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Disastrosa Alitalia

Tra quanto i contribuenti italiani dovranno ricominciare a rimettere soldi nel miracolo berlusconiano della nuova Alitalia? (gc)

Questa è la storia di un viaggio di ritorno Alitalia, Caracas-Roma. Ma è soprattutto un dettaglio per capire perché Alitalia è fallita, nonostante voli internazionali e aeroporti si moltiplichino ovunque. Concentratevi e leggete.

Il 3 dicembre compro un biglietto Alitalia (13 febbraio andata) con volo di ritorno 10 aprile, ore 18:50.

Il 10 aprile alle 16  (3 ore prima) mi presento in aeroporto, il check-in è già stato chiuso. L’orario è stato cambiato:  la partenza è prevista per le 15 e 30 (tre ore prima). Nessuno mi aveva avvisato. Volo perso. Che ingenuo io a fidarmi di Alitalia, di questi tempi.  Dovevo verificare.

Il paradosso è un altro: il volo pur partendo alle 15 e 30 aveva comunque tre ore di ritardo, sarebbe partito lo stesso alle 18 e 30. In sintesi: c’era tutto il tempo per imbarcarmi, ma nessuno dell’Alitalia era reperibile in aeroporto (Venerdì santo) nessun ufficio aperto, e nessun numero telefonico disponibile (messaggio telefonico, richiamate lunedì). L’aeroporto taceva, e io tornavo in taxi a Caracas.

Arrabbiato chiamo l’Alitalia di Roma (062222). La farsa continua: al call center verificano e ammettono di aver sbagliato l’ orario sul biglietto, ma sostengono che visto il ritardo del volo, avrei potuto imbarcarmi comunque. E’ normale, è quello che pensavo anche io: ma il check-in era inspiegabilmente chiuso.

Maurizio- accento calabrese- mi ascolta con scarsa attenzione. E’ impossibile- dice- se mi fossi presentato davvero all’ora che ho detto, non avrei avuto problemi (è evidente che non ne sa nulla, è un precario che ostenta sicurezza). E’ convinto che io stia mentendo per non pagare i 100dollari di penale e partire il giorno dopo. Dovevo ammettere il mio errore, la mia irresponsabilità. Evito polemiche, chiedo notizie sul volo del giorno dopo. Il  volo sarebbe partito alle 17:45 ( non alle 15:30 come previsto), ed era inutile presentarmi troppo presto.  Che bello, già conoscono il ritardo. Ovviamente avrei dovuto pagare la penale. 

Il giorno dopo (ieri) mi presento alle 14:10 (3 ore e mezzo prima della partenza). Indovinate un po’? Il chek in ancora una volta è  stato chiuso, perché anche se il volo partiva alle 17:45 per il ritardo, era in agenda per le 15 e 30.  Il chek-in è stato fatto come se il volo fosse puntuale:  quindi chiuso alle 14.

In sintesi tutti devono farsi 4 ore d’attesa nella zona internazionale, Alitalia-Roma e Alitalia-Caracas sono due entità assolutamente separate

Questa volta mi arrabbio, mostro il biglietto alla responsabile, riferisco cosa mi ha detto l’amico Maruzio di Roma (062222) . La  responsabile (antipatica), risponde piccata ,  le mostro il biglietto e mi provoca “ è solo un biglietto elettronico noi non c’entriamo niente”. Se ne va mentre parlo. Chiamo di nuovo  Roma (062222), e l’Alitalia  ancora una volta non riescono a credere che è il check-in sia stato chiuso alle 14. Sono un mitomane.  Non si preoccupano neanche di verificare, danno per scontato che sia una fesseria di un buontempone che perde i voli, e dà la colpa agli altri. (Da sottolineare: nella stessa situazione si sono trovati anche altri).

Il terzo giorno riesco a partire, non mi fanno pagare la penale, non si scusano, ma l’aereo pochi minuti prima di decollare torna indietro. "Scusate, un guasto tecnico". Il risultato? Due ore di ritardo!

Viva l’Alitalia.

In sintesi 1) emettono un biglietto sbagliato,  2)Roma che non ha idea di cosa stia succedendo a Caracas,  3) a Caracas che ti costringono ad imbarcarti quattro ore prima del volo, pur sapendo che è puntualmente in ritardo.

Ma chi è il responsabile Alitalia a Caracas? Ancora Fantini. E l’Alitalia è in parte anche pubblica? Ambasciatore gli faccia una tiratina d’orecchie.

Piero Armenti

http://www.notiziedacaracas.it/

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