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Guernica ad Atocha

Allo stadio di Villareal pieno di gente gridano per un gol di José Mari, la stella locale. E’ il secondo della squadra spagnola Villareal-Roma 2-0. Coppa UEFA, muy importante.

A poche decine di km da Madrid e dalle 192 borse nere, ognuna un morto, e a 15 ore dagli attentati, lo show business ha deciso che tutto continuasse come se niente fosse.
Il polso di quanto è successo a Madrid a 15 ore da quello che è stato definito “l’11 settembre europeo” è che niente di quanto detto nelle prime ore è stato confermato oltre al terribile conto delle vittime. Di più: con il passare delle ore la pista ETA va perdendo forza y va prendendo consistenza l’ipotesi Al Qaeda. Il governo di José María Aznar, a 72 ore dalle elezioni politiche, nella mattinata necessitava mostrare la totale fiducia e il controllo sui fatti.

E’ tutto chiaro, aveva detto Angel Acebes, il Ministro dell’Interno. Non c’é il minimo dubbio: è stata l’ETA. Durante tutta la mattina, nessuno ha osato mettere in dubbio la versione ufficiale. Troppo grande e troppo terribile è l’alternativa che si va facendo strada con il passare delle ore: se non è stata l’ETA- che è il terrorismo conosciuto- chi?
Durante gli ultimi due anni e mezzo, esattamente 30 mesi y zero giorni dall’11 di settembre del 2001, le autorità europee hanno spaventato le società euroccidentali: siamo sotto scacco, hanno ripetuto fino alla nausea. Non è questione se succederà, hanno ripetuto tutti i ministri dell’Interno dell’Unione, è questione di quando e dove. E dove è Italia, Spagna o Gran Bretagna, i tre paesi che hanno appoggiato in tutto l’avventura statunitense in Iraq. Arriva la mattina dell’11 di marzo, un altro 11, e Atocha, Atocha, il cuore pulsante della Spagna, 100 metri in linea d’aria del monumento all’orrore umano che è il Guernica, l’opera di Picasso conservata lì, nel Museo Reina Sofía, un paio di semafori camminando verso il centro.

Atocha è Guernica e Atocha è Nuova York. 10 bombe, 200 morti, 1400 feriti. Atocha, un intreccio di binari, una grande stazione, un grande nodo di traffico nell’ora di punta, decine di treni locali, è adesso un intreccio di sangue, resti umani, grida e lacrime. E fuori i madrileni, quelli che in una vecchia canzone della guerra civile “de las bombas se ríen” e resistono, stanno in coda per donare il sangue.
Atocha è Guernica, ma chi è stato? Per otto o dieci ore le intelligenze sono messe a dura prova. Forse è perfino meglio non ragionare. Non ragionare che l’ETA non abbia mai operato così. Perché adesso? Non ragionare che per due anni e mezzo ci è stato continuamente annunciato che sicuramente Al Qaeda avrebbe colpito l’Europa, presto e duramente. Ma adesso il pensiero unico è più unico che mai: è stata l’ETA. L’intreccio dei binari è l’intreccio dei patti politici che reggono la società spagnola che aspetta domenica per proclamare Mariano Rajoy successore ed erede di José Marí­a Aznar. E’ l’intreccio dei patti politici che hanno reso illegale Batasuna, con la “Ley de Partidos”, e adesso impediscono qualunque dialettica con gli indipendentisti baschi.

Con un filo di vergogna -malpensante ma va detto- che se è stata l’ETA il PP vince con la maggioranza assoluta e se è stata Al Qaeda allora perde. Bisogna leggere tra le righe delle agenzie informative. Alle 14 -7 ore dopo le bombe- un’agenzia dalla Germania afferma che il governo Schroeder offre il suo aiuto investigativo al governo spagnolo. Perché? Parla Aznar e non nomina l’ETA. Parla il Re, che non parlava dal tentativo di colpo di stato Tejero, il 23 di febbraio del 1981, y non nomina l’ETA. Parla di nuovo Acebes e dichiara che in un furgoncino vicino ad Atocha hanno trovato dei versi del Corano e sette detonatori. E afferma che sebbene quella dell’ETA continua ad essere l’ipotesi più probabile, non se ne scartano altre. Alle 23 arriva una prima rivendicazione di Al Qaeda al periodico arabo “Al Quds Al Arabe” en Londres. Niente di ciò è sufficiente, ma fa sfogare la sensazione che tutto fosse già scritto.
Alla fine uno respira, nella drammaticità assoluta del giorno, 10 bombe, 200 morti, 1400 feriti, per lo meno i cervelli sono liberi di ragionare. Sono liberi di cercare una spiegazione. Se uno comincia a discutere la versione ufficiale, l’ “è stata l’ETA”, con il passare delle ore la terribile realtà si trasforma in “speriamo sia stata l’ETA”.

L’ETA è il terrorismo conosciuto, Al Qaeda è la terra incognita, è una guerra senza quartiere che da Nassiriya e Bagdad si sposta oggi a Guernica-Atocha, domani a Guernica-Londra, dopodomani a Guernica-Roma. Per capirlo si dovrebbe cominciare ribattezzando Guernica-Nassiriya, Guernica-Bagdad e rispettare anche quei morti. Se questa è la globalizzazione del terrore, speriamo sia stata solo l’ETA.

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