigrare Cuba?
E mi venite a parlare di ideologizzare la questione. Per favore!!!!!
fernando | 13 maggio 2009 09:26 | Rispondi
La ringrazio signor Eliolibre, per i complimenti al mio discreto italiano, sicuramente migliorabile.
Vede capire chi de due ha ragione diventa difficile. Purtroppo a Cuba, non esistendo una libertà vera di parola, è difficile sia quantificare e dare un giudizio qualitativo al numero e al pensiero reale dei cubani sula Sanchez come per altre cento cose. Quindi rispetto le sue parole e il suo pensiero fino a prova contraria.
Nel suo ultimo post invece mi fa capir molte cose. Vede ho quasi 50 anni, laureato alla facultad de derecho all’ habana. Ho una seconda
laura breve in sociologia, presa presso la facoltà di Urbino, con relatore il Prof. Russo. Lavoro come consulente, per le politiche di mediazione al Ministero di giustizia. Collaboro con con l’ istituto di ricerca I.M.E.S., sempre sulle problematiche di inserimento dei citadini stranieri in Italia. Il suo tipico rapportarsi con un cittadino straniero, nel mio caso cubano, denota in Lei un senso di superiorità; non lontana da certe uscite sgradevoli di alcuni uomini politici italiani.Lei è il tipico italiano, che vede noi cubani, come bravi ballerini, musicisti, simpatici birbaccioni, che alietano in cambio di pochi centavo le sue belle serate a Cuba.Capisco ora il suo fastidio verso la Sanchez, perchè non puo credere che esisono cubani differnti. Lei si stupisce che Io posso scrivere un italiano abbastanza corretto.Le prometto che in autobus non mi siederò più lasciando il posto ai bravi e pazienti italiani, organizzero dei corsi di ballo, e scriverò “vene” da vero “cuvano” così non disturberò le sue certezze.
Mi scuso con il prof.Carotenuto, per il mio piccolo sfogo, anche se fuori tema. Prego di pubblicarlo lo stesso.
Eliolibre | 14 maggio 2009 00:11 | Rispondi
Fernando, se una volta scrivi in perfetto italiano e poi per farti credere cubano scrivi storpiando la lingua, non è un problema mio…. E siccome di questi casi ne è pieno il blog, non è difficile pensar male….
Comunque credo che non sia il caso di continuare questa stupida discussione. Solamente ti prego di evitare di definirmi “Lei è il tipico italiano, che vede noi cubani, come bravi ballerini, musicisti, simpatici birbaccioni, che alietano in cambio di pochi centavo le sue belle serate a Cuba”. Ciò non corrisponde assolutamente alla verità, chi mi conosce sa benissimo come sia profondo e sincero il mio amore per Cuba ed il riaspetto che non a caso mi sono guadagnato dall’intera comunità cubana, dai dirigenti rivoluzionari, ai più semplici cittadini ed anticastristi compresi.
Quì ci salutiamo. Ti auguro ogni bene.