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Abortirai con dolore

Giuseppe Ratzinger ha reiterato la sua condanna per la pillola abortiva RU486. Trovo ineccepibile che la chiesa cattolica si opponga all’aborto. Mi colpisce però la preoccupazione del papa verso quegli strumenti che alleggeriscono la sofferenza umana. La condanna per la RU486 è di fatto più intransigente che quella per l’aborto stesso: “Bisogna evitare di introdurre farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell’aborto, come scelta contro la vita” afferma Ratzinger.

Il papa esige un’espiazione terrena per una colpa che per le leggi dello stato non è tale. La chiesa non si limita a condannare l’aborto ma pretende che l’aborto sia cruento, doloroso, possibilmente perfino pericoloso perché non smetta di essere una scelta moralmente lacerante. La donna va colpita nel fisico ed esposta al giudizio morale come una forca caudina sotto la quale passare. E’ un’esigenza, quella di Ratzinger particolarmente violenta, che si ricollega al tema delle cure paliative, all’eutanasia e alla fine della vita. Anche in quel caso la chiesa rifiuta di affrontare il dibattito. L’essenza della vita per la chiesa cattolica non può non essere che quella del cristo in croce, anzi della crista in croce. E se la bibbia dice “partorirai con dolore”, il papa tedesco di fronte all’aborto non resiste ad esigere per la donna la sua quota di via crucis. “Abortirai con dolore”, sembra pretendere il papa.

* Info sulla manifestazione del 14 gennaio: http://www.usciamodalsilenzio.org/

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